È proprio in occasione di questa ricorrenza che ho scritto questo commento, con l’intento di proporre alcune riflessioni su aspetti di cui raramente si parla in modo aperto.
“Così la progenie di Abramo e d’Israele, cioè gli Ebrei, divennero il popolo eletto da Dio perché custodisse la fede e la religione vera, e tramandasse la promessa del Salvatore.”
Essere veri figli di Abramo, in senso biblico, significa più che essere semplicemente suoi discendenti carnali. Richiede seguire la sua fede, la sua obbedienza a Dio e il suo impegno a vivere secondo i suoi insegnamenti, come indicato nella Bibbia. Gesù ha chiarito che i veri figli di Abramo non sono quelli che semplicemente vantano la sua discendenza, ma quelli che fanno le sue opere.
“Quella di Dio è una chiamata a credere nel Suo Figlio, e coloro che credono sono figli di Abramo, eredi della promessa (cfr. Gal 3,29).”
2 DOMANDE
1 - “È corretto affermare che i musulmani professano la fede di Abramo?
No. Abramo ha visto tre e ha adorato uno (cfr. Gen 18,2-3) e ha gioito nella visione del futuro Redentore (cfr. Gv 8,56), senza escludere nella sua fede né Cristo né la Trinità. I musulmani, al contrario, escludono esplicitamente la fede in Cristo e nella Santissima Trinità.”
2 - “Il giudaismo è una fonte di grazia santificante e salvezza per i suoi aderenti?
No. Persino nei tempi prima di Cristo nessuno era salvato per le opere dell’antica Legge, ma solo per la fede nel Redentore che sarebbe venuto. Questa Legge, con i suoi precetti e cerimonie, è stata portata alla pienezza e sorpassata dal Nuovo Testamento in Gesù Cristo (cfr. Rm 3,28 e Gal 2,16).”
Paulus Minor
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