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La Liturgia di Domenica 7 Giugno 2026

7/6/2026

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SS. mo CORPO E SANGUE DI CRISTO - ANNO A - RITO ROMANO
​SOLENNITA' DEL CORPUS DOMINI

Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: BIANCO

​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
Oggi parliamo del dono del Corpo e Sangue di Cristo che noi identifichiamo con l'Eucarestia. Ma sapendo che Gesù morto e risorto, è asceso al Cielo dove siede alla destra del Padre e che allo stesso tempo è sempre con noi, fino alla fine del mondo, che bisogno abbiamo dell'Eucarestia, se lui e lo Spirito Santo sono già con noi? È un dono grande, ma va capita la sua utilità concreta per la nostra vita.

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo
. Per gli ebrei il pane disceso dal cielo è la Tora (la Bibbia), per cui è come se dicesse che lui è la nuova bibbia.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Gesù c'invita a nutrirci della sua carne per avere sin da oggi una vita eterna, vale a dire piena e in comunione con l'Eterno. Per carne intende la sua dimensione umana e mortale. Questo lo faccio ascoltandolo e mettendo in pratica i suoi consigli.

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Gesù insiste parlando anche del suo sangue, che per loro detiene la vita. Quindi c'invita a nutrirci di tutta la sua vita, seguendolo.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Gesù ci sta proponendo una piena comunione con lui.

Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Vivere per lui significa sposarlo, sposare le sue tesi, le sue proposte di vita, le beatitudini e desiderare la sua presenza in tutta la mia vita. Questo desiderio lo posso manifestare a me stesso, a lui e alla chiesa riunita in assemblea la domenica, alzandomi e venendo in mezzo all'assemblea, chiedendo di poter ricevere il suo corpo presente nell'eucarestia. È un gesto pubblico e concreto, la manifestazione di una volontà: desidero vivere con Gesù e per Dio.
Gesù onnipresente viene anche in mezzo a noi nell'Eucarestia, dicendoci: "Io mi sono fatto pane, per nutrirvi. Se desideri nutrirti di me e imparare ad essere anche tu pane per gli altri, alzati e vieni a ricevere la comunione. Proviamo così a fare un cammino insieme di comunione".

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Buona festa.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Signore Gesù Cristo,
che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa’ che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
Dio fedele, che nutri il tuo popolo
con amore di Padre,
saziaci alla mensa della Parola
e del Corpo e Sangue di Cristo,
perché nella comunione con te e con i fratelli
camminiamo verso il convito del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Dt 8,2-3.14-16
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 147
​Rit. Loda il Signore, Gerusalemme

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. ​Rit. 

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. ​Rit. 

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Cor 10,16-17
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
​
Parola di Dio

SEQUENZA

​[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

VANGELO - Gv 6,51-58
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda
​
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico) Alle parole:
- il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo. ​
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La Liturgia di Domenica 31 Maggio 2026

31/5/2026

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SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: BIANCO

​COMMENTO AL VANGELO di don Michele Cerutti
La festa della Santissima Trinità viene spesso percepita come il dogma più ostico, quasi una sorta di triangolo che la nostra mente fa fatica ad afferrare. Avviciniamoci a questo mistero non con la calcolatrice, ma con gli occhi del cuore e della vita, in tal modo scopriremo che la Trinità è la notizia più bella, la più rivoluzionaria e liberante che sia mai stata donata all'umanità.

Cosa celebriamo oggi? Celebriamo il fatto che Dio non è solitudine perché se Dio fosse un'entità chiusa in sé stessa, come un monolite isolato, sarebbe l'espressione più alta dell'autosufficienza che è la forma più perfetta del non-amore. L'amore ha sempre bisogno dell'altro.

La Rivelazione cristiana ci dice qualcosa di sconvolgente: Dio è Famiglia, è Relazione, è una Comunione d'Amore così perfetta che i Tre (Padre, Figlio e Spirito Santo) sono un Dio solo. Il Padre genera, il Figlio è generato e lo Spirito Santo è il legame che li unisce. In Dio, essere significa essere-in-relazione.

Ma tutto questo cosa c'entra con noi, qui oggi nelle nostre comunità? C'entra tutto, perché noi siamo stati creati a Sua immagine.

Se Dio è Trinità, allora il nostro DNA più profondo non è l'individualismo, l'egoismo o l'autoreferenzialità. Noi siamo fatti per incontrare l'altro. La nostra vita fiorisce solo quando usciamo da noi stessi per costruire ponti, accogliere il fratello, fare spazio a chi è più fragile o a chi bussa alla nostra porta. Ogni volta che amiamo, ogni volta che superiamo una divisione e creiamo comunione, noi facciamo una vera e propria esperienza della Trinità nella nostra quotidianità.

Cari fratelli, il Dio di Gesù Cristo non è un giudice distante che osserva dall'alto le nostre fatiche. È un Dio che è entrato nella nostra storia. Il Padre ci ha amati fino a mandare il Figlio, e il Figlio si è fatto uomo, condividendo le nostre gioie e le nostre croci, per poi lasciarci il Suo Spirito, la forza invisibile che ci consola, ci guida e ci spinge a non arrenderci.

La Trinità non è un rebus teologico, ma è il modello stesso del nostro vivere insieme. È la bussola per le nostre famiglie, per la nostra comunità parrocchiale e per la nostra società. Essere Chiesa significa essere riflessi di questo amore trinitario: un luogo dove non esistono scartati, dove la diversità dei carismi non divide ma arricchisce, e dove si impara l'arte bellissima del vivere gli uni per gli altri.
​
Guardiamo allora alla Trinità come al nostro porto sicuro. Non un'idea astratta, ma il grembo accogliente in cui siamo immersi fin dal giorno del nostro Battesimo. Lasciamoci plasmare da questo amore, e che le nostre vite possano diventare un riflesso, seppur piccolo ma luminoso, di tanta bellezza.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio Padre,
che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità,
e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero ineffabile della tua vita,
fa’ che nella confessione della vera fede
riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l’unico Dio in tre persone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
Padre fedele e misericordioso,
che ci hai rivelato il mistero della tua vita
donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore,
sostieni la nostra fede
e ispiraci sentimenti di pace e di speranza,
perché, amandoci come fratelli,
rendiamo gloria al tuo santo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Es 34,4-6.8-9
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Dn 3,52-56
​Rit. A te la lode e la gloria nei secoli

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri. ​Rit. 

Benedetto il tuo nome glorioso e santo. ​Rit. 

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso. ​Rit. 

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. ​Rit. 

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini. ​Rit. 

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - 2Cor 13,11-13
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Parola di Dio

VANGELO - Gv 3,16-18
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico) Alle parole:
- l quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo. ​
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La Liturgia di Domenica 24 Maggio 2026

24/5/2026

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PENTECOSTE - ANNO A - RITO ROMANO
​MESSA DELLA VIGILIA

Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: ROSSO

​COMMENTO AL VANGELO
Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo la possibilità di imitare Cristo, dando Cristo al mondo e facendolo vivere in noi.
Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante - e non contro - la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordiae con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole: - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua
nel tempo sacro dei cinquanta giorni,
rinnova il prodigio della Pentecoste:
fa’ che i popoli dispersi si raccolgano insieme
e le diverse lingue si uniscano
a proclamare la gloria del tuo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA
Rifulga su di noi, Dio onnipotente,
lo splendore della tua gloria, Gesù Cristo, luce della tua luce,
e confermi con il dono dello Spirito Santo
i cuori di coloro che per tua grazia sono rinati a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

 ​PRIMA LETTURA - Gen 11,1-9
La si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra

Dal libro della Gènesi

Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono.
Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra».
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro».
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 32
​Rit. Su tutti i popoli regna il Signore

Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
rende vani i progetti dei popoli.
Ma il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni. ​Rit. 

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini. ​Rit. 

Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. ​Rit. 

SECONDA LETTURA - Rm 8,22-27
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati.
Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
​
Parola di Dio

VANGELO - Gv 7,37-39
Sgorgheranno fiumi di acqua viva

Dal Vangelo secondo Giovanni

Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva».
Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico) Alle parole:
- l quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo.
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PENTECOSTE - ANNO A - RITO ROMANO
​MESSA DEL GIORNO

Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: ROSSO

​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
L​a sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».


Siamo arrivati a Pentecoste e di una Pentecoste ne abbiamo bisogno anche oggi. Era la festa in cui gli ebrei ringraziavano il Signore per il dono della legge, che gli consentiva di essere diversi da tutti gli altri perché gli dava le indicazioni per essere un popolo più umano e unito. Ma presto hanno capito, e lo vediamo anche oggi, che la legge non basta, perché serve anche qualcosa che ti dia la forza e la voglia di metterla in pratica. Da qui il bisogno della venuta di Gesù tra noi e del dono dello Spirito che lui ci fa già morendo in croce, poi soffiando sui discepoli il giorno di Pasqua, come vediamo nel vangelo di oggi. Ma Luca lo mette a Pentecoste per dirci che è arrivato, con il dono dello Spirito, quello che mancava alla legge. Anzitutto il nuovo comandamento che sintetizza e perfeziona tutti gli altri, senza abolirli: Ama il prossimo tuo come te stesso. Ma anche il dono della presenza di Gesù e del Padre che con lo Spirito ci accompagnano e ci sostengono. Il dono dello Spirito è il dono di Dio con noi!
Se bastava una legge o un concetto per salvare l'umanità dall'essere disumana, il Signore poteva risolvere il problema semplicemente mandandoci una nuova tavola della legge; ma non basta. Ciò che salva, che cambia i cuori, è l'incontro con una persona che mi ama e che desidero amare. Lo Spirito viene per aiutarci a incontrare e rimanere in comunione con il Signore, amando e servendo non più per dovere o per dover essere bravi, ma perché è bello vivere così e sentirci in comunione con Gesù.
Dalla pentecoste in poi i discepoli non hanno più avuto paura di testimoniare e annunciare la presenza di Gesù in mezzo a loro, creando così una fraternità e un mondo nuovo. Anche noi oggi abbiamo bisogno di riceverlo per portare avanti la loro missione per il bene nostro e di tutti.
Perciò diciamo: Vieni Signore Gesù, mandaci il tuo Spirito ora e sempre.
​
Buona Pentecoste.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa
in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo,
e rinnova anche oggi nel cuore dei credenti
i prodigi che nella tua bontà
hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

 ​PRIMA LETTURA - At 2,1-11
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 103
​Rit. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. Rit. 

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. Rit. 

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Cor 12,3-7.12-13
Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Parola di Dio

SEQUENZA
​

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

VANGELO - Gv 20,19-23
Come il Padre ha mandato me anch'io mando voi

​Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico) Alle parole: 
- l quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo. ​
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DOMANI 25 MAGGIO 2026 RIPRENDE IL TEMPO ORDINARIO

Il "Tempo Ordinario" in gergo liturgico è detto "Tempo per annum". È il tempo dedicato al "cammino" della Chiesa nella quotidianità della vita. Con la Chiesa e alla sua scuola, il cristiano si lascia condurre dalla parola di Dio per dare un significato profondo alle realtà ordinarie del lavoro, della famiglia, dell'impegno sociale. Sostenuto dallo Spirito Santo, conformerà la sua vita a quella di Cristo; con lui si consegnerà al Padre giorno per giorno fino all'approdo nel regno dei cieli dove Gesù ci ha preceduti e ci invita al banchetto delle sue nozze. Ma per realizzare tutto questo ci vuole perseveranza, santità di vita e il non aver mai perso di vista la meta definitiva. Lo Spirito sostiene, verifica e incoraggia.
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La Liturgia di Domenica 17 Maggio 2026

17/5/2026

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ASCENSIONE DEL SIGNORE - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: BIANCO

COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
È bellissimo, questa festa dell'Ascensione. È la conclusione del Vangelo di Matteo, che non accenna minimamente ad una ascensione di Gesù al Cielo, ben si ad una presenza nuova, che ci mette tutti in comunione con il Cielo. Leggiamolo.

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Tornano in Galilea, dove tutto è cominciato, dove hanno incontrato e conosciuto Gesù. È bello anche per noi tornare con la memoria ai nostri primi incontri con il Signore. Risalire sul monte, cioè nei luoghi dove abbiamo imparato a conoscerlo.

Quando lo videro, si prostrarono. Anche noi oggi possiamo prostrarci davanti a lui, segno che lo riconosciamo come Signore, prezioso per la nostra vita.

Essi però dubitarono. Io di cosa dubito? Della sua reale presenza? Eppure tante volte si manifesta reale e attento alla mia vita. Forse dubito di più del suo messaggio, dell'opportunità di prendere alla lettera la sua proposta di amare gli altri e servirli, secondo lo stile delle beatitudini. Forse il dubbio viene dalla paura di rimetterci.

Gesù si avvicinò Questo è importante: non mi basta vederlo. Ho bisogno di sentirmelo vicino. Di essere sicuro che almeno per lui la mia vita è preziosa. Questo mi dà molto coraggio e la libertà di rimetterci quando decido di amare e servire.

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Di che potere si tratta? Non è quello di fare miracoli o di scendere dalla croce; È il potere che ci dà la libertà di lavare i piedi a tutti, di essere schiavi di tutti! Lo desidero questo potere o ho dei dubbi o perlomeno qualche riserva?

Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, Se dico che vado a fare una cosa bella è facile che trovo dei discepoli. Se organizzo una bella gita, tutti hanno voglia di seguirmi. È normale. Battezzare significa aiutare le persone ad immergersi nella morte e risurrezione di Gesù, cioè a fare l'esperienza dell'amore di Dio. Questo implica l'incontro con una fraternità e con Dio. Implica lo sperimentare l'amore dei fratelli sostenuti e motivati dal Signore, per poi incontrare il Signore stesso.

insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Queste cose non vanno insegnate in cattedra, ma mettendole in pratica e dimostrando che sono cose belle da fare.

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Questa è la Buona Notizia, il Vangelo. Gesù c'invita a vivere con lui per essere in comunione con il Cielo sin da oggi. Per cui festeggiamo la sua, ma anche la nostra ascensione al cielo.
​
Buona festa.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole: ​
- 
 Signore Figlio unigenito Gesù Cristo
...   e   - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... 
si china il capo.

​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta (Alla Messa della vigilia) 
O Padre, il tuo Figlio oggi è asceso alla tua destra
sotto gli occhi degli apostoli:
donaci, secondo la sua promessa,
di godere sempre della sua presenza accanto a noi sulla terra
e di vivere con lui in cielo.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Colletta (Alla Messa della giorno) 
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,
per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza di raggiungere Cristo,
nostro capo, nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta
Dio onnipotente,
concedi che i nostri cuori dimorino nei cieli,
dove noi crediamo che oggi è asceso
il tuo Unigenito, nostro redentore.
Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno A)   
Padre santo,
che nell’ora della croce hai glorificato il tuo Figlio,
concedi alla tua Chiesa,
che attende il dono dello Spirito,
di gustare la beatitudine
promessa a coloro che partecipano
alle sofferenze di Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.​

PRIMA LETTURA - At 1,1-11
Fu elevato in alto sotto i loro occhi

​Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 46
​Rit. Ascende il Signore tra canti di gioia

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. ​Rit. 

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. ​Rit. 

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Ef 1,17-23
Lo fece sedere alla sua destra nei cieli

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 28,16-20
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole:
- e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico) Alle parole:

- l quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo. ​
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La Liturgia di Domenica 10 Maggio 2026

10/5/2026

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VI DOMENICA DI PASQUA - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: BIANCO

COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, Gesù, che ha sempre parlato dell'amore di Dio per noi, ora parla del nostro amore per lui.

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; Quindi il segno che amo Gesù è un sentimento che posso verificare dalle mie scelte concrete, cioè l'osservanza dei suoi comandamenti. Altrimenti sono chiacchiere.

e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, Gesù e lo Spirito, sono sempre con noi, e ci aiutano a scegliere la verità che ci rende liberi e umani, rimanendo cosi in comunione con loro.

che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Ogni volta che mi lascio coinvolgere dai ragionamenti di questo mondo, rimango solo, perché non riesco più a vedere Dio e la sua verità.

Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Lui rimane sempre con noi, ma per prendere coscienza di questa presenza ho bisogno di fermarmi e di pregare, per non essere distratto e sviato da altre correnti.

Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Continuamente ho bisogno di pregare per ricordarmi di questa bella notizia e di vivere in essa. La condizione è quella di rimanere sempre nel presente, senza lasciarsi accalappiare da nostalgie del passato o dalla paura del futuro.

Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. Lui è già vivo; più cresco nella comunione con lui e più vivrò anche io.

In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Siamo una famiglia, e di questo io ho bisogno.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Gesù ribadisce quello che ha detto all'inizio, capovolgendo la frase; segno che è importante. D'altronde anche noi diciamo comunemente: Quello che conta sono i fatti, non le parole.

Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui». Che il Padre e Gesù ci amino è fuori discussione e indipendente dal fatto che io ricambi questo loro amore. Ma fare l'esperienza del loro manifestarsi è bellissimo, e se sono distratto da altre priorità, difficilmente me ne accorgo.
Signore aiutaci ad amarti concretamente, amando e servendo come tu hai amato e servito, e aiutaci a cogliere le tue manifestazioni a sostegno del nostro tentativo di amare e servire i fratelli che ci doni.
​
Grazie Signore perché ci hai donato una vita, un progetto di vita e un'appartenenza.
​
Buona domenica.

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​​Si recita il Gloria
Alle parole: Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e ... Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo si china il capo.

​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Dio onnipotente,
fa’ che viviamo con intenso amore questi giorni di letizia
in onore del Signore risorto,
per testimoniare nelle opere il mistero che celebriamo nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno A)   
O Padre, che per la preghiera del tuo Figlio
ci hai donato lo Spirito della verità,
ravviva in noi con la sua potenza
il ricordo delle parole di Gesù,
perché siamo pronti a rispondere
a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 8,5-8.14-17
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 65
​Rit. Acclamate Dio, voi tutti della terra

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! Rit. 

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. Rit. 

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. Rit. 

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Pt 3,15-18
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
​
Parola di Dio

VANGELO - Gv 14,15-21
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore

​Si recita il Credo
Alle parole: e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico: alle parole: 
il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo). ​
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La Liturgia di Domenica 3 Maggio 2026

3/5/2026

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V DOMENICA DI PASQUA - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: BIANCO

COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Capita di leggere questo vangelo ai funerali, perché certamente il Signore ci prepara un posto vicino a sé oltre la morte, ma qui Gesù non sta parlando di paradiso. Gesù sta parlando di qui e di oggi. Le cose che possono turbarci sono tante, e anche se stiamo bene, basta ascoltare un telegiornale per essere preoccupati e agitati. Ma Gesù ci invita ad avere fede in lui perché oggi è disposto a stare con noi. La via per raggiungerlo è tutto ciò che ci mette in comunione con lui, amando e servendo. Basta desiderare questo e una vocazione per noi ci sarà sempre, perché i bisogni e i poveri non mancano.

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Vedere Dio è il sogno di ogni credente. Scoprire che posso contemplarlo guardando a Gesù, che si è sforzato di essere il più possibile immagine del Padre per noi, è fantastico. Gesù via, verità e vita, è sempre stato per me una luce e una guida per il mio cammino di credente. Punto di riferimento e l'ancora alla quale attaccarmi durante le tempeste. La via che è quella di servire, la verità sul volto di Dio e la vita che c'è dove c'è un amore capace di dare senso anche alla morte.

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre»
. L'opera grande che Gesù ha compiuto non sono i miracoli, ma è quella di rivelarci un Padre che ci lava i piedi, e questo possiamo fare anche noi, servendo e amandoci gli uni gli altri.

Grazie Gesù, mia via, verità e vita.
​
Buona domenica.

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​Si recita il Gloria

​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
porta a compimento in noi il mistero pasquale,
perché quanti ti sei degnato di rinnovare nel Battesimo,
con il tuo paterno aiuto portino frutti abbondanti
e giungano alla gioia della vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno A)   
O Padre, che in Cristo, via, verità e vita,
riveli a noi il tuo volto,
fa’ che aderendo a lui, pietra viva,
veniamo edificati come tempio della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 6,1-7
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 32
​Rit. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. ​Rit. 

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. ​Rit. 

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. ​Rit. 

SECONDA LETTURA - 1Pt 2,4-9
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Parola di Dio

VANGELO - Gv 14,1-12
Io sono la via, la verità e la vita

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; comessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico: 
Alle parole: 
il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo). 
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La Liturgia di Domenica 26 Aprile 2026

26/4/2026

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IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: BIANCO

COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il recinto può essere la chiesa, la comunità o le difese della persona che si deve difendere dai ladri e dai briganti. La porta è Gesù, perché lui viene per servirci e amarci.

Il guardiano che può essere il nostro cuore, la nostra coscienza e l'istinto, che sa di chi fidarsi.

gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, segno che le conosce bene e le conduce fuori. Questa è la caratteristica principale del buon pastore: non ti tiene chiuso dentro un recinto, non ti considera incapace di camminare, ma ti dà fiducia e ti aiuta ad uscire da qualsiasi recinto perché ti vuole educare alla libertà.

E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Si fidano perché sperimentano che è una voce che punta al loro bene, disinteressata e gratuita.

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo
. Entrare attraverso di lui significa entrare in comunione con lui. Lui si è fatto pane per nutrire tutti e invita anche noi a farci pane per nutrire gli altri. Camminando con lui sono salvato da una vita priva di senso e di futuro e acquisto la libertà di entrare e uscire dappertutto trovando pascolo, perché ovunque c'è da servire e da amare. Questo mi da la libertà dei figli di Dio.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza». Di questo facciamo sempre memoria e ringraziamo il Signore. Signore aiutaci a liberarci da ogni immagine di te che ti presenta come un Dio ladro, brigante e triste. Un Dio che ti vuole toglierci la gioia di vivere. Donaci di conoscerti sempre meglio come colui che viene per donarci la vita e donarcela in abbondanza.

Buona domenica.

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​​LITURGIA DELLA PAROLA
Si recita il Gloria

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l’umile gregge dei tuoi fedeli
giunga dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno A)   
O Dio, nostro Padre,
che hai inviato il tuo Figlio, porta della nostra salvezza,
infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore, che ci dona la vita in abbondanza.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 2,14.36-41
Dio lo ha costituito Signore e Cristo

Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 22
​Rit. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla

o per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. ​Rit.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. ​Rit.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. ​Rit.

SECONDA LETTURA - 1Pt 2,20-25
Siete tornati al pastore delle vostre anime

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.

Parola di Dio

VANGELO - Gv 10,1-10
Io sono la porta delle pecore

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
​

(Se si i recita il Credo Apostolico: 
Alle parole: 
il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo). ​
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La Liturgia di Domenica 19 Aprile 2026

19/4/2026

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III DOMENICA DI PASQUA - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: BIANCO

COMMENTO AL VANGELO di don Lucio D'Abbraccio
Il Vangelo di questa terza domenica di Pasqua racconta l'episodio dei due discepoli di Emmaus. È una storia che inizia e finisce in cammino. C'è infatti il viaggio di andata dei discepoli che, tristi per l'epilogo della vicenda di Gesù, lasciano Gerusalemme e tornano a casa, a Emmaus, camminando per circa undici chilometri. L'evangelista Luca, infatti, scrive che «Emmaus dista circa undici chilometri da Gerusalemme». Quello dei due discepoli è un viaggio che avviene di giorno. E c'è il viaggio di ritorno: altri undici chilometri, ma fatti al calare della notte. Due viaggi dunque: uno agevole di giorno e l'altro faticoso di notte. Il primo avviene nella tristezza, il secondo nella gioia. Nel primo c'è il Signore che cammina al loro fianco, ma non lo riconoscono: «Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo»; nel secondo non lo vedono più: «egli sparì dalla loro vista», ma lo sentono vicino. Nel primo sono sconfortati e senza speranza; nel secondo corrono a portare agli altri la bella notizia dell'incontro con Gesù Risorto: «Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!"».
Ebbene, i due cammini diversi di quei due discepoli dicono a noi, discepoli di Gesù oggi, che nella vita abbiamo davanti due direzioni opposte: c'è la via di chi, come quella dei due discepoli all'andata, si lascia paralizzare dalle delusioni della vita e va avanti triste; e c'è la via di chi non mette al primo posto se stesso e i suoi problemi, ma Gesù che ci visita, e i fratelli che attendono la sua visita, cioè i fratelli che attendono che noi ci prendiamo cura di loro: «ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (cf Mt 25,35-36). Ecco allora la svolta: smettere di orbitare attorno al proprio io, alle delusioni del passato, agli ideali non realizzati, a tante cose brutte che sono accadute nella propria vita. Tante volte mettiamo al centro della nostra vita il nostro io. Questo è sbagliato. È sbagliato perché il nostro egoismo non ci salverà. Non dimentichiamo mai che la nostra unica e sola salvezza è Cristo. Ciò significa che da soli non ci salveremo. Per salvarci Dio ha bisogno del nostro «sì» e noi abbiamo bisogno del suo aiuto. Bisogna, allora, fare un'inversione di marcia, ossia: passare dai pensieri sul mio io alla realtà del mio Dio; passare dai "se" al "sì". Cosa significa? Molte volte noi diciamo: se Dio mi avesse ascoltato, se la vita fosse andata come volevo, se avessi questo e quell'altro...! Tutti questi "se" sono in tono di lamentela. Questo "se", però, non è fecondo, non aiuta né noi né gli altri. I nostri "se", sono simili a quelli dei due discepoli, i quali si lamentavano dicendo: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?. Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute"». «Noi speravamo...». Questo verbo al passato dice tutto: Abbiamo creduto, abbiamo seguito, abbiamo sperato..., ma ormai tutto è finito. Anche Gesù di Nazaret, che si era dimostrato profeta potente in opere e in parole, ha fallito, e noi siamo rimasti delusi. Questo dramma dei discepoli di Emmaus appare come uno specchio della situazione di molti cristiani del nostro tempo: sembra che la speranza della fede sia fallita. La stessa fede entra in crisi, a causa di esperienze negative che ci fanno sentire abbandonati dal Signore. Ma questa strada per Emmaus, sulla quale camminiamo, può divenire via di una purificazione e maturazione del nostro credere in Dio. Anche oggi possiamo entrare in colloquio con Gesù, ascoltando la sua Parola e, solo ascoltando la sua Parola questi "se" passano al "sì". Sì, «Davvero il Signore è risorto»; è vivo e cammina con noi! Sì, ora, non domani, ci rimettiamo in cammino per annunciarlo. Anche noi, dunque, come i discepoli, possiamo e dobbiamo dire: "Sì, Signore, io posso fare questo perché la gente sia più felice, perché la gente migliori...". E allora, passiamo dal "se" al "sì", dalla «lamentela» alla «gioia» e alla «pace».
Questo cambio di passo, dall'io a Dio, dai "se" al "sì", com'è accaduto nei discepoli? Incontrando Gesù: i due discepoli di Emmaus prima gli aprono il loro cuore; poi lo ascoltano spiegare le Scritture; quindi lo invitano a casa. Sono tre passaggi che possiamo compiere anche noi nelle nostre case: primo, aprire il cuore a Gesù, affidargli i pesi, le fatiche, le delusioni della vita, affidargli i "se"; e poi, secondo passo, ascoltare Gesù, prendere in mano il Vangelo, leggere oggi stesso questo brano del Vangelo di Luca; terzo, pregare Gesù, con le stesse parole di quei discepoli: «resta con noi». Signore, resta con me, con tutti noi, perché abbiamo bisogno di Te per trovare la via. E senza di Te c'è la notte.
Nella vita siamo sempre in cammino. Il nostro è un pellegrinaggio. E allora, scegliamo la via di Dio, non quella dell'io; la via del "sì", non quella del "se". Scopriremo che non c'è imprevisto, non c'è salita, non c'è notte che non si possano affrontare con Gesù. La Madonna, Madre del cammino, che accogliendo la Parola ha fatto di tutta la sua vita un "sì" a Dio, ci indichi la via della salvezza. Amen!

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​​LITURGIA DELLA PAROLA
Si recita il Gloria

Colletta
Esulti sempre il tuo popolo, o Dio,
per la rinnovata giovinezza dello spirito,
e come ora si allieta per la ritrovata dignità filiale,
così attenda nella speranza il giorno glorioso della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno A)   
O Dio, che in questo giorno santo
raduni la tua Chiesa pellegrina nel mondo,
donaci di riconoscere il Cristo crocifisso e risorto
che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture
e si rivela a noi nello spezzare il pane.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 2,14.22-33
Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere

Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 15
​Rit. ​Mostraci, Signore, il sentiero della vita

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. ​Rit. 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. ​Rit. 

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. ​Rit. 

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Pt 1,17-21
Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Parola di Dio

VANGELO - Lc 24,13-35
Lo riconobbero nello spezzare il pane
​
Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
​

(Se si i recita il Credo Apostolico: 
Alle parole: 
il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo). 
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La Liturgia di Domenica 12 Aprile 2026

12/4/2026

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II DOMENICA DI PASQUA - A - RITO ROMANO
DOMENICA  DELLA DIVINA MISERICORDIA
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: BIANCO

COMMENTO AL VANGELO di don Lucio D'Abbraccio
​L'odierna domenica conclude l'Ottava di Pasqua, come un unico giorno "fatto dal Signore", contrassegnato con il distintivo della Risurrezione e della gioia dei discepoli nel vedere Gesù. Fin dall'antichità questa domenica è detta "in albis", dal nome latino "alba", dato alla veste bianca che i neofiti indossavano nel Battesimo la notte di Pasqua e deponevano dopo otto giorni, cioè oggi. San Giovanni Paolo II ha intitolato questa stessa domenica alla Divina Misericordia, in occasione della canonizzazione di Suor Maria Faustina Kowalska, il 30 aprile del 2000.
Ebbene, di misericordia e di bontà divina è ricca la pagina del Vangelo di san Giovanni di questa Domenica. Vi si narra che Gesù, dopo la Risurrezione, visitò i suoi discepoli la sera del giorno stesso della Risurrezione, «il primo della settimana», e poi «otto giorni dopo», varcando le porte chiuse del Cenacolo. Sant'Agostino spiega che «le porte chiuse non hanno impedito l'entrata di quel corpo in cui abitava la divinità. Colui che nascendo aveva lasciata intatta la verginità della madre poté entrare nel cenacolo a porte chiuse» (cf in Ioh. 121,4: CCL 36/7,667); e san Gregorio Magno aggiunge che «il nostro Redentore si è presentato, dopo la sua Risurrezione, con un corpo di natura incorruttibile e palpabile, ma in uno stato di gloria» (cf Hom. in Evag., 21,1: CCL 141,219).
Gesù, dunque, mostra agli apostoli i segni della passione, fino a concedere all'incredulo Tommaso di toccarli. Tommaso, scrive l'autore sacro, «non era con loro quando venne Gesù» e, quando gli altri discepoli gli hanno detto che avevano visto il Signore, lui ha risposto: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Tommaso rappresenta tutti noi, che non eravamo presenti nel cenacolo quando il Signore è apparso e non abbiamo avuto altri segni fisici o apparizioni da parte sua. Anche noi, come quel discepolo, a volte facciamo fatica: come si fa a credere che Gesù è risorto, che ci accompagna ed è il Signore della nostra vita senza averlo visto, senza averlo toccato? Come si fa, a credere questo? Perché il Signore non ci dà qualche segno più evidente della sua presenza e del suo amore? Qualche segno che io possa vedere meglio? Ecco, anche noi siamo come Tommaso, con gli stessi dubbi, gli stessi ragionamenti.
Ma non dobbiamo vergognarci di questo. Raccontandoci la storia di Tommaso, il Vangelo ci dice che il Signore non cerca cristiani perfetti, cristiani che non dubitano mai e ostentano sempre una fede sicura. Essa conosce tempi di consolazione, di slancio e di entusiasmo, ma anche stanchezze, smarrimenti, dubbi e oscurità. Il Vangelo ci mostra la "crisi" di Tommaso per dirci che non dobbiamo temere le crisi della vita e della fede. Le crisi non sono peccato, sono cammino, non dobbiamo temerle. Tante volte ci rendono umili, perché ci spogliano dall'idea di essere a posto, di essere migliori degli altri. Le crisi ci aiutano a riconoscerci bisognosi: ravvivano il bisogno di Dio e ci permettono così di tornare al Signore, di toccare le sue piaghe, di fare nuovamente esperienza del suo amore, come la prima volta. Pensiamo a san Francesco d'Assisi e a tanti altri santi. È meglio, dunque, una fede imperfetta ma umile, una fede che sempre ritorna a Gesù, anziché una fede forte ma presuntuosa, che rende orgogliosi e arroganti!
Tommaso, scrive Giovanni, davanti al Signore che lo invitava a mettere il dito nelle piaghe e nel fianco - «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!» - esclama dicendo: «Mio Signore e mio Dio!». Tommaso, toccando le ferite del Signore, guarisce non solo la propria ma anche la nostra diffidenza.
L'autore sacro, inoltre, scrive che per due volte Gesù disse ai discepoli: «Pace a voi!», e aggiunse: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro, dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». È questa la missione della Chiesa perennemente assistita dal Paraclito: portare a tutti il lieto annuncio, la gioiosa realtà dell'Amore misericordioso di Dio, «perché - come dice san Giovanni - crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome».
Ed infine il saluto «Pace a voi!». Il saluto tradizionale, con cui ci si augura lo shalom, la pace, diventa qui una cosa nuova: diventa il dono di quella pace che solo Gesù può dare, perché è il frutto della sua vittoria radicale sul male. La «pace» è il dono che Cristo ha lasciato ai suoi amici (cf Gv 14,27) come benedizione destinata a tutti gli uomini e a tutti i popoli. Non la pace secondo la mentalità del "mondo", come equilibrio di forze, ma una realtà nuova, frutto dell'Amore di Dio, della sua Misericordia. È la pace che Gesù Cristo ha guadagnato a prezzo del suo Sangue e che comunica a quanti confidano in Lui. «Gesù, confido in te»: in queste parole si riassume la fede del cristiano, che è fede nell'onnipotenza dell'Amore misericordioso di Dio.
Accogliamo il dono della pace che ci offre Gesù risorto e lasciamoci riempire il cuore dalla sua misericordia! Maria Santissima, Madre di Misericordia e Regina della pace, ci aiuti a lasciarci rinnovare dallo Spirito Santo affinché possiamo essere apostoli di pace e ci accompagni nel cammino della fede e dell'amore. Amen!

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​​LITURGIA DELLA PAROLA
Si recita il Gloria

Colletta
Dio di eterna misericordia,
che ogni anno nella festa di Pasqua
ravvivi la fede del tuo popolo santo,
accresci in noi la grazia che ci hai donato,
perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza
del Battesimo che ci ha purificati,
dello Spirito che ci ha rigenerati,
del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno A)   
Signore Dio nostro,
che nella tua grande misericordia
ci hai rigenerati a una speranza viva,
accresci in noi la fede nel Cristo risorto,
perché credendo in lui
abbiamo la vita nel suo nome.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 2,42-47
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune

Dagli Atti degli Apostoli

[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 117
Rit. ​Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». Rit. ​

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze. Rit. ​

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Pt 1,3-9
Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.

Parola di Dio

SEQUENZA (Facoltativa) 
​

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

VANGELO - Gv 20,19-31
Otto giorni dopo venne Gesù

Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
​
Parola del Signore

Se si i recita il Credo: ​
Alle parole: e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo

Se si i recita il Credo Apostolico: 
Alle parole: 
il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo

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La Liturgia di Domenica 5 Aprile 2026

5/4/2026

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S. PASQUA DEL SIGNORE - A - RITO ROMANO
S. MESSA DEL GIORNO
Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: BIANCO

COMMENTO AL VANGELO
CRISTO È RISORTO!
Qui c'è il cuore della nostra fede; qui c'è il solco che segna l'unica vera divisione tra gli uomini.
Quelli che accolgono l'annuncio pasquale sanno di non essere più prigionieri di un mondo piccolo e chiuso, oltre il quale non c'è che l'abisso del nulla. È stato aperto un varco dall'amore che è più forte della morte: per questo varco ora anche noi abbiamo libero accesso al Regno e alla casa del Padre, dove Gesù è salito a prepararci un posto.
Risorgere in Cristo e con Cristo è il nostro destino; e vuol dire migrare di là, su una nuova terra dove più non si piange, sotto nuovi cieli dove finalmente abiterà la giustizia.
Se Cristo è risorto, allora ogni sofferenza è transitoria: ciò che passa, alla fine è sempre breve; e, una volta passato, sembra irreale come un sogno. Solo ciò che resta per sempre, ciò che è collocato nel mondo dei risorti, è realtà autentica e piena, senza il turbamento che è inseparabile da ogni cosa che finisce.
La Pasqua è la certezza che il male alla fine è sconfitto. Anche se fa molto chiasso, anche se dissemina molte rovine, anche se può avere un'impressionante successo - che poi è il "successo dei tre giorni", come la vicenda del Signore crocifisso - non prevarrà. Sulla menzogna, sull'ingiustizia, sull'odio, sull'oppressione del debole e dell'innocente, alla fine si affermerà la verità, trionferà la vita, vincerà l'amore.
L'Unigenito del Padre - che si è fatto uomo, indissolubilmente legato alla nostra stirpe e alla nostra sorte - è entrato come primogenito di una moltitudine di fratelli nel Paradiso di Dio, che così è diventato anche nostro.
La sua risurrezione è la caparra sicura e concreta della nostra. Nemmeno su di noi, che pure sembriamo votati a subire il suo oscuro dominio, la morte avrà l'ultima parola. Risorgendo, Cristo ha liberato i nostri giorni "infausti e brevi" dalla paura dell'annientamento e dall'orrore della prospettiva che tutto, nella nostra esistenza, alla fine sia vanificato.

ASPETTO LA RISURREZIONE DEI MORTI
Nella professione di fede noi proclamiamo davanti a tutti: "Aspetto la risurrezione dei morti". Lo diciamo tutti sul serio?
San Paolo, al pensiero che qualche cristiano possa ripetere queste parole senza convincimento intimo e certo, è preso come da un brivido di angoscia e di compassione; ed esclama: Se i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati... Se abbiamo speranza in Cristo soltanto per questa vita, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini (cf. 1 Cor 15,16-19).
Allora la grazia particolare da chiedere nella celebrazione della Pasqua è appunto di recuperare intera e viva questa persuasione. È la verità che è il centro e il compendio di tutta la nostra fede: deve tornare ad essere il cuore e l'ispirazione di tutta la nostra esistenza.
E c'è una seconda grazia da chiedere: quella di diventare, tutti noi che crediamo, gli evangelizzatori e gli apostoli di questo annuncio pasquale.
Annunciare la risurrezione di Cristo, che è principio e causa della nostra, significa in concreto anche di riaffermare la preziosità dell'uomo in faccia a Dio e la sua dignità. E ci vuole coraggio e tenacia in un mondo come il nostro.
Non è facile far risonare efficacemente la Pasqua in una società dove le aggressioni, gli omicidi, i sequestri si fanno sempre più frequenti e spavaldi; dove gli esseri umani, chiamati alla vita, vengono subito aggrediti atrocemente - e legalmente - perché non ne varchino la soglia; dove la denutrizione e la fame abbattono a milioni i fanciulli; dove l'emarginazione del malato e dell'anziano a volte è aggravata da calcoli ed egoismi spietati [dove sono chiamate civili le unioni che segnano il ritorno alla barbarie, dove si parla di diritti per tutti, tranne che per i bambini che hanno il diritto fondamentale ad avere un babbo e una mamma, N.d.BB].
Ma celebrare la Pasqua vuol dire anche ravvivare la speranza. Proprio perché Gesù di Nazareth è risorto e, risorgendo, è stato costituito Signore dell'universo, noi sappiamo che l'umanità non può andare perduta. Una grande energia di novità e di riscatto sta pervadendo la terra da quel mattino di primavera, quando prima Maria di Magdala e le altre donne, poi Pietro e gli apostoli trovano il sepolcro vuoto. Ciascuno di noi stanotte si impegni a lasciar lavorare questa divina energia nel segreto del suo cuore e nella operosità della sua vita. ​

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​​LITURGIA DELLA PAROLA
Nell'introduzione del video della CEI viene detto ANNO B ma trattasi di un semplice refuso in quanto le letture lette sono correttamente quelle dell'ANNO A
Si recita il Gloria

Colletta
O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo Figlio unigenito,
hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la risurrezione del Signore,
di rinascere nella luce della vita,
rinnovati dal tuo Spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 10,34a.37-43
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 117
Rit. ​Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». Rit. ​

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. Rit. ​

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. Rit. ​

SECONDA LETTURA - Col 3,1-4
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

SEQUENZA
​

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

VANGELO - Gv 20,1-9
Egli doveva risuscitare dai morti

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

Se si i recita il Credo: ​
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