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La Liturgia di Domenica 26 Gennaio 2025

26/1/2025

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Nella terza domenica del tempo ordinario la Chiesa celebra la “Domenica della Parola di Dio”. Papa Francesco l'ha istituita per “far crescere nel popolo di Dio la familiarità religiosa e assidua con la Sacra Scrittura”.
III DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO di don Lucio D'abbraccio
La prima lettura di oggi è un invito a tutte le comunità cristiane e in particolare ai ministri della Parola a celebrare con cura le liturgie, perché siano vive e fruttuose. I ministri devono preparare con attenzione l'ambiente perché sia accogliente e permetta a tutti di ascoltare agevolmente la Parola; ma soprattutto devono preparare se stessi per leggere bene i testi e per spiegarli in modo che tutti possano comprendere. I fedeli, da parte loro, devono arrivare alla celebrazione con il desiderio di ascoltare e l'impegno di vivere la Parola, riconoscendosi peccatori, ma soprattutto lasciandosi trasformare da essa, per vivere con gioia i doni di Dio che salva la vita di noi che siamo suoi figli.
Nel brano della lettera ai Corinzi (II Lettura) l'apostolo Paolo, nell' enumerare i carismi mette ai primi posti i doni che riguardano la proclamazione del Vangelo, fatti a coloro che sono e devono considerarsi non «padroni», ma «servi» della parola di Dio, che devono annunciare prima con la vita e poi con la voce. L'apostolo, inoltre, esorta a considerarci un corpo solo - perché lo siamo - pur essendo molti con doni diversi e con ministeri molteplici. Paolo, infatti, descrive la nuova realtà della Chiesa fondata da Cristo suo capo, ricorrendo al paragone degli organismi viventi. Dice: «come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo». Ciò significa che la Chiesa è composta dai tanti cristiani, che trovano la loro unità in Cristo Gesù. L'apostolo continua dicendo che non tutti siamo apostoli, non tutti profeti, non tutti abbiamo i doni dell'assistenza o del governo. Nessuno, dunque, può dichiararsi estraneo al corpo, fuori dalla comunità, e nessuno può escludere dalla comunità, dal corpo, chi è diverso da lui. Rispettiamo e valorizziamo questa ricchezza e varietà di doni e cerchiamo con passione l'unità, l'armonia, la piena funzionalità di tutto il corpo. Queste parole di san Paolo sono particolarmente adatte nei giorni in cui preghiamo più intensamente per l'unità dei cristiani ed inoltre ci aiutano a riflettere sull' unità della Chiesa. Ma anche sulle necessità della concordia nelle parrocchie, nelle comunità e nelle famiglie.
Il vangelo, invece, è composto da due brani: il prologo, cioè l'inizio del libro redatto da Luca, e l'inizio della predicazione di Gesù. Iniziando il suo libro, Luca si rivolge al lettore cristiano Teofilo, che significa «amante di Dio, caro a Dio» (il nome Teofilo è presente nel Nuovo Testamento, dove l'evangelista Luca indirizza il suo vangelo e il libro degli Atti ad un uomo così chiamato, probabilmente un ufficiale romano, ma non è escluso che possa essere un nome metaforico riferito, in virtù del suo significato, a tutti i cristiani), e gli dichiara la sua intenzione: siccome altri prima di lui hanno narrato la vicenda di Gesù, e lo hanno fatto dopo aver ascoltato la testimonianza su quest'uomo da parte di quelli che erano stati coinvolti nella sua vita, di quelli che lo avevano conosciuto, ascoltato e visto, anche lui «dopo aver fatto ricerche accurate», ha deciso di scrivere un racconto, cioè il vangelo. Il vangelo, infatti, è un racconto scritto di ciò che Gesù ha fatto e detto; anzi è un racconto della narrazione che Gesù con tutta la sua vita ha fatto di Dio.
Nella seconda parte del vangelo, tratto dal quarto capitolo, ci viene raccontata la vita dei credenti ebrei al tempo di Gesù: in giorno di sabato essi si radunano nella sinagoga per ascoltare la parola di Dio contenuta nella Legge e nei Profeti, libri scritti nel passato quale testimonianza di come Dio ha parlato al suo popolo. Ed ecco che Gesù, dopo alcuni anni di assenza, fa ritorno al villaggio in cui era cresciuto, Nazaret, e partecipa alla liturgia in sinagoga: ascolta un brano della Torah, partecipa al canto responsoriale di alcuni Salmi, poi tocca a lui leggere la seconda lettura. Ricevuto il rotolo dei Profeti, lo apre e legge il testo previsto per quel giorno, un passo del profeta Isaia dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l'anno di grazia del Signore». Letto il brano, spetta a Gesù darne una spiegazione, ed egli lo fa attraverso un' «omelia» qui riassunta in pochissime parole: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Ciò significa che il profeta presentato da Isaia è Gesù stesso, la parola di Dio testimoniata dall' antico profeta e ascoltata da quanti si trovano nella sinagoga si realizza proprio in lui, in Gesù! Quella pagina biblica costituisce il programma della missione di Gesù: ecco ciò che lui farà e dirà, ecco la buona notizia, il Vangelo che attraverso di lui si realizza.
Mi vengono in mente alcune domande: abbiamo in casa la Bibbia? La apriamo qualche volta per leggerla? Ci mettiamo all' ascolto docile e obbediente della parola di Dio? Ci impegniamo a vivere il vangelo e ad annunziarlo ai fratelli non solo con le parole ma con la vita? Troppi cristiani, purtroppo, anche assidui partecipanti all' Eucaristia domenicale, non credono che la parola di Dio sia viva ed efficace, proprio nel momento in cui la si ascolta.
Chiediamo al Signore che ci aiuti a realizzare la sua Parola e, come diceva santa Madre Teresa di Calcutta: «viviamo in modo tale da essere la dimostrazione di Dio».

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LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
guida le nostre azioni secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno C) 
O Dio, che in questo giorno a te consacrato
convochi la Chiesa santa alla tua presenza
perché il tuo Figlio annunci ancora il suo Vangelo,
fa' che teniamo i nostri occhi fissi su di lui,
e oggi si compirà in noi la parola di salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Ne 8,2-4.5-6.8-10
Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso

​
Dal libro di Neemìa

In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 18
Rit.  Le tue parole, Signore, sono spirito e vita

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. Rit.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. Rit.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. Rit.

Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. Rit.

SECONDA LETTURA - 1Cor 12,12-30
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte

​
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

Parola di Dio

oppure
SECONDA LETTURA Forma breve - 1Cor 12, 12-14.27
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte

Dalla lettera prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo.
Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra.
​
Parola di Dio

VANGELO - Lc 1,1-4; 4,14-21
Oggi si è compiuta questa Scrittura

Dal Vangelo secondo Luca

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore
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