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HAI ANCORA PAURA DEL BUIO? BEATO TE!

21/11/2014

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Il fatto è che, a un certo punto, smetti di aver paura del buio. Bisogna diventar grandi. E i grandi, si sa, han mica paura.

Così un giorno ti svegli e ti accorgi che le creature oscure che abitavano l’ombra se ne sono andate e con loro la paura. Hai vinto tu. Ora sei più forte, sei cresciuto. Non devi più dipendere dalla luce.

Prima era una sicurezza, una certezza, di più: una salvezza. Appena cominciava a stringersi lo stomaco era sufficiente un clic. Via, tutto sparito, tanto il buio quanto la paura. Tutto grazie a lei: era un’amica, una sorella, quasi una mamma. Adesso però sei cresciuto, il buio non ti fa più paura e la luce… Già, la luce?

Ripensi con un sorriso bonario alla piccola abat-jour a forma di angioletto che tenevi accesa di notte e che era “la tua salvezza”.

Chissà se si può amare davvero la luce senza avere un po’ di timore del buio.

Cominci ad accorgerti, pian piano, che non solo il buio non ti spaventa più ma addirittura comincia a piacerti. E’ affascinante, misterioso, perfin romantico quando non è troppo cupo. E’ buono per nascondersi e per nascondere, perfetto per fuggire, adatto per incutere timore quando lo indossi sul volto.

E finisci, senza troppo rendertene conto, con l’amare di meno la luce. La usi, certo, quando serve e se serve, ma non è più una salvezza. Sei tu il padrone, della luce. Le volte in cui improvvisamente viene a mancare ti coglie un istante di panico. Ma è solo un attimo, il tempo di razionalizzare. il buio, ormai, te lo sei fatto amico e sei padrone anche di quello.

Se non fosse che il Buio ha tanti nomi e tanti volti oltre a quello di tenebra. Si chiama anche rabbia, disperazione, malattia, divisione, invidia, solitudine, emarginazione, povertà. E ha il volto del tradimento, della sconfitta, dell’assenza di futuro, del rancore, dell’indecisione, dell’ipocrisia e della menzogna. Il peccato. La morte.

Il Buio è il Male in tutte le sue forme e in tutte le sue accezioni. Quello fuori di te, quello dentro di te. Ma anche di questo Buio, forse, non hai più così tanta paura, anzi sei costretto ad ammettere di giocarci volentieri e di sentirti quasi a tuo agio, con lui.

Solo quando ti prende alla sprovvista colpendoti senza preavviso – che venga da altri o sorga dentro te – è ancora capace di turbarti. Almeno finché non ne riprendi il controllo.

E la Luce? Ha tanti volti e nomi quanto il Buio, ovviamente uguali e contrari. E la vedi, la senti, dentro di te e fuori di te, in tutte le forme e accezioni del Bene. Ma anche questa Luce non è più davvero una salvezza. La apprezzi usandola al bisogno, se serve e per quanto serve.

Sei tu il padrone, del Buio e della Luce. Non ami né l’uno né l’altro, senza odiare nessuno dei due.

E io vorrei tanto non aver mai smesso di aver paura del buio per avere ancora il cuore pronto, bruciante del desiderio della Luce. Perché chissà se si può amare davvero la Luce senza odiare il Buio.
 
Gesù viene come la Luce del mondo. Non si può attenderlo se non tornando bambini.
Quelli che del Buio han sempre paura e della Luce un impellente bisogno.

don Cristiano Mauri
da labottegadelvasaio.net
(link)
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CONSIGLI SULLA LOTTA SPIRITUALE RIVELATI DA GESÙ A SUOR FAUSTINA KOWALSKA

16/11/2014

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Santa Faustina Kowalska, l’apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.

Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec (attualmente diocesi di Wloclawek). Al battesimo nella chiesa parrocchiale di lwinice Warckie le fu dato il nome di Elena.

Fin dall’infanzia si distinse per l’amore, per la preghiera, per la laboriosità, per l’obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana.

All’età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un’esperienza profonda perché‚ ebbe subito la consapevolezza della presenza dell’Ospite Divino nella sua anima.

Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrow, lodl e Ostrowek, per mantenersi e per aiutare i genitori.

«Figlia Mia, voglio istruirti sulla lotta spirituale. 

1. Non confidare mai in te stessa, ma affidati completamente alla Mia volontà.

2. Nell’abbandono, nelle tenebre e nei dubbi di ogni genere ricorri a Me ed al tuo direttore spirituale, che ti risponderà sempre a Mio nome.

3. Non metterti a discutere con nessuna tentazione, chiuditi subito nel Mio Cuore ed alla prima occasione rivelala al confessore.

4. Metti l’amor proprio all’ultimo posto, in modo che non contamini le tue azioni.

5. Sopporta te stessa con molta pazienza.

6. Non trascurare le mortificazioni interiori.

7. Giustifica sempre dentro di te l’opinione dei superiori e del confessore.

8. Allontanati dai mormoratori come dalla peste.

9. Lascia che gli altri si comportino come vogliono, tu comportati come voglio Io da te.

10. Osserva la regola nella maniera più fedele.

11. Dopo aver ricevuto un dispiacere, pensa a che cosa potresti fare di buono per la persona che ti ha procurato quella sofferenza.

12. Evita la dissipazione.

13. Taci quando vieni rimproverata.

14. Non domandare il parere di tutti, ma quello del tuo direttore spirituale; con lui sii sincera e semplice come una bambina.

15. Non scoraggiarti per l’ingratitudine.

16. Non indagare con curiosità sulle strade attraverso le quali ti conduco.

17. Quando la noia e lo sconforto bussano al tuo cuore, fuggi da te Stessa e nasconditi nel Mio Cuore.

18. Non aver paura della lotta; il solo coraggio spesso spaventa le tentazioni che non osano assalirci.

19. Combatti sempre con la profonda convinzione che Io sono accanto a te.

20. Non lasciarti guidare dal sentimento poiché esso non sempre è in tuo potere, ma tutto il merito sta nella volontà.

21. Sii sempre sottomessa ai superiori anche nelle più piccole cose.

22. Non t’illudo con la pace e le consolazioni; preparati a grandi battaglie.

23. Sappi che attualmente sei sulla scena dove vieni osservata dalla terra e da tutto il cielo; lotta come un valoroso combattente, in modo che Io possa concederti il premio.

24. Non aver troppa paura, poiché non sei sola

dal Quaderno n. 6/2 di Suor Faustina
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''SPERO CHE ABBIATE CAPITO DI COSA HA BISOGNO CHI, COME ME, STA PER INCONTRARE IL SIGNORE''

9/11/2014

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Dedicato a chi ha amato tanto la vita da non temere la morte

Immobile nel letto, estenuata dall’agonia, la nonna appare ormai del tutto estranea al mondo che la circonda: credo sia questo il motivo per cui i familiari si sono finalmente decisi a chiamarmi. “Lei capisce -fa la figlia con poco tatto- aspettavamo che perdesse la conoscenza per non spaventarla con la presenza del prete”. Quando comincio a dire le preghiere, lei insiste: “Da ieri non reagisce più, non riconosce neppure noi figli”. Mi avvicino all’orecchio della nonna e comincio a recitare il Padre Nostro: lei muove le labbra…A questo punto insisto per restare solo con lei: usciti tutti, apre gli occhi e con un filo di voce fa: “Era ora che arrivasse! Temevo che mi avrebbero lasciato morire senza prete e sacramenti: per questo ho deciso di non parlare più ai miei, perché non era possibile che facessero pagare a me le conseguenze delle loro paure”. Si confessa, recita le preghiere, riceve la comunione e l’unzione degli infermi e poi ai familiari presenti fa: ”Spero che abbiate capito ciò di cui ha bisogno chi, come me, sta per incontrare al Signore”. 

don Davide Rota
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