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SENTIMENTI INCOMPATIBILI

30/9/2015

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L'amore non invidia
1 Corinzi 13:4


Talora si sente parlare di "santa invidia”, usando il termine con un significato positivo. Si pensa che si possa coltivare una "sana” invidia, quale incentivo a procacciare quello che altri godono. A dire il vero, secondo la Parola di Dio, l'invidia non ha alcunché di santo. Essa non ha forme benigne e maligne: è un virus che genera sempre mali spirituali e pure fisici. 

L'invidia è portatrice di miopia, perché fa evidenziare i progressi altrui, ma sminuisce la profonda e fiduciosa resa a Dio che ne è alla base. L'invidia reca ribellione, perché sottovaluta la sovrana volontà del Signore che può aver previsto certe cose per altri ma non per noi. L'invidia ha il seme della vanagloria e dell'egocentrismo, preferendo gli onori individuali, alla possibilità di gioire per quanto Dio ha donato a ciascuno per essere reciprocamente di benedizione.

Se l'odio giunge a far godere delle disgrazie altrui; l'invidia ne è intima compagna, facendo provare sofferenza a causa del bene di altri. 

Riscontri, in te, qualche forma di tale sentimento? Esaminati dinanzi alla Parola di Dio. Amore e invidia non possono convivere nel cuore: amare Dio e il prossimo è la forza per vincere l'invidia!
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DIO PUÒ TUTTO

29/9/2015

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Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno
Giobbe 42:2


Una constatazione universale, spesso malinconica, è quella di prendere atto dell'impotenza dell'uomo dinanzi a eventi che si abbattono sulla sua vita. Anche le persone più audaci, pronte ad affrontare qualsiasi ostacolo pur di conseguire un determinato obiettivo, prima o poi devono fare i conti con le limitazioni proprie della natura umana. L'uomo non può tutto, ci sono dei confini che non è in grado di oltrepassare, costretto ad inchinarsi dinanzi a situazioni più grandi di lui. Se ciò è vero, è altrettanto vero che Dio può ogni cosa. La Sua onnipotenza non ha limiti e le Sue possibilità sono inesauribili. 

Non esiste nulla che sia troppo difficile per il Signore! Egli può liberare dalla schiavitù del peccato, può guarire da ogni infermità, può dare pace al cuore affranto, può esaudire ogni preghiera elevata secondo la Sua volontà e può dare speranza a chiunque. Le possibilità di Dio sono davvero infinite! Invece di piegarti dinanzi alle circostanze, inginocchiati davanti al Signore; invocaLo e sperimenterai che Egli: "… può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo” (Efesini 3:20). 
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LE PORTE DEL RINGRAZIAMENTO

28/9/2015

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Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome
Salmo 100:4


In questo salmo, Davide ci insegna che adorare il Signore equivale ad avere un'udienza con il supremo Re di tutta la terra. Il protocollo da seguire, che conduce alla Sua presenza, inizia alle porte del ringraziamento. 

La gratitudine è una porta che ci introduce alla presenza di Dio. In termini pratici, questo significa che quando preghiamo nella nostra cameretta o nell'assemblea comunitaria, per entrare nella presenza di Dio dovremmo iniziare con il ringraziamento e con la lode, esprimendo tutta la nostra ammirazione al Signore.

In questo modo gusteremo la realtà che Dio è buono e che, alla Sua presenza, persino tutte le cose che ci preoccupano e fanno male assumono un altro aspetto.

Qualunque sia la situazione nella quale ti dibatti, inoltrati anche tu nella dimora del Signore. Comincia a esprimere riconoscenza a Dio per ogni cosa buona che Egli ti ha concessa e scoprirai la Sua mano benigna in tante cose. Troverai, alla Sua benedetta presenza, quelle benedizioni e quell'amore che superano di gran lunga le tue difficoltà.
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DOVE ABITI?

27/9/2015

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Il mio popolo abiterà in un territorio di pace, in abitazioni sicure, in quieti luoghi di riposo
Isaia 32:18


La promessa di Dio per il Suo popolo presenta tre luoghi particolari dove coloro che confidano in Lui possono "abitare” e beneficiare di tutti i Suoi beni. 
Naturalmente non si parla di una località o una casa materiale, ma di una condizione spirituale. 

Forse vivi in un ambiente caratterizzato da tanti conflitti, la tua famiglia non ha quella serenità tanto bramata. 
Forse sei recluso in una prigione. Dio ti rivolge una triplice promessa. 
Innanzitutto Egli ti offre un "territorio di pace”. 
Il Signore ti dona la Sua pace affinché nel tuo cuore e nella tua casa regni la Sua gioia. Inoltre, Dio desidera rendere stabile e "sicura” la tua "abitazione”. 

Se nella tua famiglia ci sono problemi e questi generano afflizioni e preoccupazioni, affidati a Dio e chiediGli di operare in tuo favore. 

Infine, la promessa parla di "luoghi di riposo”. 
Se sei alla ricerca del riposo dell'anima, rivolgiti oggi a Gesù il Signore ed Egli ti darà il Suo riposo, il vero riposo del cuore.
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CONFIDARE NELLA GIUSTIZIA DI CRISTO

26/9/2015

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Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo
2 Pietro 1:1


Nessuna retorica. Pietro è assolutamente certo che chiunque crede nel Signore Gesù quale proprio Salvatore è giustificato per fede, al pari di lui o degli altri apostoli, pur non avendo visto Gesù e assistito a tanti Suoi prodigi. I miracoli, infatti, sono segni che attirano l'attenzione verso il Signore, tuttavia non comunicano la fede che salva. Questa neppure viene dal vedere fisicamente Cristo, bensì dalla Sua ispirata Parola che suscita la fede e opera efficacemente in chi crede. Perciò la fede menzionata da Pietro è preziosa, perché ci fa realizzare la salvezza, le promesse di Dio e ci fa superare le difficoltà della vita.

I destinatari della lettera non vivono accanto al Signore come gli apostoli, ma essi godono la stessa comunione con Lui. In virtù dello Spirito Santo, mandato nel Suo nome, Cristo abita per fede nei credenti.

Se ultimamente non hai visto accadere quanto speravi, non disprezzare la tua fede, anche se pare orfana di eclatanti manifestazioni, ringrazia il Padre per averti donato un Salvatore in cui credere. La fede in Lui è preziosa perché fa accedere all'inestimabile comunione divina e alle insondabili ricchezze della benedizione celeste.
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SALVARE LA FAMIGLIA

25/9/2015

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Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ho visto che sei giusto davanti a me, in questa generazione
Genesi 7:1


Noè prese Dio sul serio, decise di non dubitare né discutere, ma di ubbidire a quanto Egli comandava. Per lunghi anni, quest'uomo si dedicò alla costruzione del mezzo di salvezza per lui e per la sua famiglia. La preparazione dell'arca richiese il suo tempo, le sue energie e risorse. Soprattutto, tale opera richiese una piena fiducia nella Parola di Dio, anche tra l'incomprensione degl'increduli, considerando che Dio non aveva ancora fatto piovere sulla terra. Noè non guardò ad altro, ma si concentrò su quello che sarebbe stato il risultato finale: "La salvezza della sua famiglia”. Egli aveva ben compreso che fare la volontà di Dio non si sarebbe rivelato vitale soltanto per la sua persona, ma anche per il destino di quelli che maggiormente amava. 

Nella nostra famiglia, con le nostre decisioni, possiamo essere causa di benedizione o di maledizione, possiamo portare sollievo o preoccupazione, unire il focolare domestico oppure dividerlo. La vera vita della nostra famiglia dipende da quanto seriamente stimiamo "la Parola che Dio ci rivolge”. Noè ubbidì e fece la scelta migliore. Tu, in chi stai confidando, cosa stai facendo per il bene eterno della tua famiglia?
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ACQUA VIVA

24/9/2015

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Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva
Giovanni 4:10


Ognuno di noi pensa di sapere quali siano i propri bisogni, appagati i quali tutto dovrebbe sicuramente andare per il verso giusto. La nostra società consumistica impone sempre nuove necessità, tutte legate agli agi materiali. Il bisogno più profondo che abbiamo, in realtà, è spirituale. La donna samaritana cui Gesù rivolse queste parole pensava al modo più semplice per attingere acqua dal pozzo, senza riuscire a guardare oltre. Gesù volle farle comprendere che il più grande bisogno dell'uomo è la vita eterna che si trova in Dio, per la fede in Cristo. 

Ciò che il Signore Gesù disse alla donna di Samaria lo dice, oggi, a ciascuno di noi: "Se tu conoscessi il dono di Dio!”. Come dire: "Se tu avessi consapevolezza della grazia, del favore, dell'amore e dell'opportunità che ti è rivolta …”. Se ogni uomo avesse piena coscienza di ciò, non indugerebbe un solo istante per chiedere a Dio di essere dissetato.

Non è un caso che Gesù oggi incrocia il tuo cammino; è questo il tuo tempo per essere salvato. Abbandona la secchia della tua giustizia personale e i pozzi di questo mondo, e apri la tua anima per ricevere l'acqua viva che sgorga dal Calvario e dalla croce. Essa produrrà in te una vita spirituale nuova e abbondante, se soltanto sarai disposto a chiedere al Signore di dissetare l'anima tua.
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SI TRATTA PROPRIO DI TE

23/9/2015

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Tu sei quell'uomo! Così dice il SIGNORE, il Dio d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul
2 Samuele 12:7


Il re Davide si era macchiato di adulterio ed omicidio, ma non riusciva a vedere la gravità del suo peccato, anzi era pronto ad emettere sentenze sugli altri. Per scuoterlo, il Signore gli invia il profeta Natan, che racconta a Davide la storia di un uomo molto ricco, con pecore e buoi in grandissimo numero, il quale, per sfamare un viaggiatore suo ospite, prese l'unica agnellina di un suo vicino povero. Il re si adirò e disse: "Quest'uomo deve morire!”. Il profeta allora replicò: "Tu sei quell'uomo!”. 

Davide, capì la lezione, provò dispiacere per quello che aveva fatto e confessò le sue colpe ritenendosi degno del giusto giudizio di Dio. 

Gesù c'insegna che è più facile individuare i piccoli errori degli altri, piuttosto che prendere coscienza dei nostri difetti più grossolani. Ma la prima azione che lo Spirito Santo compie nella nostra vita è quella di rivelare il nostro peccato, togliendo dal nostro occhio "la trave dell'orgoglio” che c'impedisce di vederlo. 

Oggi, esamina te stesso e vedi se per caso non sei peggiore di chi condanni. Piega le ginocchia e confessa a Dio i tuoi peccati, prima che il giudizio che hai pronunciato sugli altri, si adempia contro di te.
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PASSARE IL TESTIMONE

22/9/2015

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Un'età dirà all'altra le lodi delle tue opere, e farà conoscere i tuoi prodigi
Salmo 145:4


Una competizione sportiva, la staffetta, consiste proprio nel correre un tratto di gara e passare poi il testimone a un altro atleta, che lo porta fino al traguardo. Questa illustrazione spiega il nostro versetto. Prima di te, alcuni hanno ricevuto l'Evangelo e lo hanno affidato ad altri, fiduciosi che li avrebbe condotti alla salvezza. Ne hanno parlato in famiglia, tra gli amici, con tante persone, con te. Forti della responsabilità di passare il testimone a un'altra età, le loro parole sono state accompagnate dalle loro dedicazione al Signore, da sane abitudini cristiane, dal buon esempio di vita. E questo le ha rese più incisive. 

Oggi puoi ricordare l'età passata. Ma, per che cosa sarai ricordato tu? Gli altri ricorderanno che sei stato un uomo di preghiera, un credente capace di aver dato buoni consigli, di aver insegnato la Parola di Dio? Fermati a riflettere. Siamo tutti di passaggio, sia nel tempo che nel ruolo, e il Signore ci ricorda la responsabilità di trasmettere fedelmente l'Evangelo: passa il testimone, non farlo cadere a terra.
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UN ESAME ATTENTO

21/9/2015

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In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore
Giovanni 10:7


L'ovile aveva soltanto una piccola apertura. Quando il pastore si sdraiava davanti a quel varco, lo occupava completamente, divenendo, egli stesso, la porta dell'ovile. In tal modo il gregge era al sicuro dai predatori, ma anche da ogni altra, seppur piccola, insidia che le stesse pecore potevano introdurvi, dopo il pascolo. Dopo che queste erano ricondotte al riparo notturno, il pastore si fermava all'ingresso e le esaminava una ad una, per controllare se erano state intaccate da qualcosa o se si erano ferite, ungendole eventualmente con olio balsamico.

Far parte del popolo di Dio è un benedetto privilegio che dà accesso al nutrimento dell'anima nella comunione con Cristo. Ogni credente si addentra nel pieno ristoro spirituale mentre permette a Gesù di curarlo dagli effetti prodotti dal cammino e dalle insidie di questo mondo. È proprio passando dall'attento sguardo divino che siamo purificati e consolati, ricevendo quel tenero tocco di guarigione da tutto quel che può infettare il nostro cuore e contagiare altri. 

Apri il tuo cuore, non aver paura dell'esame del Signore. Lascia che la Sua mano benedetta si poggi sulle ferite del tuo cuore, ripulendole da tutte le contaminazioni spirituali e morali.
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