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La Liturgia di Domenica 25 Gennaio 2026

25/1/2026

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Nella terza domenica del tempo ordinario la Chiesa celebra la “Domenica della Parola di Dio”. Papa Francesco l'ha istituita per “far crescere nel popolo di Dio la familiarità religiosa e assidua con la Sacra Scrittura”.
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18-25 GENNAIO 2026 SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI (Riflessione a fondo pagina)
III DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

COMMENTO AL VANGELO di W. Chasseur​
Oggi vediamo Gesù che passa e dice una parola che, secondo Monsignor Lari, potrebbe riassumere tutto il Vangelo: la parola più determinante per la vita della Chiesa, ma anche per la vita di ognuno di noi. Qual è questa parola? "Tu vieni e seguimi". Qui vediamo Gesù che chiama i primi discepoli. Che erano già discepoli del Battista, ma appena questi lo indica loro, essi abbandonano il Battista per seguire Gesù.

Temo Colui che passa...
Fermiamoci un po' su questo fatto di Gesù che passa. Già sant'Agostino diceva "temo il Signore che passa". Per quale motivo temeva? Ma per il semplice motivo che uno che passa non è uno che è fermo: se non cogli al volo il suo passaggio, poi sarà passato. Questo brano della chiamata ce l'abbiamo anche in Giovanni che racconta nei particolari l'avvenimento che aveva vissuto in prima persona. Vedendo Gesù che passava, Giovanni e Andrea lo seguirono, ma quando Egli domandò loro "Chi cercate"? sembra che rispondessero ciocca per brocca e chiesero: "Dove abiti?" Facciamoci anche noi questa domanda: chi cerchiamo? Si cerca tutto, anzi la stessa nostra vita è una continua ricerca. Si cercano abiti nuovi, monete vecchie, perle rare, pezzi d'antiquariato ecc. ecc. Quindi, tutta la vita è una ricerca. Ma quando abbiamo trovato le monete vecchie e gli abiti nuovi all'ultima moda, la ricerca finisce lì.

Qual è la ricerca che non finisce mai?
Mentre c'è una ricerca che non finisce mai, anzi appena si è trovato l'oggetto di questa ricerca, lo si ricerca sempre di più. Sapete qual è questa ricerca? E' la ricerca di Dio. Più lo si trova e più aumenta il desiderio di cercarlo. Ma occorre sentire il bisogno di Lui. Com'è la nostra ricerca al riguardo? E' una ricerca a intermittenza, che si accende e si spegne come le lucine del presepio? O è una ricerca stabile, continua e perseverante? Come si fa a cercare Dio? Guardiamo gli apostoli: ad Andrea e Giovanni l'ha indicato un altro, il Battista. Ma spesso è Gesù stesso che chiama direttamente al suo seguito. Tu che leggi in chi ti riconosci? Quando Dio è passato nella tua vita? Quando l'hai incontrato? Chi te l'ha indicato? Dove l'hai incontrato? E' molto importante fare memoria di questi avvenimenti. Giovanni ricorda addirittura l'ora: erano le quattro del pomeriggio. In che giorno scoccarono le quattro del pomeriggio per te? Ti riconosci in Giovanni?

"Ho solo questo sguardo..."
Ti riconosci in Andrea? Questi dopo aver visto Gesù va a comunicarlo al fratello Simone che poi divenne Pietro. E volete sapere qual è l'ambiente più difficile da evangelizzare? E' proprio la famiglia. E' molto difficile parlare della propria esperienza di fede coi familiari, a parte rare eccezioni. Ma l'importante non è parlarne, è viverla la fede, perché è vivendola che la si incarna e la si trasmette.
Allora chiediamoci: quando abbiamo sentito lo sguardo del Signore posarsi su di noi? Gesù ci guarda e per chi lo accoglie il suo sguardo sarà una beatitudine, ma per chi lo rifiuta, alla fine della vita, sarà quello stesso sguardo che diventerà insostenibile, all'ora suprema del trapasso. Allora chi lo ha sempre rifiutato Gli dirà: "Ma non guardarmi con quello sguardo" e l'unica risposta che Gesù gli darà -come diceva Padre Serafino Tognetti- sapete qual è? "Ma io ho solo questo sguardo, non ne ho un altro". Attenti dunque ad accogliere lo sguardo di Gesù, perché nessuno vi potrà sfuggire all'ultima ora, ma allora quello sguardo sarà insostenibile per l'anima che l'ha sempre rifiutato. Mentre sarà di una dolcezza inesprimibile per chi lo ha amato fin da quaggiù.

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​LITURGIA DELLA PAROLA
Si dice il Gloria

Colletta 
Dio onnipotente ed eterno,
guida le nostre azioni secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno A) 
O Dio, che hai fondato la tua Chiesa sulla fede degli apostoli,
fa' che le nostre comunità, illuminate dalla tua parola
e unite nel vincolo del tuo amore,
diventino segno di salvezza e di speranza
per coloro che dalle tenebre anelano alla luce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA –Is 8,23-9,3
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce

Dal libro del profeta Isaìa

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 26
Rit. ​Il Signore è mia luce e mia salvezza

​Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? Rit. ​

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. Rit. ​

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Cor 1,10-13.17
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.
Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 4,12-23
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa

Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Parola del Signore

oppure:
VANGELO Forma breve - Mt 4,12-17
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa

​Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
​
Parola del Signore

Si dice il Credo. 
Alle parole: e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.


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18 al 25 Gennaio 2026
SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI
L'UNITA' E' POSSIBILE SOLO NELLA VERITA'
La Chiesa sta vivendo una situazione di crisi che non credo abbia precedenti nella sua bimillenaria storia, perché non stiamo assistendo solo ad eventi riprovevoli, se non scandalosi, frutto della debolezza dell’uomo – che è peccatore, non scordiamocelo – ma addirittura vediamo messi in discussione gli stessi principi fondamentali, e la casa costruita sulla roccia sembra sempre più costruita sulla sabbia. Una pastorale sempre più confusa, un’ansia di “apertura al mondo” portano inevitabilmente anche alla confusione sulle basi dottrinali. Il solo porsi determinate domande (un esempio per tutti: la Comunione ai divorziati risposati) è già un segnale gravissimo, perché non si possono porre domande su ciò che è per sua natura indiscutibile.

Sul fronte pro-life non da oggi si scontrano due posizioni: quella della difesa della Vita “senza compromessi” e quella di chi afferma, e si presume e si spera che lo faccia in buona fede, la possibilità di aperture, collaborazione, dialogo con un mondo che ha già dimostrato nei fatti la feroce avversione alla vita. Già mesi fa mi capitava di scrivere un articolo sulla confusione che poteva nascere da certe “classificazioni” dell’abortismo (libertario, umanitario, ecc.), laddove l’abortismo, se anche teorizzasse l’uccisione di un solo innocente, è una dottrina perversa, né è possibile alcun dialogo con chi la professa.

Una posizione di difesa della vita “senza compromessi” comporta ovviamente anche una capacità di riconoscimento della realtà, per quanto ciò possa risultare sgradevole. E la realtà ci dice che, purtroppo, non solo da parte di politici (che pur si dichiarano cattolici) ma anche da parte di tanti Pastori non ci si può aspettare un vero aiuto. Anzi, spesso è accaduto di trovare in essi dei veri ostacoli.

La Provvidenza però non abbandona mai e giustamente si è da più parti sottolineato che il “Popolo della Vita”, quello che è stato protagonista della grande crescita, anno per anno, di iniziative come la Marcia Nazionale per la Vita, è nato “dal basso”, ossia dal risveglio di quei sani sentimenti popolari che, ringraziando il Signore, non muoiono nemmeno nei tempi più bui della Storia. Molte volte nella Storia il popolo si è mostrato custode fermo e sicuro di ciò che i Pastori stessi sembravano aver dimenticato.

In questa situazione di oggettiva difficoltà, di Chiesa allo sbando, di messaggi contradditori, è naturale che sorgano discussioni sulle modalità, sulle strategie, su ciò che insomma sia meglio fare per affermare e difendere i principi non negoziabili. Discussioni sulle modalità, sulle azioni, che divengono molto pericolose se scivolano sul piano inclinato delle azioni che rischiano di mettere in discussione gli stessi principi che si devono affermare e difendere. Per tornare all’esempio di prima, se io metto in discussione il fatto di consentire o meno a un divorziato risposato di ricevere la S. Comunione (e magari lo faccio per un malinteso spirito di “carità), metto in discussione la stessa Dottrina della chiesa sul matrimonio indissolubile.

Per tornare al fronte pro-life, è naturale, ma anche doveroso, che io esprima il mio dissenso verso quelle azioni che rischiano di mettere in discussione gli stessi principi fondamentali, ossia la difesa assoluta della Vita, senza alcun compromesso. La più piccola smagliatura nella rete porta prima o poi allo sfascio della rete.

Discussione sui metodi, quindi. Doverosa e utile per individuare, con spirito fraterno, le strategie migliori per lottare contro un mondo il cui principe, non scordiamocelo, lavora per la distruzione. Ma se di fatto si mettono in discussione anche i principi, se lo spirito fraterno viene meno, se la discussione scade nello scontro personale, è allora altrettanto inevitabile e doveroso assumere posizioni chiare e nette e, ove necessario, dissociarsi da chi oltretutto fa attacchi personali. Perché, parliamoci chiaro, lo stesso fatto di far cadere la discussione negli attacchi personali dimostra che la difesa dei principi non negoziabili è comunque in secondo piano rispetto alle proprie ambizioni, ai risentimenti, alla vanità.

In questa situazione, per tornare al titolo di questo articolo, le esortazioni all’unità, alla concordia, sono tanto belle quanto fuori luogo, perché solo nella Verità, ovvero nel non transigere mai sui principi, si possono esercitare la carità e lo spirito fraterno. Esiste una gerarchia dei valori; se la capovolgiamo ci mettiamo sulla strada rovinosa di un umanitarismo senza basi. Diventiamo come quella tale casa costruita sulla sabbia.

Nella gran confusione in cui si vive, una delle parole il cui significato è stato di più stravolto è senza dubbio la parola “ecumenismo”. Il falso spirito ecumenico ci porta alla rovina, perché ci illude. La Verità per sua natura è una sola,e solo aderendo ad essa si può arrivare poi al dialogo, al confronto, alla discussione costruttiva.

Per concludere, cerchiamo di essere il più chiari possibile: tra i fedeli deve senza dubbio regnare la concordia; senza dubbio la divisione è opera del demonio. Ma la concordia è possibile solo nella Verità. 

Altrimenti si usano parole di contrabbando, si predicano atteggiamenti che non sarebbero più di carità, bensì di remissività, di resa al mondo.

Ci sono fatti e atteggiamento che è impossibile non vedere. Di fronte ad essi la critica severa non è “divisiva” (parola venuta di gran moda).
​È semplicemente doverosa.
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