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La Liturgia di Domenica 18 Ottobre 2026

18/10/2026

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XXIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO - A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Perché lo vogliono eliminare? Gesù è a Gerusalemme e sta parlando di suo Padre, che ama tutti indistintamente e gratuitamente. Se quello che dice è vero, noi non abbiamo più bisogno di sacerdoti intermediari, specialisti della preghiera, per convincere il nostro Dio ad ascoltare le nostre richieste, né del tempio dove si offrivano sacrifici e offerte per ottenere la grazia. In altre parole Gesù mina alla radice tutto il loro mondo religioso ed economico. Per questo è considerato un sovversivo pericoloso.

Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Se risponde che vanno pagate, diventa impopolare perché era la tassa che gli ricordava che erano sotto il domino dei romani e quindi odiata. Se dice di no, gli erodiani, collaborazionisti dei romani, lo fanno arrestare ed era passibile di morte.

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Chiamandoli ipocriti gli dice una prima verità, perché si presentano come agnelli mentre sono lupi.
​
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Frase famosissima e molto strumentalizzata. Ma proviamo a capirne il vero significato. Che cosa è di Cesare e cosa è di Dio? L'immagine di Cesare è sui soldi quindi lui ha come religione il potere che danno i soldi. L'immagine di Dio è su di noi, fatti a sua immagine e somiglianza. Restituire l'uomo a Dio significa ascoltarlo e accogliere Gesù come guida per la nostra vita. Non ridare a Cesare i suoi soldi significa accettare lui come divinità e scegliere la sua logica che è quella del più forte, a scapito dei deboli e dei poveri. Ubbidire a Cesare ci fa costruire un mondo disumano, mentre quando do importanza a Dio, costruisco un mondo umano. Tutti i giorni siamo confrontati a queste due scelte; Il mondo o il vangelo. Umanamente capisco che il vangelo è più bello e costruttivo, ma anche il mondo ha il suo fascino. Signore vieni a salvarci e aiutaci a fare le scelte giuste.
​Donaci, Signore, di puntare alla santità, che è la cosa più bella che possiamo riuscire a fare.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
donaci di orientare sempre a te la nostra volontà
e di servirti con cuore sincero.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, sul palmo della tua mano
sta scritto il nome di ogni tuo figlio:
fa' che nel misterioso intrecciarsi
delle libere volontà degli uomini
nessuna autorità abusi della propria forza
e ogni potere si ponga sempre
a servizio del bene di tutti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 45,1.4-6
Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni

​Dal libro del profeta Isaìa

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 95
​Rit. Grande è il Signore e degno di ogni lode

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. ​Rit. 

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. ​Rit. 

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. ​Rit. 

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Ts 1,1-5
Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 22,15-21
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
​
Parola del Signore

​​​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 11 Ottobre 2026

11/10/2026

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XXVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Il figlio è Gesù, la sposa è Il suo popolo; siamo noi. Io cosa faccio? Finora ci ha invitato a lavorare nella sua vigna, a collaborare all'edificazione del suo regno. Oggi si tratta solo di fare festa per questo matrimonio che diventa anche il mio. Sono contento?

Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: Dite agli invitati: "Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!". Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Gesù sta usando questo linguaggio per manifestare il disappunto del Padre, ma sappiamo che preferirà consegnarci suo figlio piuttosto che uccidere noi. Ma perché molti lo rifiutano? O perché non corrisponde alle loro aspettative, o perché i loro pregiudizi gli impediscono di conoscerlo. E io?

Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Un Dio che vuole farci partecipi della sua festa, senza escludere neanche i cattivi, perché ci ama tutti e il suo amore è così grande che non si lascia condizionare dalle nostre cattiverie.
​
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Bisogna sapere che allora, chi organizza una festa, provvedeva anche a dare un vestito agli invitati; quindi chi non ce l'ha è perché non vuole averlo. È una provocazione. Come se oggi mi presentassi ad una cena nudo. Ma qual è l'abito nuziale di Gesù? Quello della lavanda dei piedi e della croce. L'abito di chi ama e serve fino a farsi schiavo di tutti. Quindi se desidero essere in sintonia con lui, in piena comunione, anche io devo mettere lo stesso abito. Lo voglio questo matrimonio?

Gli disse: "Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?". Malgrado tutto lo chiama ancora amico!

Quello ammutolì. Per vergogna? Perché è arrabbiato? Fatto sta che la relazione con quest'uomo è impossibile e il padrone ha le mani legate. L'unica cosa che può fare è mettere quest'amico nelle condizioni di poter sperimentare anche lui il malessere che diffonde legando anche lui e lasciandolo fuori, da solo, sperando che si ravveda. Ma ciò che lo lega principalmente è la convinzione che le leggi di questo mondo violento sono migliori del vangelo. La legge del più forte che veramente, con le sue guerre piccole e grandi, porta pianto e stridore di denti.

Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti".
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti»
. Signore grazie per la tua chiamata universale. Donaci di risponderti per poter essere eletti alla piena comunione con te.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre,
che inviti tutti gli uomini alle nozze del tuo Figlio,
rivestici dell'abito nuziale
e donaci di accogliere sempre le sorprese del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 25,6-10
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto

Dal libro del profeta Isaìa

Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 22
​Rit. Abiterò per sempre nella casa del Signore

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. Rit. 

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. Rit. 

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. Rit. 

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. Rit. ​

SECONDA LETTURA - Fil 4,12-14.19-20
Tutto posso in colui che mi dà forza

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 22,1-14
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore

​​​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo. 
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La Liturgia di Domenica 4 Ottobre 2026

4/10/2026

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XXVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Siamo ancora nell'ambito della vigna del Signore che è il suo regno, consegnato a noi.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Gesù sta parlando dei molti profeti non ascoltati e uccisi. Sono molti anche oggi, e se ne parla troppo poco. I nostri notiziari parlano più facilmente dei preti che fanno del male che di tutti quelli che ogni anno si fanno ammazzare in giro per il mondo per annunciare il vangelo. Sono tanti, come sono tanti quelli che si fanno uccidere semplicemente perché dicono una verità scomoda per alcuni.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
​Chiaramente Gesù qui preannuncia la sua fine.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

Questo è quello che faremmo noi, ma, per fortuna, Dio non è come noi.

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
"La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi"?

Questa è la buona notizia di questo vangelo e la dimostrazione dell'onnipotenza di Dio. Il crimine fatto, suppliziando e uccidendo suo figlio, Dio lo trasforma in una grande opportunità; quella di poter intravedere il volto di Dio, un Dio infinitamente misericordioso e che ci ama anche se uccidiamo suo figlio e lui stesso. Gesù morto e risorto diventa la pietra angolare della chiesa, del suo regno.
​
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
E, anche se non ci piace, anche questa è una buona notizia. E un bene che il suo regno sia consegnato a chi ne sa produrre i frutti, perché questi frutti li riceviamo anche noi. Ma meglio è se riesco a seguire Gesù concretamente, con dei fatti. Il suo regno non si regge su delle pratiche religiose o devozioni. Sono cose belle e di aiuto, ma il regno di Dio si costruisce mettendo in pratica le sue indicazioni. Principalmente sulla giustizia e sulla carità.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
oltre ogni desiderio e ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
Padre giusto e misericordioso,
che non abbandoni mai la tua Chiesa,
vigna che la tua destra ha piantato,
custodisci e proteggi ogni suo tralcio,
perché, innestato in Cristo, vite vera,
porti frutti buoni nel tempo e nell'eternità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 5,1-7
La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele

Dal libro del profeta Isaìa

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 79
​Rit. La vigna del Signore è la casa d’Israele

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli. ​Rit. 

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna. ​Rit. 

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. ​Rit. 

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Fil 4,6-9
Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Parola di Dio

VANGELO - Mt 21,33-43
Darà in affitto la vigna ad altri contadini

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
​
Parola del Signore

​​​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo. 
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La Liturgia di domenica 27 Settembre 2026

27/9/2026

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XXVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
​In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: Gesù sta parlando alle persone religiosamente più ragguardevoli. Quelli che si sentono a posto e nel giusto, meritevoli di stima da parte di Dio e del popolo.

«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Strano! Normalmente, sapendo che quest'uomo rappresenta Dio Padre, il figlio è solo uno, ed è Israele, come per noi oggi è la chiesa. Ma chi è il secondo?

Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". La settimana scorsa abbiamo parlato di servi. Oggi parla di figli, quindi eredi, chiamati a lavorare nella loro vigna. A ognuno di noi Dio fa questa proposta, ognuno con le proprie capacità. Si tratta di lavorare per costruire il regno di Dio dove viviamo, rendendolo bello, oggi.

Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E io, cosa rispondo? Dipende. Se capisco chi è che me lo chiede e sono convinto che certamente lo fa per il mio bene, collaboro volentieri. Se penso di avere davanti un Dio esigente e che mi vuole strumentalizzare per il suo progetto, dico di sì, ma appena posso mi defilo. È normale. Quindi tutto dipende dalla mia conoscenza e dall'idea che mi sono fatto del Padre. Da come vivo questa relazione. Ma questo vale anche per le persone importanti per me; il vescovo, il marito, la moglie, i colleghi di lavoro. Da questo dipende il vivere in un paradiso o in un inferno. Ma la relazione più importante, che può aiutarmi a migliorare tutte le altre, è quella con il Padre; Dio Padre Nostro.

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli». Qui si capisce meglio chi è questo secondo figlio, che mi passa avanti nel regno di Dio. È quello cattivo, peccatore, cosciente di non meritare nulla. Mi passa avanti perché quando scopre l'amore di Dio, capisce che è gratuito e il suo cuore si riempie di gratitudine. Invece, chi si sente apposto, pensa di meritarsi la stima e l'affetto, pensa di essersela guadagnato e di conseguenza ha una relazione molto diversa con Dio e anche con gli altri. Il peccatore, cosciente di esserlo, non giudica nessuno e ringrazia per tutto ciò che riceve. Scoprendo l'amore di Dio può riuscire a mettere in pratica ciò che ci dice San Paolo nella lettera ai Filippesi che abbiamo letto oggi: "Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù".

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
​​COLLETTA
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, affrettandoci verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, che prometti vita e salvezza
a ogni uomo che desiste dall'ingiustizia,
donaci gli stessi sentimenti di Cristo,
perché possiamo donare la nostra vita
e camminare con i fratelli verso il tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Ez 18,25-28
Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore:
«Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 24
​Rit. Ricòrdati, Signore, della tua misericordia

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno. ​Rit. 

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. ​Rit. 

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Fil 2,1-11
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù

​Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 21,28-32
Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio
​
Dal Vangelo secondo Matteo
​In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
​
Parola del Signore

​​​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo. 
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La Liturgia di Domenica 20 Settembre 2026

20/9/2026

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XXV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna".
Questo padrone è Dio, innamorato della sua vigna, simbolo di gioia. I lavoratori siamo noi. Più mi alzo presto per lavorarci, più significa che ho sperimentato che è bello fare del bene e costruire il regno di Dio.
"Si accordò con loro per un denaro al giorno", che è il "pane quotidiano". Il denaro è ciò che corrisponde al nostro bisogno. Se ce ne da di meno si fa la fame, se ce ne da di più, è sprecato.

"Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono".
"Quello che è giusto" non in base ai meriti ma in base ai bisogni; è una logica diversa, quella di un Padre.

"Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna".
Dio non si stanca mai di invitarci a stare con Lui e a collaborare al suo progetto di mondo giusto e bello. Per Lui è fortunato chi arriva per primo. A volte noi siamo presi da altre cose o semplicemente non riusciamo a capire per esempio che c'è gioia nel dare, nel fare per gli altri. Bella la frase di Sant' Agostino: "Tardi ti amai, bellezza infinita". L'importante è arrivarci, prima o poi.

"Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro".
Da notare che chiama gli ultimi per primo, affinché gli altri vedano. Avrebbe potuto chiamarli per ultimo, per evitare il conflitto; ma lo scopo della parabola è proprio qui, nel voler smascherare che tipo di relazione ho con Dio. Da figlio o da impiegato.

"Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo".

Questa è la logica dei meriti. Se il denaro è la vita eterna, dopo una vita di sacrifici, è logico che sono geloso di chi la riceve, come il buon ladrone, senza aver faticato.
Se penso che per piacere a Dio, devo fare tanti sacrifici, tante devozioni e pratiche religiose come la messa domenicale, sarò geloso del figlio prodigo. E' normale. E' la logica di questo mondo, che uso anche con Dio.

"Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene".

Questo "vattene" è terribile. Dopo una vita di sacrifici e preghiere, scoprire che di Dio non ho capito proprio niente, tanto da meritare un "vattene!", è terribile!

"Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?".
Dio non mi nega il denaro, ma siccome penso che me lo sono meritato, guadagnato con fatica, non mi da gioia. E' tutta l'impostazione che è sbagliata. Vivo e ragiono da povero schiavo, e non vedo che il nostro Dio è diverso. Ama tutti. Non giudica, non critica e non vuole niente da noi. Vuole solo dare a tutti i suoi figli il massimo, non perché se lo meritano, ma perché sono figli suoi.

"Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi".
Quelli che pensano di meritare l'amore di Dio non possono vederne la gratuità, mentre chi sa di essere lontano, di non meritare nulla, quando scopre per via di qualche provvidenza o esperienze di vita, che Dio li ama cosi come sono, scoprono non solo che Dio c'è, ma che li ama gratuitamente. Per questo saranno i primi a lodarlo e a ringraziarlo nel regno di Dio.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, che nell'amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa' che osservando i tuoi comandamenti
possiamo giungere alla vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, le tue vie sovrastano le nostre vie
quanto il cielo sovrasta la terra:
concedi a noi la gioia semplice
di essere operai della tua vigna
senza contare meriti e fatiche,
lieti solo di portare frutti buoni
per la speranza del mondo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 55,6-9
I miei pensieri non sono i vostri pensieri

Dal libro del profeta Isaìa

Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Parola di Diov

SALMO RESPONSORIALE - Sal 144
​Rit. Il Signore è vicino a chi lo invoca

Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza. Rit

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Rit

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. Rit

SECONDA LETTURA - Fil 1,20-24.27
Per me vivere è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo.
Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 20,1-16
Sei invidioso perché io sono buono?

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
​
Parola del Signore

​​​​Si recita il Credo
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La Liturgia di Domenica 13 Settembre 2026

13/9/2026

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XXIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Che è un modo per dire: "Sempre!".

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Bellissima questa parabola che c'invita ad avere misericordia anche perché misericordia abbiamo ricevuto, ma per capirla meglio bisogna tenere conto del fatto che questo padrone è Dio stesso, e il debito impagabile che tutti abbiamo nei suoi confronti è il dono della vita! L'essere misericordiosi dipende da questa presa di coscienza: Tutto mi è stato dato e io non sarò mai in grado di ripagare ciò che ho ricevuto. La mancanza di misericordia nasce dall'ignoranza del mio peccato, dal pensare di avere dei diritti.
C'è da domandarsi come mai l'uomo di questa parabola è così cieco. Che ragionamenti ha fatto per arrivare a tanto? Forse pensa che il padrone è così ricco che a lui non gli costa nulla condonargli il debito. Non riesce a vedere che da la vita per lui. Forse pensa che è stato furbo o addirittura che si è meritato il perdono perché lui si è umiliato e confessato! Mai successo?
Signore donami di saper riconoscere il mio peccato non per masochismo ma per scoprire sempre di più quanto è grande il tuo amore e il dono della vita.
​
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Come può il Signore costruire il suo regno qui in terra e anche in cielo se noi rifiutiamo qualcuno? Quanti paradisi ben separati deve fare per evitare che ci azzuffiamo? Signore aiutaci a perdonare di cuore oggi, per il bene nostro, della nostra salute e del nostro futuro.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, creatore e Signore dell'universo,
volgi a noi il tuo sguardo,
e fa' che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
per sperimentare la potenza della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Dio, che ami la giustizia e ci avvolgi di perdono,
crea in noi un cuore puro a immagine del tuo Figlio,
un cuore più grande di ogni offesa,
più luminoso di ogni ombra,
per ricordare al mondo il tuo amore senza misura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Sir 27,33-28,9
Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati

Dal libro del Siràcide

Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare,
della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 102
​Rit. Il Signore è buono e grande nell’amore

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. Rit. 

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. Rit. 

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. Rit. 

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 14,7-9
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore

​Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 18,21-35
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
​
Parola del Signore

​​​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo. 
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La Liturgia di Domenica 6 Settembre 2026

6/9/2026

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XXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In questo vangelo Gesù c'invita ad imparare ad avere tra di noi un dialogo costruttivo attraverso la trasparenza. Questo si fa sopratutto manifestando all'altro il male che mi fa', non con il pianto o con atteggiamenti ostili, tipo il mutismo, ma con il dialogo, manifestando ciò che vivo, prima che il male subìto rovini la relazione. Questo discorso, apparentemente così scontato, di fatto è difficile da mettere in pratica perché quando l'altro mi fa del male tendo a non fidarmi di lui e nasce la paura che aprendomi nella semplicità e nella trasparenza possa farmi ancora più male! Per cui abbiamo tendenza ad usare altre tecniche che sono fondamentalmente di difesa o di attacco, come la gazzella braccata dal leone che corre finché può ma che, se si sente incastrata, si rigira ed è capace di ferire a morte il leone. Sono reazioni istintive.

Penso che a noi tutti sia capitato di notare che qualcuno ci evita oppure che di colpo si avventano contro di noi con una violenza inaspettata, segno che gli abbiamo fatto del male senza rendercene conto.

Il dialogo è ciò che permette all'altro di scoprire che ci sta facendo del male. E' sbagliato presumere che lo sa già. Inoltre mi dà la possibilità di scoprire le motivazioni dell'altro, scoprendo magari che si comporta cosi perché anche lui è stato ferito proprio da me, senza che io me ne rendessi conto, oppure ha altre motivazioni alle quali io non avevo pensato.

Fatto sta che molto malessere nasce e cresce proprio per la nostra incapacità a dialogare e a confrontarsi. Imparare a dialogare è un dono grande, che Gesù desidera farci, Lui che è maestro di comunicazione.

Qual è la chiave per cominciare? L'amore, la capacità di perdonare prima ancora di cominciare il dialogo, che evita che l'altro si metta sulla difensiva e che mi viene dall'essere cosciente di essere io per primo bisognoso di essere perdonato da Dio e dai fratelli; mentre il sentirsi giusti acceca e paralizza le relazioni.

Inoltre Gesù ci dice che tutto ciò che leghiamo sulla terra rimane legato anche in cielo, rendendo il nostro futuro un inferno, perché costretti a vivere in eterno con persone che non abbiamo perdonato; mentre ciò che sciogliamo con il perdono e la comprensione, rende il futuro bello.

Gesù ci dice che quando chiediamo qualche cosa insieme nel suo nome, il Padre ascolta perché Gesù è in mezzo a noi; e allora che cosa dobbiamo chiedere nel suo nome? D'imparare a stare insieme bene ora e per la vita eterna.​

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Padre, che ci hai liberati dal peccato
e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
guarda con benevolenza la tua famiglia,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l'eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, che gioisci nell'esaudire
la preghiera concorde dei tuoi figli,
metti in noi un cuore e uno spirito nuovi,
perché sentiamo la vita come il dono più grande
e diventiamo custodi attenti di ogni fratello,
nell'amore che è pienezza di tutta la legge.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.​

PRIMA LETTURA - Ez 33,1.7-9
Se tu non parli al malvagio, della sua morte domanderò conto a te

Dal libro del profeta Ezechièle

Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«O figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
Se io dico al malvagio: “Malvagio, tu morirai”, e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te.
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 94
​Rit. Ascoltate oggi la voce del Signore

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. ​Rit. 

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. ​Rit. 

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 13,8-10
Pienezza della Legge è la carità

​Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 18,15-20
Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello
​
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
​
Parola del Signore

​​​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 30 Agosto 2026

30/8/2026

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XXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Domenica scorsa Pietro ha riconosciuto in Gesù il Messia, e Gesù si è raccomandato di non dirlo a nessuno: Oggi ce ne spiega il motivo: Lui non è il tipo di messia che la gente si aspetta, tant'è vero che sarà rifiutato e ucciso. Ma questo non sarà la fine di tutto, perché risorgerà.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
In poco tempo Simone passa da pietra angolare della nuova chiesa a pietra d'inciampo, perché con il suo ragionamento prova ad ostacolare il cammino che Gesù ha capito di dover fare. Ma io sto attento a non criticare Pietro, perché tante volte ragiono come lui. Anche io vorrei un messia potente, che mi difenda e mi eviti le calamità. Un messia che mi parli di un Dio porta fortuna, e mi protegga da tutto ciò di brutto che capita agli altri. Un Dio che se lo prego e faccio i dovuti sacrifici, mi evita il male. In somma: un Dio che stia ai miei patti.

Allora Gesù disse ai suoi discepoli:
Gesù ha capito che quello che pensa Pietro, lo pensano tutti, per cui ora parla a noi e ci fa la sua proposta di discepolato. Ascoltiamola attentamente, perché se non capiamo questo, saremo sempre delusi da questo Dio, che non corrisponde alle nostre aspettative.

«Se qualcuno vuole venire dietro a me,
Già da questo capiamo che si tratta di una proposta, non di un obbligo. Dio ama anche chi non lo segue, e saprà lui come salvarlo.

rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Questa è la proposta. Per capirla vediamo prima la contro proposta: Pensa solo a te stesso, scarica sugli altri tutto ciò che ti pesa e fai solo di testa tua. Questo è il pensiero comune che non va banalmente condannato come egoistico. In realtà è il ragionamento logico di chi pensa di non potersi fidare di nessuno e quindi è solo.

La proposta di Gesù nasce dall'averlo incontrato e dal desiderio di seguirlo. Decido di seguirlo se capisco che le sue scelte sono intelligenti e costruttive. Rinnegare me stesso significa smettere di affannarmi per salvarmi, consegnando la mia vita nelle mani di chi me l'ha donata, e la ama più di me. Se faccio questo, mi accorgo che non ho più niente da fare, e posso cominciare ad amare, a servire, sulle orme di Gesù, riuscendo anche a portare la mia croce con lui e grazie a lui. Cos'è questa croce? Sono le difficoltà e le sofferenze che l'amare comporta, come tutte le sofferenze che devono affrontare quotidianamente tutti i genitori, che sono quelli che stanno donando la loro vita ai loro figli; ma lo fanno volentieri, perché li amano. Amare da senso a ogni attimo di vita.​

Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Bellissimi questi ragionamenti sapienziali. Siamo ricchi solo di ciò che siamo riusciti a dare.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
La mia vita è la mia storia, fatta di dare e avere. Ma rimane solo ciò che ho dato.

Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Le mie opere saranno importanti se in sintonia con le opere di Gesù, segno che l'ho seguito volentieri. La nostra storia è quello che siamo, ed è quello che ci segue per la vita eterna. Dio è l'unico che la conosce.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l'amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa' maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, che guardi con amore ai tuoi figli,
ispiraci pensieri secondo il tuo cuore,
perché non ci conformiamo
alla mentalità di questo mondo,
ma, seguendo le orme di Cristo,
scegliamo sempre le vie che accrescono la vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Ger 20,7-9
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna

​Dal libro del profeta Geremìa

Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 62
​Rit. Ha sete di te, Signore, l’anima mia

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. ​Rit. 

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.. ​Rit. 

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.. ​Rit. 

Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 12,1-2
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 16,21-27
Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
​
Parola del Signore

​​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 23 Agosto 2026

23/8/2026

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XXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo. Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
La prima domanda era un semplice invito a chiacchierare, ma ora la domanda è molto più diretta e coinvolgente. Per fare un paragone pensiamo al fidanzato che chiede alla sua fidanzata se è disposta a sposarlo. Qualsiasi risposta darà la fidanzata, cambia la vita di tutti e due. Anche riconoscere che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, cambia la mia vita.

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.
Come mai Simone ha ricevuto questa rivelazione e tanti altri no? Lo vediamo anche oggi. C'è chi cerca Dio e non lo trova, altri non lo cercano e lo scoprono. E' un grande mistero. Personalmente penso che Dio si rivela a chi ne ha bisogno. A me questa scoperta mi ha cambiato la vita, e ne ringrazio il Signore.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Pietro è la prima pietra che serve a costruire la chiesa, basata su Dio, che ne è il fondamento, ma da solo, può fare poco. Per costruire questa chiesa Pietro ha bisogno di molte altre pietre, che siamo noi. Tutti insieme siamo la Chiesa di Dio, ognuno con la sua vocazione ad amare e servire nei più svariati modi. Ma notiamo anche che Simone, figlio di Giona, riceve un nuovo nome e una nuova identità. d'ora in poi diventa Pietro, figlio di Dio. E questo vale anche per tutti noi. Quando ho la fortuna di poter riconoscere che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio, anche io ricevo una vocazione e una nuova identità da figlio di Dio, e questo fa di me una pietra unica in quest'edificio che è la chiesa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli:
Le chiavi sono cose piccole, che possono aprire porte di luoghi molto importanti. Possono aprire e chiudere una prigione. Ma in questo caso servono solo per aprire, e aprono a tutto ciò che ci consente di fare una vita bella. Una sicuramente è il vangelo, e la chiave indispensabile per capire il vangelo è la croce, segno dell'infinito amore di Dio.

tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»
Questa è una grande responsabilità che riceve Pietro: discernere cosa è bene e cosa è male. Cosa va rifiutato e cosa va promosso. E' un servizio che la chiesa è chiamata a fare, per il bene di tutti.

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Allora non era il caso che lo dicessero, perché ancora non avevano la chiave necessaria per spiegare chi era questo messia. Ma oggi sappiamo che questa chiave è la croce, che ci aiuta a capire che tipo di messia Gesù ha voluto essere, e il Dio Padre che ci ha rivelato.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché tra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, fonte di sapienza,
che sulla solida fede dell'apostolo Pietro
hai posto il fondamento della tua Chiesa,
dona a quanti riconoscono in Gesù di Nazaret
il Figlio del Dio vivente
di diventare pietre vive
per l'edificazione del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - ​Is 22,19-23
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide

​Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo:
«Ti toglierò la carica,
ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà
che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica,
lo cingerò della tua cintura
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme
e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide:
se egli apre, nessuno chiuderà;
se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido
e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 137
​Rit. Signore, il tuo amore è per sempre

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. ​Rit. 

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. ​Rit. 

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani. ​Rit. 

SECONDA LETTURA - Rm 11,33-36
Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti,
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 16,13-20
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
​
Parola del Signore

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Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 16 Agosto 2026

16/8/2026

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XX DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Gesù si è appena scontrato con i farisei denunciando la loro ipocrisia. Loro lo accusano di non rispettare le tradizioni, e lui gli dimostra che alcune loro tradizioni sono un una scusa per contravvenire al comandamento dell'amore. Dopo di che decide di portare i suoi discepoli in mezzo ai disprezzati pagani.

Ed ecco una donna Cananéa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
Chi è questa donna? Anzi tutto è una mamma, che ama sua figlia e che si preoccupa per lei. Dire che ha un demonio non significa che è posseduta, ma che sta vivendo cose brutte. Forse si tratta di una malattia, ma spesso si tratta semplicemente di scelte sbagliate, che rischiano di compromettergli tutta la sua vita. Tutti abbiamo momenti di ribellione nell'adolescenza, che preoccupano molto i genitori che tante volte si sentono impotenti davanti alla testardaggine dei figli. Per questo cerca disperatamente aiuto.

Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele».

Ai discepoli non interessa niente di questa donna. Vogliono solo che Gesù se ne sbarazzi, come io quando faccio una piccola elemosina per liberarmi del povero che mi infastidisce. E Gesù si sta comportando esattamente come loro, perché vuole fargli vedere che questa donna, che loro disprezzano, è meglio di loro. Quante sono le persone che io ritengo non essere meritevole delle mie attenzioni, che preferisco tenere lontano dalla mia vita e che giudico, cercando di giustificare il motivo per cui le ritengo non meritevoli del mio amore?

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
L'ebreo che ascolta, associa subito il discorso sul pane alla Parola di Dio. Questa donna ha capito che basterebbe qualche briciola, poche parole del Vangelo, per salvare sua figlia. Per esempio basterebbe il comandamento dell'amore; tre parole!

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.
La settimana scorsa abbiamo visto Pietro affondare per mancanza di fede, e qui Gesù fa in modo che i discepoli vedano che questa donna ha una fede più grande di loro, dovuta forse al fatto che ama molto sua figlia.

Signore aiutami a non giudicare mai nessuno e ha credere che la tua Parola è potente, capace di cambiare la vita anche dei più refrattari, per cui va sempre annunciata.

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Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù
Cristo....
si china il capo.

​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, che hai preparato beni invisibili
per coloro che ti amano,
infondi nei nostri cuori la dolcezza del tuo amore,
perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,
otteniamo i beni da te promessi,
che superano ogni desiderio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, che nell'obbedienza del tuo Figlio
hai abbattuto l'inimicizia tra le creature
e degli uomini hai fatto un popolo solo,
rivestici degli stessi sentimenti di Cristo,
affinché diventiamo eco delle sue parole
e riflesso della sua pace.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - ​Is 56,1.6-7
Condurrò gli stranieri sul mio monte santo

​Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 66
​Rit. Popoli tutti, lodate il Signore

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. Rit. 

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. Rit. 

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 11,13-15.29-32
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

Parola di Dio

VANGELO - Mt 15,21-28
Donna, grande è la tua fede!

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!».
Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
«È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
​
Parola del Signore

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