| NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO RE DELL'UNIVERSO XXXIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO ULTIMA DOMENICA DELL'ANNO LITURGICO Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: BIANCO COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux Oggi proclamiamo Cristo Gesù Re! Ma cos'è un re? Nella Bibbia è uno che dà la vita per il suo gregge. Infatti Gesù si è messo al servizio di tutti, fino al punto di lavare i piedi ai suoi discepoli. Oggi, in questa festa, lo contempliamo su un trono, diverso da tutti i troni di questo mondo; lo contempliamo in Croce, perché è da lì che regna e manifesta la sua totale disponibilità, fino al punto di lasciarsi maledire, rifiutare e uccidere! Questo è il nostro Dio. Lo voglio un re così, o preferisco il potente di turno? Leggiamo il vangelo che la chiesa ha scelto per questa festa: In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». Il ritornello è sempre lo stesso: "Se sei quello che dici di essere, dimostralo scendendo dalla croce". Questo succede perché per messia loro intendevano automaticamente uno forte e potente, come era stato il re Davide, e forse a volte lo desideriamo anche noi così. Ma Gesù non vuole essere un messia potente. Gesù vuole dimostrare quanto è forte il suo amore e l'amore di Dio per noi, sottomettendosi alle nostre cattiverie e al nostro rifiuto, continuando ad amarci e a perdonarci; questa è l'unica forza in cui crede. Inoltre non scende perché ha capito che abbiamo bisogno di metterlo in croce e di vedere se ci rimane fino alla morte, per convincerci di questo suo amore. L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Questo non va in paradiso perché si è confessato in extremis. Lui ha avuto la fortuna di capire la grandezza del gesto di Gesù, e questo gli ha aperto gli occhi tanto da capire che uno che muore così, non può morire in eterno; deve avere un futuro. Normalmente un moribondo chiede ai vivi di ricordarsi di lui. Questo invece lo chiede a uno che sta morendo accanto a lui. Signore fa' che anche noi possiamo vedere nel tuo trono da crocifisso, una luce, una speranza e un futuro. Tutti siamo chiamati a vivere in comunione con Gesù, e questo sarà il paradiso. Vivere con Gesù e vedere Dio così com'è. Oggi la chiesa propone Cristo come re. Io devo valutare e decidere, perché questo è un re che non s'impone. Si propone e m'invita a sceglierlo. Chi lo capisce come fa a rinunciare ad un Dio disposto a servirti! Signore aprici gli occhi. LITURGIA DELLA PAROLA Colletta Dio onnipotente ed eterno, che hai voluto ricapitolare tutte le cose in Cristo tuo Figlio, Re dell'universo, fa' che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato, ti serva e ti lodi senza fine. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. oppure: Colletta (Anno C) O Padre, O Padre, che ci hai chiamati a regnare con te nella giustizia e nell'amore, liberaci dal potere delle tenebre perché, seguendo le orme del tuo Figlio, possiamo condividere la sua gloria nel paradiso. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. |
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