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UN ALTRO SIGILLO

31/7/2015

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Essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia
Matteo 27:66


Gesù aveva detto che il terzo giorno dopo la Sua morte sarebbe risorto. I Suoi nemici non volevano che questo accadesse. Assicurarono con un masso e delle guardie l'ingresso della tomba e vi misero dei sigilli. La Parola annunciata da Gesù, però, fu adempiuta puntualmente. Un angelo rotolò la pietra e vi sedette sopra. 

Dal tuo cuore senti una voce, un richiamo al Padre, che ti spinge a prendere una decisione per adorarLo. Una voce divina che qualcuno vorrebbe mettere a tacere. Il nemico cerca di offuscare l'adempimento dell'opera divina. Pone una pietra, mette dei sigilli, addirittura delle guardie affinché il tuo cuore non possa aprirsi. Un vizio, un eccessivo attaccamento al lavoro, la paura del giudizio altrui. Potrebbero essere questi gli impedimenti che non ti permettono di aprirti al piano di Dio e realizzarlo. 

Non scoraggiarti, anche per te quel sigillo può rompersi e quelle guardie ammutolirsi. Dio è l'onnipotente! Credi in Lui ed Egli ti libererà. Riceverai un altro sigillo, un profondo segno di appartenenza a Cristo: la presenza dello Spirito Santo. Un segno della Sua promessa e della Sua fedeltà, quel sigillo che ti apparta per vedere il Signore come Egli è nel Suo glorioso regno.
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LA QUIETE DI DIO

30/7/2015

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È per la mia pace che io ho avuto grande amarezza; ma tu, nel tuo amore, mi hai liberato … perché ti sei gettato dietro alle spalle tutti i miei peccati
Isaia 38:17


Ci sono tempeste che a volte si abbattono sulla vita degli uomini improvvisamente. Temporali che sembrano devastare ogni cosa e che lasciano davvero poco a quanti sono da essi colpiti. Poi, secondo il vecchio detto, dopo la tempesta giunge la quiete. Di fatto, però, non c'è sempre una reale corrispondenza tra la cessazione delle intemperie e la calma del nostro cuore. Molte volte, forse troppe, affrontare certe esperienze genera nell'uomo sentimenti di rabbia, ribellione, sgomento, che difficilmente cedono il passo a una calma benefica. Tuttavia c'è una soluzione, un epilogo diverso, per quanti nelle prove della vita si affidano a Dio con fede. 

Il versetto di oggi riporta la testimonianza di un uomo che rivaluta la propria afflizione, poiché in essa ha trovato pace e liberazione per mezzo della grazia divina! Esiste una calma che non dipende dalle circostanze della vita, ma che è frutto dell'amore di Dio in noi. Una pace che è perdono dei peccati e piena riconciliazione con il Padre. Oggi non accusare Dio per le tue afflizioni, cercaLo in mezzo alla tempesta e troverai la Sua quiete!
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UN ALTRO CONSOLATORE

29/7/2015

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Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre
Giovanni 14:16


Di lì a poco, Gesù sarebbe stato arrestato nel Getsemani e tutti Lo avrebbero lasciato. 

Prima che avvenisse tutto ciò, volle rincuorare i Suoi discepoli, assicurando loro la perfetta assistenza dello Spirito Santo. Questa promessa è di vitale importanza, poiché lo Spirito Santo sostituirà Gesù nella guida, nell'istruzione e nella consolazione dei Suoi discepoli. Egli fu con Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio, fu con Stefano davanti ai suoi accusatori, con Paolo davanti al re Agrippa. 

Ancora oggi lo Spirito Santo continua a sostenere tutti i credenti che si trovano a combattere contro gli oppositori dell'Evangelo e le avversità della vita. Egli reca l'aiuto indispensabile di fronte a problemi umanamente insolubili. Egli, però, non è una forza astratta o uno spirito guida da interpellare e usare secondo la nostra volontà. Lo Spirito Santo è la Guida per eccellenza, il Consolatore soprannaturale: è Dio! 

Lo Spirito Santo dimora in chi accetta il messaggio e l'opera di Cristo, che Egli stesso viene a presentare e ad applicare alla nostra vita. Lascia che Egli agisca nel tuo cuore per iniziare da lì la Sua completa opera di consolazione e per condurre da lì in poi la tua intera vita.
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FIDUCIA E SOCCORSO

28/7/2015

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Egli è uno scudo per chi confida in lui
Proverbi 30:5


Spesso diciamo di confidare in Dio, ma poi vogliamo dettarGli noi le condizioni, diciamo di fare la Sua volontà, ma poi cerchiamo di mantenere il controllo della situazione. Nessun uomo può rivendicare qualche diritto di fronte al Signore e soltanto in Cristo si può trovare l'unica possibilità di salvezza dal peccato e dalla perdizione eterna. 

Se afferriamo e accettiamo questa realtà spirituale, allora possiamo confidare in Dio con l'assoluta garanzia che Egli ascolti sempre la nostra preghiera. Soltanto noi possiamo interrompere questa certezza, perché se non lo vogliamo, il Signore non potrà essere il nostro scudo, né il nostro garante! Fidiamoci completamente di Lui senza indugi, senza opporre resistenza! Dio desidera che confidi in Lui ogni istante della tua vita perché ti ama! Quale richiesta hai fatto al Signore? Non dubitare della Sua risposta, del Suo intervento: Egli parla nel modo migliore e agisce sempre al momento giusto!
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BUONA TERRA, BUON FRUTTO

27/7/2015

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Quelli poi che hanno ricevuto il seme in buona terra sono coloro che odono la parola e l'accolgono e fruttano il trenta, il sessanta e il cento per uno
Marco 4:20


Un consiglio riportato su un libro di giardinaggio, dice: "Prenditi cura del terreno e non preoccuparti delle piante. Se il terreno è buono, il seme metterà radici e crescerà rigoglioso”.

Nella parabola del seminatore, Gesù parlò dell'importanza del terreno. Egli definì "buona terra” coloro che "odono” la Parola, "l'accolgono e fruttano”. Se manteniamo il nostro cuore soffice e ricettivo, la Parola di Dio metterà radici, crescerà e porterà frutto.

Nel giardinaggio, la vita è nel seme. Nelle giuste condizioni, essa crescerà fino a portare frutto. Allo stesso modo, se il seme della Parola è piantato nella buona terra di un cuore ricettivo, esso crescerà fino a manifestare il carattere di Gesù. Se apriamo il nostro cuore alla Parola di Dio, con la volontà di ubbidire ad essa, lo Spirito Santo ci farà crescere e portare frutto. Non possiamo produrre la nostra crescita, come non possiamo forzare quella dei semi che piantiamo in giardino. Possiamo tuttavia prenderci cura del terreno, mantenendo il cuore morbido, ricettivo e ubbidiente alla Bibbia. Allora raccoglieremo frutti di giustizia.
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DI CHI È LA COLPA?

26/7/2015

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Giacobbe disse a Simeone e a Levi: Voi mi causate grande angoscia, mettendomi in cattiva luce davanti agli abitanti del paeseGenesi 34:30

Quante persone sono preda di dispiaceri e affanni a causa della propria infedeltà, ma incolpano altri o le circostanze contingenti, invece di giudicare sé stesse. Il Signore aveva detto a Giacobbe: "Io sono il Dio di Betel”, non "io sono il Dio di Sichem”. Giacobbe avrebbe dovuto seguire le indicazioni divine, invece si stabilisce proprio presso la città di Sichem. Quale timore del Signore poteva inculcare un simile atteggiamento nei figli? Gli stratagemmi a cui questi ricorsero erano riprovevoli, senza rispetto per la sacralità degli ordinamenti divini, e causarono gravi problemi al loro padre. 

Giacobbe è giustamente preoccupato, ma prima di giudicare i figli, avrebbe dovuto chiedersi perché si era così tanto avvicinato ai Sichemiti. Avrebbe dovuto riconciliarsi con la volontà di Dio per trovare pace. Molti genitori sono angosciati per la ribellione dei propri figli, spesso però dovrebbero rimproverare sé stessi, perché non sono stati fedeli a Dio nelle loro famiglie. 

Un detto popolare dice: "Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”. Tu puoi fare qualcosa di ben più profondo e risolutivo: puoi ravvederti e trovare il perdono del Signore. Fallo e Lo ringrazierai per il Suo glorioso intervento.
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CHIAMATI ALLA VERA FEDE

25/7/2015

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Perciò, subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore
Atti 10:33

Cornelio era un italico, uno straniero in Giudea. Egli è presentato come un uomo veramente aperto alla Parola di Dio, pronto ad accettare la fede di un popolo considerato inferiore e un messaggio religioso diverso dalle sue tradizioni. Questo soldato non è un credulone: è intelligente e desideroso di conoscere la verità verità assoluta che nessun uomo può dare

Quante persone sono oneste e intelligenti, ma si fermano per paura di contraddire le proprie credenze, propensi a valutare la fede in Cristo più quale possibile svantaggio sociale, che come una meravigliosa opportunità spirituale.

Dio mandò Pietro a casa di Cornelio per annunciargli l'Evangelo ed egli fu pronto a riceverlo. Se preghi sinceramente, il Signore ti manderà dei Suoi servitori, che ti annunceranno la Sua Parola e ti testimonieranno dell'amore di Gesù per te

Forse pregherai Dio con il cuore sebbene in un modo che non corrisponde degnamente all'identità della Sua gloriosa persona. Egli nella Sua misericordia si lascia trovare, ma al contempo ti spinge a conoscerLo meglio per adorarLo come si conviene. Gesù ti viene incontro così come sei, ma non ti lascia tale. 

E tu, vuoi udire tutta la verità di Dio? Sei pronto a ubbidire all'Evangelo?
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PAROLA E PUREZZA

24/7/2015

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Come potrà il giovane render pura la sua via? Badando ad essa mediante la tua parola
Salmo 119:9


L'esperienza di tanti uomini e donne nella Bibbia c'insegna che per raggiungere i traguardi della vita cristiana dobbiamo essere leali e integri nei confronti di Dio e degli uomini. Nel nostro cammino di fede non ci possono essere scorciatoie e deviazioni. Dobbiamo ubbidire al Signore in tutta la Sua volontà, osservare tutte le cose che ci ha insegnato. 

A volte distinguiamo fra comandamenti "primari” e precetti "secondari”, pensando che i primi richiedano assoluta ubbidienza, mentre gli altri siano rimessi alla nostra discrezionalità. Talvolta riteniamo anche di poter abbreviare i tempi a modo nostro, magari con una condotta di dubbia giustizia o ambigua bontà, senza peraltro approdare ad alcun risultato. 

Il Signore, invece, ha disposto che le Sue leggi siano strettamente osservate e la via della perfezione rimane quella dell'adempimento di tutta la volontà divina. Una "piccola” disubbidienza ci fa perdere del tempo prezioso e ci priva dell'approvazione di Colui che ci ama e non risparmia la correzione e la disciplina ai Suoi figli. 

Qualunque sia il sentiero che ti è proposto o la strada su cui già sei incamminato, bada bene che nulla ti allontani dal Signore e dalla Sua benedizione!
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NASCERE DA VECCHI

23/7/2015

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Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?
Giovanni 3:4


Essere definiti "vecchi” non è più un'attestazione onorifica; piuttosto, indica persone "al capolinea” di una esistenza logorante. Per il "vecchio” è quasi già tutto tramontato: con gli anni sono finiti i sogni, con gli acciacchi si sono ridotte le sue relazioni umane. Che cosa resta a una persona anziana che si riconosce in tale quadro così ingiallito? Può ancora progettare, sperare, ricominciare? 

In realtà, non gli serve una seconda vita fisica sulla terra, anche quando la biotecnologia avrà magari raddoppiato la durata dei suoi anni. Commetterebbe gli stessi errori e avrebbe le medesime sofferenze, fisiche e interiori, soltanto più a lungo. Il punto è un altro: qual è la necessità dell'anima, e non tanto quella del corpo? A questo Gesù risponde sostenendo che non c'è bisogno di un'età anagrafica per nascere di nuovo e diventare un figlio di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, bisogna nascere di Spirito, da Alto. Si può iniziare un vita nuova e lasciare che lo Spirito Santo agisca nel cuore, producendo pensieri e azioni che riflettano il carattere del Padre celeste. 

In Cristo è possibile per chiunque nascere, anche da vecchi, a questa meravigliosa relazione personale con Dio, per la potenza della Sua grazia e per la virtù del Suo Spirito.
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DISCEPOLI CHE ASCOLTANO

22/7/2015

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Egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti, come ascoltano i discepoli
Isaia 50:4, 5


La Parola di Dio è vitale, ma l'udito spirituale umano ha la sua importanza.

Non tutti coloro che ascoltarono Gesù ritennero i Suoi insegnamenti. Capi e dottori religiosi erano tra questi, non per mancanza di cultura ma perché non disponibili ad riconoscere e accettare la divinità di Colui che parlava, né il messaggio che annunciava. Invece, è quanto mai necessario manifestare l'attitudine del discepolo che ascolta per imparare e non per discutere, che si dispone all'insegnamento del Maestro con attenzione, desiderio e umiltà. 

Il Signore sensibilizza il nostro orecchio, mentre noi lo tendiamo per ubbidire a quanto Egli dice. Il mondo religioso dà sempre più importanza a segni visibili, dimenticando che "la fede viene dall'udire”, non dal "vedere”.

Al Suo antico popolo, Dio si rivolgeva dicendo: "Ascolta Israele…”. Il modo in cui esso seppe riporre le prescrizioni divine nel proprio cuore determinò la sua prosperità o la sua sventura. 

Il Signore vuole parlarti del Suo grande amore, farti scoprire l'opera grande che ha compiuto per te. Vuoi darGli la giusta, fiduciosa attenzione? Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese!
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