Secondo la dottrina cattolica, le ordinazioni anglicane sono invalide. Questo significa che i vescovi anglicani non possiedono validamente il sacramento dell’Ordine né la successione apostolica nel senso cattolico.
Per questo non si può mettere sullo stesso piano una benedizione impartita da un vescovo cattolico validamente ordinato e un gesto compiuto da chi, per la Chiesa, non ha ricevuto validamente l’Ordine sacro. La prima è una vera benedizione ecclesiale; la seconda è un gesto vuoto, che scimmiotta un atto valido senza possederne la realtà sacramentale.
Ed è proprio qui che nasce lo scandalo: l’apparenza prende il posto della realtà. Si conserva la forma, la solennità, il linguaggio religioso, ma manca il fondamento sacramentale.
L’ecumenismo non può fondarsi sulla finzione. Il dialogo con gli anglicani è possibile, ma non al prezzo di oscurare la verità cattolica.
La Chiesa non ha bisogno di immagini equivoche, ma di segni limpidi. Perché quando un gesto vuoto imita un atto valido, non siamo davanti all’unità cristiana: siamo davanti a una rappresentazione ingannevole della fede.
Paulus Minor
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