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La Liturgia di Domenica 8 Gennaio 2023

8/1/2023

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BATTESIMO DEL SIGNORE - ANNO A - RITO ROMANO
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Grado della Celebrazione: FESTA (+)
Colore liturgico: BIANCO
COMMENTO AL VANGELO
di Luca Rubin
​Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Gesù cammina verso un obiettivo. In molti ambienti parrocchiali si parla di percorso prebattesimale, catechesi in preparazione al battesimo, cammino di riscoperta del proprio battesimo, ecc. Anche Gesù cammina verso il suo battesimo, e lo fa coi suoi piedi, circa 50 km. Il Figlio di Dio sceglie ancora una volta l'incarnazione come regola di tutta la sua vita, e modalità del suo agire. Cammina verso il fiume Giordano, perché desidera, anche lui, farsi battezzare: Dio si rivolge a una creatura, si mette nelle sue mani per essere fatto: Dio non si propone come un prodotto finito, pronto da consumare, ma si mette nelle tue mani, accetta di essere più piccolo di te per essere da te accolto e assimilato nella tua vita. Per essere immerso (questo significa la parola battesimo) in ciò che tu vivi, Gesù si incammina, e Lui, il Figlio, il Santo, si fa solidale coi peccatori. Perché non è vero che Dio non ama i peccatori, perché non è vero che Dio non ama gli imperfetti: se ti avesse voluto perfetto, bravo e impeccabile ti avrebbe creato così, e Dio, e avrebbe potuto farlo. Evidentemente gli vai bene così, ma non solo: Lui il Santo si fa peccato, il Potente si fa debole, il Grande si fa piccolo, di modo che qualsiasi tua magagna trova collocazione nella vita del Cristo, e le tue tenebre vengono rischiarate e riscaldate dalla presenza di Dio.

A Giovanni tutto questo non va bene. Gesù, ma ti rendi conto che non ha senso? Io sono la creatura e Tu il Creatore, e poi Tu non hai bisogno di battesimo, sei perfetto così... Giovanni è la parte razionale che trasborda dai nostri modi di essere e di agire, è il buon senso invocato ad ogni passo, Giovanni incarna la fatica dell'uomo ad accogliere e vivere la vicinanza con Dio, che non solo è vicino: è intimo, tocca le corde più profonde della nostra essenza, e questo ci sconcerta. Diciamo spesso che Dio è uno di noi, ma poi, quando lo è veramente, ne rimaniamo quasi scandalizzati, scioccati.

Lascia fare. Ora il Creatore torna a rimboccarsi le maniche e chiede alla creatura di lasciare fare. Quando non capisci, quando è troppo buio per leggere, quando la tua mente è stanca e non comprendi, quando il male supera il bene, quando tutto ciò che potevi fare lo hai fatto, lascia fare. Ben lontano da certi atteggiamenti di delega, Gesù invita Giovanni non a incrociare le braccia e attendere chissà quale prodigio. Gesù si fa battezzare da Giovanni, tocca a lui versare l'acqua sulla testa e sul corpo del Signore! Lascia fare è gustare della compagnia di Dio, è accettare che la tua vita è Sua, e la Sua vita è tua. Lascia fare è stringere le mani di Dio, è saper piangere sulla sua spalla, è saper gioire del suo amore, è saper camminare con Lui, in ogni tempo.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’ acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’ amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Si aprirono per lui i cieli. Sarebbe stato strano il contrario. Gesù è uno con il Padre e lo Spirito e quando si vive una relazione, essa si manifesta, direttamente e indirettamente. I cieli si aprirono in quella fredda notte a Betlemme, quando angeli annunciano la nascita del Salvatore. I cieli si aprono ora, quando Gesù esce dall'acqua, nel momento in cui Lui si fa uno di noi; i cieli si aprono, perché è proprio questo il desiderio di Dio: essere uno con te. E come in una relazione vera, in certi momenti si arriva a toccare il cielo con un dito, ugualmente con Dio, il cielo si mette nelle tue mani, perché tu lo possa accogliere, e profumare di Lui ogni tuo pensiero, ogni tua azione.

Questi è il Figlio mio, l’ amato. La voce del Padre sigilla il cammino del Figlio, conferma il lasciar fare di Giovanni, completa la totale immersione del cielo sulla terra. E cosa può esprimere il Padre se non l'amore per il Figlio? Ma attenzione: la loro non è una relazione che esclude, anzi: essendo noi figli nel Figlio, queste parole dicono anche di noi. Spesso ci piangiamo addosso, ci sentiamo inadeguati, non idonei, incapaci... Il Padre ti dice: Tu sei il figlio mio, l'amato. Il cammino è lungo, nessuno è arrivato, ma già da ora Dio professa per te il suo smisurato amore, per te che grondi ancora miseria e imperfezione c'è l'abbraccio di chi ti ha creato e voluto, c'è il volo dello Spirito che viene in tuo aiuto. Tutto il cielo si muove per accoglierti in famiglia, e creare con te una relazione, una vita donata e ricevuta, a vicenda.

Un battesimo per due. Gesù si immerge nel tuo vissuto, e ti immerge nella vita del cielo. La Trinità ti accoglie in famiglia, e il Padre ti consacra figlio amato, per sempre.
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​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo amato Figlio
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli di adozione,
rinati dall’acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta 
O Padre, il tuo Figlio unigenito
si è manifestato nella nostra carne mortale: concedi a noi,
che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,
di essere interiormente rinnovati a sua immagine.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta 
Padre santo,
che nel battesimo del tuo amato Figlio
hai manifestato la tua bontà per gli uomini,
concedi a coloro che sono stati rigenerati
nell’acqua e nello Spirito
di vivere con pietà e giustizia in questo mondo
per ricevere in eredità la vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 42,1-4.6-7
Ecco il mio servo di cui mi compiaccio

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.
Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

SALMO RESPONSORIALE - Sal 28
Rit. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R.

SECONDA LETTURA - At 10,34-38
Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazareth

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.
Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.
Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

VANGELO - Mt 3,13-17
Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui


In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

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Oggi termina il TEMPO DI NATALE
Domani inizia il TEMPO ORDINARIO - ANNO DISPARI

Inizia il Tempo Ordinario dell’anno liturgico. Esso è diviso in due periodi:
- dal giorno seguente la celebrazione della festa del Battesimo di Gesù fino al Mercoledì delle ceneri;
- dal giorno dopo la Pentecoste fino ai primi vespri dell'Avvento. 
Il Tempo Ordinario rappresenta il pellegrinaggio del cristiano verso la meta finale. Questo ci aiuta ad assimilare e meditare i misteri della vita di Gesù attraverso la lettura progressiva e quasi continua che ogni domenica si fa della sua Parola. È per questo che i vangeli del tempo ordinario riprendono volta per volta ciascuno degli Scritti Sinottici per meditare la vita di Cristo e il suo messaggio, alla luce di ciascuno degli evangelisti e nella loro propria prospettiva.

Nello scorrere della vita di ogni giorno il cristiano è invitato a verificare la sua esistenza sulla parola di Dio. Nella prima parte del Tempo Ordinario ogni battezzato è chiamato a rispondere all'invito del Signore Gesù "Vieni e segui me!"; nella seconda parte e a scoprire che cosa vuole Dio da lui.  A ben vedere il tempo per annum è il tempo per eccellenza della sequela e del discepolato, sulle orme di Gesù verso il compimento della storia. 
Il Tempo Ordinario è così definito non nel senso che si tratti di un tempo di scarsa importanza, ma inteso come il tempo in cui si ricorda la missione ordinaria del Signore, esclusi i grandi misteri come l’Incarnazione del Figlio di Dio preceduto dall’Avvento, il Mistero pasquale, preceduto dal tempo forte della Quaresima. Il Tempo Ordinario ha una sua personalità propria, una specifica valenza liturgica, riferita sempre – come del resto gli altri periodi dell’Anno liturgico – al mistero di Cristo e alla vita della Chiesa.
Il Tempo Ordinario non è segnato da grandi feste, ma scorre regolare, ritmato soltanto dalla festa settimanale della Domenica come celebrazione della Pasqua settimanale. La domenica, infatti, «festa primordiale» dei cristiani (SC 106), nasce il mattino del giorno della risurrezione, il primo giorno dopo il sabato e occupa un suo ruolo fondamentale durante tutto l’anno liturgico. In questo giorno la Chiesa celebra la fonte della sua vita e la meta del suo cammino e il Prefazio X per le domeniche del tempo ordinario canta: «Oggi la tua famiglia, riunita nell’ascolto della tua Parola e nella comunione dell’unico pane spezzato fa memoria del Signore risorto nell’attesa della domenica senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nel tuo riposo».
Il ciclo domenicale ordinario rappresenta, pertanto, la più antica celebrazione della Pasqua del Signore ed è anteriore alla formazione dei cicli  e “Avvento-Natale-Epifania” e “Quaresima-Pasqua-Pentecoste” .
Sacrosanctum Concilium al numero 106 afferma che il giorno del Signore «è il fondamento e il nucleo di tutto l’anno liturgico». 

Il Tempo Ordinario è un periodo di attesa e di speranza; da qui la scelta del colore liturgico verde. Fra le diverse domeniche si pongono alcune grandi festività: il mistero della Trinità, ... quello dell'Eucaristia – il Corpus Domini - , quello dell'amore del Cuore di Gesù. Importanti anche le grandi feste dei santi: san Giovanni Battista, santi Pietro e Paolo, gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e, soprattutto, la Vergine Maria nelle sue grandi solennità. Questo tempo liturgico sfocia nella celebrazione della Chiesa trionfante nella festività di Tutti i Santi, della Chiesa militante nella festa della Dedicazione, e si prega per la Chiesa sofferente (i fedeli defunti); si celebra quindi Cristo Re che conclude il Tempo Ordinario.
Il Tempo Ordinario richiama l’attenzione al quotidiano, alla ferialità, alla vita; aiuta ad entrare nei meandri di ogni esperienza personale e familiare, sociale ed ecclesiale del credente. Nulla può restare fuori dalla grazia trasformante di Cristo: affetti e doti, beni e scelte, lavoro e festa, gioie e fatiche, malattia e morte. Tutto ne viene segnato profondamente. L’adesione al Risorto abbisogna di un percorso costante e progressivo per arrivare a rivestirsi di Lui.
Questo tempo è quello “ordinario”: occorrono tempo lunghi e varie mediazioni per accoglierlo come regola di vita e criterio di giudizio, forza d’azione e certezza di futuro, speranza beata.
Sintetizza molto sapientemente il testo delle Norme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico e del calendario al numero 43: «Oltre i tempi che hanno proprie caratteristiche, ci sono trentatré o trentaquattro settimane durante il corso dell'anno, le quali sono destinate non a celebrare un particolare aspetto del mistero di Cristo, ma nelle quali tale mistero viene piuttosto venerato nella sua globalità, specialmente nelle domeniche. Questo periodo si chiama Tempo Ordinario».
Il Tempo “durante l’anno” è il tempo in cui la vita nello Spirito è destinata ad approfondirsi, a concretizzarsi, al fine di condurre i cristiani ad una esistenza matura e consapevole. E’ il tempo della assimilazione dei doni dello Spirito e della crescita da essi provocata.
Questo nuovo tempo liturgico riserverà per ciascuno alcuni aiuti per procedere nel cammino di una vita cristiana degna di questo nome:
 
- La Parola quotidiana sarà luce al nostro cammino.
- La “frazione del pane” e il memoriale del sacrificio della Croce è dono e offerta permanente del Signore alla sua Chiesa. L’Eucarestia è il pane degli angeli, l’alimento dei figli di Dio. Sant’Ignazio d’Antiochia, i martiri di Abitene dicevano che senza la domenica non potevano vivere.
- La Domenica è il giorno dell’incontro settimanale con il Signore risorto. Giorno che ritma l’anno liturgico e ci richiama con forza a un rapporto equilibrato tra lavoro e riposo; giorno in cui salvaguardare in mezzo a tutto il nostro “fare” uno spazio di gratuità per celebrare l’amore di Dio che ci salva.
- L’aiuto e il sostegno della misericordia di Dio nel sacramento della Riconciliazione è conforto pregno d’amore che consente di ricominciare nuovamente ogni giorno senza il penso dei peccati.
- La preghiera offre l’opportunità di respirare e di vivere come credenti la relazione con Gesù amico.
- La comunità di fede, soprattutto la comunità parrocchiale è un punto di riferimento necessario nelle intemperie della solitudine.
Ovviamente il Tempo Ordinario ha quale fulcro e il suo senso dalla celebrazione del dies domini, la domenica, che lo scandisce e che rinnova ogni settimana la Pasqua del Signore. La domenica è vista come primo giorno e come Pasqua settimanale.
Il Tempo Ordinario si presenta come un tempo di crescita e di maturazione, un tempo in cui il mistero di Cristo è chiamato a penetrare progressivamente nella storia fino alla ricapitolazione di tutto in Cristo. Questo culmine è rappresentato dalla solennità di Cristo Re dell’universo verso il quale tutta la storia è protesa. 
Assumere il mistero di Cristo nel Tempo Ordinario significa prendere sul serio l’essere discepoli, ascoltare e seguire il Maestro nel vissuto quotidiano, non per mettere fra parentesi la vita ordinaria ma per sottolinearla come momento salvifico.
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