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La Liturgia di Domenica 26 Giugno 2022

26/6/2022

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XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
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Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO
Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.
Ti sarà sicuramente successo: dopo tempi più o meno lunghi vissuti nel se, nel chissà, nel "poi vediamo" giungi ad avere chiara davanti a te la via da percorrere, e quando giungi a questa chiarezza inequivocabile la vuoi realizzare subito, con forza, deciso ad affrontare qualsiasi cosa purché quel traguardo si realizzi nella tua vita, senza sconti e senza estenuanti rimandi. Niente e nessuno può fermarti, non perché tu sia presuntuoso o esaltato, non perché sei preda di facili entusiasmi, ma perché dopo lunghe notti sta sorgendo il sole, e quando si fa giorno ci si mette all'opera.
Gesù si mette in cammino verso Gerusalemme, luogo del potere civile, militare e religioso, città che vedrà il compimento di tutta la sua vita e la sua morte. E la sua determinazione darà forma e contenuto a tutto ciò che vivrà. Neppure uno sputo sul suo volto, un insulto, una ferita saranno affidati al caso o alla sorte, ma tutto viene utilizzato per realizzare il progetto d'amore che fa muovere i passi del Figlio di Dio.

Si misero in cammino.
In questa pagina di vangelo viene usato molte volte il verbo camminare. Questo è il verbo di chi desidera spostarsi da un luogo a un altro, è un verbo che richiede impegno, sudore, fatica. Chi cammina è esposto all'imprevisto: da un bel paesaggio dopo la curva a una slogatura, un cammino fatto con persone amiche che alleviano la fatica, oppure l'incontro con malintenzionati. Chi cammina ha ben in mente una meta, e investe tutte le proprie energie (fisiche, psichiche, economiche, di tempo) per raggiungerla.
La determinazione di Gesù si fa cammino: sono i suoi passi ad avvicinarlo a Gerusalemme; i passi di chi è disposto a seguirlo permettono di stare con Lui, di imparare da Lui. Se il tuo cammino diventa troppo faticoso e insostenibile, vai a controllare lo stato della tua determinazione e quanto desideri giungere al traguardo.

Il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo.
Un tale è animato da grande entusiasmo e propone a Gesù di seguirlo ovunque. Gesù non dice né sì né no, ma risponde con un avvertimento: se cerchi garanzie e sicurezze sei nel posto sbagliato. Neppure Gesù le ha per se stesso. Se guardi Gesù in croce puoi vedere perfettamente e fisicamente realizzata questa parola: il Signore soffre e muore senza poter appoggiare la propria testa. E il suo ultimo sguardo è per chiunque si trova ai piedi di quella croce: la Madre, il discepolo amato, ma anche ciascuno di noi. Anche tu quando vivi il tuo dolore e la tua fatica, sei il destinatario del suo sguardo, che ti accoglie, che ti comprende e rispetta, e ancora ti dice "Seguimi".

Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio.
A questo cammino proposto da Gesù spesso vengono posti dei freni a mano, delle pause, dei "sì però..." che gelano le articolazioni e bloccano ogni movimento. È come se a un "ti amo" tu rispondessi: "ok però io..." Quel però distrugge tutto, diventa più grande e più pesante di ogni determinazione, imbriglia la tua volontà e ti conduce la dove non vorresti. Perché se è vero che il cammino è faticoso, è anche vero che Gesù Cristo è una guida infallibile. Lui non ti lascia mai a metà strada, non ti illude, ma si fa tuo compagno di viaggio, rispettando il tuo passo, e incoraggiandoti nei momenti di scoraggiamento.
La metafora dell'aratro ci dice quale deve essere l'atteggiamento: quando stai arando non puoi fare altro, perché il rischio sarebbe quello di tracciare solchi storti e leggeri, tracce insignificanti che non potranno contenere e custodire il buon seme. Camminare ha bisogno della stessa determinazione di stare: voglio camminare e voglio farlo nel modo migliore possibile, perché da questo cammino dipende la mia vita e la mia realizzazione.
Il Regno di Dio ha bisogno di camminatori convinti e di aratori determinati che donano tutto di sé per raggiungere la meta. La croce del Signore continua a tracciare solchi dove il vangelo possa germogliare e portare frutto. Non chissà dove: nella tua vita, oggi.
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LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure: 
Colletta
O Padre,
che in Gesù maestro indichi la via della croce
come sentiero di vita,
fa' che, mossi dal suo Spirito,
lo seguiamo con libertà e fermezza,
senza nulla anteporre all'amore per lui.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (1Re 19,16.19-21)
Eliseo si alzò e seguì Elìa

​In quei giorni, il Signore disse a Elìa: «Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto».
Partito di lì, Elìa trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello.
Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elìa, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elìa disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te».
Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elìa, entrando al suo servizio.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 15)
Rit: Sei tu, Signore, l’unico mio bene

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.

SECONDA LETTURA (Gal 5,1.13-18) 
Siete stati chiamati alla libertà

Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.

Canto al Vangelo (1Sam 3,9; Gv 6,68​) 
Alleluia, alleluia.
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta:
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

VANGELO (Lc 9,51-62) 
Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme. Ti seguirò ovunque tu vada

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
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