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La Liturgia di Domenica 31 agosto 2025

31/8/2025

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XXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Questo è brutto perché dietro l'osservare c'è il giudicare di chi si sente giusto. Gesù invece non giudica. Preferisce sperare sempre che l'altro sia in buona fede e disposto ad ascoltare i suoi suggerimenti, per cui dice:

Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: "Cèdigli il posto!". Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: "Amico, vieni più avanti!". Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Questo è un semplice suggerimento sapienziale, ma quello che fa la differenza non è la furbizia di chi scegliere l'ultimo posto sperando di essere spostato. Quello che fa la differenza è il cuore. Io come considero gli altri? Amici o nemici? Persone da servire e amare o alle quali devo impormi? Pretendo di essere accolto o spero di esserlo? Sono piccolo o grande? Perché se mi rendo conto che senza gli altri io sono un disgraziato, volentieri gli do importanza. È brutto scegliere l'ultimo posto per paura di un rifiuto o perché mi sento indegno. È bello invece sentirsi figli di Dio, investiti di quella dignità che ci permette di essere piccoli e di considerare veramente l'altro più importante di noi, senza avere paura di sparire.

Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Riceveremo una ricompensa alla risurrezione dei giusti, ma anche adesso. Infatti vivo molto meglio se do importanza a colui che, come me, è povero e bisognoso. Inoltre così facendo, evito lo stress di chi deve riuscire ad accontentare il ricco e quindi vive molto più tranquillo. Servire il povero è molto più facile. Un frate mi disse: "Se riparti sempre dal povero, potrai sempre rimettermi in piedi"; parole sante.
Se il Signore mi si rivela e mi aiuta, è perché sa che sono un povero; e più me ne rendo conto anche io e lo accetto, più il Signore è libero di aiutarmi.
Scegliendo il povero, in realtà scegli te stesso, e puoi cominciare ad amarti come Dio ti ama. È un ottimo programma di vita.

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​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l'amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa' maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno C) 
O Dio, che chiami i poveri e i peccatori
alla festosa assemblea della nuova alleanza,
concedi a noi di onorare la presenza del Signore
negli umili e nei sofferenti,
per essere accolti alla mensa del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Sir 3,17-20.28-29
Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore

​Dal libro del Siràcide

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 67
Rit. Hai preparato, o Dio, una casa per il povero

I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome. Rit. 

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. Rit. 

Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio. Rit. 

SECONDA LETTURA - Eb 12,18-19.22-24
Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente

​Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

Parola di Dio

VANGELO - Lc 14,1.7-14
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato

Dal Vangelo secondo Luca

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
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Parola del Signore
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La Liturgia di Domenica 24 agosto 2025

24/8/2025

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XXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. 
Gesù sa benissimo cosa succederà a Gerusalemme, per cui possiamo dire che procede sempre più deciso verso la sua Passione, che ha deciso di vivere per salvarci; per rivelarci quanto Dio ci ama.

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Cosa intendiamo per salvezza? Per me, cosa significa? È importante che ognuno si ponga questa domanda e valuti quanto la cosa gli interessa. Notiamo anche che posso valutare quanto una cosa mi interessa da quanto ci investo.

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Dio ha guardato all'umiltà di Maria, sua serva, e a visto che accettava di essere piccola e al servizio di tutti.

Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici!".
Questo "Voi", ci interpella. Si sta parlando di persone abituate a pregare e che si sentono in diritto di poter dire al Signore: "aprici!". Sottinteso: "Noi abbiamo diritto, abbiamo le carte in regola, siamo cristiani praticanti".

Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete". Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!".
Quindi la salvezza ha a che fare con il praticare la giustizia, che si esercita non limitandosi a non fare del male a nessuno, ma nel fare del bene. Direi anche nel rispondere al male facendo del bene, come ha sempre fatto Gesù. Quindi la salvezza è tutto quello che mi mette in comunione con Gesù e con il Padre, dimostrando che desideriamo essere suoi figli di fatto.

Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Se non capisco e non do valore alle scelte che riguardano la sequela di Gesù, servo dell'umanità, posso pregare e fare tutte le pratiche religiose di questo mondo, ma rimango fuori dalla logica evangelica. Ed è normale che quando poi vedo gli altri che stanno bene insieme, e io mi sento tagliato fuori, sto male.
Se Gesù ci fa questo discorso oggi, non è per farci sentire dei futuri dannati, ma per dirci: "Non sciupare la tua vita, punta alla salvezza subito. Sono qui per aiutarti a farlo. Seguimi!".

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
La logica del regno di Dio, non è la logica di questo mondo. Noi diciamo "Signore salvaci!". Lui ci risponde: "Volentieri, sono venuto per questo; ma per rispetto della tua libertà, lo farò solo se mi fai vedere che lo desideri veramente, e non solo a parole, ma con i fatti, con le scelte che fai".
Uomo avvertito, mezzo salvato.

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​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché tra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno C) 
O Padre, che inviti tutti gli uomini
al banchetto pasquale della vita nuova,
concedi a noi di crescere nel tuo amore
passando per la porta stretta della croce,
perché, uniti al sacrificio del tuo Figlio,
gustiamo il frutto della libertà vera.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Is 66,18-21
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 116
Rit. Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore

Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode. Rit.  

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre. Rit.  

SECONDA LETTURA - Eb 12,5-7.11-13
Il Signore corregge colui che egli ama

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Parola di Dio

VANGELO - Lc 13,22-30
Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore
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La Liturgia di Domenica 17 agosto 2025

17/8/2025

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XX DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
Gesù sta parlando ai suoi discepoli; cioè quelli che lo ascoltano e lo seguono con interesse.

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!
Il fuoco è sempre qualcosa di affascinante ed è difficile non guardarlo. E' simbolo di presenza divina. Può bruciare e distruggere, ma può anche illuminare e pulire, può fare sparire la spazzatura intorno a noi, ma anche in noi. Ma qui principalmente, si sta parlando dell'amore di Dio che è bello e forte come il fuoco.

Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Il battesimo di cui parla è la sua Passione. I suoi avversari pensano che affogandolo nelle acque della morte, riusciranno a spegnere questo fuoco, ma succederà il contrario. Sarà proprio la sua Passione a rivelarci quanto è grande e incondizionato l'amore di Dio per noi. Ma il suo battesimo non è solo quello che vive il giorno della sua Morte in croce. E' anche ogni volta che si scontra con l'uomo, che non lo capisce o non l'accetta. Il primo sarà Giovanni battista, che non capisce, poi i suoi parenti, accompagnati da sua madre, che pensano che è impazzito. Poi i discepoli, in modo particolare Giuda. Continuamente Gesù si scontra con l'uomo. Anche oggi. Per ciò aggiunge

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Non parla di divisione tra marito e moglie, o tra fratelli. Parla di divisione tra una generazione e l'altra, cioè tra il vecchio e il nuovo, la tradizione, il "si è sempre fatto così!", e la novità. Questo perché il Vangelo è sempre una novità, l'amare è sempre una cosa nuova. Questa divisione è tra le religioni, tra le varie linee di pensiero, anche tra cristiani, ma è soprattutto dentro di noi.

La divisione e di conseguenza il continuo battesimo di Gesù nelle acque torbide della morte, viene principalmente dal nostro dolere un Dio diverso. Un Dio fatto a nostra immagine e somiglianza, che ci faccia le grazie e ci eviti le sofferenze che capitano agli altri. Un Dio giusto, secondo la nostra giustizia, e quindi giustiziere, che ogni tanto intervenga e punisca chi dico io. Un Dio che metta in croce i cattivi, invece di andare in croce lui per loro. Tutto questo lo sogno perché penso di essere un giusto, e non mi rendo conto che se dovesse fare come dico io, il primo che dovrebbe punire, sono proprio io.

Signore grazie per quello che fai, e spero che, malgrado noi, che continuamente ti rimettiamo in croce, non ti stancherai mai di amarci e perdonarci. Donaci di capirlo e di poter contribuire un po' all'edificazione di questo tuo regno, così diverso da quello nostro.

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​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
O Dio, che hai preparato beni invisibili
per coloro che ti amano,
infondi nei nostri cuori la dolcezza del tuo amore,
perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,
otteniamo i beni da te promessi,
che superano ogni desiderio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno C) 
O Dio, che nella croce del tuo Figlio
riveli i segreti dei cuori,
donaci occhi puri,
perché, tenendo lo sguardo fisso su Gesù,
corriamo con perseveranza incontro a lui, nostra salvezza.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Ger 38,4-6.8-10
Mi hai partorito uomo di contesa per tutto il paese (Ger 15,10)

Dal libro del profeta Geremìa

In quei giorni, i capi dissero al re: «Si metta a morte Geremìa, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché quest’uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi».
Essi allora presero Geremìa e lo gettarono nella cisterna di Malchìa, un figlio del re, la quale si trovava nell’atrio della prigione. Calarono Geremìa con corde. Nella cisterna non c’era acqua ma fango, e così Geremìa affondò nel fango.
Ebed-Mèlec uscì dalla reggia e disse al re: «O re, mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremìa, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame là dentro, perché non c’è più pane nella città». Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlec, l’Etiope: «Prendi con te tre uomini di qui e tira su il profeta Geremìa dalla cisterna prima che muoia».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 39
Rit.  Signore, vieni presto il mio aiuto

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido. Rit.  

Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude;
ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi. Rit.  

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore. Rit.  

Ma io sono povero e bisognoso:
di me ha cura il Signore.
Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
mio Dio, non tardare. Rit.  

SECONDA LETTURA - Eb 12,1-4
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

Parola di Dio

VANGELO - Lc 12,49-53
Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore
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La Liturgia di Venerdi 15 agosto 2025

15/8/2025

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ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA​ IN CIELO - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: SOLENNITÀ
Colore liturgico: BIANCO
COMMENTO AL VANGELO di don Lucio D'Abbraccio
Nella messa vespertina della solennità dell'Assunzione al Cielo della Madre di Dio, celebriamo il passaggio dalla condizione terrena alla beatitudine celeste di Colei che ha generato nella carne e accolto nella fede il Signore della Vita. La venerazione verso la Vergine Maria accompagna fin dagli inizi il cammino della Chiesa e già a partire dal IV secolo appaiono feste mariane: in alcune viene esaltato il ruolo della Vergine nella storia della salvezza, in altre vengono celebrati i momenti principali della sua esistenza terrena. Il significato dell'odierna festa è contenuto nelle parole conclusive della definizione dogmatica, proclamata dal venerabile Pio XII il 1° novembre 1950: «L'Immacolata sempre Vergine Maria, Madre di Dio, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» (cf Cost. ap. Munificentissimus Deus, AAS 42 [1950], 770).

Artisti d'ogni epoca hanno dipinto e scolpito la santità della Madre del Signore adornando chiese e santuari. Poeti, scrittori e musicisti hanno tributato onore alla Vergine con inni e canti liturgici. Da Oriente a Occidente la Tutta santa è invocata Madre celeste, che sostiene il Figlio di Dio fra le braccia e sotto la cui protezione trova rifugio tutta l'umanità, con l'antichissima preghiera: "Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta".

Nel vangelo che è stato proclamato, l'evangelista Luca scrive che: «mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: "Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!". Ma egli - prosegue l'evangelista - disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!"».
In questo frammento del vangelo notiamo che Gesù non respinge la lode appassionata che quella donna semplice dedica a Colei che ha avuto il privilegio di portare in grembo e di allattare il Figlio dell'eterno Padre, anzi, il Cristo Signore, con la sua risposta, ha fatto il più grande e il più bello encomio alla sua santissima Madre la quale, dal momento dell'annunciazione e fino al suo starsene ritta ai piedi della croce fu sempre in ascolto di quella Parola di Dio di cui fu serva e madre obbediente.

Ebbene, Maria è Madre non solo perché ha generato il Figlio di Dio, ma lo è - come dice ancora Luca - perché «custodiva tutte queste cose [riguardanti Gesù] meditandole nel suo cuore» (cf Lc 2, 19.51). Ed è per questo che Maria è "beata": non solo perché ha avuto in grembo e allattato Gesù, ma perché ne ha ascoltato e custodito la Parola.

Ella, nel cui grembo si è fatto piccolo l'Onnipotente, dopo l'annuncio dell'Angelo - leggeremo nel vangelo di domani -, senza alcun indugio, si reca in fretta dalla parente Elisabetta per portarle il Salvatore del mondo. E, infatti, «appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo... [e] fu colmata di Spirito Santo» (cf Lc 1,41); riconobbe la Madre di Dio in «colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore ha detto» (cf Lc 1,45). Le due donne, che attendevano il compimento delle promesse divine, pregustano, ora, la gioia della venuta del Regno di Dio, la gioia della salvezza.
​
Affidiamoci a Colei che - come affermava il papa san Paolo VI - «assunta in cielo, non ha deposto la sua missione di intercessione e di salvezza» (Cf Es. ap. Marialis Cultus, 18, AAS 66 [1974], 130). A Lei, guida degli Apostoli, sostegno dei Martiri, luce dei Santi, rivolgiamo la nostra preghiera, supplicandola di accompagnarci in questa vita terrena, di aiutarci a guardare il Cielo e di accoglierci un giorno accanto al Suo Figlio Gesù.


LITURGIA DELLA PAROLA - MESSA VESPERTINA DELLA VIGILIA
Colletta
O Dio, che volgendo lo sguardo
all’umiltà della beata Vergine Maria
l’hai innalzata alla sublime dignità di Madre
del tuo Figlio unigenito fatto uomo
e oggi l’hai coronata di gloria incomparabile,
per sua intercessione fa’ che,
salvati per il mistero della tua redenzione,
possiamo essere da te innalzati alla gloria del cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - 1Cr 15,3-4.15-16; 16,1-2
Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa

Dal primo libro delle Cronache

In quei giorni, Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i levìti.
I figli dei levìti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei levìti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia.
Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio.
Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 131
Rit.  Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza

Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi. Rit.  

I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato. Rit.  

Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto». Rit.  

SECONDA LETTURA - 1Cor 15,54-57
Dio ci dà la vittoria per mezzo di Gesù Cristo

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, quando questo corpo mortale si sarà vestito d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?».
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

Parola di Dio

VANGELO - Lc 11,27-28
​
Beato il grembo che ti ha portato!

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
​
Parola del Signore

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ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA​ IN CIELO - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: SOLENNITÀ
Colore liturgico: BIANCO
COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
Oggi è la festa dell'Assunzione di Maria.
Maria ha fatto un lungo cammino di conversione per passare dalla sua religiosità tradizionale, legata all'Antico Testamento, fino ad arrivare alla scoperta del Dio Padre, che suo figlio gli ha rivelato. Ora è al suo cospetto e può contemplarlo in tutta la sua bellezza.

Preghiamo che interceda per noi affinché possiamo anche noi sin da oggi, conoscere il più possibile il volto di Dio Padre.

Maria è in Cielo, preghiamola affinché tutti i nostri cari defunti e anche quelli che non conosciamo, e soprattutto quelli per i quali facciamo fatica a pregare, possano stare con lei, al cospetto di Dio.

Oggi Maria, assunta in cielo, è regina del Cielo e della chiesa. Per cui può intercedere per noi. Preghiamola affinché ci aiuti ad amare e a sostenere la chiesa, come lei la ama e la sostiene.

Maria è stata assunta in cielo perché qui in terra a saputo servire, seguire e ascoltare suo figlio, anche quando non era affatto facile. Preghiamola e contempliamo la sua vita, per poter essere anche noi, sin da oggi, in comunione con il cielo.

Maria è in cielo, con Gesù e Giuseppe. Preghiamola perché sostenga tutte le famiglie, affinché possano un giorno arrivare al cospetto di Dio, unite.

Per tutt questo  diciamo:
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen. ​

Il dogma dice: "Definiamo essere dogma rivelato da Dio che l'Immacolata, Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo".

Grazie a questa sua nuova dimensione, Maria è in cielo e in terra, e può camminare con noi, tenendoci per mano. Maria non ama stare sugli altari, dove noi amiamo metterla per adorarla. Maria desidera stare con noi, seduta fra i banchi, in casa nostra, in cucina, quando siamo in situazioni difficili. Maria vive e vive con noi, cammina con noi, è una dei nostri! Ringraziamo il Signore per questa guida e compagna di cammino.

Con lei preghiamo dicendo:
Sia Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo,
Come era in principio ora e sempre,
nei secoli dei secoli.
Amen.


LITURGIA DELLA PAROLA - MESSA DEL GIORNO
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima
l’immacolata Vergine Maria, Madre del tuo Figlio,
fa’ che viviamo in questo mondo
costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Ap 11,19; 12,1-6.10
Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 44
Rit. Risplende la regina, Signore, alla tua destra

Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir. Rit. 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. Rit. 

Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. Rit. 

Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re. Rit. 

SECONDA LETTURA - 1Cor 15,20-26
Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo

​Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.

Parola di Dio

VANGELO - Lc 1,39-56
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente: ha innalzato gli umili

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Parola del Signore
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La Liturgia di Domenica 10 agosto 2025

10/8/2025

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XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
Abbiamo parlato molto dell'importanza di seguire il Signore, di metterlo al primo posto, della preghiera del Padre nostro, di ciò che ci può allontanare da Dio e dal prossimo, come le ricchezze; oggi Gesù ci annuncia che non abbiamo nulla da temere perché al Padre è piaciuto donarci il suo regno.

Se scopro questo, se ci credo, se mi rendo conto che ho ricevuto in eredità il regno di Dio, insieme a molti fratelli, a questo e solo a questo mi devo dedicare. Ognuno gestisce volentieri la propria eredità. Io ho ricevuto il regno di Dio e questo desidero curare, liberandomi da ciò che mi può ostacolare, come l'attaccamento alle cose materiali, attaccamento che vedo quando le cose diventano un ostacolo alla relazione, all'accoglienza, ad amare il mio prossimo, e cerco di fare tutto il possibile per servire il mio regno, per farlo crescere, aiutando coloro che il Signore mi dona di poter servire.

Il Signore dice che chiederà molto a chi ha ricevuto tanto, e questo a prima vista è un discorso che mi spaventa; ma se amo questa mia eredità e mi do da fare per essa, sarò contento di questa resa di conti, di vedere che quello che ho fatto sarà preso in considerazione.

Aspettiamo lo sposo, il ladro, il Signore, coltivando l'eredità che ci ha donato, e scopriremo che è già presente e cresce dentro di noi.

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​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
guidati dallo Spirito Santo,
osiamo invocarti con il nome di Padre:
fa' crescere nei nostri cuori lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno C) 
O Dio, fedele alle tue promesse,
che ti sei rivelato al nostro padre Abramo,
donaci di vivere come pellegrini in questo mondo,
affinché, vigilanti nell'attesa,
possiamo accogliere il tuo Figlio nell'ora della sua venuta.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Sap 18,6-9
Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te

Dal libro della Sapienza

La notte [della liberazione] fu preannunciata ai nostri padri,
perché avessero coraggio,
sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
Il tuo popolo infatti era in attesa
della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.
Difatti come punisti gli avversari,
così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
e si imposero, concordi, questa legge divina:
di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
intonando subito le sacre lodi dei padri.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 32
Rit.  Beato il popolo scelto dal Signore

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità. Rit.  

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. Rit.  

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. Rit.  ​

SECONDA LETTURA - Eb 11,1-2.8-19
Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una
regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio

oppure:
​SECONDA LETTURA Forma breve - Eb 11,1-2.8-12
Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso
​

​Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
​
Parola di Dio

VANGELO - Lc 12,32-48
Anche voi tenetevi pronti

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore

oppure:
VANGELO Forma breve - Lc 12,35-40
Anche voi tenetevi pronti

​Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore
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La Liturgia di Domenica 3 agosto 2025

3/8/2025

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XVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

Gesù non è venuto per fare il divisore, e non c'è bisogno di lui per capire se sto facendo la cosa giusta o non.

Il fratello maggiore aveva diritto a due terzi; il minore a un terzo. Probabilmente si tratta di un fratello maggiore che si è tenuto tutto per un motivo che lui ritiene valido. Per esempio: è troppo giovane, irresponsabile, ha già avuto abbastanza, è meglio cosi, dividendo si sciupa il patrimonio. Sono mille i ragionamenti che può fare pur di non mollare, ma il risultato è sempre lo stesso; la famiglia si sfascia. Dai frutti si vede se la divisione è stata giusta o no. Solo l'essere distaccato mi può permettere di essere lucido e giusto, ma per arrivarci ci vuole Gesù.

Anche questo ragazzo che chiede giustizia a Gesù, forse potrà ottenerla tramite un avvocato, ma è più importante ottenere l'eredità o rimanere fratelli? Ho visto gente morire di rabbia per non averla ottenuta; ho visto persone lasciare morire il fratello senza mai porsi il problema di riconciliarsi, per paura di perdere i privilegi acquisiti.

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Gesù va subito al centro del problema: ciò che rende felice l'uomo non è l'avere, ma il dare.

Lavorare per non pesare sugli altri, è una grande carità. Anche l'avere è importante, ma non per accumulare. Dove ha sbagliato quest'uomo ricco della parabola? Ha sempre lavorato tanto e bene, ma non si è goduto niente; e ora che pensa di poter cominciare a stare bene, la vita è già finita. Non ha pensato ad amare, e quindi è solo. Non è riuscito a fare scelte costruttive. Fa compassione. Aver lavorato cosi tanto e bene, per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.

Signore aiutaci a scegliere te come nostro pane quotidiano, per fare scelte costruttive ed essere felici.

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​​​LITURGIA DELLA PAROLA
Colletta
Mostra la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce creatore e guida;
rinnova l'opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
Colletta (Anno C) 
O Dio, fonte della carità,
che in Cristo tuo Figlio
ci chiami a condividere la gioia del Regno,
donaci di lavorare con impegno in questo mondo,
affinché, liberi da ogni cupidigia,
ricerchiamo il vero bene della sapienza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Qo 1,2;2,21-23
Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica?

Dal libro del Qoèlet

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 89
Rit.  Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte. Rit. 

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca. Rit. 

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! Rit. 
​
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. Rit. 

SECONDA LETTURA - Col 3,1-5.9-11
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

Parola di Dio

VANGELO - Lc 12,13-21
Quello che hai preparato, di chi sarà?

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
​
Parola del Signore


1-2 Agosto 2025
SOLENNITA' DEL SANTO PERDONO DI ASSISI
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COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe".

"Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".

E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visone avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco:"Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".

COME OTTENERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI
(Per sè o per i defunti)


Dal mezzogiorno dell'1 agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell'Ordinario (Vescovo della Diocesi), nella domenica precedente o seguente il 2 agosto si può lucrare una volta sola l'indulgenza plenaria.

CONDIZIONI RICHIESTE

1 - Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto e recita del Padre nostro (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del Credo (dove si rinnova la professione di fede);

2 - Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);

3 - Partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica;

4 - Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un Padre nostro e un'Ave Maria o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice;

5 - Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato anche veniale.

Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti (8 gg) a quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.

L'INDULGENZA: che cosa è?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche ma riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione.

La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti. Nei primi secoli i vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza. (C.E.l., Catechismo degli adulti, n. 710)

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