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affilare l'anima

10/3/2014

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 C'era una volta un boscaiolo che si presentò a lavorare in una segheria.

Il salario era buono e le condizioni di lavoro ancora migliori, per cui il boscaiolo volle fare bella figura.

Il primo giorno si presentò al caposquadra, il quale gli diede un'ascia e gli assegnò una zona del bosco.

L'uomo, pieno di entusiasmo, andò nel bosco a fare legna.

In una sola giornata abbatté diciotto alberi.

«Complimenti», gli disse il caposquadra.

«Va' avanti così».

Incitato da quelle parole, il boscaiolo decise di migliorare il proprio rendimento il giorno dopo.

Così quella sera andò a letto presto.

La mattina dopo si alzò prima degli altri e andò nel bosco.

Nonostante l'impegno, non riuscì ad abbattere più di quindici alberi.

«Devo essere stanco», pensò.

E decise di andare a dormire al tramonto.

All'alba si alzò deciso a battere il record dei diciotto alberi.

Invece quel giorno non riuscì ad abbatterne neppure la metà.

Il giorno dopo furono sette, poi cinque,

e l'ultimo giorno passò l'intero pomeriggio tentando di abbattere il suo secondo albero.

Preoccupato per quello che avrebbe pensato il caposquadra,

il boscaiolo andò a raccontargli quello che era successo,

e giurava e spergiurava che si stava sforzando ai limiti dello sfinimento.

Il caposquadra gli chiese:

«Quand'è stata l'ultima volta che hai affilato la tua ascia?».

«Affilare? Non ho avuto il tempo di affilarla: ero troppo occupato ad abbattere alberi».


La tua azione quotidiana diventa efficace solo se l'anima è stata "affilata" nella preghiera...

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HAI SETE?

5/3/2014

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Un uomo si era perso in un territorio pietroso e arido. 

Il sole dardeggiava implacabile e rendeva tutto rovente.

L'uomo era allo stremo delle forze.

Poco prima di crollare, vide una casupola abbandonata.

Si trascinò fin là penosamente.

Davanti alla casa c'era un abbeveratoio malandato con una pompa a mano.

Si buttò sulla maniglia e cominciò ad agitarla come un pazzo.

La pompa cigolava ma non ne uscì una sola goccia d'acqua.

All'ombra della pompa, l'uomo notò una brocca di vetro accuratamente chiusa con un tappo di sughero e un biglietto infilzato sul tappo.

La brocca era piena d'acqua.

Con le mani tremanti, l'uomo si portò il biglietto vicino agli occhi bruciati dal sole e lesse: «Amico, se vuoi che la pompa funzioni devi prima riempirla con tutta l'acqua della brocca. Alla fine, prima di andartene, ricordati di riempire di nuovo d'acqua la brocca». 

Pensieri contrastanti dilaniarono l'uomo.

Stava morendo di sete: doveva proprio sprecare tutta quell'acqua e buttarla nella pompa?

Era così arrugginita.

E se non avesse funzionato?

Se avesse bevuto l'acqua della brocca si sarebbe salvato, ma, in questo caso, chi fosse arrivato dopo di lui non avrebbe avuto alcuna speranza di salvezza.

Che cosa doveva fare? Salvarsi o rischiare per dare anche ad altri la possibilità di sopravvivere?

Una voce interiore gli suggerì di rischiare.

Versò di colpo l'acqua della brocca nella pompa e poi si attaccò disperatamente alla leva manovrando con tutte le forze che gli rimanevano.

La pompa tossicchiò un paio di volte, ma poi, dopo uno sternuto, cominciò a buttare acqua fresca e pulita.

«Grazie, grazie!», mormorava l'uomo dissetandosi e facendosi scorrere l'acqua addosso.

Prima di ripartire, riempì accuratamente la brocca e la tappò.

Poi aggiunse una riga al biglietto:

«Credici, amico, funziona! Dai tutto alla pompa: te ne restituirà in abbondanza!».


«Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio»
(Vangelo di Luca 6,38).

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