Il frate, che conosceva bene la fama di quell’uomo, lo accolse con gentilezza, lo abbracciò e lo condusse davanti a una finestra. Poi gli disse:
«Guarda, cosa vedi oltre i vetri di questa finestra?»
Il mercante rispose:
«Vedo persone che camminano su e giù, vedo alberi, uccelli che volano in cielo, un uomo che passeggia con il suo cane… e là in fondo scorgo un mendicante che chiede l’elemosina.»
Allora il frate lo invitò a seguirlo. Lo portò davanti a uno specchio e gli disse:
«Adesso dimmi: cosa vedi?»
L’uomo, un po’ perplesso, rispose:
«Vedo me stesso. La mia immagine.»
«Ascoltami bene» riprese il frate. «Il vetro della finestra e quello dello specchio sono fatti della stessa materia: entrambi sono vetro. Ma dietro al vetro dello specchio c’è una lamina d’argento, e quell’argento ti fa vedere solo te stesso.
Quell’argento che tanto ami possedere ti impedisce di vedere gli altri: ti obbliga a guardare soltanto la tua immagine. L’argento riempie le tue mani, ma, credimi, svuota il tuo cuore.»
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