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NOTTE DI STELLE

24/11/2014

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La crisi aveva picchiato duro, ed in famiglia tutti sentivano un nodo in gola!
Il papà era stato messo in "cassa-integrazione e, da giorni, si parlava solo di come riuscire a risparmiare...
Nessuno aveva voglia di parlare!
Improvvisamente, la mamma batté le mani, per attirare l'attenzione di tutti.
"Tutti in piedi, e venite fuori, nel piccolo giardino!
Guardate il cielo!", ordinò la mamma.
Tutti guardarono in su...
L'immensa cupola, di velluto nero, era un trionfo di stelle, vive e pulsanti.
Fissandolo, si provava come una vertigine, come se tutta quella brillante moltitudine li risucchiasse, in un vortice senza fondo.
Si sentirono piccoli, piccoli...
Si strinsero l'un l'altro, e si abbracciarono!
Quell'incredibile spettacolo li soggiogava, e li spronava: era tutto così grande, illimitato, senza tempo.
Allargava la mente ed il cuore, infondeva un nuovo coraggio.
Sembrava la grande pubblicità della speranza...
"È di notte, che si vedono le stelle!", disse, semplicemente, la mamma.

«Nei giorni bui, della nostra vita,
solo la "Fede", può aiutarci, a vedere le "Stelle"!»...


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SCELTE

19/11/2014

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Si racconta che in un passato assai remoto esistesse un re semi-barbaro che amministrava la giustizia in modo allo stesso tempo spettacolare e bizzarro. 

Per punire i crimini particolarmente gravi aveva concepito una singolare ordalia. 

L'accusato veniva condotto, in un certo giorno, nell'arena di un circo, sulle cui gradinate si affollava il popolo riunito. 

Davanti a lui vi erano due porte: dietro una di esse, vi era una tigre affamata, la più feroce che si fosse riusciti a trovare per l'occasione;  dietro l'altra, si trovava invece una bella fanciulla, seducente e verginale. 

Solo il re sapeva chi fosse in attesa dietro ciascuna porta. 

Il reo era costretto a scegliere immediatamente fra le due porte. 

In entrambi i casi, la sua sorte era segnata: se compariva la fiera, moriva dilaniato in pochi secondi; se usciva la dama, doveva sposarla seduta stante e con grandi festeggiamenti, con il monarca in persona come testimone delle nozze, annullando qualunque matrimonio o impegno eventualmente contratto in precedenza. 

Una volta si presentò il caso di un criminale accusato di un delitto molto grave: povero plebeo, aveva avuto l'ardire di corteggiare in segreto l'unica figlia del re, la quale aveva corrisposto appassionatamente, seppure di nascosto, il suo amore. 

Per il suo giudizio nella fatidica arena, quel barbaro re cercò accuratamente la tigre più vorace, ma scelse anche la più deliziosa delle fanciulle come alternativa. 

Sconvolta, la principessa innamorata si vide lacerata da una doppia angoscia: da un lato, vedere quel corpo amato e accarezzato fatto a pezzi dagli artigli della bestia, dall'altro assistere al matrimonio del proprio innamorato con una bella ragazza, alle cui attrattive ella sapeva bene che il giovane colpevole non era del tutto indifferente. 

Con astuzia di donna e arroganza di principessa, riuscì a sapere quale fosse la porta che, nell'arena, corrispondeva a ognuno degli indesiderati destini. 

Solo, al centro del circo, il giovane sembrava confuso, incalzato dalle aspettative della moltitudine. 

Anch'egli conosceva l'intimo dilemma dell'amata e dall'arena le lanciò uno sguardo supplichevole: «Solo tu puoi salvarmi!». 

Con un gesto discreto, ma inequivocabile, la principessa indicò la porta di destra. 

E il condannato la scelse senza esitare. 

Chi uscì dalla porta aperta ... la dama o la tigre? 


In realtà, questa piccola storia ci dice che anche noi; come la giovane principessa e il giovane condannato, quasi tutti i giorni e a ogni passo, giungiamo al momento incerto e fatale della decisione. 
E non è mai facile. 
Siamo condannati a scegliere e ogni scelta può avere come conseguenza una perdita irreparabile.
Solo compiendo la volontà del Signore le nostre decisioni non potranno mai deludere...


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LE CREDENZIALI DELL'AMORE

15/11/2014

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San Martino pregava nella cella del suo monastero, quando sentì bussare alla porta. 
Entrò un giovane re, pieno di luce e bontà. 
Il santo lo guardò per bene, poi continuò a pregare. Il giovane re, meravigliato, esclamò: 
"Martino, io sono il Signore! 
Come mai non mi guardi? 
Come mai non mi ricevi con gioia?". 
Il Santo, senza scomporsi, disse: 
"Se sei il mio Gesù, mostrami le ferite!"
Tutto scomparve. 
Quel re meraviglioso non era il Signore: infatti alle mani e ai piedi non aveva ferite. 
Era il tentatore.

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VUOI ESSERE SANTO?

13/11/2014

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Un bambino osservava incantato le splendide vetrate di una cattedrale illuminate dal sole.

"Adesso ho capito chi è  un santo!", disse all'improvviso

"Sì? Davvero?" fece la catechista.

"E' un uomo che lascia passare la luce".


Quanta "Luce" passa attraverso la tua vita?


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PUOI ESSERE GRANDE ANCHE NELLE PICCOLE COSE…

3/11/2014

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Santa Teresa di Gesù Bambino trovava sommamente antipatica una sua consorella che, senza nominarla, descriveva così: 

«C'è in comunità una sorella che ha il talento di dispiacermi in ogni cosa, le sue maniere, le sue parole, il suo carattere»

Invece di evitarla, Teresa la cercava continuamente e la trattava come se fosse stata «la persona che amo di più», riuscendoci talmente bene, che quella sorella un giorno le chiese:

«volete dirmi che cos'è che l'attira tanto verso di me, e perché ogni volta che lei mi guarda, la vedo sorridere?». 

Dopo la morte di Teresa, quando fu chiamata a testimoniare durante il processo di beatificazione, quella suora antipatica disse compiaciuta:

«Almeno posso dire che, per quanto mi riguarda, durante la sua vita la resi veramente felice».

Quella suora seppe di essere proprio lei la suora sgradevole nominata nella "Storia di un'anima" soltanto tredici anni più tardi, quando il cappellano, in un moto d'esasperazione, le racconto la verità. 
 

"I Santi ci ricordano che gli uomini possono essere grandi anche nelle piccole cose"....
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