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October 10th, 2025

10/10/2025

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Molti si spaventerebbero se, invece di guardare il proprio volto, vedessero la propria anima nello specchio.
Sant'Alfonso de' Liguori


Spesso l’uomo cerca soddisfazioni momentanee, materiali o spirituali, e finisce per ignorare o sottovalutare la Grazia di Dio, che è l’unica capace di dare una vera serenità già in questa vita, e soprattutto di guidarci verso la vita futura.
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GAY PRIDE EVENTO ANTICRISTICO

10/6/2023

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Nel ‘700 la Beata Anna Maria Taigi lo aveva profetizzato, lei Madre di Famiglia, Moglie, Casalinga, Mistica e Santa in una delle sue tantissime visioni vide e scrisse:

” […]dopo questi segni, quando si sarà vicini alla fine, il Drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza e gli uomini senza tener conto dei Celesti moniti andranno per le vie della Eterna Città Santa bagnata dal Sangue dei Principi(Apostoli), portando la Lussuria in processione; e il Padre della Menzogna sarà a loro capo. Sacrilegi compiranno contro i tempi del Santo Spirito e contro la Religione: gli uomini si vestiranno da donne e le donne si vestiranno da uomini, la Voce del Santo Vicario non sarà ascoltata e l’ Alma Sua figura sarà fatta oggetto di scherno e risa, allora il Drago che già ha preso possesso del suo regno istillerà lumi alle menti degli a lui soggetti per diffondere l’alito pestilento della Lussuria ove il Beatissimo pose Sede e per diffondere e moltiplicare l’opera sua nefanda di distruzione e perdizione, dovrà allora dalla Cristianità implorarsi la Misericordia di Dio e fare Orazione per la Chiesa Militante domandando aiuto alla Madre Santa e offrendo penitenze e sacrifici […]”

Non si potrebbe dare descrizione più perfetta, pronunciata con due secoli di anticipo, dell’evento anticristico e diabolico del nostro tempo! Non dimentichiamo l’Angelus di Giovanni Paolo II del 9 luglio del 2000, mentre a Roma sfilava con superbia e provocazione il primo gay-pride, ecco cosa diceva quel grande Pontefice, inascoltato appunto:

“A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato al Grande Giubileo dell’Anno Duemila e per l’offesa ai valori cristiani di una Città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la verità, perché verrebbe meno alla fedeltà verso Dio Creatore e non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male…”

PS: E OGGI 10.6.2023 A ROMA SI SVOLGE IL GAY PRIDE; UNO DEI 60 E PIU' PROGRAMMATI PER QUESTA ESTATE IN TUTTA ITALIA: PREGHIAMO!
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​Sono d’accordo con Dante, che i luoghi più caldi dell’inferno sono riservati a coloro che, in un periodo di crisi morale, mantengono la loro neutralità.
(Martin Luther King Jr)
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ECUMENISMO

2/5/2023

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"L'Ecumenismo non lo si fa andando a metà del ponte, ma piuttosto costruendo ponti, tanti ponti in amorevole fatica, restando fermi sulla riva giusta."

Il 2 maggio 1989 muore il Cardinal Giuseppe Siri.
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E' EMPIO DIRE...

7/5/2021

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''È errato dire " ogni religione è uguale".
Questo equivarrebbe a dire "Pongo sullo stesso piano il diavolo e Dio, il vizio e la virtù, la menzogna e la Verità, disonestà e onestà, Inferno e Paradiso"
​
Padre Michael Muller (1825-1899)
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IL DIAVOLO E'...

3/10/2019

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"...Il tentatore è subdolo: non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le vere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari. In questo modo, Dio diventa secondario, si riduce a un mezzo, in definitiva diventa irreale, non conta più, svanisce. In ultima analisi, nelle tentazioni è in gioco la fede, perché è in gioco Dio."
(Benedetto XVI - dal "Angelus del 17 febbraio 2013" -)
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*IO E DIO* (di Piero Infante)

10/10/2017

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Ve vojo riccontà ‘na storia strana.

Che m’è successa propio l’artra settimana...

Camminavo pe’ r vialone davanti alla chiesa der paese. Quanno ‘na strana voja d’entrà me prese.
Sia chiaro: non so mai stato un cristiano praticante; se c’era un matrimonio, se vedevamo al ristorante...
Ma me so sentito come se quarcuno, me dicesse: “dai entra, nu’ c’è nessuno!”
Un misto de voja e paura m’aveva preso ma ‘na vorta dentro, restai sorpreso.
La chiesa era vota, nun c’era nessuno.
La voce che ho sentito era la mia, no de quarcuno.
C’erano quattro panche e un vecchio crocifisso de nostro Signore.
“Guarda te, se a chiamamme è stato er Creatore”...
Me gonfiai er petto e da sbruffone gridai: “ So passato pè 'nsaluto”...
quanno na voce me rispose: ”mo sei entrato, nu' fa lo scemo mettete seduto!”
Pensai:" mo me giro e vado via", quanno quarcuno me rispose: “Nu' te na‘ nnà, resta … famme compagnia”.
“Famo n’altra vorta ... , poi mi moje chi la sente: è tardi, sarà già tutto apparecchiato!”. “Avvicinate nu fa lo scemo, ‘o so che nu' sei sposato.
Me sentivo troppo strano, io che nun avevo mai pregato.
Me sentivo pregà dar Signore der creato:“Signore dateme na prova, devo da crede che sete veramente Iddio che tutto vede”
“Voi na prova ? Questo nun te basta? Te sei mi fijo e io sto qua inchiodato pe' er bene che te vojo!”
“Me viè da piagne, me sento de scusamme. Signore ve prego perdonate le mie mancanze; a sapello che c’eravate pe' davero … Venivo più spesso, ve accennevo quarche cero”.
“Ahahahahhaha ma te pensi che io sto solo qua dentro? Io so' sempre stato co' te, nella gioia e ner tormento. Te ricordi quanno eri piccolino, Io pe te ero Gesù bambino! Prima de coricatte la sera me dedicavi sempre 'na preghiera, era semplice, quella che po fa' er core de un bambino; me facevi piagne e co' le mie lacrime te bagnavo er cuscino!! Poi anni de silenzio… te s’è indurito er core proprio verso de me, che t’ho fatto co tanto amore. Te gridavo: " fijo mio sto qua, arza l’occhi, guarda er tuo papà! " Ma te gnente… guardavi pe tera e te ostinavi a famme la guera. Poi, quanno tu padre stava male e tu già pensavi ar funerale, sur letto de morte… nelle ultim' ore T’è scappata na preghiera…: “Te affido ar core der Creatore”. Ecco perché t’ho chiamato, pe' ditte quanto me sei mancato."
Ho cominciato a piagne dalla gioia e dar dolore… Ho scoperto de esse amato dar Signore…

Questa è na storiella che nun ’ cia' niente da insegna';
solo che 'ncielo c’è un Dio che piagne se lo chiami "papà"!
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IL SILENZIO

20/8/2017

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Il Silenzio è mitezza
quando non rispondi alle offese
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci a Dio la difesa del tuo onore.
​
Il silenzio è misericordia
quando non riveli le colpe dei fratelli,
quando perdoni senza indagare il passato,
quando non condanni, ma intercedi nell'intimo.

Il silenzio è pazienza
quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi consolazione tra gli uomini
quando non intervieni
ma attendi che il seme germogli lentamente.

il silenzio è umiltà
quando taci per lasciare emergere i fratelli,
quando lasci che il tuo agire venga interpretato male,
quando lasci ad altri la gloria dell'impresa.

Il silenzio è fede
quando taci perché è Lui che agisce,
quando rinunci alle voci del mondo,
per stare alla Sua presenza,
quando non cerchi comprensione
perché ti basta essere amato da Lui.

Il silenzio è adorazione
quando abbracci la Croce 
senza chiedere perchè
nell'intima certezza
che questa è l'unica via giusta.
San Giovanni della Croce
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LA FEDE E' IL MOTORE DI TUTTA LA SCIENZA

7/10/2016

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“Atei e materialisti sono obbligati, se onesti, a porsi una questione molto pesante: se non c’è nessun Dio, nessuna intelligenza creatrice, nessuno Spirito che abbia scritto le leggi della natura, allora essi devono ammettere che tutto è fortuito, tutto è frutto del caso. Allora anche la nostra intelligenza è il risultato di null’altro che un fortunoso lancio di dadi. 

Come si può, quindi, pretendere che tra un prodotto del caso come la nostra intelligenza e le leggi che regolano l’universo ci sia una qualche ipotesi di corrispondenza?”.

Al contrario se siamo Cattolici siamo di fronte ad un altro postulato: che Dio esiste, le leggi dell’universo le ha scritte Lui. Sappiamo che Dio ha fatto anche noi, a sua immagine, e somiglianza. E se somigliamo a Dio, allora non è irragionevole sperare che anche il nostro spirito possa arrivare a cogliere e a capire le leggi di Dio”.


La fede è il motore di tutta la scienza.

Jérôme Lejeune - genetista, medico, ricercatore
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DOMANDE

4/9/2016

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Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Santa Madre Teresa di Calcutta
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STRANI QUESTI CRISTIANI

28/8/2016

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Il cardinal Giacomo Biffi sulla “stranezza” cristiana

I parenti dicevano: “È fuori di sé” (Mc 3,21), e cercavano di prenderlo e di toglierlo dalla circolazione. Gli scribi davano lo stesso giudizio, ma con una versione, per così dire, “teologica”, e dicevano: “È posseduto da uno spirito immondo” (Mc 3, 30).
Il discepolo vero e coerente di Gesù non dovrà allora meravigliarsi se riceverà le stesse incomprensioni che non sono state risparmiate al suo Maestro. Chi sta col Vangelo senza sconti e senza attenuazioni, e perciò parla di distacco dai beni, di valore della castità, di amore disinteressato, di matrimonio indissolubile, di assoluta onestà negli affari, di perdono dei nemici, di sofferenza accettata dalle mani di Dio, costui apparirà necessariamente al mondo di oggi come un personaggio strano, sprovveduto, pazzo… Dovremo tenerlo presente, quando ci sentiremo suggerire che bisogna adattare la religione agli usi e costumi dell’uomo di oggi; si tratta piuttosto di trovare all’uomo di oggi una testa che vada bene per il messaggio di Cristo.

(Stilli come rugiada il mio dire. Omelie per le Domeniche del Tempo Ordinario. Anno B, Bologna 2015, pp. 79-80)


Il cristiano sarà sempre eterogeneo e disadattato nel mondo. Non può pretendere di credere e proclamare cose così originali come quelle contenute nel suo “credo”, e di poter poi circolare tranquillamente in mezzo agli altri uomini. Chi professa la sua certezza che Gesù Cristo, un uomo morto duemila anni fa, oggi è vivo nel senso proprio e letterale del termine; chi si dice persuaso che un velo di pane sia, nell’Eucaristia, il corpo del Signore; chi va in giro a raccontare di avere in cuore per la vita di grazia la presenza della Trinità misteriosa e vivificante, non deve meravigliarsi se poi gli altri lo lasciano un po’ da parte… Il suo “ghetto” include il Regno dei Cieli, la sua “diversità” è consonanza con le schiere degli angeli, la sua “chiusura” si apre sulle praterie sconfinate della realtà invisibile ed eterna, il suo isolamento è comunione con le tre persone divine.
Sarà perciò opportuno versare le nostre lacrime non su chi resta “diverso”, ma su chi desidera a tutti i costi confondersi nella folla.

(Contro maestro Ciliegia. Commento teologico a “Le avventure di Pinocchio”, Milano 1977, p. 149)

​
È facile sentire la stanchezza e il peso di riuscire sgraditi.
Così può sorgere in noi la vocazione a evitare ogni contrasto, e quindi la tentazione di assimilarci a poco a poco alla mentalità della cultura prevalente; o quanto meno possiamo avvertire l’inclinazione ad ammutolirci sui temi scottanti, tanto per vivere e lasciar vivere in pace. Ma è una tentazione da respingere, un’inclinazione da non assecondare…

Talvolta abbiamo forse creduto che l’attenuare il nostro servizio alla verità e sostituirlo con uno stile di dire che evitasse ogni spiacevole contraddizione potesse servire a far conoscere e apprezzare la nostra sincera benevolenza verso tutti. In realtà, di solito è servito soltanto a persuadere gli altri che anche noi ci siamo ormai arresi, che la morale cristiana sia ormai cambiata, che la Chiesa non sia più impegnata sul fronte della verità; e questo è un malinteso che non giova né ai singoli né alla società dei nostri tempi.

Davvero l’amore per i nostri fratelli deve essere sempre la misura di ogni nostro atto e di ogni nostra parola; ma che sia l’amore autentico, l’amore serio, l’amore che vuole il vero bene della persona amata. Sotto l’ispirazione di questo amore noi dovremo avere sempre grande comprensione e misericordia per tutti, quali che siano le loro idee e i loro atti, e insieme grande fermezza nel richiamare quei princìpi di comportamento che soli possono offrire salvezza all’umanità.

(Ragione e vita. A che punto è la notte?, pp. 56-58)
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