| XXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: VERDE COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Anche oggi molta gente cerca Gesù, va in chiesa, nei santuari. Basta vedere piazza San Pietro la domenica per constatare l'ampiezza di questa tendenza. Anche noi oggi siamo qui, ma Gesù vuole aiutarci ad approfondire le motivazioni di questa scelta. Egli si voltò e disse loro: Si voltò perché normalmente cammina davanti, come una guida. «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Sembra un discorso molto duro e presuntuoso, ma quello che Gesù dice, non è di non amare tutte queste persone, anche perché sarebbe in contraddizione con tutto il suo insegnamento. L'invito è quello di amare lui più di tutti, per potere amare tutti veramente, senza possessività, senza volere niente in cambio, come lui ama noi. Il discepolo ama come lui, gratuitamente. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. La mia croce sono le difficoltà che incontro nel portare avanti la mia vocazione, che è sempre un servizio fatto per manifestare l'amore di Dio che ho ricevuto e che desidero condividere. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: "Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro". Questo è un invito ad avere buon senso e i piedi per terra. Ognuno di noi deve valutare, soprattutto durante gli anni della formazione, ma anche dopo, cosa è in grado di fare e cosa no. Per esempio, a me piacerebbe fare l'esegeta, ma non so né il greco, né l'ebraico e neanche il latino! Posso solo leggere quello che scrivono gli esegeti; niente di più. Questo vale per ognuno di noi. È intelligente saper riconoscere i propri limiti. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Un proverbio inglese dice: "Se non puoi vincere il tuo nemico, alleati". È buon senso. Ma per quale motivo dovrei andare in guerra? A volte si vedono gravi ingiustizie, e vorremmo intervenire, ma difficilmente la guerra è una buona soluzione. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». Questo è importante. Quali sono gli averi che m'impediscono di essere suo discepolo? Tutti quelli che m'impediscono di aiutare il povero, tutti quelli che mi costringono ad evitare ed emarginare l'altro. Tutto ciò che m'impedisce di amare. Ma la vera domanda è: "Mi interessa essere suo discepolo o mi basta ascoltarlo ogni tanto e visitare i santuari?". LITURGIA DELLA PAROLA |
| | Colletta O Padre, che ci hai liberati dal peccato e ci hai donato la dignità di figli adottivi, guarda con benevolenza la tua famiglia, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. oppure: Colletta (Anno C) O Dio, che ti fai conoscere da coloro che ti cercano con cuore sincero, donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo diventare veri discepoli di Cristo tuo Figlio, vivendo ogni giorno il Vangelo della Croce. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. PRIMA LETTURA - Sap 9,13-18 Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? Dal libro della Sapienza Quale, uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni. A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo? Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito? Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE - Sal 89 Rit. Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione Tu fai ritornare l’uomo in polvere, quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo». Mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte. Rit. Tu li sommergi: sono come un sogno al mattino, come l’erba che germoglia; al mattino fiorisce e germoglia, alla sera è falciata e secca. Rit. Insegnaci a contare i nostri giorni E acquisteremo un cuore saggio. Ritorna, Signore: fino a quando? Abbi pietà dei tuoi servi! Rit. Saziaci al mattino con il tuo amore: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi salda. Rit. SECONDA LETTURA - Fm 1,9-10.12-17 Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo Dalla lettera a Filèmone Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. Parola di Dio VANGELO - Lc 14,25-33 Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». Parola del Signore |
Feed RSS