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25' ANNIVERSARIO DI NAZARETH FAMIGLIA DI DIO

20/8/2025

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MESSAGGIO NEL 25' ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLA NOSTRA COMUNITA' VIRTUALE -

Carissime amiche, carissimi amici,
noi Cattolici abbiamo il dovere di essere ONESTI se vogliamo costruire una relazione che non sia fondata sulle apparenze (falsità e sorrisi ipocriti, dicendo sempre che va tutto bene).

Per questo dobbiamo SEMPRE parlare della VERITA' e in VERITA'.
Dobbiamo annunciare la Verità ma con AMORE. Quale amore? Non certo il nostro, cioè quello umano, ma quello che ci insegna GESU’ attraverso la sua Parola.

Dobbiamo mirare alla Verità ma con MANSUETUDINE: essere miti, benigni, tranquilli anche se essere mansueti può significare farsi offendere, farsi usare, farsi maltrattare per il solo scopo di aiutare l’altro a RIALZARSI.

Dire la Verità non è parlare con sgarbo, oppure “non avere peli sulla lingua”, ma è parlare SENZA GIRI DI PAROLE, SEMPLICEMENTE E CHIARAMENTE, ma onorando sempre l’altro, il quale dovrebbe, con modestia, umiltà e gratitudine, tener conto e far tesoro dell'insegnamento.

Dobbiamo sempre ricordare che la mancanza di sincerità distrugge le amicizie migliori e noi stessi nel rapporto con Dio.
Insomma dobbiamo imparare a rispettare le differenze tra di noi, ma a vederle COME DIO LE VEDE.

Infine dobbiamo sempre ricordare che per crescere sempre piu nella Verità Divina DOBBIAMO FARE/ESSERE Comunità: cioe frequentarsi IL PIU POSSIBILE aiuta a conoscersi meglio e COSI costruire e superare gli eventuali ostacoli verso la santità.

Proprio per questo, noi dobbiamo ESSERE TESTIMONI ATTIVI della Verità nel mondo, virtuale e non.

Questo deve essere il volto del cristiano nel mondo, questa è e deve essere l'opera di Nazareth Famiglia di Dio, questa deve essere sempre la mia, la tua, la nostra opera oggi.

Questo è l'augurio che Mi/Vi porgo: poter essere capaci di testimoniare attivamente, costantemente e coerentemente la Verità di Dio e della sua Chiesa, poter essere capaci di dare Valore alla vita di tutti i giorni illuminando ogni uomo con la Parola di Verità di Cristo e con l’esempio coerente della nostra vita.

Auguri a tutti.

Paolo
Bergamo, 20 agosto 2025

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Proverbi 28:23, “Chi riprende qualcuno troverà poi maggior favore di chi lo adula con la lingua”.

Efesini 4:25, “Perciò, messa da parte la menzogna, ciascuno dica la verità al suo prossimo, perché siamo membra gli uni degli altri”.

Galati 6:1, “Fratelli, se uno è sorpreso in qualche fallo, voi che siete spirituali, rialzatelo con spirito di MANSUETUDINE”.

Ecclesiaste 8:6, “Perché per ogni cosa c’è un tempo e un giudizio, e la malvagità dell’uomo pesa grandemente su di lui”.

1 Pietro 5:5, “Sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché DIO resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili”.

Romani 12:16, “Abbiate gli stessi pensieri gli uni verso gli altri; non aspirate alle cose alte, ma attenetevi alle umili; non siate savi da voi stessi”.

Filippesi 2:3, “Non facendo nulla per rivalità o vana gloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di sé stesso”.
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OGNI CRISTIANO,  . . . , DEVE OSSERVARE LA CASTITÀ

13/8/2025

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DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
“OGNI CRISTIANO, NEL RISPETTO DEL PROPRIO STATO DI VITA, DEVE OSSERVARE LA CASTITÀ.”

LE DIVERSE FORME DI CASTITÀ

2348 Ogni battezzato è chiamato alla castità. Il cristiano si è rivestito di Cristo, modello di ogni castità. Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita. Al momento del Battesimo il cristiano si è impegnato a vivere la sua affettività nella castità.

2349 « La castità deve distinguere le persone nei loro differenti stati di vita: le une nella verginità o nel celibato consacrato, un modo eminente di dedicarsi più facilmente a Dio solo, con cuore indiviso; le altre, nella maniera quale è determinata per tutti dalla legge morale e secondo che siano sposate o celibi ». 234 Le persone sposate sono chiamate a vivere la castità coniugale; le altre praticano la castità nella continenza:

«Ci sono tre forme della virtù di castità: quella degli sposi, quella della vedovanza, infine quella della verginità. Non lodiamo l'una escludendo le altre. [...] Sotto questo aspetto, la disciplina della Chiesa è ricca ». 

2350 I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. Messi così alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedeltà e alla speranza di riceversi l'un l'altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell'amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castità.

...

Coloro che vivono situazioni irregolari (convivenze, frequentazioni extraconiugali, unioni civili, relazioni omosessuali, ecc...) sono tenuti a vivere la castità nella continenza. 
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PER VIVERE UN'ESTATE CRISTIANA

10/8/2025

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1. Un cristiano in estate non nasconde la propria fede come si lascia nell'armadio i capi invernali. Il battezzato è sempre cristiano e, quindi, la nostra comunione con Cristo deve essere consapevole e costante.

2. La vita cristiana non consiste solo nell' "essere buoni", ma nel porre al centro della propria esistenza, al cento per cento, solo Dio. Per questo motivo, il tempo dell’estate è il momento giusto per ricordare Dio ed esse il volto vivo della sua presenza. La fretta è nemica della carità silenziosa.

3. Senza la preghiera, un cristiano, è un mulino paralizzato. Molti dei nostri fallimenti e abbandoni sono causati dalla interruzione della "linea telefonica" con il Signore. La preghiera ci rende forti, ci chiarisce, ci fa riflettere e aiuta a compiere la volontà del Padre.

4. L'Eucaristia (oltre al precetto festivo) è una necessità fisica e spirituale. Se con l’eucarestia riusciamo a condurre una vita relativamente cristiana senza di essa siamo burattini del mondo. Siamo in balia del solo alimento materiale che il mondo ci offre.

5. In estate cerchiamo il sole. Il culto del corpo non può essere superiore alla adorazione di Dio. Lui è davvero l'unico Sole di giustizia.

6. "Dimmi quello che leggi e ti dirò come pensi." Un cristiano deve nutrirsi con le parole della speranza! Un buon libro, scelto con criteri cristiani, sarà garanzia di giusto modo di pensare e di una coscienza chiara.

7. Dio ha posto la Creazione a disposizione del nostro godimento e della nostra gioia. La nostra terra è soggetta a costanti alterazioni degrado frutto del desiderio sfrenato di sfruttamento delle risorse naturali da parte dell'uomo. Dobbiamo assolutamente rispettare l'ambiente che ci consente di godere del riposo e di tante cose buone che il Signore ci offre. Occorrono secoli per ripopolare la terra, e ore per incendiarla.

8. La bellezza, l'arte, la musica classica ... ci possono elevare all'incontro e al godimento personale di Dio. Un santuario è una porta aperta alla fede. Maria Vergine è una mano che ci sospinge verso il Signore. La grandezza di un tempio è un anticipo della gloria che ci attende in paradiso. Godiamo davvero di ogni traccia che ha lasciato l'uomo attraverso l'arte quale risultato della propria fede!

9. Silenzio e contemplazione in riva al mare. L’alpinismo come segno del nostro impegno per arrivare al cielo. Il nostro riposo come preludio a ciò che un giorno Dio riserverà a ciascuno di noi ... possono essere pensieri per aiutarci a vivere questo tempo estivo con un senso e significato cristiani.

10. In valle o in mezzo al mare, sulle montagne o in un villaggio in mezzo al bosco o sperduto in un deserto. Di fronte a una cattedrale o nelle strade di una grande città: non dimentichiamo mai che siamo cristiani. Non dimentichiamo che Dio è con noi.
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CORPI PERFETTI, ANIME PERSE

7/8/2025

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La palestra è un luogo che offre molte occasioni di tentazione sessuale. Almeno la mia. Ogni volta che ci vado, io, marito e padre di sei figli, che combatte una battaglia persa contro il “corpo da papà”, devo schivare decine di donne attraenti tra i venti e i trent’anni che indossano abiti che in un’epoca precedente, più “puritana”, sarebbero stati considerati vergognosamente inappropriati per ambienti misti. Mi limito a concentrarmi sulle ripetizioni e a leggere il mio Magnificat tra una serie e l’altra.

Più recentemente, però, mi sono dedicato alla preghiera, sia per le donne attraenti e quasi perfettamente in forma che per i loro confidenti e muscolosi omologhi maschili. Perché sotto tutta la nauseante e egocentrica ostentazione della cultura della palestra c’è, credo, una profonda tristezza. Cosa ci facciamo esattamente lì? Senza dubbio, “massimizzare” la nostra salute (anche se preferisco invertire il concetto e chiamarlo, scherzosamente, allontanare la morte). Tuttavia, dubito che la maggior parte dei giovani la veda in questo modo: la morte è troppo lontana per loro. Sono lì, che lo ammettano o no, perché vogliono essere belli. Ma a quale scopo?

Presumibilmente, la maggior parte dei miei compagni di palestra ha una relazione sentimentale o ne sta cercando una; tuttavia, curiosamente, i membri della Generazione Z fanno meno sesso rispetto alle generazioni precedenti, come hanno sottolineato diversi reportage recenti. La nostra cultura non sembra meno ossessionata dal sesso rispetto ai decenni precedenti, ma ora questa ossessione è digitale e online, messa in atto (e consumata) davanti a uno schermo, spesso in solitudine. In palestra ci sono molti corpi belli e iper-sessualizzati… ma almeno alcuni di loro stanno effettivamente facendo meno sesso. Molti sceglieranno di non avere figli.

L’insegnamento cattolico direbbe che questo riflette un fallimento fondamentale nel comprendere lo scopo del sesso (e della sessualità), come sostiene in modo persuasivo il teologo e professore cattolico Eduardo Echeverria nel suo nuovo libro Redeeming Sex: The Battle for the Body. Il testo di Echeverria è profondamente filosofico e teologico, con lunghi capitoli sull’ermeneutica del significato e della verità, l’antropologia cristiana e il personalismo, e diverse interpretazioni della rivelazione divina. Tale profondità può scoraggiare i lettori che hanno solo una conoscenza superficiale di questi concetti. Tuttavia, la sua prospettiva vuole essere accessibile e appassionatamente ecumenica; infatti, pochi studiosi cattolici hanno tanta familiarità con la teologia protestante contemporanea quanto il dottor Echeverria.

Ai fini del mio discorso, tuttavia, vorrei concentrarmi su ciò che Redeeming Sex dice sui tipi di lotte che vivono le persone che vedo ogni settimana in palestra. Per quanto l’attenta raffinatezza scientifica del corpo umano in palestra abbia a che fare con la sessualità, non può evitare di tendere verso un certo tipo di vanità e autogratificazione. Cerchiamo un corpo più attraente perché vogliamo sentirci bene con noi stessi ed essere apprezzati dagli altri, e speriamo di attirare l’attenzione di qualcuno la cui fisicità sia approssimativamente tonica e bella come la nostra.

E più la nostra concezione della bellezza è definita da ciò che vediamo sugli schermi – che si tratti di social media, immagini sensuali o pornografia pura e semplice – più il sesso si avvolge intorno a noi stessi e alla soddisfazione di inclinazioni fisiologiche.

Tuttavia, come sostiene Echeverria, ridurre la sessualità a mero desiderio fisico e biologico, basandosi su un’antropologia materialista, «blocca l’autotrascendenza e, quindi, rende impossibile all’individuo realizzarsi nella relazionalità». Infatti, se la sessualità non è dono di sé, si degrada necessariamente nell’autocompiacimento, come ha sostenuto Papa Giovanni Paolo II nel suo classico testo Amor e responsabilità. E l’autocompiacimento riflette un restringimento dell’orizzonte umano, un ripiegamento su se stessi che nel suo narcisismo assomiglia a Gollum, una creatura vergognosa, piagnucolosa e totalmente senza scrupoli, la cui intera identità ruota attorno al compiacimento di sé.

«La preoccupazione per il proprio egoismo genera una contraddizione tra la nostra autoaffermazione individuale e la realizzazione nella relazione», scrive Echeverria. La libertà assoluta promessa dalla rivoluzione sessuale si rivela in realtà una schiavitù dell’io e, di conseguenza, danneggia la società, perché insegna alle persone a pensare prima alla propria soddisfazione. Al contrario, la fede cristiana afferma che il valore supremo e il fine di tutte le relazioni sessuali è l’amore, non nel senso romantico effimero, ma nel senso sacrificale e di dono di sé. Per questo la Chiesa ha sempre delimitato l’atto sessuale entro i confini del matrimonio, data l’orientamento di questa istituzione verso la fedeltà dell’alleanza e la procreazione. Il sesso, affermava Giovanni Paolo II in Veritatis splendor, esige «il rispetto di alcuni beni fondamentali senza i quali si cadrebbe nel relativismo e nell’arbitrarietà». Questa comprensione della sessualità amplia l’io, invece di ridurlo, e benedice la società promuovendo un paradigma comune che dà priorità all’altro.

Non è che la cultura della palestra promuova necessariamente un’autotrascendenza ipersessualizzata e lussuriosa. Ci sono molti ragazzi e ragazze in palestra che sono lì semplicemente per mantenersi in salute e, si spera, diventare un po’ più forti o più in forma. Ma nella nostra società digitale moderna – in cui è perfettamente accettabile, e persino incoraggiato, scattare foto e girare video di se stessi e condividerli con perfetti sconosciuti – la palestra diventa spesso un palcoscenico per celebrare e mostrare se stessi.

Per allenarsi in modo da evitare questa tendenza all’erotismo narcisistico, è necessario esercitare non solo il corpo, ma anche la mente e l’anima, formando abitudini virtuose basate su un’antropologia cristiana adeguata. Come ogni altra cosa nella vita, anche «fare esercizio fisico» deve essere orientato in ultima analisi alla glorificazione di Dio e all’amore per il prossimo.

Questo è il primo di una serie di tre volumi sulla persona umana e la cultura. E Echeverria ci ha già offerto una prospettiva sofisticata e profondamente cattolica sull’antropologia e l’etica. Alcune sezioni affrontano l’assistenza pastorale per coloro che si trovano in relazioni spiritualmente o moralmente problematiche e confutano accuratamente il ministero pro-LGBTQ del popolare padre James Martin. È un’opera di evidente rilevanza per le sfide che la Chiesa (e i singoli cattolici) devono affrontare oggi. E, come ho scoperto, può persino aiutare a navigare le complessità della cultura contemporanea della palestra.

Casey Chalk
Dal Blog di Sabino Paciolla
(Link) 
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