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DIGIUNO EUCARISTICO PRIMA E DOPO

1/1/2026

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Quesito

Io so dal catechismo che per prepararsi bene alla Comunione si deve essere digiuni da almeno 1 ora.
Esiste un tempo di attesa prima di assumere cibo dopo la Comunione?
Me lo chiedo perché a volte subito dopo la Santa Messa vado a pranzo con amici e parenti e passa poco tempo dalla Comunione ricevuta.

Risposta del sacerdote

1.  non c’è per il dopo la Comunione un precetto analogo a quello che prepara la Santa Comunione.
Comunemente viene detto di non assumere cibi fino a quando sono presenti le Sacre Specie all’interno del nostro organismo.
Si presume che nell’arco di un quarto d’ora si sia tutto consumato.

2. Tuttavia non c’è soltanto la presenza del Corpo del Signore legata alla specie eucaristica, ma c’è anche la sua anima e la sua divinità.
Questa santissima presenza va goduta per quanto è possibile.

3. Ed è per questo che nell’Istruzione Inestimabile donum (3.4.1980) viene detto: “Si raccomandi ai fedeli di non tralasciare, dopo la Comunione, un giusto e doveroso ringraziamento, sia nella celebrazione stessa, con un tempo di silenzio, con un inno o con un altro canto di lode, sia dopo la celebrazione, rimanendo possibilmente in orazione per un congruo spazio di tempo” (n. 17).

4. Pio XII nella Mediator Dei al riguardo dice: “Si allontanano dal retto sentiero coloro i quali fermandosi alle parole più che al pensiero, affermano e insegnano che finita la Messa non si deve prolungare il ringraziamento… Anzi, questi atti propri dei singoli sono assolutamente necessari per godere più abbondantemente di tutti i soprannaturali tesori di cui è ricca l’Eucaristia e per trasmetterli agli altri secondo le proprie necessità…
Perché dunque non loderemo coloro che si indugiano in intima familiarità col divino Redentore, non solo per trattenersi dolcemente con lui, ma specialmente per domandargli aiuto, perché tolgano dalla loro anima tutto ciò che può diminuire l’efficacia del Sacramento e facciano da parte loro tutto ciò che può favorire la presentissima azione di Gesù? Li esortiamo anzi a farlo.
Noi dunque, così intimamente stretti a Cristo cerchiamo quasi di immergerci nella sua santissima anima e ci uniamo a lui per partecipare agli atti di adorazione con cui egli offre alla Trinità l’omaggio più grato e accetto” (nn. 120-123).

5. A detta dei maestri di vita spirituale, il ringraziamento o raccoglimento dopo l’Eucaristia è uno dei momenti più santificanti della vita spirituale.
Scrive Sant’Alfonso: “Il direttore spirituale raccomandi che dopo la Comunione ci si trattenga a fare il ringraziamento. Sono pochissimi i direttori spirituali che raccomandano il ringraziamento assiduamente, che inculcano cioè di fare il ringraziamento per uno spazio considerevole di tempo. Il motivo è che sono pochissimi i sacerdoti che fanno il ringraziamento e quindi si vergognano di raccomandare agli altri ciò che essi non fanno. Il ringraziamento, ordinariamente, dovrebbe durare un’ora. Si faccia almeno per mezz’ora in cui l’anima si eserciti nell’amore e nel domandare” (Praxis Confessarii, IX,5,155).

6. Santa Teresa d’Avila raccomanda di vivere bene questa comunione: “Quanto a voi, fategli volentieri compagnia e non vogliate perdere una così buona occasione per trattare dei vostri interessi, come quella che vi si offre dopo la S. Comunione. Se l’obbedienza vi occupa in altre cose, procurate di rimanergli uniti con l’anima. Ma se voi portate il pensiero ad altre cose, non fate conto di Lui e neppure pensate che vi sta nell’anima, come volete si dia a conoscere?
Quel tempo è assai prezioso, perché allora il Maestro ci istruisce: facciamo d’ascoltarlo, baciamogli i piedi, riconoscenti per tanta sua degnazione e supplichiamolo di rimanere sempre con noi” (Cammino di perfezione, cap. 34).
​
7. Santa Teresa tiene presente che talvolta l’obbedienza potrebbe impegnarci in altre cose.
L’obbedienza è costituita anche dagli orari delle Messe, dagli orari del lavoro, di comunità, degli albergatori e anche dalle esigenze altrui.
Si sarà costretti in alcune circostanze a non rimandare la colazione ad altro tempo.
Questo però dovrebbe costituire l’eccezione, non la norma.
È un’esigenza di rispetto per il Signore ed è tutto a nostro vantaggio permanere nell’unione con Gesù che riempie la nostra anima di grazia e di grazie.

Padre Angelo Bellon
Dal sito Amici Domenicani
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