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L'AMORE CHE ARMA

21/7/2015

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Abramo, com'ebbe udito che suo fratello era stato fatto prigioniero, armò trecentodiciotto dei suoi più fidati servi, nati in casa sua, e inseguì i re fino a Dan
Genesi 14:14


L'amore è l'arma più efficace per sconfiggere il male, è il miglior estintore per spegnere la fiamma della gelosia e il fuoco dell'odio. L'amore dimentica le offese e non rimane indifferente di fronte alle difficoltà che altri si sono cercate. Lot si era separato da Abramo, scegliendo un territorio più fertile ed infine una città corrotta. Tale atteggiamento piuttosto egoista e ingrato sarebbe risultato disarmante per tanti; chiunque si sarebbe sdegnato davanti ad un comportamento simile. Invece Abramo fu sempre pronto a stendere la mano amica verso il nipote, anche se immeritevole. Corre in suo aiuto non appena ode la notizia della situazione penosa in cui si trova Lot. 

Soltanto l'amore divino impresso nel cuore di un uomo può armarlo per compiere certe azioni. Il vero amore non dice mai: "Ti sta bene! Lo hai voluto tu!”. Anzi, esso spesso riesce a motivare altri ancora, ad armarli del desiderio di liberare chi è rimasto vittima delle proprie scelte sbagliate. Il modo di fare delle persone più care può, talvolta, farci letteralmente "cadere le braccia”, il Signore, però, viene a fortificarle con il Suo amore, armandole vittoriosamente contro il contagio dell'apatia.
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CONSIDERA CHI TI PARLA

20/7/2015

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Samuele, Samuele! E Samuele rispose: Parla, poiché il tuo servo ascolta
1 Samuele 3:10

Al tempo del giovane Samuele la Parola di Dio, rivolta tramite i profeti, era rara e le visioni non erano frequenti. Quando il Signore taceva, il popolo rimaneva senza direzione, abbandonato alla propria caparbietà, in una mortale aridità spirituale.

Samuele non capiva chi lo stesse chiamando e per due volte si recò dal sacerdote. Non vi era in lui l'ostinazione di chi non voleva ubbidire, ma la limitazione di chi non conosceva Dio personalmente. Così il Signore gli andò incontro e quel giovinetto comprese che il suo compito nel tempio non era per volere del sacerdote né per un voto di sua madre, bensì per una chiamata celeste. 

Se oggi ti recherai in una comunità cristiana considera che anche se chi predica è un uomo, l'appello è divino. Non è un pastore, i tuoi genitori, i tuoi parenti o amici che ti stanno chiamando, ma è Dio che si sta rivolgendo a te per salvarti e santificarti. Quando Egli ti parla, ricorda sempre che è un privilegio ascoltarLo e una responsabilità risponderGli. Rigetta ogni elemento di distrazione e disponi il tuo cuore in ubbidienza fiduciosa, ciò rende familiari con la voce del Signore. 

Al posto di Samuele, metti il tuo nome; che cosa rispoderai?
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GIUNGERE A RIVA CON GESÙ

19/7/2015

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Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove erano diretti
Giovanni 6:21


Al tramonto, i discepoli salirono su di una barca per raggiungere l'altra riva, quando una tempesta li sorprese. Essi continuarono a remare per circa sei chilometri, ma senza riuscire a raggiungere la riva. Mentre erano senza speranza furono raggiunti dal Signore, che andò a loro camminando sul mare. Dapprima i discepoli si spaventarono, non capendo ciò che stava accadendo. Finalmente, presero Gesù nella barca e allora subito la barca toccò terra là dove erano diretti. 

Come i discepoli, così ognuno di noi sta affrontando la "traversata” nel mare, talora burrascoso, di questa vita. Alcuni sono senza Cristo, contando unicamente sulle proprie forze. I venti contrari che incontrano, diventano ostacoli invalicabili che portano alla deriva e al naufragio. Altri, dopo avere tentato di affrontare il viaggio da soli, hanno aperto il cuore alla fede lasciando così il timone della loro imbarcazione al Signore. Forse stai remando controvento, nel buio e sei da solo; perché non scegli oggi di dipendere da Cristo? Fai entrare Gesù "nella tua barca” e "subito” si vedrà la differenza. Osserverai come con Lui si giunge alla riva desiderata.
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LE VERTIGINI DELLA PRESUNZIONE

18/7/2015

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Così vi salirono del popolo circa tremila uomini, i quali si diedero alla fuga davanti alla gente di Ai
Giosuè 7:4


I primi sei capitoli del libro di Giosuè raccontano come il Signore aveva guidato Israele in nove diverse occasioni. Qui, però, dopo la presa di Gerico, Giosuè e i suoi consiglieri decisero autonomamente azione e strategia, sperimentando un penoso fallimento. Prima di attaccare la città di Ai, Giosuè ascoltò soltanto il parere delle spie, senza premurarsi di cercare il consiglio del Signore, l'Unico in grado di assicurare loro il buon esito nella battaglia. 

Dio aveva dato istruzioni precise sul modo in cui Giosuè avrebbe dovuto cercare e ricevere la Sua guida. Giosuè, in effetti, era all'oscuro del peccato di Acan, vera causa della sconfitta nella battaglia di Ai. Ma prima di andare in battaglia, egli avrebbe dovuto chiedere guida al Signore, invece di farlo dopo la morte di trentasei persone. 

Attenzione: il pericolo di ritenere la preghiera non più necessaria è maggiore proprio quando il Signore ha appena risposto alle nostre suppliche o ci ha largamente benedetti. Più si è in alto, più è facile restare vittime delle vertigini della presunzione.#Lettore, non cadere nella trappola dell'autosufficienza: senza dare nulla per scontato, continua a dipendere esclusivamente da Dio.
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LE MANI DEL MAESTRO

17/7/2015

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Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti
1 Corinzi 1:27


Prima di un concerto, un famoso violinista annunciò che avrebbe suonato con uno dei violini più preziosi del mondo. Eseguì il primo brano in modo impeccabile e il pubblico applaudì con entusiasmo. All'improvviso, il musicista sfasciò lo strumento, lasciando tutti inorriditi. Poi, con un sorriso, spiegò che quello era uno strumento scadente. Prese il violino prezioso e cominciò a muovere l'archetto sulle corde; ne uscì un suono meraviglioso. La maggior parte degli astanti, però, non riuscì a distinguere la differenza tra la musica del violino prezioso e quella dello strumento scadente. La qualità dello strumento era risultata secondaria all'abilità del violinista.

Succede lo stesso nel nostro servizio per il Signore. Il Maestro può usare strumenti ordinari e deboli come noi, ma se ci arrendiamo alle Sue abili mani, Egli produrrà una armonia meravigliosa dalla nostra vita. Forse ti senti come un violino scadente? Mettiti nelle mani di Cristo! Egli è pronto ad usare la tua vita, a renderti strumento prezioso per magnificare Dio ed essere di benedizione per gli altri.
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ROCCA ETERNA

16/7/2015

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Confidate per sempre nel SIGNORE, perché il SIGNORE, sì il SIGNORE, è la roccia dei secoli
Isaia 26:4


Inaccessibile per i nemici della fede, che s'arrampicano con propri meriti e capacità, la roccia dei secoli rimane un solido rifugio sempre pronto per chi confida nella grazia di Dio. Il credente che scivola, può ancora sperimentare come il tempo non scalfisca l'efficacia del sacrificio di Cristo, poiché Egli "è lo stesso ieri, oggi, e in eterno” (Ebrei 13:8). 

Gli elementi del Creato, anche i più solidi e imponenti, sono soggetti a inevitabili trasformazioni; le rocce sono scavate da piogge, erose dai venti, dal sole e dal freddo. La perfetta natura di Dio, invece, non è intaccata da fattori esterni. Egli non è soltanto eterno, ma anche immutabile. La Sua cura per noi, perciò, non sarà mai invalidata da alcuna incognita. Chi confida in Lui non sarà mai deluso.

Forse spieghi la tua sfiducia e il tuo crollo spirituale con l'aver subito colpi troppo violenti; se invece fossero state troppo deboli le fondamenta della tua fede? #Confidare nel Signore non vuol dire soltanto ricorrere a Lui, quando si è colpiti da tempeste, per poi tornare a confidare sulle proprie forze e discernimento. Confidare per sempre nel Signore significa poggiare stabilmente e interamente la propria vita su Lui e lasciarla lì: starà al sicuro!
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IL BUON PASTORE

15/7/2015

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Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me
Giovanni 10:14


Queste parole di Gesù sono di grande incoraggiamento per chi crede in Lui. Come Buon Pastore Egli ha voluto dichiarare delle verità fondamentali, rassicurando i Suoi discepoli di ogni tempo: "Io conosco le mie pecore”. Gesù conosce quelle bisognose, quelle sterili, quelle malate, quelle feconde. Egli le soccorre, le aiuta donando loro una vita esuberante. Cristo aveva il potere di deporre la propria vita e di riprendersela, nessuno Gliela tolse. Essendo Dio, poteva in un istante distruggere i Suoi persecutori, ma non lo fece perché tutti potessero, per mezzo del Suo sacrificio espiatorio, godere della vita eterna con Lui, nel regno dei cieli. Che gioia avere il Signore Gesù come Pastore! Egli non fa come il mercenario, ma difende le Sue pecore e le tiene al sicuro, le guida lungo le acque quiete e nei pascoli verdeggianti.

Molti si interrogano sul loro futuro, ma poiché Gesù è il Buon Pastore, se gettano su di Lui tutte le proprie sollecitudini, Egli se ne prenderà cura. Occorre riconoscerLo come il nostro Pastore, la guida della nostra vita, seguirLo da vicino. Soltanto allora tutti i nostri problemi, presenti e futuri, saranno risolti.
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COME UN VASO ROTTO

14/7/2015

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Sono dimenticato completamente, come un morto; sono simile a un vaso rotto
Salmo 31:12


Come un vaso rotto, cioè a pezzi: così si sentiva il salmista e anche noi, a volte. Ci riducono a pezzi le fatiche della vita, le sofferenze e le incomprensioni. Come un vaso rotto i cui cocci sono sparsi qua e là, così la persona che vive questa realtà, si ritrova con pensieri e sentimenti contrastanti: da un lato la fede, dall'altro la perplessità; da una parte la speranza, dall'altra la sfiducia; lo spirito tende verso l'Alto, la carne verso il basso. E poi il senso dell'inutilità. A che serve un vaso rotto? Come ci si sente inutili, quando si è a pezzi!

Che fare? Lasciarsi annichilire, distruggere dallo scoraggiamento? No, di certo! perché il Signore "guarisce chi ha il cuore spezzato e fascia le loro piaghe” (Salmo 147:3). Egli è Colui che crea dal nulla, ma che all'occorrenza può rimettere assieme i cocci d'un vaso rotto per farne un oggetto nuovo, bello ed utile. 

Quale vaso umano fu più rotto di Cristo Gesù alla croce? Su quella croce dove la Sua vita "fu fatta a pezzi”, Egli conobbe tutte le tue umiliazioni, dolori e fatiche e, soprattutto, espiò tutte le tue colpe. Egli è l'Unico che può capirti e ricostruirti. Confida in Lui. Oggi Dio può renderti una nuova creatura in Cristo.
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TUTTO INCLUSO

13/7/2015

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Voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza
Colossesi 2:10


Una famiglia aveva fatto sacrifici per anni, con lo scopo di acquistare i biglietti e salpare alla volta degli Stati Uniti. Mentre si trovava al largo, razionava attentamente il formaggio e il pane che avevano portato per il viaggio. Dopo tre giorni, uno dei figli si lamentò con il padre: "Non sopporto più pane e formaggio, se non mangio qualcos'altro, morirò di fame!”. Il padre gli diede allora gli ultimi spiccioli, dicendogli di andare in coperta e comprarsi un dolce. Il ragazzo tornò dopo qualche ora e con un gran sorriso. Il padre gli chiese: "Dove sei stato tutto questo tempo?”, "in coperta, a mangiare tre ciambelle e una bella bistecca!”, gli rispose il figlio. Attonito, il padre disse: "Tutto questo per pochi spiccioli?”, "O no”, replicò il giovane "il cibo è gratis, è incluso nel prezzo del biglietto!”. 

Paolo avvertiva i credenti sui falsi insegnanti che davano le briciole di un'apparente religiosità, invece che l'abbondante mensa di una vita esuberante offerta da Gesù. Chi ha creduto in Lui non si è assicurato appena un passaggio per il Cielo ma anche tutto ciò che serve per gustare il Suo ristoro qui ed ora: in Cristo abbiamo tutto pienamente, perché Egli ha già pagato per ogni benedizione.
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SANTITÀ E SANITÀ

12/7/2015

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Se tu ascolti attentamente la voce del SIGNORE che è il tuo Dio, e fai ciò che è giusto agli occhi suoi, io non ti infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perché io sono il SIGNORE, colui che ti guarisce
Esodo 15:26


La lebbra fu tra i maggiori flagelli del Medioevo; nessuno, al tempo, conosceva l'esistenza di microrganismi come virus e batteri. I medici attribuivano i sintomi della malattia a cause quali l'ingestione di cibi piccanti o il consumo di carni contaminate e tutti i rimedi si rivelavano inadatti a debellare l'epidemia. Già migliaia di anni prima Dio aveva parlato a Mosè, istruendolo nel caso la lebbra fosse scoppiata in mezzo al popolo. Era ordinata una condotta sanitaria che risulta ancora valida nel prevenire malattie infettive d'ogni tipo. 

La "salute biblica” includeva l'ambiente in cui l'uomo viveva, come nei casi di muffa nelle case. Essa non si limitava a vietare atti innaturali, tra quelli alimentari o sessuali, ma ogni comportamento giudicato immorale secondo la santità di Dio. Così, mentre i pagani praticavano la prostituzione nei templi e ingerivano il sangue dei sacrifici, in Israele la prescrizione della fedeltà coniugale, della monogamia e il divieto di mangiare sangue azzeravano i rischi di contrarre malattie fisiche. 

Ascoltiamo i salutari comandi divini, non soltanto per il nostro benessere fisico ma, soprattutto, per il bene dell'anima nostra!
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