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La Liturgia di Domenica 28 Giugno 2026

28/6/2026

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XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Come è possibile che Gesù, che ci comanda di amare tutti, faccia questo discorso. Proviamo a capire. Il nocciolo del discorso sta in quel "più di me". Facciamo un esempio. Se amo i genitori più del Signore, non sono libero aiutarli obiettivamente, né di lasciargli il diritto ad andarsene al momento opportuno, perché senza di loro mi sento perduto. Cosi i figli. Se sono possessivo come faccio ad educarli e a lasciarli andare? Amare non è sempre facile. Camminando con Gesù, è più facile. La mia croce che non è quella di Gesù, sono le difficoltà che incontro portando avanti la mia vocazione che, sarà sempre una vocazione ad amare nella gratuità, e quindi con distacco.

Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Perché avrà amato e costruito qualche cosa d'importante, come chi si è costruito una casa.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». È bello sapere che il Signore non solo sostiene noi, ma anche chi ci aiuta. Infatti si diceva: "Dio te ne renda merito". 

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, infondi in noi la sapienza
e la forza del tuo Spirito,
perché, seguendo Cristo sulla via della croce,
siamo pronti a donare la nostra vita
per manifestare al mondo la tua presenza d'amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - 2Re 4,8-11.14-16
Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi

Dal secondo libro dei Re

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare».
Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. Eliseo [disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 88
​Rit. Canterò per sempre l’amore del Signore

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». ​Rit. 

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. ​Rit. 

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 6,3-4.8-11
Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Parola di Dio

VANGELO - Mt 10,37-42
Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.

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a sera
SS. PIETRO E PAOLO, APOSTOLI  - RITO ROMANO
MESSA DELLA VIGILIA

Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: ROSSO

COMMENTO AL VANGELO​
Oggi la Chiesa celebra in un'unica festa Pietro e Paolo, le colonne che diedero la loro vita nell'annuncio del vangelo e che insieme morirono a Roma. Viviamo in profonda comunione e senso di gratitudine con chi ci diede il Cristo.

Pietro e Paolo, così unici, così diversi, così simili. Unici perché hanno sperimentato la vicinanza di Cristo, la sua compassione, la sua misericordia. Unici perché, consumati dall'amore, hanno vissuto la loro vita mettendo il loro carattere, le loro convinzioni, il loro limite a servizio del Regno. Affascinati e travolti da Cristo, ci hanno consegnato il suo vangelo e ci hanno indicato la via della salvezza. Così diversi fra loro, a tratti anche contrapposti. Pietro, discepolo della prima ora, irruento e generoso, ha saputo superare il suo fallimento mettendo da parte il proprio orgoglio ferito e lasciandosi plasmare. Paolo, dotto e zelante, ha saputo cambiare radicalmente le sue convinzioni mettendo tutti i suoi carismi a servizio del Regno. Nelle scelte pratiche hanno litigato con vigore, ricordandoci che la Chiesa è anche luogo di confronto, che ci si intende sull'essenziale ma si può dibattere su come viverlo all'interno delle comunità. Così simili fra loro perché scelti da Cristo. Così anche oggi, nella Chiesa, possiamo avere sensibilità diverse ma sempre l'unica esperienza interiore di Dio ci accomuna. 

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Signore Dio nostro,
che nella predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo
hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana,
per loro intercessione vieni in nostro aiuto
e guidaci nel cammino della salvezza eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 3,1-10
Quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio.
Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa.
Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò.
Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.
Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 18
​Rit. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. ​Rit. 

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - Gal 1,11-20
Dio mi scelse fin dal seno di mia madre

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, vi dichiaro che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri.
Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. In ciò che vi scrivo – lo dico davanti a Dio – non mentisco.

Parola di Dio

VANGELO - Gv 21,15-19
Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore

​Dal Vangelo secondo Giovanni
[Dopo che si fu manifestato risorto ai suoi discepoli,] quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio.
E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
​
Parola del Signore

​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.


La Liturgia di Lunedì 29 Giugno 2026

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SS. PIETRO E PAOLO, APOSTOLI  - RITO ROMANO
MESSA DEL GIORNO
Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: ROSSO

COMMENTO AL VANGELO di W. Chasseur
Oggi la Chiesa celebra le colonne su cui è stata fondata: i santi Pietro e Paolo. Festa antichissima che si celebrava già quando ancora non esisteva la solennità del Natale. Già nel terzo secolo si celebrava a Roma, il 29 giugno, la memoria dei Santi Pietro e Paolo.
Ricordiamo dunque Pietro il pescatore e Paolo il persecutore. O meglio: Simone il pescatore e Saulo il persecutore perché dopo che Gesù entrò nella loro vita (per non uscirne mai più), per loro due (come per milioni di altri dopo di loro), tutto cambiò, anche il nome. Simone divenne la pietra sulla quale poggerà la Chiesa. E Saulo, dopo che le scaglie gli caddero dagli occhi, divenne Paolo il vedente, prima accecato dalla troppa luce, ma poi annunciatore instancabile di ciò che aveva visto. O meglio: di COLUI che aveva visto e non solo visto, ma incontrato in modo così sconvolgente da essere sbalzato da cavallo e dalle sue sicurezze. E poi non smise più di viaggiare per monti e mari per annunciare Gesù Cristo fino a dare la sua vita per Lui.

Sbalzati da cavallo...
Ecco cosa fa Gesù Cristo quando entra nella nostra vita: prima ci sbalza dal cavallo delle nostre baldanzose sicurezze o sicumere, e poi, quando siamo a piedi, ci manda a percorrere il mondo intero per annunciare Lui, l'unica certezza che rende sicuro il passo e dà senso alla nostra vita e a quella dei nostri fratelli. Ecco la logica di DIO! Noi crediamo di conquistare il mondo a cavallo della nostra scienza, sapienza e chissà quali altri mirabolanti virtù, ben issati sul nostro piedistallo, ma Dio - ci dice san Paolo - "ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio"
La prima lettura di questa domenica, ci presenta il bellissimo brano dove è raccontato il primo miracolo di Pietro che rispose allo storpio che gli chiedeva la carità: "Non possiedo né oro, né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il nazareno, alzati e cammina!". E questi, dopo essere stato preso per mano da Pietro, balzò in piedi e saltando e ballando per la gioia, lodava e ringraziava Dio.

L'unica vera potenza e ricchezza...

Questo miracolo di Pietro mi ha sempre commosso tantissimo; dice: non ho niente, cioè nulla di quello che passa e non serve per la vera vita (oro e argento), ma quello che ho te lo do: NEL NOME DI GESU' CRISTO alzati e cammina. Aveva dunque il massimo, aveva ciò che montagne di oro e argento non avrebbero mai potuto dare al povero storpio: aveva in sé la potenza divina che gli ridiede la salute. Potessimo dire altrettanto, noi che abbiamo tutto e il surplus di tutto, ma in realtà non abbiamo niente di quel che dà o ridona la vera vita. E il senso da dare a questa vita.
Come non pensare anche alle parole di San Paolo quando dice: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me". Ecco quale sarebbe la massima realizzazione della nostra vita, la più grandiosa e straordinaria: sentire che LUI vive in noi. Non stiamo più lì a contarci: quanti siamo, quanti non siamo, ma chiediamoci: "E' Lui che vive in noi?". Se sì cambieremo il mondo, anche se siamo in pochi, ma se no, possiamo anche essere moltitudini e non cambierà una virgola.
Non cediamo alla tentazione di contarci e di voler accaparrare gente alla "nostra" chiesa, al "nostro" movimento, ecc. perché quando facciamo così, siamo sicuri che non è LUI che vive in noi, ma il nostro io. Occupiamoci ad attirare gente a Cristo e a Lui solo, allora sì che potremo dire: non ho niente, cioè non accaparro niente, ma quello che ho te lo do: in nome di Gesù Cristo alzati e cammina.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, che ci doni la grande gioia
di celebrare in questo giorno
la solennità dei santi Pietro e Paolo,
fa’ che la tua Chiesa
segua sempre l’insegnamento degli apostoli,
dai quali ha ricevuto il primo annuncio della fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - At 12,1-11
Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode

Dagli Atti degli Apostoli

In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 33
​Rit. Il Signore mi ha liberato da ogni paura

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. ​Rit.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. ​Rit.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. ​Rit.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. ​Rit.

SECONDA LETTURA - 2Tm 4,6-8.17-18
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 16,13-19
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
​
Parola del Signore

​​Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 21 Giugno 2026

21/6/2026

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XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE

​​​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: Gesù sta parlando a quelle che già hanno deciso di seguirlo e di provare ad annunciare il vangelo. Oggi tutti noi battezzati siamo invitati a farlo, anche perché finché non sono in grado di spiegarlo, non posso dire di averlo capito. È importante provarci.

«Non abbiate paura Questo è il ritornello di questo vangelo. La paura a volte ci evita di metterci in situazioni pericolose, ma spesso è cattiva consigliera. Molte opere buone vengono abortite dalla paura. Paura di disturbare, di sbagliare, di rimetterci, etc...

«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Forse sta parlando della paura di essere dimenticati e abbandonati, dopo aver lavorato e dato tanto. Ma Dio non si dimentica né di noi, né della nostra storia. Siamo in buone mani.

Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. Quando siamo nelle tenebre chi meglio di Dio può portarci una luce e una speranza; può sempre risuscitare in noi alla voglia di fare e di vivere. Quando lo sperimento questo devo annunciare con forza per trasmettere la voglia di vivere che ho ricevuto.

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Colui che ha questo potere sono io, e tutte le persone che mi condizionano negativamente. Sta a me, con l'aiuto della preghiera, decidere chi ascoltare.

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Sapere questo, a me mi trasmette tanta pace e soprattutto mi toglie l'angoscia del futuro ignoto.

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; Il segno evidente che lo riconosco importante, per me davanti agli amici, è che ne parlo volentieri.
​
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». Dio non vuole costringere nessuno a seguirlo. La sua è una proposta bella, e il segno che è anche libera, sta proprio nel fatto che posso anche rifiutarla. Viva Dio.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell'amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l'annuncio profetico della tua parola,
liberaci da ogni paura,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con franchezza
il tuo nome davanti agli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Ger 20,10-13
Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori

Dal libro del profeta Geremìa

Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 68
​Rit. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. Rit. 

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza. Rit. 

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi. Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 5,12-15
Il dono di grazia non è come la caduta

​Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 10,26-33
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
​​
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La Liturgia di Domenica 14 Giugno 2026

14/6/2026

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XI DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: VERDE
​​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. La pecora smarrita è l'immagine di chi si agita fino allo sfinimento, perché ha paura, è insicura e non sa che direzione prendere. È come chi oggi, non avendo nessun pastore, non ha chiaro qua l'è la sua vocazione, o se preferite, chi amare e servire.

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, Rappresenta tutti i bisognosi, io compreso.

ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Posso pregare in due modi diversi. Dicendo: "Manda gli altri", o dicendo: "Manda me!". Come prego? Per risolvere i problemi di questo mondo il Signore ha fatto noi.

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.

I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.
È vicino significa che è a portata di tutti; basta aprirgli la porta e farlo entrare nella nostra vita, ascoltando Gesù.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Se prendiamo queste richieste alla lettera, rischiamo di rimanere delusi, e di passare per matti. Ma se abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quanto il vangelo può fare nella nostra vita, guarendoci da tante paralisi e paure, risuscitando in noi la voglia di vivere e liberandoci da tutto ciò che ci rende brutti, allora capiamo che annunciando il vangelo possiamo aiutare tanto chi sta male, come noi siamo stati aiutati.
​
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

​​​​LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
O Padre, che hai fatto di noi
un regno di sacerdoti e una nazione santa,
donaci di ascoltare la tua voce
e di custodire la tua alleanza,
per annunciare con le parole e con la vita
che il tuo regno è vicino.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Es 19,2-6
Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 99
​Rit. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. Rit. 

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. Rit. 

Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. Rit. ​

SECONDA LETTURA - Rm 5,6-11
Se siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio, molto più saremo salvati mediante la sua vita

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
​
Parola di Dio

VANGELO - Mt 9,36-10,8
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò

​Dal Vangelo secondo Matteo​
In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
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La Liturgia di Domenica 7 Giugno 2026

7/6/2026

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SS. mo CORPO E SANGUE DI CRISTO - ANNO A - RITO ROMANO
​SOLENNITA' DEL CORPUS DOMINI

Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: BIANCO

​COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux
Oggi parliamo del dono del Corpo e Sangue di Cristo che noi identifichiamo con l'Eucarestia. Ma sapendo che Gesù morto e risorto, è asceso al Cielo dove siede alla destra del Padre e che allo stesso tempo è sempre con noi, fino alla fine del mondo, che bisogno abbiamo dell'Eucarestia, se lui e lo Spirito Santo sono già con noi? È un dono grande, ma va capita la sua utilità concreta per la nostra vita.

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo
. Per gli ebrei il pane disceso dal cielo è la Tora (la Bibbia), per cui è come se dicesse che lui è la nuova bibbia.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Gesù c'invita a nutrirci della sua carne per avere sin da oggi una vita eterna, vale a dire piena e in comunione con l'Eterno. Per carne intende la sua dimensione umana e mortale. Questo lo faccio ascoltandolo e mettendo in pratica i suoi consigli.

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Gesù insiste parlando anche del suo sangue, che per loro detiene la vita. Quindi c'invita a nutrirci di tutta la sua vita, seguendolo.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Gesù ci sta proponendo una piena comunione con lui.

Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Vivere per lui significa sposarlo, sposare le sue tesi, le sue proposte di vita, le beatitudini e desiderare la sua presenza in tutta la mia vita. Questo desiderio lo posso manifestare a me stesso, a lui e alla chiesa riunita in assemblea la domenica, alzandomi e venendo in mezzo all'assemblea, chiedendo di poter ricevere il suo corpo presente nell'eucarestia. È un gesto pubblico e concreto, la manifestazione di una volontà: desidero vivere con Gesù e per Dio.
Gesù onnipresente viene anche in mezzo a noi nell'Eucarestia, dicendoci: "Io mi sono fatto pane, per nutrirvi. Se desideri nutrirti di me e imparare ad essere anche tu pane per gli altri, alzati e vieni a ricevere la comunione. Proviamo così a fare un cammino insieme di comunione".

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Buona festa.

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​​​Si recita il Gloria
Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo.

LITURGIA DELLA PAROLA
COLLETTA
Signore Gesù Cristo,
che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa’ che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

oppure:
COLLETTA (Anno A)   
Dio fedele, che nutri il tuo popolo
con amore di Padre,
saziaci alla mensa della Parola
e del Corpo e Sangue di Cristo,
perché nella comunione con te e con i fratelli
camminiamo verso il convito del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA - Dt 8,2-3.14-16
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».
​
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE - Sal 147
​Rit. Loda il Signore, Gerusalemme

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. ​Rit. 

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. ​Rit. 

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. ​Rit. ​

SECONDA LETTURA - 1Cor 10,16-17
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
​
Parola di Dio

SEQUENZA

​[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

VANGELO - Gv 6,51-58
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda
​
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
​
Parola del Signore

Si recita il Credo
Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo.
(Se si i recita il Credo Apostolico) Alle parole:
- il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine si china il capo. ​
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