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La Liturgia di Domenica 25 Dicembre 2022

25/12/2022

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Su questa pagina trovi le liturgie della MESSA DELL'AURORA e della MESSA DEL GIORNO di NATALE

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SANTO NATALE DEL SIGNORE GESU' - RITO ROMANO
MESSA DELL'AURORA
​
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Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: BIANCO
LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Signore, Dio onnipotente,
che ci avvolgi della nuova luce del tuo Verbo fatto uomo,
fa’ che risplenda nelle nostre opere
il mistero della fede che rifulge nel nostro spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 62,11-12
Ecco, arriva il tuo Salvatore

Dal libro del profeta Isaìa
Ecco ciò che il Signore fa sentire
all’estremità della terra:
«Dite alla figlia di Sion:
Ecco, arriva il tuo salvatore;
ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Li chiameranno Popolo santo,
Redenti del Signore.
E tu sarai chiamata Ricercata,
Città non abbandonata».

SALMO RESPONSORIALE - Sal 96
Rit. Oggi la luce risplende su di noi

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Annunciano i cieli la sua giustizia
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.   

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo.  R.

SECONDA LETTURA - Tt 3,4-7
Ci ha salvati per la sua misericordia

Figlio mio, 
quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, 
e il suo amore per gli uomini, 
egli ci ha salvati, 
non per opere giuste da noi compiute, 
ma per la sua misericordia, 
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, 
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza 
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, 
affinché, giustificati per la sua grazia, 
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

VANGELO - Lc 2,15-20 
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
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SANTO NATALE DEL SIGNORE GESU' - RITO ROMANO
MESSA DEL GIORNO
==========================================
Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: BIANCO
COMMENTO AL VANGELO
La liturgia del natale invita alla gioia e alla lode. La  Messa nel giorno pone il natale in contesti diversi, presentati dalle letture che ci introducono a celebrarlo.

​Il natale è per la liberazione e la salvezza
.La prima lettura evoca il tempo in cui Israele era in esilio. Il profeta vede il messaggero di Dio che annuncia prossima la liberazione, che sarà vista da tutta la terra e quindi da tutta l’umanità, anche da noi.
Questa visione profetica presenta il natale come il ritorno di Dio nel suo popolo, che si era allontanato da lui, per rinnovare su basi nuove l’alleanza. La nascita del figlio di Dio nella carne ci libera dal nostro esilio da Dio. Non è vero, forse, che il nostro tempo ci ha riempito di beni ma ci ha separato da Dio e dai nostri fratelli?

Il natale è la rivelazione definitiva di Dio
. La lettera agli ebrei, nei primi sei versetti, ricorda che Dio ha parlato molte volte e in molti modi attraverso il profeti ma alla fine ha parlato a noi attraverso il Figlio. La vita del Figlio fatto uomo rivela Dio all’uomo nel modo migliore possibile. L’incarnazione è la rivelazione più grande che Dio ha fatto. Dio ha posto il Figlio erede di tutte le cose che crea, redime e divinizza in lui. E ora Gesù è assiso alla destra del Padre, perché Dio gli ha dato un nome superiore ad ogni altro nome: ha dato il nome di figlio suo, che non ha dato neppure agli angeli, a un uomo. Dio continua a scrivere nella carne di ogni uomo che crede in Gesù e aderisce a lui il nome di figlio suo. Dopo molte parole ora tutto viene rivelato nella comunione che Gesù ci dona di avere con Dio. Ora chi conosce il Figlio conosce il Padre e conosce il mistero della propria vita.

Il natale risponde alla ricerca di senso
. Il prologo al vangelo rivela che ciò che Dio ci dà in Gesù illumina la vita degli uomini e del creato e rimane per sempre. Quante ideologie e filosofie documentano la ricerca che gli uomini conducono sul senso della vita. Le filosofie e la ragione non hanno trovato questo senso. Il natale ci conduce all’inizio dove è rivelata e contenuta la natura della vita di tutte le cose. L’uomo non ha parole che spieghino la gioia e il dolore, la speranza e la disperazione, la vita e la morte. La morte delle persone care, ad esempio, urta contro l’amore che nutriamo per loro; il silenzio prende il posto delle parole.
Non abbiamo parole che dicono il senso della morte e sono capaci di confortare. Possiamo solo affidarci alla fatalità o alla speranza; possiamo risalire all’inizio e accogliere quello che è presso Dio da sempre, chiedere che il senso del vivere ci sia donato ed aspettare che le promesse di Dio si compiano. La vita del bambino Gesù viene a dilatare di senso la nostra vita, che riceve luce e forza dalla sua. 

Il natale comunica la vita
. In principio c’è la Parola, cioè il disegno di Dio.
La ragione non spiega tutto. La luce degli uomini non è la ragione ma la vita che è in principio presso Dio e che viene trasmessa all’umanità e al creato. Le idee non possono comprendere la vita che fluisce da Dio, e quindi le fanno violenza.
La grotta di Betlemme contiene la vita che fluisce fino ai confini dello spazio e del tempo. Non c’era posto migliore per la nascita di Gesù che una grotta, la casa della creazione, che l’umanità genuina e fedele di Maria, di Giuseppe e dei pastori, che la compagnia degli animali e di tutte le creature in cui la sua vita può fluire. Impariamo a lasciarci portare dal fiume di vita che emana da Gesù. Come ogni bambino egli non domanda parole sulla vita ma ce ne offre il senso. Basta che accogliamo e serviamo la sua vita e saremo liberi dall’esilio da Dio, in cui i beni fanno da padroni e ci tengono schiavi di una vita senza senso e senza amore.

LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
O Dio, che in modo mirabile
ci hai creati a tua immagine e in modo più mirabile
ci hai rinnovati e redenti,
fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio,
che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 52,7-10
Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
insieme esultano,
poiché vedono con gli occhi
il ritorno del Signore a Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia,
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutte le nazioni;
tutti i confini della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio.

SALMO RESPONSORIALE - Sal 97
Rit. Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R.

SECONDA LETTURA - Eb 1,1-6 
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? e ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio».

VANGELO - Gv 1,1-18
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

oppure:
VANGELO Forma breve - Gv 1,1-5.9-14
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
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