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IL PESO DELLA SANTA MESSA

14/6/2017

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STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA
Non vorrai più rinunciare a partecipare alla Messa dopo aver letto questa storia.
La seguente STORIA VERA è stata raccontata a Suor M. Veronica Murphy da un’anziana suora che l’aveva ascoltata dalle labbra del reverendo Padre Stanislao:


Un giorno, molti anni fa, in una piccola città del Lussemburgo, un capitano della guardia forestale era preso in una conversazione con un macellaio, quando un’anziana signora entrò nel negozio. Il macellaio interruppe la conversazione per chiederle cosa volesse. Lei era venuta a pregare di darle un po’ di carne, ma non aveva soldi. Il capitano fu divertito dalla richiesta della signora, e chiese al macellaio: ”Solo un po’ di carne, ma quanta pensi di dargliene?”

La signora rispose al macellaio: “Mi spiace di non avere soldi, ma parteciperò alla Messa per te”. Il macellaio ed il capitano erano indifferenti alla religione, così cominciarono contemporaneamente a deridere l’idea della donna.

“Bene, allora – disse il macellaio – va a partecipare alla Messa per me, e quando torni ti darò il valore corrispettivo della Messa”. La donna uscì dal negozio, e tornò più tardi. Si avvicinò al bancone ed il macellaio disse: “Va bene, ora vediamo.” Prese un foglietto di carta e ci scrisse sopra “Ho partecipato alla Messa per te”. Mise il foglietto su un piatto della bilancia ed un piccolo osso sull’altro, ma non successe nulla. Allora mise un pezzo di carne al posto dell’osso, ma ancora il pezzetto di carta si dimostrò più pesante. Entrambi gli uomini cominciarono a vergognarsi della loro derisione, ma continuarono il loro gioco. Misero un grosso pezzo di carne sulla bilancia, ma ancora il pezzetto di carta resisteva. Il macellaio, esasperato, esaminò la bilancia, ma non c’era niente che non andasse.

“Cosa vuoi, mia buona signora? devo darti un intero coscio di montone?” e mise il coscio di montone sulla bilancia, ma ancora il foglietto di carta superava la carne. Fu messo un pezzo di carne ancora più grosso, ma ancora la bilancia non si spostava. Il macellaio fu così impressionato da tutto ciò che si convertì e promise alla donna di donarle la sua porzione di carne ogni giorno. Il capitano uscì dal negozio completamente cambiato e divenne un appassionato frequentatore della Messa quotidiana. Due dei suoi figli divennero sacerdoti, uno gesuita e l’altro nell’ordine del Sacro Cuore. Quando divennero sacerdoti, egli li ammonì di celebrare bene la Messa ogni giorno e di non perdere mai il Sacrificio della Messa per propria colpa.

​Padre Stanislao terminò la storia dicendo: “Io sono un religioso del Sacro Cuore ed il capitano era mio padre”.
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S. ANTONIO DI PADOVA E IL CUORE DELL'AVARO

12/6/2017

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STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA
Mentre frate Antonio predicava a Firenze, morì un uomo molto ricco che non aveva voluto ascoltare le esortazioni del Santo. I parenti del defunto vollero che i funerali fossero splendidi e invitarono frate Antonio a tenere l'elogio funebre.

Grande fu la loro indignazione quando udirono il santo frate commentare le parole del Vangelo: «Dove è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore» (Mt 6,21 ), dicendo che il morto era stato un avaro ed un usuraio.

Per rispondere all'ira dei parenti ed amici il Santo disse: "Andate a vedere nel suo scrigno e vi troverete il cuore".

Essi andarono e, con grande stupore, lo trovarono palpitante in mezzo al denaro e ai gioielli.

Chiamarono pure un chirurgo perché aprisse il petto al cadavere.
Questi venne, fece l'operazione e lo trovò senza cuore.

Dinanzi a tale prodigio parecchi avari e usurai si convertirono e cercarono di riparare al male compiuto.

Non cercare le ricchezze che rendono l'uomo schiavo e lo mettono in pericolo di dannarsi, ma la virtù, la sola accetta a Dio.
Per tale motivo, la cittadinanza lodò con entusiasmo Dio e il suo Santo.
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LA MULA E S. ANTONIO

12/6/2017

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STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA - STORIA VERA ​
Durante un dibattito fra Antonio e un eretico circa la presenza di Gesù nell'Eucaristia, l’eretico sfida il Santo a dimostrare con un miracolo la vera presenza di Cristo nell'ostia consacrata, promettendo che se ci fosse riuscito si sarebbe convertito alla retta dottrina.

Spiega poi il suo piano: avrebbe tenuto chiusa la sua mula per alcuni giorni nella stalla, senza darle da mangiare; poi l’avrebbe portata in piazza di fronte alla gente, mettendole davanti della biada. Allo stesso tempo Antonio avrebbe dovuto mettere l'ostia di fronte alla mula: se l’animale si fosse inginocchiato davanti alla particola, ignorando il cibo, si sarebbe convertito.

Nel giorno convenuto il Santo mostra l’ostia alla mula e dice:
«In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo veramente tra le mani, ti dico, o animale, e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione».

E così avviene: Antonio non fa a tempo a finire di pronunciare queste parole che la mula abbassa la testa fino ai garretti e si inginocchia davanti al sacramento del corpo di Cristo.
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