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La Liturgia di Domenica 10 Novembre 2019

9/11/2019

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XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
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Grado della Celebrazione: SOLENNITA' DOMENICALE
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO
Il vangelo di oggi ci aiuta a proseguire e dare ancore più profondità a quelli che già abbiamo ascoltato nelle ultime festività dei santi e del ricordo dei nostri defunti…
In questi giorni ci siamo detti più volte che se è vero che la morte scandisce inesorabilmente il tempo e lo spazio delle cose,
è altrettanto vero che non riesce a farlo con tutto e su tutto.
C’è qualcosa che la supera e la trascende...

Ieri con alcuni ragazzi siamo stati al cimitero per provare a ridirci il valore e il perché noi cristiani teniamo tanto a quel posto…
Era ancora tutto in tenuta da due novembre…
C’era parecchia gente e mi sono fermato a guardala con profondo rispetto e compassione mentre sistemavano le tombe ben pulite e adornate di fiori: penso che non siano solo gesti tradizionali,
compiuti per dovere di circostanza…
Sono gesti che ci parlano di affetti, di amori che vanno ben oltre la morte,
che fanno sentire la presenza delle persone amate nonostante non siano più in questo mondo…

Davvero ogni cosa preziosa ha due facce, una di ombra e l'altra di luce…
E l'altra faccia della medaglia della morte si chiama Resurrezione…
Credere nel Dio della Vita che ha risuscitato Gesù dalla morte, significa credere nella Resurrezione …
Ce lo ripete continuamente la liturgia… ce lo ricorda la nostra fede…
Detto così, suona bene, e soprattutto è teologicamente e spiritualmente corretto.
Certo altra cosa è riuscire a metterla nei nostri istanti questa cosa, rintracciarla nei momenti difficili della nostra vita… sentirla vera quando guardando avanti si vede soprattutto buio e smarrimento…
Oggi vogliamo avere il coraggio di farci accompagnare dalla parola dentro alla domanda importante
“Che cos'è la Resurrezione?”
Il Vangelo ci dice dei Sadducei che pensano sia un pensiero quantomeno ridicolo quello ella resurrezione…
Parliamo di una donna che aveva avuto sette mariti ed era rimasta vedova…
A chi apparterrà la sua vita?
La domanda è seria…
È moto più seria di quanto appare a chi la pone a Gesù…
A chi apparterrà la mia vita?
C’è qualcuno a cui essa sta a cuore non solo mentre scorrono i giorni ma anche quando essa entra nell’abisso della morte?

Ecco cosa sarà la Resurrezione?
Me lo chiedo in questi giorni e davanti a questo brano…
Me lo chiedo soprattutto quando mi trovo davanti a situazioni difficili… a chi sta male seriamente…
A chi da anni vive gravi malattie che non hanno via di scampo,
ha chi ha perso una persona cara…
Ecco se ci pensiamo davvero seriamente, e cerchiamo di evitare stupide considerazioni di circostanza o irritanti pie esortazioni senza capo ne coda, ci accorgiamo che davvero è difficile parlare di resurrezione a quelle persone…
Penso ai discepoli… alle persone che sono state più vicine a Gesù e a quanta fatica hanno fatto e quanto tempo ci hanno messo per capirci qualcosa, e soprattutto a crederci…
E noi siamo ancora qui… ma forse davvero è giusto così, è giusto che ognuno abbia da fare il suo cammino per prendere con se e accogliere il dono della resurezione…

C’è un affermazione enormemente potete che ci è affidata dalla parola…
Noi siamo di Dio…
Noi siamo di Dio…
Gli apparteniamo da quando egli ha scelto di appartenere a noi: Si dice nel vangelo:
Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe.
E sarebbe bello continuare la lista sino ad arrivare ai nostri nomi…
Le varie appartenenze che sperimentiamo in questa vita
a un marito, a una moglie, a dei figli, a degli amici, ad una comunità,
prima o poi hanno bisogno di scoprire che in esse ci devono essere passaggi di altre appartenenze … c’è un appartenenza che non verrà mai meno: apparteniamo a Dio…
È questa appartenenza che dà sapore, significato, ai legami che intratteniamo in questa vita;
è il tener dentro questa appartenenza che da al temo finito, una consistenza infinita.
E i nostri legami sono veri nella misura in cui sono segni di quella appartenenza definitiva…
Sarebbe un efficacissimo esercizio chiederci ogni tanto se vivo così il mio matrimonio o il mio appartenere a una famiglia, a una comunità?.
Ci restituirebbe sguardi che farebbero luce su tante nostre fatiche, su tanti smarrimenti, che ci salverebbero da tanti grossi dispiaceri, che ci eviterebbero di schiantarci su tante stupidaggini che se lasciate stare soesso portano a veri e propri macelli affettivi…

Ecco, noi siamo di Dio! E Dio è fedele!
E siccome Dio è davvero fedele, il suo amore non viene mai meno,
neppure quando tu fai fatica ad essere una brava persona,
neppure quando dici cavolate, neppure quando “vai giù di testa”,
neppure quando te ne freghi di chi vive accanto a te perché sei troppo concentrato di quello che serve a te, di quello che desideri tu…
Dio è fedele, il suo amore non viene mai meno,neanche nella morte… Si è talmente legato a noi in vita Dio, da donarci speranza persino oltre la morte…
“ sia che viviamo sia che moriamo noi siamo del Signore.” Si dice nella parola…

Quando tento di capire come fare a vivere al meglio il tempo, le relazioni della mia vita, gli incarichi che mi sono affidati, le situazioni più complicate,
Provo a pensare a come a fatto Gesù ad avere la capacità di vivere senza smarrimenti il suo cammino verso la morte…
e capisco che la forza di Gesù è sempre stata il sapere che la sua vita era sempre custodita dalle mani del padre, dal suo pensiero, dalla sua cura…
sino alla fine…
sino alla morte…
ecco… Se Dio è con noi anche nella morte, possiamo essere certi che saremo con lui nella vita senza fine. Siamo suoi…
La tua grazia vale più della vita… vale più e oltre persino della vita fisica.

La parola conclude dicendoci “cercare le cose di lassù”… si ma non alzando lo sguardo e perdendoci nell’etere spirituale e immaginario…
… ma intuendole e sperimentandole nella bellezza di tutti i giorni…
nelle resurrezioni dalle fatiche e dalle stanchezze…
nella possibilità che ci è data di scegliere …
nel coraggio di non scoraggiarsi nelle avversità, dando profondo significato già alle cose che si fanno quaggiù…
… la resurrezione o è cosa di tutti i giorni “o vana è la nostra fede…” troppo difficile la nostra vita… troppo fragile la nostra speranza…
“Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi, perché vivono tutti per lui”…
​

Il Dio di Gesù prima ancora di risuscitare i morti, comunica ai vivi, ai viventi, la sua stessa vita, una vita di una qualità tale che è capace di superare la morte…
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LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Dio grande e misericordioso,  
allontana ogni ostacolo  
nel nostro cammino verso di te,  
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,  
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.  
Per il nostro Signore Gesù Cristo...  

oppure:  
Colletta
O Dio, Padre della vita e autore della risurrezione,  
davanti a te anche i morti vivono;  
fa’ che la parola del tuo Figlio,  
seminata nei nostri cuori,  
germogli e fruttifichi in ogni opera buona,  
perché in vita e in morte  
siamo confermati nella speranza della gloria.  
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA - 2Mac 7,1-2.9-14
Il re dell’universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.

In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. 
Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri». 
[E il secondo,] giunto all’ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».

SALMO RESPONSORIALE - Sal 16
Rit: Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.

SECONDA LETTURA - 2Ts 2,16-3,5
Il Signore vi confermi in ogni opera e parola di bene. 

Fratelli, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Il Signore guidi i vostri cuori all’amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

VANGELO - Lc 20,27-38
Dio non è dei morti, ma dei viventi. 

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

oppure:

VANGELO Forma breve (Lc 20, 27.34-38)
Dio non è dei morti, ma dei viventi. 
​
In quel tempo, disse Gesù ad alcuni sadducèi, i quali dicono che non c’è risurrezione:
«I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

ESEGESI di Padre Michelini
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