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La Lliturgia di Domenica 26 Luglio 2026

26/7/2026

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XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo;
Un tesoro è una cosa o una persona, che è in grado di cambiare radicalmente la mia vita. Per me è semplicemente Gesù. Il Campo è un posto dove posso costruire e organizzare la mia vita. Può essere la chiesa. Ora la chiesa la vediamo, sappiamo che c'è e dove si trova. Ma vedere che in essa è nascosto un tesoro, non è scontato.

un uomo lo trova e lo nasconde;
Perché non si limita a prenderlo e a portarselo a casa? Perché sono un tutt'uno. Fare la scoperta di Gesù come tesoro per la mia vita, e tenermelo stretto stretto, creandomi una spiritualità privata, tutta mia, è come non averlo trovato affatto e rischio di riperderlo, perché è un tesoro che va condiviso, e che m'invita a vivere in comunione con lui, ma anche con i suoi fratelli, che possono diventare anche i miei fratelli. Ed è questo che cambia la mia vita definitivamente. Gesù è il tesoro che mi consente di vivere nella chiesa e di esserne costruttore insieme a lui. Pietro è stato designato come prima pietra di quest'edificio, ma ognuno di noi può diventarne una pietra viva.

poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Questa è una chiave di discernimento molto importante: Trovare questo tesoro e capirne l'importanza da gioia. Il vendere tutto per poterlo comprare non è un sacrificio, ma è una scommessa che faccio con entusiasmo. E' un investimento per la mia vita, da fare quando scopro il tesoro, ma anche da rinnovare ogni giorno.

Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose;
La perla è simbolo di grande bellezza e purezza. Quest'uomo la cerca, mentre forse quello di prima il tesoro l'ha trovato per caso, ma ogni scoperta per me è segno di provvidenza. Cioè è segno di una presenza amica e benevola, che ha a cuore la mia vita, e che delicatamente mi si rivela. E' bello avere occhi e orecchie attenti a cogliere questa presenza, perché ti riempie di gioia.

trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Per la seconda volta abbiamo questo ritornello: vende tutti i suoi averi e compra il campo o la perla, che è come dire che queste due cose sono molto più importanti di tutti i suoi averi, e che è sicuro che questa scoperta può cambiare completamente la sua vita. Ma io aggiungo che questa scelta è bello rifarla tutti i giorni, perché può cambiare ogni mia giornata, e ogni situazione in qui mi vengo a trovare. Ecco perché c'è entusiasmo e gioia.

Signore donaci di saper esprimere questa gioia e la bellezza dell'incontrarti, per invogliare i nostri fratelli a cercarti.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, fonte di sapienza,
che in Cristo ci hai svelato il tesoro nascosto
e ci hai donato la perla preziosa,
concedi a noi un cuore saggio e intelligente,
perché, fra le cose del mondo, sappiamo apprezzare
il valore inestimabile del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - 1Re 3,5.7-12
Hai domandato per te la sapienza

Dal primo libro dei Re

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 118
​Rit. Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento. ​Rit.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. ​Rit.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. ​Rit.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. ​Rit.

SECONDA LETTURA - Rm 8,28-30
Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 13,44-52
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore

oppure:
VANGELO Forma breve - Mt 13,44-46
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo

Dal Vangelo secondo Matteo

​In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Parola del Signore

​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.


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La Liturgia di Domenica 19 Luglio 2026

19/7/2026

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XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.
Quest'uomo è chiaramente Dio, che semina la sua Parola, destinata ad aiutarci a crescere e vivere bene. Ma il seme è anche Gesù stesso, che dona la sua vita.

Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
Questo nemico, comunemente chiamato diavolo, sono tutte le realtà che in noi e intorno a noi, vogliono ostacolare la Parola di Dio.

Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.
E questo è un dettaglio importante: finché lo stelo non produce il frutto, sembra tutto grano buono. Perciò si dice: "Dai frutti li riconoscerete". A volte anche la guerra può sembrare una soluzione buona ai problemi, ma poi, ogni volta che da qualche parte comincia, ci si accorge che produce solo disastri e morte. Ma sono molte le cose che possono sembrare buone e poi si rivelano cattive. Per questo è importante la storia e fare memoria dei sbagli fatti, per evitare di rifarli.

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?".
I servi, che siamo noi, sono sempre pronti ad accusare il padrone di aver fatto il mondo male. Pronti a domandargli ragione del male che gli altri fanno, senza mai interrogarci sul male che facciamo noi. Questo facciamo fatica a vederlo e ad ammetterlo. Per esempio, noi occidentali, siamo conniventi con un'industria bellica che affama gran parte dell'umanità e ci consente di vivere tranquilli, consumando tutto quello che vogliamo. Ma siccome penso che non ci posso fare niente e non sono io a farle e a venderle direttamente, nego a me stesso ogni coinvolgimento e continuo a consumare tranquillamente, grazie a questo commercio. Almeno diciamo: "Signore pietà", e chiediamo al Signore il dono di poter vedere il male che posso evitare di fare e di porre rimedio a quello fatto.

Ed egli rispose loro: "Un nemico ha fatto questo!". E i servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?". "No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio"».
Qui vediamo la grande differenza tra Dio e noi. Noi siamo sempre pronti a sradicare il male eliminando chi lo fa. Dio invece vuole eliminare il male in noi; non le persone che lo fanno, ed è molto più lungimirante e paziente di noi. Perciò aspetta e ci fa questa bella promessa: ci dice che alla fine riuscirà a separare la zizzania, a legarla per neutralizzarla e a bruciarla, affinché il suo seme possa farsi strada nel cuore di tutti e rimanga solo il grano buono.

Ma io chi sono? Zizzania o grano? Sicuramente tutti e due, e forse non sono il solo. Se questo è vero, e che Dio non vuole che il suo cielo sia vuoto, la zizzania che viene a bruciare non son persone, ma il male e il brutto che c'è in noi, affinché possiamo essere belli e presentabili al suo cospetto. Solo un Dio Ogni Potente può fare questo e lo farà.

Usiamola bene il tempo che abbiamo, cercando di eliminare la zizzania che è in noi, per fare emergere sempre di più il buon seme che Dio ha seminato, perché è vero che Dio è paziente e misericordioso, ma è anche vero che prima riusciamo a vivere in piena comunione con lui, prima viviamo bene, e facciamo stare bene anche chi sta vicino a noi.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore,
e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia,
perché, ardenti di speranza, fede e carità,
restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
Ci sostengano sempre, o Padre,
la forza e la pazienza del tuo amore,
perché la tua parola, seme e lievito del regno,
fruttifichi in noi e ravvivi la speranza
di veder crescere l'umanità nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Sap 12,13.16-19
Dopo i peccati, tu concedi il pentimento

Dal libro della Sapienza

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,
perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
Mostri la tua forza
quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 85
​Rit. Tu sei buono, Signore, e perdoni

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. ​Rit. 

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. ​Rit. 

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 8,26-27
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 13,24-43
Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore

oppure:
VANGELO Forma breve - Mt 13,24-30
Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

Parola del Signore

​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 12 Luglio 2026

12/7/2026

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XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Gesù esce di casa e va in riva al mare, dove la gente lavora, per venirci incontro.

Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Crea così un anfiteatro naturale per poter essere visto e sentito da tutti.

Egli parlò loro di molte cose con parabole. La parabola è una forma letteraria che punta a farci ragionare con la nostra testa per arrivare a delle conclusioni con più convinzione.

E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Ovviamente il seminatore è lui.
Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Può rappresentare persone diverse, ma rappresenta soprattutto diversi momenti della mia vita. Certamente il terreno buono è quello che si è lasciato arare dalla vita e da tante situazioni difficili e dolorose, che ci rendono più umili e disponibili ad ascoltare.

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
"Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Vale anche per me! Quante volte ho visto una chiesa, senza comprendere cosa c'è dentro, o contemplato un'opera sacra, senza capire cosa mi vuole trasmettere. Mille volte e in tanti modi il Signore mi ha parlato. Raramente ho ascoltato. Probabilmente succede anche oggi.

Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!"
. Questo è il progetto e il sogno del Signore; guarirmi da ogni sordità, cecità e ottusità.
Signore pietà per tutte le volte che non voglio vedere e sentire, perché ho altri progetti e non voglio essere disturbato. Convertirsi significa girarsi verso il Signore e verso i bisogni delle persone che mette sul mio cammino, affinché la mi vita e la mia persona sia bella per me e per gli altri.

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Come faccio a sapere se faccio parte di quelli che ascoltano e vedono oppure no? Porsi questa domanda è già un passo avanti.
​
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno». Questo è quello che mi concede di sapere se sto attraversando un periodo della mia vita in cui sono recettivo alla Parola: I frutti. Il vedere che riesco a fare del bene, o perlomeno a provarci.
Vieni Signore Gesù, non ti stancare, non ti scoraggiare e continua a venire a bussare alla mia porta. Grazie.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, che continui a seminare
la tua parola nei solchi dell'umanità,
accresci in noi, con la potenza del tuo Spirito,
la disponibilità ad accogliere il Vangelo,
per portare frutti di giustizia e di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.​

PRIMA LETTURA - Is 55,10-11
La pioggia fa germogliare la terra

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 64
​Rit. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini. ​Rit. 

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. ​Rit. 

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza. ​Rit. 

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia! ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 8,18-23
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 13,1-23
Il seminatore uscì a seminare

Dal Vangelo secondo Matteo
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore

oppure:
VANGELO Forma breve - Mt 13,1-9
Il seminatore uscì a seminare

Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Parola del Signore

​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 5 Luglio 2026

5/7/2026

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XIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo Gesù disse: Gesù sta sperimentando un fallimento perché la gente lo ascolta ma poi non lo segue, non dando importanza al suo annuncio. Stupisce la sua reazione che non è quella di deprimersi o scoraggiarsi, ma di rallegrarsi. Ascoltiamolo.

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Infatti il povero sa riconoscere un dono gratuito e apprezzarlo. Inoltre va detto che tutto ciò che riguarda Dio si riconosce dalla semplicità, perché Dio è amore e relazione. Niente di complicato o difficile da capire o da raggiungere; anche perché è sempre Lui che ci viene incontro. Il piccolo gode nello scoprirsi importante per Lui e considerato.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Benevolenza significa che ci vuole bene.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. C'è grande comunione tra il Padre e il Figlio. È bello contemplare e gioire di questa comunione, sperando che Gesù voglia rivelarcela sempre di più. Cosa posso fare per ottenerla o meritare questo? Niente. Perché è un dono e quindi è gratuito. Signore grazie per tutto ciò che ci riveli.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, La stanchezza e l'oppressione viene spesso dalla mancanza di motivazione, dal sentirsi soli e disprezzati. Tutte quelle situazioni che ti fanno dire: "Chi me lo fa fare!".

e io vi darò ristoro. Torniamo a lui, pregando, per riscoprire sempre che per lui sono importante e lo è anche quello che faccio.
​
Prendete il mio giogo sopra di voi Il suo giogo è quello di amare e servire, sempre e comunque.

e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, Gesù è mite e non ha pretese. Accetta di essere piccolo e anche di fallire. Massima manifestazione di ciò è l'accettare di essere rifiutato e messo in croce.
​
e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Se accetto di essere piccolo e povero, faccio il possibile, senza stressarmi e senza angosciarmi, anche perché non sono solo. Sono con Lui, e insieme tutto è più facile.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Padre, che nell'umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l'umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Dio, che ti riveli ai piccoli
e doni ai poveri l'eredità del tuo regno,
rendici miti e umili di cuore,
a imitazione di Cristo tuo Figlio,
perché, portando con lui il giogo soave della croce,
annunciamo al mondo la gioia che viene da te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.​

PRIMA LETTURA - Zc 9,9-10
Ecco, a te viene il tuo re umile

Dal libro del profeta Zaccarìa

Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 144
​Rit. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. ​Rit.
​
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. ​Rit.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. ​Rit.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. ​Rit.

SECONDA LETTURA - Rm 8,9.11-13
Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 11,25-30
Io sono mite e umile di cuore

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
​
Parola del Signore

​Si recita il Credo
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