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La Liturgia di Domenica 27 Giugno 2021

27/6/2021

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XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO B - RITO ROMANO
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Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO
Due miracoli compongono questo lungo racconto, messi insieme da Marco con un procedimento detto a incastro. Si tratta di due donne. Una fanciulla di dodici anni che, mentre si appresta a diventare donna, è bloccata da una malattia mortale. E una donna che da dodici anni, per inguaribili perdite di sangue, è come se non fosse più donna, risultando impura di fronte alla Legge e portatrice di impurità. Nella società di allora, le donne erano considerate come minorenni e impure, ma Gesù dimostra di non condividere questi pregiudizi... anzi, proprio nel compiere i due miracoli, valorizza quelle formule di comunicazione e di espressione che sono tipiche del mondo femminile.
È importante mettere in rilievo la bellezza del gesto di Gesù che, con la mano, prende la mano della bambina. «Ogni madre conosce l'efficacia di una semplice stretta della sua mano su un bambino che si agita nel delirio della febbre o di un incubo. Come se, inspiegabilmente, si trasfondesse la pace nella creatura sconvolta che per un momento si lascia vivere al ritmo di un altro cuore» (A. Besnard).
Anche quando si avvicina la morte la sola cosa che si possa fare per chi è assalito dall'angoscia è di tenergli la mano per aiutarlo ad attraversare con fermezza le tenebre della solitudine e della sofferenza. Può dirsi veramente fortunato chi, in qualche momento difficile della sua vita, ha fatto esperienza di una mano amica, quando ogni parola sarebbe stata inopportuna e forse anche impossibile.
Se già la fragile nuda mano dell'uomo può compiere qualcosa di prodigioso, grazie soltanto alla tenerezza di chi la tende, che cosa dobbiamo immaginare per la mano di Gesù, che è la mano stessa di Dio?
Mano premurosa e delicata, quella di Gesù, è anche mano coraggiosa. Entrando in contatto sia con la fanciulla che con la donna, infatti, Gesù si compromette e, pur conoscendo la Legge che dichiarava il sangue e i morti fonte di impurità, decide di non rispettarla.
Chi è Dio? Quel gesto della mano di Gesù dice più di tanti trattati. Dio è da immaginare nell'atto di tendere sempre la mano, per dare la sua vita.
Ma c'è un altro particolare del racconto che rivela la tenerezza materna di Gesù. Di che cosa si preoccupa Gesù dopo che la fanciulla ha ripreso a vivere? Non tanto che il miracolo fosse conosciuto (anzi raccomanda con insistenza di non farlo sapere), ma che la bambina avesse subito qualcosa da mangiare. Ci sono pochi libri in cui si mangi tanto come nei vangeli.
La vita è già così difficile e tormentata che Gesù non vuole togliere nessuna particella di gioia, di bellezza, di amicizia, di convivialità. Questa volta c'è una ragione particolare: la bambina deve dimenticare i brutti sogni e ritrovare la felicità perduta. Per questo ci è facile immaginare che Gesù abbia partecipato a quel festoso banchetto e abbia poi accolto tra le sue braccia quella bambina, quando già i suoi occhi stavano per chiudersi in un sonno ristoratore, magari appesantiti dalle troppe emozioni forti di quella indimenticabile giornata.
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LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce 
con il tuo Spirito di adozione, 
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore, 
ma restiamo sempre luminosi 
nello splendore della verità.  
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:  
Colletta
O Padre, che nel mistero del tuo Figlio povero e crocifisso 
O Padre, che nel tuo Figlio povero e crocifisso
ci fai ricchi del dono della tua stessa vita,
rinvigorisci la nostra fede,
perché nell'incontro con lui
sperimentiamo ogni giorno la sua vivificante potenza.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Sap 1,13-15; 2,23-24)
Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo.

Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono portatrici di salvezza,
in esse non c’è veleno di morte,
né il regno dei morti è sulla terra.
La giustizia infatti è immortale.
Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono. 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 29)
Rit: Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

SECONDA LETTURA (2Cor 8,7.9.13-15) 
La vostra abbondanza supplisca all’indigenza dei fratelli poveri. 

Fratelli, come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa. 
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. 
Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno».

VANGELO (Mc 5,21-43) 
Fanciulla, io ti dico: Àlzati! 

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Oppure:  
VANGELO Forma breve (Mc 5, 21-24.35b-43)
Fanciulla, io ti dico: Àlzati! 

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
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