| XXIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO - A - RITO ROMANO Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: VERDE COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Perché lo vogliono eliminare? Gesù è a Gerusalemme e sta parlando di suo Padre, che ama tutti indistintamente e gratuitamente. Se quello che dice è vero, noi non abbiamo più bisogno di sacerdoti intermediari, specialisti della preghiera, per convincere il nostro Dio ad ascoltare le nostre richieste, né del tempio dove si offrivano sacrifici e offerte per ottenere la grazia. In altre parole Gesù mina alla radice tutto il loro mondo religioso ed economico. Per questo è considerato un sovversivo pericoloso. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Se risponde che vanno pagate, diventa impopolare perché era la tassa che gli ricordava che erano sotto il domino dei romani e quindi odiata. Se dice di no, gli erodiani, collaborazionisti dei romani, lo fanno arrestare ed era passibile di morte. Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Chiamandoli ipocriti gli dice una prima verità, perché si presentano come agnelli mentre sono lupi. Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Frase famosissima e molto strumentalizzata. Ma proviamo a capirne il vero significato. Che cosa è di Cesare e cosa è di Dio? L'immagine di Cesare è sui soldi quindi lui ha come religione il potere che danno i soldi. L'immagine di Dio è su di noi, fatti a sua immagine e somiglianza. Restituire l'uomo a Dio significa ascoltarlo e accogliere Gesù come guida per la nostra vita. Non ridare a Cesare i suoi soldi significa accettare lui come divinità e scegliere la sua logica che è quella del più forte, a scapito dei deboli e dei poveri. Ubbidire a Cesare ci fa costruire un mondo disumano, mentre quando do importanza a Dio, costruisco un mondo umano. Tutti i giorni siamo confrontati a queste due scelte; Il mondo o il vangelo. Umanamente capisco che il vangelo è più bello e costruttivo, ma anche il mondo ha il suo fascino. Signore vieni a salvarci e aiutaci a fare le scelte giuste. Donaci, Signore, di puntare alla santità, che è la cosa più bella che possiamo riuscire a fare. Si recita il Gloria Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo. LITURGIA DELLA PAROLA |
| | COLLETTA Dio onnipotente ed eterno, donaci di orientare sempre a te la nostra volontà e di servirti con cuore sincero. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. oppure: COLLETTA (Anno A) O Padre, sul palmo della tua mano sta scritto il nome di ogni tuo figlio: fa' che nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini nessuna autorità abusi della propria forza e ogni potere si ponga sempre a servizio del bene di tutti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. PRIMA LETTURA - Is 45,1.4-6 Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni Dal libro del profeta Isaìa Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: «Io l’ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso. Per amore di Giacobbe, mio servo, e d’Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca. Io sono il Signore e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio; ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci, perché sappiano dall’oriente e dall’occidente che non c’è nulla fuori di me. Io sono il Signore, non ce n’è altri». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE - Sal 95 Rit. Grande è il Signore e degno di ogni lode Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, uomini di tutta la terra. In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie. Rit. Grande è il Signore e degno di ogni lode, terribile sopra tutti gli dèi. Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla, il Signore invece ha fatto i cieli. Rit. Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza, date al Signore la gloria del suo nome. Portate offerte ed entrate nei suoi atri. Rit. Prostratevi al Signore nel suo atrio santo. Tremi davanti a lui tutta la terra. Dite tra le genti: «Il Signore regna!». Egli giudica i popoli con rettitudine. Rit. SECONDA LETTURA - 1Ts 1,1-5 Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace. Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione. Parola di Dio VANGELO - Mt 22,15-21 Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Parola del Signore Si recita il Credo Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e - si è fatto uomo... si china il capo. |
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