Dico: per un motivo. Non perché sono nato cattolico, no. Io dico che in casa cattolica è nata la scienza, e su questo non c’è nulla da discutere.
E la scienza e il cattolicesimo, tra tutte le religioni, sono quelli che più profondamente hanno studiato la sfera trascendentale della nostra esistenza, portandoci a concludere che la più grande conquista della ragione nella trascendenza è la fede.
La più grande conquista della ragione nell’immanente è la scienza. Non sono conquiste banali.
Nella cultura atea siamo creduloni. “Se tu sapessi quello che so io di matematica, non potresti essere credente”, dice il signor ateo numero X.
Oppure: “Se tu sapessi quanta scienza so io, non potresti fare il credulone”.
I credenti sono creduloni secondo la cultura atea.
Io dico: riflettete un pochino, cari miei amici. I creduloni siete voi. E in che cosa credete? Nel nulla.
Perché, siccome la scienza scopre che esiste una logica rigorosa che regge il mondo, dalle sue strutture più intime e più piccole – come la struttura del protone, che io ho studiato – allora nessuno può aprire bocca più di me, perché ognuno parla delle cose che sa fare.
Ai confini del cosmo è tutto retto da una logica.
Se c’è una logica rigorosa, è legittimo chiedersi: ci sarà un autore di questa logica?
Io dico: ma è ovvio che la logica non può nascere dal nulla, non nasce dal caos.
“E dimostramelo”, dicono.
Ci sono persone che lavorano su questo da diversi decenni. Li conosco, li rispetto, perché stanno zitti. Io dico loro: perdete tempo, non arriverete mai a concludere nulla.
E più noi capiamo cose, peggio è per loro, perché non sono ancora riusciti, da una realtà caotica – che si può descrivere in modo molto difficile, ma si può descrivere – a tirare fuori nulla di quello che noi abbiamo scoperto.
Non c’è una parte minima della logica scientifica che possa essere ricavata da una realtà caotica.
Eppure andate in qualche biblioteca e leggete libri intitolati Il caos. Siamo figli del caos.
Enrico Fermi diceva ai suoi allievi: “Ragazzi, state attenti. Quando avete un libro in mano, dovete vedere chi è l’autore. Se l’autore non ha mai scoperto né inventato nulla, lasciate perdere quel libro: perdete tempo, vi confonde le idee, perché non sa di cosa parla. Lui parla per sentito dire”.
Io parlo di scienza, ma questo discorso vale in tutti i campi.
Com’è possibile scrivere libri sul caos se nessuno sa tirar fuori nulla che possa condurre alle leggi fondamentali della natura?
Leggi fondamentali che non sono state scoperte dalla cultura atea, perché se le leggi fondamentali fossero state scoperte dalla cultura atea, io dovrei stare zitto. Non potrei dire “bau”.
Le leggi fondamentali sono state scoperte da un uomo che cercava nelle pietre le impronte del Creatore: Galileo Galilei.
Io ho scritto un libro su Galilei, Divino Galileo, in cui cito esattamente cento citazioni galileiane per ristabilire la verità su questo grande imbroglio culturale che è andato avanti per quattro secoli…»
Estratto di una conferenza di Antonio Zichichi
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