| XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A - RITO ROMANO Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: VERDE COMMENTO AL VANGELO di padre Paul Devreux In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Come è possibile che Gesù, che ci comanda di amare tutti, faccia questo discorso. Proviamo a capire. Il nocciolo del discorso sta in quel "più di me". Facciamo un esempio. Se amo i genitori più del Signore, non sono libero aiutarli obiettivamente, né di lasciargli il diritto ad andarsene al momento opportuno, perché senza di loro mi sento perduto. Cosi i figli. Se sono possessivo come faccio ad educarli e a lasciarli andare? Amare non è sempre facile. Camminando con Gesù, è più facile. La mia croce che non è quella di Gesù, sono le difficoltà che incontro portando avanti la mia vocazione che, sarà sempre una vocazione ad amare nella gratuità, e quindi con distacco. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Perché avrà amato e costruito qualche cosa d'importante, come chi si è costruito una casa. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». È bello sapere che il Signore non solo sostiene noi, ma anche chi ci aiuta. Infatti si diceva: "Dio te ne renda merito". Si recita il Gloria Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo. LITURGIA DELLA PAROLA |
| | COLLETTA O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. oppure: COLLETTA (Anno A) O Padre, infondi in noi la sapienza e la forza del tuo Spirito, perché, seguendo Cristo sulla via della croce, siamo pronti a donare la nostra vita per manifestare al mondo la tua presenza d'amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. PRIMA LETTURA - 2Re 4,8-11.14-16 Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi Dal secondo libro dei Re Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare». Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. Eliseo [disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE - Sal 88 Rit. Canterò per sempre l’amore del Signore Canterò in eterno l’amore del Signore, di generazione in generazione farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, perché ho detto: «È un amore edificato per sempre; nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». Rit. Beato il popolo che ti sa acclamare: camminerà, Signore, alla luce del tuo volto; esulta tutto il giorno nel tuo nome, si esalta nella tua giustizia. Rit. Perché tu sei lo splendore della sua forza e con il tuo favore innalzi la nostra fronte. Perché del Signore è il nostro scudo, il nostro re, del Santo d’Israele. Rit. SECONDA LETTURA - Rm 6,3-4.8-11 Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. Parola di Dio VANGELO - Mt 10,37-42 Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Parola del Signore Si recita il Credo Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo. |
| a sera SS. PIETRO E PAOLO, APOSTOLI - RITO ROMANO MESSA DELLA VIGILIA Grado della Celebrazione: SOLENNITA' Colore liturgico: ROSSO COMMENTO AL VANGELO Oggi la Chiesa celebra in un'unica festa Pietro e Paolo, le colonne che diedero la loro vita nell'annuncio del vangelo e che insieme morirono a Roma. Viviamo in profonda comunione e senso di gratitudine con chi ci diede il Cristo. Pietro e Paolo, così unici, così diversi, così simili. Unici perché hanno sperimentato la vicinanza di Cristo, la sua compassione, la sua misericordia. Unici perché, consumati dall'amore, hanno vissuto la loro vita mettendo il loro carattere, le loro convinzioni, il loro limite a servizio del Regno. Affascinati e travolti da Cristo, ci hanno consegnato il suo vangelo e ci hanno indicato la via della salvezza. Così diversi fra loro, a tratti anche contrapposti. Pietro, discepolo della prima ora, irruento e generoso, ha saputo superare il suo fallimento mettendo da parte il proprio orgoglio ferito e lasciandosi plasmare. Paolo, dotto e zelante, ha saputo cambiare radicalmente le sue convinzioni mettendo tutti i suoi carismi a servizio del Regno. Nelle scelte pratiche hanno litigato con vigore, ricordandoci che la Chiesa è anche luogo di confronto, che ci si intende sull'essenziale ma si può dibattere su come viverlo all'interno delle comunità. Così simili fra loro perché scelti da Cristo. Così anche oggi, nella Chiesa, possiamo avere sensibilità diverse ma sempre l'unica esperienza interiore di Dio ci accomuna. Si recita il Gloria Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo. LITURGIA DELLA PAROLA |
| COLLETTA Signore Dio nostro, che nella predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana, per loro intercessione vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. PRIMA LETTURA - At 3,1-10 Quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina! Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto. Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE - Sal 18 Rit. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. Rit. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio. Rit. SECONDA LETTURA - Gal 1,11-20 Dio mi scelse fin dal seno di mia madre Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati Fratelli, vi dichiaro che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo. Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. In ciò che vi scrivo – lo dico davanti a Dio – non mentisco. Parola di Dio VANGELO - Gv 21,15-19 Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore Dal Vangelo secondo Giovanni [Dopo che si fu manifestato risorto ai suoi discepoli,] quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi». Parola del Signore Si recita il Credo Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo. |
La Liturgia di Lunedì 29 Giugno 2026
| SS. PIETRO E PAOLO, APOSTOLI - RITO ROMANO MESSA DEL GIORNO Grado della Celebrazione: SOLENNITA' Colore liturgico: ROSSO COMMENTO AL VANGELO di W. Chasseur Oggi la Chiesa celebra le colonne su cui è stata fondata: i santi Pietro e Paolo. Festa antichissima che si celebrava già quando ancora non esisteva la solennità del Natale. Già nel terzo secolo si celebrava a Roma, il 29 giugno, la memoria dei Santi Pietro e Paolo. Ricordiamo dunque Pietro il pescatore e Paolo il persecutore. O meglio: Simone il pescatore e Saulo il persecutore perché dopo che Gesù entrò nella loro vita (per non uscirne mai più), per loro due (come per milioni di altri dopo di loro), tutto cambiò, anche il nome. Simone divenne la pietra sulla quale poggerà la Chiesa. E Saulo, dopo che le scaglie gli caddero dagli occhi, divenne Paolo il vedente, prima accecato dalla troppa luce, ma poi annunciatore instancabile di ciò che aveva visto. O meglio: di COLUI che aveva visto e non solo visto, ma incontrato in modo così sconvolgente da essere sbalzato da cavallo e dalle sue sicurezze. E poi non smise più di viaggiare per monti e mari per annunciare Gesù Cristo fino a dare la sua vita per Lui. Sbalzati da cavallo... Ecco cosa fa Gesù Cristo quando entra nella nostra vita: prima ci sbalza dal cavallo delle nostre baldanzose sicurezze o sicumere, e poi, quando siamo a piedi, ci manda a percorrere il mondo intero per annunciare Lui, l'unica certezza che rende sicuro il passo e dà senso alla nostra vita e a quella dei nostri fratelli. Ecco la logica di DIO! Noi crediamo di conquistare il mondo a cavallo della nostra scienza, sapienza e chissà quali altri mirabolanti virtù, ben issati sul nostro piedistallo, ma Dio - ci dice san Paolo - "ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio" La prima lettura di questa domenica, ci presenta il bellissimo brano dove è raccontato il primo miracolo di Pietro che rispose allo storpio che gli chiedeva la carità: "Non possiedo né oro, né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il nazareno, alzati e cammina!". E questi, dopo essere stato preso per mano da Pietro, balzò in piedi e saltando e ballando per la gioia, lodava e ringraziava Dio. L'unica vera potenza e ricchezza... Questo miracolo di Pietro mi ha sempre commosso tantissimo; dice: non ho niente, cioè nulla di quello che passa e non serve per la vera vita (oro e argento), ma quello che ho te lo do: NEL NOME DI GESU' CRISTO alzati e cammina. Aveva dunque il massimo, aveva ciò che montagne di oro e argento non avrebbero mai potuto dare al povero storpio: aveva in sé la potenza divina che gli ridiede la salute. Potessimo dire altrettanto, noi che abbiamo tutto e il surplus di tutto, ma in realtà non abbiamo niente di quel che dà o ridona la vera vita. E il senso da dare a questa vita. Come non pensare anche alle parole di San Paolo quando dice: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me". Ecco quale sarebbe la massima realizzazione della nostra vita, la più grandiosa e straordinaria: sentire che LUI vive in noi. Non stiamo più lì a contarci: quanti siamo, quanti non siamo, ma chiediamoci: "E' Lui che vive in noi?". Se sì cambieremo il mondo, anche se siamo in pochi, ma se no, possiamo anche essere moltitudini e non cambierà una virgola. Non cediamo alla tentazione di contarci e di voler accaparrare gente alla "nostra" chiesa, al "nostro" movimento, ecc. perché quando facciamo così, siamo sicuri che non è LUI che vive in noi, ma il nostro io. Occupiamoci ad attirare gente a Cristo e a Lui solo, allora sì che potremo dire: non ho niente, cioè non accaparro niente, ma quello che ho te lo do: in nome di Gesù Cristo alzati e cammina. Si recita il Gloria Alle parole - Signore Figlio unigenito Gesù Cristo... e - Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo.... si china il capo. LITURGIA DELLA PAROLA COLLETTA O Dio, che ci doni la grande gioia di celebrare in questo giorno la solennità dei santi Pietro e Paolo, fa’ che la tua Chiesa segua sempre l’insegnamento degli apostoli, dai quali ha ricevuto il primo annuncio della fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. PRIMA LETTURA - At 12,1-11 Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode Dagli Atti degli Apostoli In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione. Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE - Sal 33 Rit. Il Signore mi ha liberato da ogni paura Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore: i poveri ascoltino e si rallegrino. Rit. Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore: mi ha risposto e da ogni mia paura mi ha liberato. Rit. Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. Rit. L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera. Gustate e vedete com’è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. Rit. SECONDA LETTURA - 2Tm 4,6-8.17-18 Ora mi resta soltanto la corona di giustizia Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Parola di Dio VANGELO - Mt 16,13-19 Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Parola del Signore Si recita il Credo Alle parole: - e per opera dello Spirito Santo... e si è fatto uomo si china il capo. |
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