| XXV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: VERDE COMMENTO AL VANGELO di don Giacomo Ruggeri La scaltrezza evangelica non è la capacità di raggirare l'altro, ma l'intelligenza di saper condividere e non accumulare per sé. Una lettura un po' superficiale del Vangelo dell'odierna domenica può portare il lettore ad una rapida conclusione sbagliata: conviene essere disonesti fregando il prossimo, per di più quando è lo stesso Vangelo a sottolinearlo! Niente di tutto ciò. La logica del mondo porta all'acquisto sempre più sfrenato, ad un piacere sempre smodato di accumulare ogni tipo di avere e bene. Gesù, nel presentare l'odierna parabola, invita ad acquisire una logica della condivisione e non dell'accumulo, del saper trafficare ciò che si ha, diventando ricchi non perché si tiene per sé, ma perché si spezza e si condivide con chi non ha. È una logica che va contro ma è segnata dalla linfa del Vangelo. Benedetto XVI nella piana di Montorso, in occasione dell'Agorà dei giovani italiani l'1 e il 2 settembre lo ha ribadito ai tantissimi giovani presenti nell'omelia della celebrazione eucaristica: "Cari giovani, mi sembra di scorgere in questa parola di Dio sull'umiltà un messaggio importante e quanto mai attuale per voi, che volete seguire Cristo e far parte della sua Chiesa. Il messaggio è questo: non seguite la via dell'orgoglio, bensì quella dell'umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all'arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all'apparire e all'avere, a scapito dell'essere. Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici! Non andate dietro all'onda prodotta da questa potente azione di persuasione". Senza criticità e vigilanza si diviene amministratori del possesso più che gestori del dono ricevuto. Dalla madre terra che sorregge gli uomini e le cose alle creature animali e umane che vivono in essa ogni cosa è un dono ricevuto che si è tenuti ad amministrare. Sperperare gli averi indica l'andar contro questa mentalità ed essere accusati di distruggere ciò che è dono e disprezzare ciò che viene dalla gratuità. Colui che viene chiamato dall'"uomo ricco" per rendere conto della sua amministrazione intuisce che, se anch'egli cade nella logica dell'accumulo, perda la sua identità. Quando fa suo lo stile del perdono, della misericordia e della gratitudine è allora che assomiglierà sempre più a Dio. Ed è per questo che la lode non viene data per aver agito con frode, ma con amore, lo stesso atteggiamento che ha avuto il padre nei confronti del figlio minore quando è tornato a casa (cfr Lc 15,11-32). Gli amici con la "disonesta ricchezza" non sono coloro che non viaggiano in Porche o Ferrari da tenerseli buoni e vicini! Sono coloro che, avendo tanto, vengono aiutati a capire che l'avere porta alla solitudine e all'aridità interiore, mentre il donare genera fraternità e pace del cuore. È sempre il Papa che ai giovani radunati a Loreto ha detto: "Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie alternative indicate dall'amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l'interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo". Dinnanzi all'amore di Dio non si può mercanteggiare e contrattare altri amori al pari di esso. Quel "non si può seguire" richiede delle scelte coraggiose e non impossibili perché il Vangelo è a portata d'uomo. LITURGIA DELLA PAROLA Colletta O Dio, che nell'amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa' che osservando i tuoi comandamenti possiamo giungere alla vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. oppure: Colletta (Anno C) O Padre, difensore dei poveri e dei deboli, che ci chiami ad amarti e servirti con lealtà, abbi pietà della nostra condizione umana, salvaci dalla cupidigia delle ricchezze e aiutaci a ricercare l'inestimabile tesoro della tua amicizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. PRIMA LETTURA - Am 8,4-7 Contro coloro che comprano con denaro gli indigenti Dal libro del profeta Amos Il Signore mi disse: «Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese, voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo l’efa e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche lo scarto del grano”». Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: «Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE - Sal 112 Rit. Benedetto il Signore che rialza il povero Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre. Rit. Su tutte le genti eccelso è il Signore, più alta dei cieli è la sua gloria. Chi è come il Signore, nostro Dio, che siede nell’alto e si china a guardare sui cieli e sulla terra? Rit. Solleva dalla polvere il debole, dall’immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i prìncipi, tra i prìncipi del suo popolo. Rit. SECONDA LETTURA - 1Tm 2,1-8 Si facciano preghiere per tutti gli uomini a Dio il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità. Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese. Parola di Dio VANGELO - Lc 16,1-13 Non potete servire Dio e la ricchezza Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». Parola del Signore |
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