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La Liturgia di Domenica 23 Luglio 2023

23/7/2023

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XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO
di Luca Rubin
Il brano di oggi completa quello precedente, dove Gesù ha raccontato la parabola del seminatore. Il brano che andremo a meditare ora, contiene ben tre parabole, utilizzate da Gesù per parlarci del regno dei cieli: un uomo che semina, un granello di senape e il lievito. In questo ambito agricolo, botanico e culinario, cogliamo qualche parola luminosa per poter brillare e illuminare il nostro quotidiano.

Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’ una e l’ altro crescano insieme fino alla mietitura.

La prima parabola con la quale Gesù illustra il regno dei cieli ha come protagonista principale un uomo che ha seminato del seme buono nel suo campo: un uomo, una persona senza nome, chiamalo col tuo nome, entra in scena e vediamo cosa succede. Semini un seme buono, non robaccia, un seme che porterà un frutto buono, e lo semini nel tuo campo: il testo non dice se è un campo con terreno buono o no, ma è il tuo campo, così com'è, tu semina.

In questa situazione così bella e positiva, ricca di speranza e attesa, si inserisce un'azione notturna, quando tutti dormivano, quindi un'azione losca, fatta furbescamente: un nemico del seminatore sparge zizzania, un'erba infestante di per sé molto simile al grano, ma che grano non è. Wikipedia ci insegna che la zizzania, se ingerita provoca forti emicranie, vertigini, vomito ed oscuramento della vista. La sua somiglianza col grano e la sua tossicità rende la gestione di quel campo molto problematica e pericolosa.

I servi propongono una soluzione: estirpiamo la zizzania! Gesù però non è d'accordo, e qui cogliamo almeno tre atteggiamenti del Signore:
  • La pazienza della verità: poiché la zizzania è molto simile al grano, ma con conseguenze nefaste, è bene agire con grande pazienza, sopportando che essa possa prosperare in mezzo alle buone spighe. Questo crescere insieme del bene e del male non cambia lo stato delle cose: il bene rimane bene e il male rimane male. Ciò che fa la differenza è la consapevolezza: è presente la zizzania, ma per il momento non è bene strapparla via, per non danneggiare il buono.
  • La tutela della verità: la zizzania non è una semplice erbaccia infestante: è altamente tossica, e se finisce tra le macine del mulino, arrecherà gravi danni ai consumatori, una vera e propria strage! Eppure questa verità così terribile ha bisogno di attese, di sedimentazioni, di modo che non si agisca di impulso, ma a mente lucida e con molta presenza.
  • La bontà della verità: neanche la più piccola spiga deve andare perduta a causa della zizzania. L'attenzione è massima, e la verità cede il passo al buono presente.

Al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponè telo nel mio granaio”.


Si può finalmente intervenire. Quando il grano è pronto per essere mietuto, c'è bisogno di un passaggio molto delicato e da eseguire con molta attenzione: la raccolta della zizzania, da legare in fasci e da bruciare. Questa procedura impedisce che qualche spiga velenosa possa rimanere nel campo, e il fuoco distrugge tutto il potenziale cattivo presente.

Gesù spiega la parabola appena meditata, collocando la mietitura alla fine del mondo. Esistono tuttavia, nella nostra vita di ogni giorno, campi estesi di buone spighe, e seminatori di gelosie, invidie, cattiverie, maldicenze... Oltre alle varie situazioni personali, assistiamo inermi alle catastrofi naturali, alle pandemie, alle morti, in una parola, a tutto ciò che di negativo e triste ci circonda. In queste occasioni si eleva molto spesso un'accorata domanda: Dov'è Dio? Perché non interviene? Se Dio esistesse non permetterebbe queste cose. Se ci fai caso, è la stessa domanda dei servi: “Vuoi che andiamo a raccogliere la zizzania?" Anche in questo caso, Dio fornisce la medesima risposta: No, per non danneggiare maggiormente tutto il bene.

Hai un foglietto vicino a te? Scrivi tutti i campi di spighe buone che ti circondano. Possono essere nomi di persone che ti hanno aiutato, situazioni, testimonianze, ricordi, cose che hai fatto tu o altri: questo ti aiuterà a vedere che il bene è più forte del male, ma non fa rumore.

Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’ orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami.

Il più piccolo. Dio ragiona al contrario del mondo. Grande, forte, invincibile, enorme? Ebbene, Dio preferisce piccolo, debole, vulnerabile, esiguo. Questa seconda parabola ci presenta Semino, il più piccolo seme del mondo, eppure Semino ha grandi prospettive e grandi desideri: diventare un grande albero, produrre frutti meravigliosi, e ospitare addirittura qualche nido con uccellini cinguettanti. Tu, così piccolo? Non ce la farai mai! Ebbene, un giorno un uomo (magari si chiama come te), prese Semino e lo seminò. E meraviglia delle meraviglie: tutti i suoi desideri si sono realizzati, alla grande! Questo capovolgimento di pensiero ci sta proprio scomodo, come una scarpa troppo piccola, appunto. Eppure solo entrando nella logica illogica di Dio porteremo frutto.

Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata.

E per finire, tutti in cucina. In tempi di pandemia il lievito andava a ruba, anche lui così piccolo, in queste bustine così leggere, eppure senza di lui non ci sarebbero pizze, torte, pasticcini e mille altre cose buone, pensa che sventura. Anche qui il lievito ci dice che Dio ama le cose piccole, come ci ricorda Santa Teresa di Lisieux.

Con queste piccole cose, con noi, sue piccole creature Dio crea addirittura il suo Regno, con la R maiuscola, certamente, perché Lui è il più abile dei seminatori, che porta un campo infestato dalla zizzania a produrre buon grano, che trae da Semino un grande albero, e che in cucina sforna prelibatezze grazie ala piccola quantità di lievito. Tutto sta nel fidarsi di un Dio così attento al bene di una piccola spiga, al cuore di un piccolo seme, alla forza di un po' di lievito. Fidarsi di Dio è vivere con Lui ogni attimo, attendere il momento giusto per intervenire, portare frutto, fare silenziosamente il bene. E la tua vita sarà una parabola per altre vite.
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LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore,
e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia,
perché, ardenti di speranza, fede e carità,
restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure: 
Colletta (Anno A)
Ci sostengano sempre, o Padre,
la forza e la pazienza del tuo amore,
perché la tua parola, seme e lievito del regno,
fruttifichi in noi
e ravvivi la speranza
di veder crescere l'umanità nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Sap 12,13.16-19
Dopo i peccati, tu concedi il pentimento

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,
perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
Mostri la tua forza
quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

SALMO RESPONSORIALE - Sal 85
Rit. Tu sei buono, Signore, e perdoni

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. Rit. 

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. Rit. 

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà. Rit. 

SECONDA LETTURA - Rm 8,26-27 
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili 

Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

VANGELO - Mt 13,24-43 
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura 

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

oppure:
VANGELO Forma breve - Mt 13,24-30
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura 

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
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