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<channel><title><![CDATA[NFD Il Blog - CHIESA OGGI]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi]]></link><description><![CDATA[CHIESA OGGI]]></description><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:59:29 +0100</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[L'ADDIO DI DON RAVAGNANI  E IL PROBLEMA DELLA CREDIBILITA']]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/laddio-di-don-ravagnani-e-il-problema-della-credibilita]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/laddio-di-don-ravagnani-e-il-problema-della-credibilita#comments]]></comments><pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:48:43 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/laddio-di-don-ravagnani-e-il-problema-della-credibilita</guid><description><![CDATA[L'annuncio dell'abbandono del ministero presbiterale&nbsp;da parte di don Ravagnani &egrave; anzitutto una "tragedia" ecclesiale di cui i vescovi dovrebbero curarsi e che invece interroga, travolgendoli,&nbsp;i giovani. Perch&eacute;, al di l&agrave; del tanto bene seminato, c'&egrave; un problema di credibilit&agrave; che i giovani pretendono in cambio.&nbsp;         Per provare ad andare oltre il freddo comunicato della diocesi di Milano di sabato che annuncia la sospensione del ministero pres [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">L'annuncio dell'abbandono del ministero presbiterale&nbsp;da parte di don Ravagnani &egrave; anzitutto una "tragedia" ecclesiale di cui i vescovi dovrebbero curarsi e che invece interroga, travolgendoli,&nbsp;i giovani. Perch&eacute;, al di l&agrave; del tanto bene seminato, c'&egrave; un problema di credibilit&agrave; che i giovani pretendono in cambio.&nbsp;</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:5px;padding-bottom:5px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/chatgpt-image-4-feb-2026-11-40-34_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Per provare ad andare oltre il freddo comunicato della diocesi di Milano di sabato che annuncia la sospensione del ministero presbiterale di don Alberto Ravagnani e per superare la superficiale montagna di commenti social di queste ore del &ldquo;io l&rsquo;avevo detto che finiva cos&igrave;&rdquo;, bisognerebbe anzitutto partire dal fatto che un prete che lascia la tonaca &egrave; prima di tutto una &ldquo;tragedia&rdquo; ecclesiale la cui portata va ben oltre la scelta personale del sacerdote milanese.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Una &ldquo;tragedia&rdquo; che investe il corpo della Chiesa oggi,</span>&nbsp;lasciando una ferita profonda oggi, di cui difficilmente sentiamo parlare la Cei come urgenza da affrontare, come emergenza per cui interrogarsi. Un prete che lascia non &egrave; solo un soldato che abbandona il campo di battaglia, ma lo specchio di questa societ&agrave; nella quale tutto &egrave; provvisorio e relativista, dove le scelte, per usare la parola chiave di &ldquo;don Rava&rdquo; che d&agrave; il titolo al suo libro, non sono mai per sempre, ma intercambiabili a seconda delle circostanze e soggette ai capovolgimenti personali spacciati per il &ldquo;bene per me&rdquo;.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Non sappiamo se e quanto questa decisione</span>, che il vescovo di Milano Mario Delpini ha voluto comunicare, anticipando cos&igrave; l&rsquo;annuncio di don Ravagnani che avrebbe creato forse ancora pi&ugrave; confusione e protagonismo, sia stata condivisa e meditata con i superiori o se invece sia solo il frutto di un cammino che ha via via trasformato questo sacerdote capace di coinvolgere i giovani nella proposta cristiana in un personaggio e non pi&ugrave; in una guida in grado di portarli alla fede, che indicava solo Ges&ugrave; come maestro e non se stesso.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Per&ograve; sappiamo che il fenomeno &ldquo;don Rava&rdquo;&nbsp;</span>&egrave; stato un fenomeno social che ha portato inizialmente dei frutti alla vigna del Signore. Lo testimoniano le molte conversioni alla fede, gli innumerevoli riavvicinamenti alla pratica cristiana di migliaia di giovani che tramite i social, hanno rimesso piede in una chiesa partecipando ad adorazioni eucaristiche e avvicinandosi alla confessione. Se l&rsquo;albero si vede dai frutti, &egrave; vero dunque che c&rsquo;&egrave; stato un periodo, nei primi anni della sua esplosione, quelli immediatamente post covid, in cui quell&rsquo;albero ha prodotto frutti buoni: al solo sentire il nome don Ravagnani anche le chiese di provincia si riempivano e la sua presenza in citt&agrave; si spargeva con la velocit&agrave; del tam tam spontaneo e gioioso di chi andava a vedere qualcuno che parlava della Chiesa in modo nuovo, ma dicendo le cose di sempre.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Temi come la castit&agrave;, ad esempio, la scelta vocazionale, la morale sessuale, la verit&agrave; o la regalit&agrave; di Cristo</span>, venivano annunciati partendo da Ges&ugrave; e dalla Chiesa e non cercando di districarsi tra le concessioni del mondo o conciliando l&rsquo;impossibile. Erano uno &ldquo;specchietto&rdquo; che poi si traduceva nell&rsquo;incontro in una proposta sacramentale, tangibile, vera. La proposta cristiana declinata con il linguaggio accattivante e di facile presa dei reels e dei post. E questo ha portato del bene.<br />&#8203;<br /><span style="font-weight:bolder">Cos&igrave; come ha portato del bene l&rsquo;esperienza del sacerdote milanese</span>&nbsp;di creare con i giovani una fraternit&agrave; di vita e di annuncio, partendo dalla protezione della Madonna di Loreto, ha fatto vedere con speranza il fenomeno Ravagnani, lasciando ad un prudente &ldquo;vediamo come va a finire&rdquo; le irritualit&agrave; di certi atteggiamenti e eccessi che il mondo degli adulti non capiva, ma affidava alla sapiente mano della Chiesa. Se son rose&hellip;<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Poi per&ograve; qualcosa si &egrave; rotto.</span>&nbsp;O meglio, qualcosa probabilmente ha iniziato ad acquisire maggior peso rispetto alla missione. Da tramite per Cristo, Ravagnani si &egrave; trasformato sempre pi&ugrave; in un personaggio, i social da mezzo sono diventati una trappola mortale nella quale propagandare il proprio ego, il bisogno narcisistico dell&rsquo;io. Il suo aspetto &egrave; cambiato, persino il suo look, curato, alla moda, si &egrave; evoluto andando a significare ben oltre il classico detto del monaco e del suo abito. Si &egrave; soliti individuare nell&rsquo;ingresso in palestra di don Rava e nella famosa pubblicit&agrave; agli integratori l&rsquo;inizio del suo declino, ma don Alberto aveva cominciato un po&rsquo; prima a cedere alla lusinga del suo personaggio come veicolo di commercializzazione di prodotti, anche se in casa cattolica.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">La verit&agrave; &egrave; che non sono stati quei mondi a cambiarlo</span>, ma lui &egrave; cambiato o meglio &egrave; entrato in crisi iniziando a usare i social per scopi che si sono fatti via via pi&ugrave; commerciali e promozionali della sua persona: i viaggi all&rsquo;estero per non si sa bene che cosa, il bisogno di comunicare il s&eacute;, il togliersi il colletto da prete, il cominciare a concedere diritto di cittadinanza alle lusinghe del mondo, lo scarrocciare in favor di intervista&nbsp;proprio sulle spine della sessualit&agrave; e della libert&agrave; hanno ben presto allontanato don Ravagani non tanto dalla sua missione - quella in un modo o nell&rsquo;altro si riesce sempre a giustificare con qualche parola ben piazzata - ma dai suoi ragazzi.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Sono stati i giovani che ha avvicinato in questi anni</span>, infatti, i primi ad aver preso le distanze&nbsp;non appena si sono resi conto che il personaggio aveva preso il controllo sulla persona. Il &ldquo;don Rava&rdquo; si &egrave; fatto via via pi&ugrave; irrintracciabile, da guida disponibile al telefono o pronto ad entrare nelle case di chi lo ospitava &egrave; diventato un guru protetto dallo schermo della fama.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">E infatti anche l&rsquo;esperienza di Fraternit&agrave;</span>&nbsp;&egrave; entrata in crisi e molti se ne sono andati, fortunatamente la gran parte ben al riparo tra le braccia della Chiesa in tutte le sue declinazioni e carismi. Altri, invece, sono rimasti ed &egrave; a loro che ora la Chiesa deve guardare perch&eacute; non si perdano e non inizino il pernicioso percorso di chi si affida al cieco che guida altri ciechi anche se proprio ieri il direttivo di Fraternit&agrave; ha annunciato che il cammino va avanti, con o senza di lui. Perch&eacute; ora la loro guida ha rinunciato al bene pi&ugrave; prezioso, quel sacerdozio che &egrave; martirio e dono, ma anche responsabilit&agrave; nei confronti delle anime che ti sono affidate. Tutto il resto sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano e non producono pi&ugrave; frutti, ma solo sterili rivendicazioni.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">E la Chiesa, come autorit&agrave;, ha iniziato seppur in ritardo</span>&nbsp;a chiederne conto al giovane sacerdote 32enne perch&eacute; ha capito che quegli stessi giovani potevano diventare un comodo paravento, ma col rischio di perdersi anche loro. Nello scontro tra autorit&agrave; e carisma, lo insegna la storia della Chiesa, bisogna sempre vedere dove sta il bene delle anime e non sempre a vincere il braccio di ferro &egrave; il carisma innovativo.<br /><span style="font-weight:bolder">Perch&eacute; i giovani sono cos&igrave;:</span>&nbsp;non sono soltanto dei followers, ma hanno bisogno prima di tutto di vedere che la proposta cristiana deve essere credibile prima che per me, per chi me la propone.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">E probabilmente la mancanza di credibilit&agrave; di chi utilizzava</span>&nbsp;ormai il suo essere uomo di Dio per portare s&eacute; stesso e poco pi&ugrave;, &egrave; stato il principale detonatore. Oggi i ragazzi che ieri si scambiavano nelle chat con sgomento e rassegnazione il comunicato della diocesi che annunciava l&rsquo;abbandono del suo ministero presbiterale, non erano pi&ugrave; followers di un influencer cattolico, ma giovani consapevoli che la scelta della fede, cos&igrave; come quella vocazionale, &egrave; una scelta per sempre e non un mutevole accomodamento.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">I giovani, lo ricordava san Giovanni Paolo II Papa</span>&nbsp;vogliono scelte per sempre, il loro cuore partecipa al fine dell&rsquo;eternit&agrave; con una proposta credibile e vera, non cerca scorciatoie n&eacute; compromessi perch&eacute; sanno meglio di noi che il mondo, di compromessi gliene sa offrire molti di pi&ugrave; e ben pi&ugrave; accattivanti.<br /><br />Andrea Zambrano<br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Dal sito La Nuova Bussola Quotidiana</span><br /><span>&#65279;</span><a href="https://lanuovabq.it/it/laddio-di-don-ravagnani-e-il-problema-della-credibilita" target="_blank">(Link)&nbsp;</a><span>&#65279;</span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[30a GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA del 2 FEBBRAIO 2026]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/30-giornata-della-vita-consacrata]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/30-giornata-della-vita-consacrata#comments]]></comments><pubDate>Sun, 01 Feb 2026 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/30-giornata-della-vita-consacrata</guid><description><![CDATA[       La Giornata della Vita Consacrata, celebrata il 2 febbraio, compie trent&rsquo;anni. Fu voluta da Giovanni Paolo II e collocata nella festa della Presentazione del Signore: non per caso, ma per indicare che la vita consacrata nasce dall&rsquo;offerta e vive di consegna.Oggi la vita consacrata attraversa una stagione complessa. Le vocazioni diminuiscono, le comunit&agrave; invecchiano, il peso sociale sembra ridursi. Eppure il suo valore non si misura nei numeri. La vita consacrata continu [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/task-01kgcc17a5ey4sb47t19jgfydp-1769941859-img-1_orig.webp" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><span>La Giornata della Vita Consacrata, celebrata il 2 febbraio, compie trent&rsquo;anni. Fu voluta da Giovanni Paolo II e collocata nella festa della Presentazione del Signore: non per caso, ma per indicare che la vita consacrata nasce dall&rsquo;offerta e vive di consegna.</span><br /><br /><span>Oggi la vita consacrata attraversa una stagione complessa. Le vocazioni diminuiscono, le comunit&agrave; invecchiano, il peso sociale sembra ridursi. Eppure il suo valore non si misura nei numeri. La vita consacrata continua a custodire una verit&agrave; essenziale: Dio non &egrave; funzionale alla vita, &egrave; il suo fondamento.</span><br /><br /><span>In un tempo segnato dall&rsquo;incertezza e dalla paura delle scelte definitive, consacrati e consacrate testimoniano che il &ldquo;per sempre&rdquo; &egrave; ancora possibile. Non come fuga dal mondo, ma come immersione radicale nel cuore della realt&agrave;. La loro presenza silenziosa resta una parola profetica in una cultura che fatica a promettere e a restare.</span><br /><br /><span>La Chiesa conosce le fragilit&agrave; di questo cammino: crisi, scandali, domande aperte sul futuro. Ma, come ricordava spesso Papa Francesco, la vita consacrata non &egrave; chiamata a difendere se stessa, bens&igrave; a ricordare a tutti il primato di Dio. &Egrave; questa la sua missione, oggi pi&ugrave; che mai.</span><br /><br /><span>A trent&rsquo;anni dalla sua istituzione, la Giornata della Vita Consacrata non celebra un&rsquo;istituzione, ma una scelta radicale. Uomini e donne che rinunciano a trattenere per indicare l&rsquo;Essenziale, che accettano di scomparire perch&eacute; emerga Cristo.</span><br /><br /><span>La vita consacrata &egrave; questo: una luce discreta ma fedele, una presenza che non occupa spazio ma crea senso, una testimonianza che non fa rumore ma regge la Chiesa. Finch&eacute; ci saranno persone capaci di dire a Dio un &ldquo;s&igrave;&rdquo; totale, il Vangelo continuer&agrave; a essere credibile. E per questo, oggi, la vita consacrata non va solo riconosciuta: va ringraziata.</span><br /><br /><span>AUGURI A TUTTI I NOSTRI AMICI E AMICHE CONSACRATI/E.</span><br /><span>&ldquo;Carissimi/e, in occasione della Giornata Mondiale della Vita Consacrata, vi auguro che la vostra dedizione e il vostro servizio continuino a essere una luce di speranza e amore per tutti. Che la vostra vocazione sia sempre arricchita dalla Grazia divina e che possiate continuare a guidare molti sulla via della fede. Grazie per il vostro impegno instancabile. Dio vi benedica.&rdquo;</span><br /><br /><span>Paulus Minor</span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[48a GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA del 1 FEBBRAIO 2026]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/48a-giornata-nazionale-per-la-vita-del-1-febbraio-2026]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/48a-giornata-nazionale-per-la-vita-del-1-febbraio-2026#comments]]></comments><pubDate>Sun, 01 Feb 2026 08:52:44 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/48a-giornata-nazionale-per-la-vita-del-1-febbraio-2026</guid><description><![CDATA[48a GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA del 1 FEBBRAIO 2026&#8203;sul tema "PRIMA I BAMBINI"   &#8203;Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli;perch&eacute; io vi dico che&nbsp;i loro angeli&nbsp;in cielovedono&nbsp;continuamente la&nbsp;faccia&nbsp;del Padre mio. (Mt 18,10)   L&rsquo;accoglienza gentile e affettuosa di Ges&ugrave; verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei, discepoli inclusi, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure, nella Scrittura il rapporto di Dio con [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph" style="text-align:center;"><span style="color:rgb(129, 129, 129)">48a GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA del 1 FEBBRAIO 2026</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">&#8203;sul tema "PRIMA I BAMBINI"</span></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/published/2026-giornata-vita-banner-800x511-1-orig.jpg?1769936125" style="margin-top: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:0; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:right;display:block;"><em style="color:rgb(129, 129, 129)"><br />&#8203;Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli;</em><br /><em style="color:rgb(129, 129, 129)">perch&eacute; io vi dico che&nbsp;i loro angeli&nbsp;in cielo</em><br /><em style="color:rgb(129, 129, 129)">vedono&nbsp;continuamente la&nbsp;faccia&nbsp;del Padre mio. (Mt 18,10)</em></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(129, 129, 129)">L&rsquo;accoglienza gentile e affettuosa di Ges&ugrave; verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei, discepoli inclusi, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo &egrave; spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento, infatti, &ldquo;riflette il primato dell&rsquo;amore di Dio, che prende sempre l&rsquo;iniziativa, perch&eacute; i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo&rdquo; (</span><em style="color:rgb(129, 129, 129)">AL</em><span style="color:rgb(129, 129, 129)">&nbsp;166). Lasciarsi amare e servire con semplicit&agrave;, riconoscersi dipendenti senza imbarazzo, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore, desiderare il bene&hellip; sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Ges&ugrave; presenta come condizioni per accogliere la novit&agrave; del Vangelo: &ldquo;In verit&agrave; vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli&rdquo; (</span><em style="color:rgb(129, 129, 129)">Mt</em><span style="color:rgb(129, 129, 129)">&nbsp;18, 3). Essi, dunque, non vanno mai disprezzati, scartati, subordinati perch&eacute; proprio di loro il Creatore ha particolare cura.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">A questa visione evangelica dell&rsquo;infanzia, che ha condotto l&rsquo;umanit&agrave; intera a una considerazione progressivamente pi&ugrave; rispettosa degli inizi della vita, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica, che evidenzia il &ldquo;superiore interesse del minore&rdquo;: in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto pi&ugrave; liberi e felici. Anche perch&eacute;, non di rado, gli esiti di un&rsquo;infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in et&agrave; adulta.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai tanti, troppi, bambini &ldquo;vittime collaterali&rdquo; delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini-soldato, rapiti e utilizzati come &ldquo;carne da cannone&rdquo; nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo, soprattutto in quelli &ldquo;a bassa intensit&agrave;&rdquo;, di cui quasi nessuno parla.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini &ldquo;fabbricati&rdquo; in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perch&eacute; non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull&rsquo;ex-coniuge.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai pi&ugrave; grandi di loro.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dell&rsquo;infanzia perch&eacute; inquadrati come manodopera a basso costo dai &ldquo;caporali&rdquo; di turno, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi pu&ograve; permettersi di pagarli.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini costretti &ndash; non di rado da soli &ndash; a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali, per sfuggire ai conflitti, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini indottrinati da un&rsquo;educazione ideologica, funzionale non alla loro crescita, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell&rsquo;altro gruppo di potere.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">In questi e altri casi l&rsquo;interesse che prevale &egrave; quello dell&rsquo;adulto, cio&egrave; del pi&ugrave; forte, del pi&ugrave; ricco, del pi&ugrave; istruito, che pu&ograve; decidere anche della vita altrui e che &egrave; anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole &ldquo;politicamente corrette&rdquo; e falsamente altruiste.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">A ben vedere, la pace, la libert&agrave;, la democrazia, la solidariet&agrave; non possono che iniziare dai pi&ugrave; piccoli. Dove una societ&agrave; smarrisce il senso della generativit&agrave;, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti &ndash; persone e comunit&agrave; &ndash; dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. &ldquo;Tanti bambini fin dall&rsquo;inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro. [&hellip;] Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell&rsquo;uomo e dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?&rdquo; (</span><em style="color:rgb(129, 129, 129)">AL</em><span style="color:rgb(129, 129, 129)">&nbsp;166).</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Avvertiamo la necessit&agrave; di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra societ&agrave; italiana, in cui l&rsquo;imperante cultura individualista si esprime, tra l&rsquo;altro, con una crisi di generativit&agrave; che non riguarda solamente la fertilit&agrave;, ma pregiudica progressivamente la capacit&agrave; degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli. Pu&ograve; succedere che facciano rumore, chiedano incessanti attenzioni, condizionino la libert&agrave; dei grandi, ma l&rsquo;accoglienza dei loro limiti &egrave; paradigma dell&rsquo;accoglienza dell&rsquo;altro&nbsp;</span><em style="color:rgb(129, 129, 129)">tout court</em><span style="color:rgb(129, 129, 129)">, mancando la quale svanisce ogni prospettiva di collettivit&agrave; solidale, per dare spazio a una conflittualit&agrave; incessante e distruttiva. Quando i bambini non sono amati, con loro vengono scartati anche gli elementi pi&ugrave; deboli della comunit&agrave;, cio&egrave; potenzialmente tutti, nel momento in cui si manifestino anche nei soggetti &ldquo;forti&rdquo; fragilit&agrave; o debolezze.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Anche le comunit&agrave; cristiane devono crescere nella cura dei bambini, non solo proseguendo nell&rsquo;impegno per estirpare e prevenire l&rsquo;odiosa pratica degli abusi, ma divenendo &ldquo;casa accogliente&rdquo; per loro nelle celebrazioni liturgiche, nelle attenzioni alle varie povert&agrave; che li colpiscono, nell&rsquo;adozione di modalit&agrave; adeguate alla loro et&agrave; per l&rsquo;annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria. &ldquo;L&rsquo;educazione alla fede sa adattarsi a ciascun figlio, perch&eacute; gli strumenti gi&agrave; imparati o le ricette a volte non funzionano. I bambini hanno bisogno di simboli, di gesti, di racconti. [&hellip;] L&rsquo;esperienza spirituale non si impone ma si propone alla loro libert&agrave;&rdquo; (</span><em style="color:rgb(129, 129, 129)">AL</em><span style="color:rgb(129, 129, 129)">&nbsp;288). Alle prime parole che un bambino si sente rivolgere dalla Chiesa nel giorno del Battesimo &ndash; &ldquo;la nostra comunit&agrave; ti accoglie&rdquo; &ndash; deve seguire una reale dedizione di tempi, spazi, risorse alle esigenze dei piccoli e delle loro famiglie.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Ci sono tuttavia nella societ&agrave; e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternit&agrave; difficili e di protezione nelle situazioni di violenza, nell&rsquo;educazione, nella risposta ai tanti bisogni e povert&agrave; delle famiglie numerose e dei piccoli, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme, nel sostegno alla genitorialit&agrave;, nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio l&rsquo;integrit&agrave; fisica, morale e spirituale in et&agrave; sempre pi&ugrave; precoce. A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti, perch&eacute; il loro servizio &ndash; spesso gratuito &ndash; rende migliore il nostro mondo per tutti, non solo per i pi&ugrave; piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Si tratta di attuare una vera &ldquo;conversione&rdquo;, nel duplice senso di &ldquo;ritorno&rdquo; e di &ldquo;cambiamento&rdquo;.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Ritorno a una cultura che riscopra il valore della generativit&agrave;, del &ldquo;desiderio di trasmettere la vita&rdquo; (</span><em style="color:rgb(129, 129, 129)">SnC</em><span style="color:rgb(129, 129, 129)">&nbsp;9) e di servirla con gioia. Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli &ndash; genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie &ndash; dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perch&eacute; il servizio al sorgere della vita &egrave; garanzia di bene e di futuro per tutti.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Cambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una societ&agrave; narcisista e indifferente, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini: ne nascono sempre di meno e sul loro futuro peseranno i debiti, il degrado ambientale, la solitudine e i conflitti che gli adulti producono, incuranti del domani del mondo.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">La Giornata per la Vita sia l&rsquo;occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all&rsquo;essere felici&hellip;) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere &ndash; una volta tanto &ndash; come vorrebbero che andassero le cose.</span><br /><br /><em style="color:rgb(129, 129, 129)">Il Consiglio Episcopale Permanente&nbsp;</em><em style="color:rgb(129, 129, 129)">della Conferenza Episcopale Italiana</em></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani#comments]]></comments><pubDate>Sat, 17 Jan 2026 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani</guid><description><![CDATA[         18-25 GENNAIO&#8203;UNITA' E' POSSIBILE SOLO NELLA VERITA'La Chiesa sta vivendo una situazione di crisi che non credo abbia precedenti nella sua bimillenaria storia, perch&eacute; non stiamo assistendo solo ad eventi riprovevoli, se non scandalosi, frutto della debolezza dell&rsquo;uomo &ndash; che &egrave; peccatore, non scordiamocelo &ndash; ma addirittura vediamo messi in discussione gli stessi principi fondamentali, e la casa costruita sulla roccia sembra sempre pi&ugrave; costruita [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/539caa76-0527-48ef-aca2-91182c718be6_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div title="Audio: settunitacristiani00sempre.mp3" class="wsite-html5audio"><audio id="audio_505396136818866127" style="height: auto;" class="wsite-mejs-align-center wsite-mejs-dark" src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/settunitacristiani00sempre.mp3" preload="none" data-autostart="no" data-artist="" data-track=""></audio></div>  <div class="paragraph"><span>18-25 GENNAIO<br />&#8203;UNITA' E' POSSIBILE SOLO NELLA VERITA'</span><br /><br /><span>La Chiesa sta vivendo una situazione di crisi che non credo abbia precedenti nella sua bimillenaria storia, perch&eacute; non stiamo assistendo solo ad eventi riprovevoli, se non scandalosi, frutto della debolezza dell&rsquo;uomo &ndash; che &egrave; peccatore, non scordiamocelo &ndash; ma addirittura vediamo messi in discussione gli stessi principi fondamentali, e la casa costruita sulla roccia sembra sempre pi&ugrave; costruita sulla sabbia. Una pastorale sempre pi&ugrave; confusa, un&rsquo;ansia di &ldquo;apertura al mondo&rdquo; portano inevitabilmente anche alla confusione sulle basi dottrinali. Il solo porsi determinate domande (un esempio per tutti: la Comunione ai divorziati risposati) &egrave; gi&agrave; un segnale gravissimo, perch&eacute; non si possono porre domande su ci&ograve; che &egrave; per sua natura indiscutibile.</span><br /><br /><span>Sul fronte pro-life non da oggi si scontrano due posizioni: quella della difesa della Vita &ldquo;senza compromessi&rdquo; e quella di chi afferma, e si presume e si spera che lo faccia in buona fede, la possibilit&agrave; di aperture, collaborazione, dialogo con un mondo che ha gi&agrave; dimostrato nei fatti la feroce avversione alla vita. Gi&agrave; mesi fa mi capitava di scrivere un articolo sulla confusione che poteva nascere da certe &ldquo;classificazioni&rdquo; dell&rsquo;abortismo (libertario, umanitario, ecc.), laddove l&rsquo;abortismo, se anche teorizzasse l&rsquo;uccisione di un solo innocente, &egrave; una dottrina perversa, n&eacute; &egrave; possibile alcun dialogo con chi la professa.</span><br /><br /><span>Una posizione di difesa della vita &ldquo;senza compromessi&rdquo; comporta ovviamente anche una capacit&agrave; di riconoscimento della realt&agrave;, per quanto ci&ograve; possa risultare sgradevole. E la realt&agrave; ci dice che, purtroppo, non solo da parte di politici (che pur si dichiarano cattolici) ma anche da parte di tanti Pastori non ci si pu&ograve; aspettare un vero aiuto. Anzi, spesso &egrave; accaduto di trovare in essi dei veri ostacoli.</span><br /><br /><span>La Provvidenza per&ograve; non abbandona mai e giustamente si &egrave; da pi&ugrave; parti sottolineato che il &ldquo;Popolo della Vita&rdquo;, quello che &egrave; stato protagonista della grande crescita, anno per anno, di iniziative come la Marcia Nazionale per la Vita, &egrave; nato &ldquo;dal basso&rdquo;, ossia dal risveglio di quei sani sentimenti popolari che, ringraziando il Signore, non muoiono nemmeno nei tempi pi&ugrave; bui della Storia. Molte volte nella Storia il popolo si &egrave; mostrato custode fermo e sicuro di ci&ograve; che i Pastori stessi sembravano aver dimenticato.</span><br /><br /><span>In questa situazione di oggettiva difficolt&agrave;, di Chiesa allo sbando, di messaggi contradditori, &egrave; naturale che sorgano discussioni sulle modalit&agrave;, sulle strategie, su ci&ograve; che insomma sia meglio fare per affermare e difendere i principi non negoziabili. Discussioni sulle modalit&agrave;, sulle azioni, che divengono molto pericolose se scivolano sul piano inclinato delle azioni che rischiano di mettere in discussione gli stessi principi che si devono affermare e difendere. Per tornare all&rsquo;esempio di prima, se io metto in discussione il fatto di consentire o meno a un divorziato risposato di ricevere la S. Comunione (e magari lo faccio per un malinteso spirito di &ldquo;carit&agrave;), metto in discussione la stessa Dottrina della chiesa sul matrimonio indissolubile.</span><br /><br /><span>Per tornare al fronte pro-life, &egrave; naturale, ma anche doveroso, che io esprima il mio dissenso verso quelle azioni che rischiano di mettere in discussione gli stessi principi fondamentali, ossia la difesa assoluta della Vita, senza alcun compromesso. La pi&ugrave; piccola smagliatura nella rete porta prima o poi allo sfascio della rete.</span><br /><br /><span>Discussione sui metodi, quindi. Doverosa e utile per individuare, con spirito fraterno, le strategie migliori per lottare contro un mondo il cui principe, non scordiamocelo, lavora per la distruzione. Ma se di fatto si mettono in discussione anche i principi, se lo spirito fraterno viene meno, se la discussione scade nello scontro personale, &egrave; allora altrettanto inevitabile e doveroso assumere posizioni chiare e nette e, ove necessario, dissociarsi da chi oltretutto fa attacchi personali. Perch&eacute;, parliamoci chiaro, lo stesso fatto di far cadere la discussione negli attacchi personali dimostra che la difesa dei principi non negoziabili &egrave; comunque in secondo piano rispetto alle proprie ambizioni, ai risentimenti, alla vanit&agrave;.</span><br /><br /><span>In questa situazione, per tornare al titolo di questo articolo, le esortazioni all&rsquo;unit&agrave;, alla concordia, sono tanto belle quanto fuori luogo, perch&eacute; solo nella Verit&agrave;, ovvero nel non transigere mai sui principi, si possono esercitare la carit&agrave; e lo spirito fraterno. Esiste una gerarchia dei valori; se la capovolgiamo ci mettiamo sulla strada rovinosa di un umanitarismo senza basi. Diventiamo come quella tale casa costruita sulla sabbia.</span><br /><br /><span>Nella gran confusione in cui si vive, una delle parole il cui significato &egrave; stato di pi&ugrave; stravolto &egrave; senza dubbio la parola &ldquo;ecumenismo&rdquo;. Il falso spirito ecumenico ci porta alla rovina, perch&eacute; ci illude. La Verit&agrave; per sua natura &egrave; una sola,e solo aderendo ad essa si pu&ograve; arrivare poi al dialogo, al confronto, alla discussione costruttiva.</span><br /><br /><span>Per concludere, cerchiamo di essere il pi&ugrave; chiari possibile: tra i fedeli deve senza dubbio regnare la concordia; senza dubbio la divisione &egrave; opera del demonio. Ma la concordia &egrave; possibile solo nella Verit&agrave;. </span><br /><br /><span>Altrimenti si usano parole di contrabbando, si predicano atteggiamenti che non sarebbero pi&ugrave; di carit&agrave;, bens&igrave; di remissivit&agrave;, di resa al mondo.</span><br /><br /><span>Ci sono fatti e atteggiamento che &egrave; impossibile non vedere. Di fronte ad essi la critica severa non &egrave; &ldquo;divisiva&rdquo; (parola venuta di gran moda). &Egrave; semplicemente doverosa.</span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[PAPA LEONE XIV PROCLAMA L'ANNO GIUBILARE FRANCESCANO]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/papa-leone-xiv-proclama-lanno-giubilare-francescano]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/papa-leone-xiv-proclama-lanno-giubilare-francescano#comments]]></comments><pubDate>Fri, 09 Jan 2026 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/papa-leone-xiv-proclama-lanno-giubilare-francescano</guid><description><![CDATA[       PAPA LEONE XIV PROCLAMA L'ANNO GIUBILARE FRANCESCANO &#8203;per l&rsquo;800&ordm; anniversario del transito di San Francesco d&rsquo;Assisi. 10.1.2026 - 10.1.2027In occasione dell&rsquo;Ottavo Centenario della morte di San Francesco d&rsquo;Assisi, la Penitenzieria Apostolica ha promulgato un Decreto, datato 10 gennaio 2026 e disposto da Papa Leone XIV, con il quale viene concessa una speciale Indulgenza plenaria valida fino al 10 gennaio 2027. L&rsquo;Indulgenza potr&agrave; essere otten [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/9973cf1e-c17c-48d1-9972-e559dbe4236c_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><span>PAPA LEONE XIV PROCLAMA L'ANNO GIUBILARE FRANCESCANO <br />&#8203;per l&rsquo;800&ordm; anniversario del transito di San Francesco d&rsquo;Assisi. 10.1.2026 - 10.1.2027</span><br /><br /><span>In occasione dell&rsquo;Ottavo Centenario della morte di San Francesco d&rsquo;Assisi, la Penitenzieria Apostolica ha promulgato un Decreto, datato 10 gennaio 2026 e disposto da Papa Leone XIV, con il quale viene concessa una speciale Indulgenza plenaria valida fino al 10 gennaio 2027. L&rsquo;Indulgenza potr&agrave; essere ottenuta alle consuete condizioni previste dalla Chiesa: confessione sacramentale, comunione eucaristica, preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre e sincero distacco dal peccato. Essa &egrave; applicabile anche in suffragio delle anime dei defunti.</span><br /><br /><span>Il beneficio spirituale &egrave; destinato ai membri delle Famiglie Francescane e delle realt&agrave; ecclesiali che si ispirano al carisma di San Francesco, nonch&eacute; a tutti i fedeli che, nel corso dell&rsquo;anno commemorativo, compiranno un pellegrinaggio presso una chiesa francescana o un luogo di culto dedicato al Santo. In tali circostanze sar&agrave; richiesto di partecipare alle celebrazioni liturgiche oppure di sostare in preghiera e meditazione, concludendo con il Padre Nostro, il Credo e le invocazioni alla Beata Vergine Maria, a San Francesco, a Santa Chiara e ai Santi della Famiglia Francescana.</span><br /><br /><span>Una particolare attenzione &egrave; riservata agli anziani, ai malati e a coloro che non possono uscire di casa: anche per loro &egrave; prevista la possibilit&agrave; di conseguire l&rsquo;Indulgenza attraverso l&rsquo;unione spirituale alle celebrazioni e l&rsquo;offerta a Dio delle proprie sofferenze e preghiere. La Penitenzieria Apostolica esorta infine i sacerdoti a garantire un&rsquo;ampia disponibilit&agrave; per il Sacramento della Riconciliazione, affinch&eacute; questo tempo possa essere vissuto come un autentico tempo di misericordia.</span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[STOP AI TITOLI]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/stop-ai-titoli]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/stop-ai-titoli#comments]]></comments><pubDate>Tue, 04 Nov 2025 13:11:03 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/stop-ai-titoli</guid><description><![CDATA[Fate molta attenzione. Nessuno di questi titoli pu&ograve; essere applicato alla Madre di Dio:&nbsp;Corredentrice, Redentrice, Sacerdote, Mediatrice, Mediatrice di tutte le grazie, Madre della grazia, Madre spirituale. Lo afferma nel documento &ldquo;Mater Populi fidelis&nbsp;&ndash; Nota dottrinale su alcuni titoli mariani &nbsp;riferiti alla cooperazione di Maria &nbsp;all&rsquo;opera della salvezza&rdquo; l&rsquo;ex sant&rsquo;Uffizio, il supremo organo dottrinale della Santa Sede.Il document [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Fate molta attenzione. Nessuno di questi titoli pu&ograve; essere applicato alla Madre di Dio:&nbsp;<strong>Corredentrice, Redentrice, Sacerdote, Mediatrice, Mediatrice di tutte le grazie, Madre della grazia, Madre spirituale</strong>. Lo afferma nel documento &ldquo;<em>Mater Populi fidelis</em>&nbsp;&ndash; Nota dottrinale su alcuni titoli mariani &nbsp;riferiti alla cooperazione di Maria &nbsp;all&rsquo;opera della salvezza&rdquo; l&rsquo;ex sant&rsquo;Uffizio, il supremo organo dottrinale della Santa Sede.<br /><br />Il documento, presentato oggi&nbsp; e<strong>&nbsp;approvato da Papa Leone XIV lo scorso 7 ottobre,</strong>&nbsp;&egrave; formato da una quarantina di pagine e far&agrave; andare su tutte le furie molti ambienti tradizionalisti e conservatori. Il testo &ndash; come spiega &nbsp;<strong>V&iacute;ctor Manuel Fern&aacute;ndez,</strong>&nbsp;il cardinale che guida il Dicastero per la Dottrina della Fede &ndash; nasce come risposta a &ldquo;<em>numerose domande e proposte che sono giunte presso la Santa Sede negli ultimi decenni circa questioni riguardanti la devozione mariana e particolarmente alcuni titoli mariani</em>&rdquo;.&nbsp; Quesiti in cui si chiedeva sostanzialmente all&rsquo;ex Sant&rsquo;Uffizio di offrire una parola chiara su alcuni aspetti della piet&agrave; e devozione popolare circa alcuni attributi applicati a Maria, la Madre di Ges&ugrave;.<br /><br />Sappiamo &ndash; e non &egrave; un segreto &ndash; che soprattutto in questi ultimi anni,&nbsp;<strong>pseudoapparizioni e sedicenti veggenti hanno proposto ai propri fedeli alcuni titoli mariani&nbsp;</strong>che di teologico &ndash; secondo il dicastero vaticano &ndash; hanno ben poco.<br />&#8203;<br />L&rsquo;importante &egrave; &ndash; ci tiene a sottolineare il cardinale Fern&aacute;ndez- non &ldquo;<em>correggere la&nbsp;<strong>piet&agrave; del popolo fedele di Dio</strong>, che riscopre in Maria rifugio, forza, tenerezza e speranza&rdquo; quanto soprattutto &ldquo;valorizzarla, riconoscerne la bellezza e promuoverla</em>&rdquo;.<br /><br />Il pericolo secondo il documento nasce da &ldquo;<strong>alcuni gruppi di riflessione mariana&rdquo;</strong>, &nbsp;da &ldquo;<strong>pubblicazioni</strong>&rdquo;, &nbsp;da &ldquo;<strong>nuove forme di devozione</strong>&rdquo; &nbsp;e &ldquo;<strong>richieste di dogmi mariani</strong>&rdquo; che non presentano le stesse caratteristiche della devozione popolare ma che &ldquo;<em>propongono un determinato sviluppo dogmatico e si esprimono intensamente attraverso le piattaforme mediatiche, risvegliando, con frequenza, dubbi nei fedeli pi&ugrave; semplici</em>&rdquo;.<br /><br />Il punto decisivo, senza girarci troppo, &egrave; il tema della&nbsp;<strong><em>Correndentrice</em></strong>. Cio&egrave; &egrave; capire se questo titolo si pu&ograve; applicare a Maria. &Egrave; questo&nbsp;<strong>il cavallo di battaglia</strong>&nbsp;di molti ambienti conservatori e tradizionalisti.<br /><br />&ldquo;<em>Alcuni Pontefici</em>&ndash; si legge nel documento &ndash; &nbsp;<em>hanno impiegato questo titolo senza soffermarsi a spiegarlo. Generalmente, lo hanno presentato&nbsp;<strong>in due maniere distinte:</strong>&nbsp;in relazione alla maternit&agrave; divina, in quanto Maria, come madre, ha reso possibile la Redenzione realizzata da Cristo; in riferimento alla sua unione con Cristo accanto alla Croce redentrice</em>&rdquo;.<br /><br />Il&nbsp;<strong>Concilio Vaticano II&nbsp;</strong>&ndash; continua il documento &ndash; evit&ograve; &ldquo;<em>di impiegare il titolo di Corredentrice per ragioni dogmatiche, pastorali ed ecumeniche</em>&rdquo;. Mentre San&nbsp;<strong>Giovanni Paolo II</strong>&nbsp;lo utilizz&ograve;, &ldquo;almeno in sette occasioni&rdquo;, collegandolo soprattutto al valore salvifico &ldquo;<em>del nostro dolore offerto insieme a quello di Cristo, a cui si unisce Maria soprattutto sotto la Croce</em>&rdquo;.<br /><br /><strong>Papa Francesco</strong>, invece, ha espresso, &ldquo;<strong>in almeno tre circostanze</strong>&rdquo;, la sua posizione &ldquo;<em>chiaramente contraria all&rsquo;uso del titolo di Corredentrice</em>&rdquo;, sostenendo che Maria &laquo;<em>non ha mai voluto prendere per s&eacute; qualcosa di suo Figlio. Non si &egrave; mai presentata come co-redentrice. No, discepola</em>&raquo;.<br /><br />E quindi come si deve comportare il fedele? Ecco la risposta chiara del Dicastero per la Dottrina della Fede: &ldquo;<strong><em>&Egrave; sempre inappropriato</em></strong>&nbsp;&ndash; scrivono i teologi del dicastero vaticano &ndash;&nbsp;<em><strong>usare il titolo di Corredentrice per definire la cooperazione di Mari</strong>a. Questo titolo rischia di oscurare l&rsquo;unica mediazione salvifica di Cristo e, pertanto, pu&ograve; generare confusione e squilibrio nell&rsquo;armonia delle verit&agrave; della fede cristiana</em>&rdquo;.<br /><br />E allora possiamo applicare a Maria almeno il&nbsp;<strong>titolo di Mediatrice</strong>? Ecco cosa si legge nel documento: &ldquo;<em>Alcuni titoli, come per esempio quello di&nbsp;<strong>Mediatrice&nbsp;</strong>di tutte le grazie,&nbsp;<strong>hanno dei limiti che non facilitano la corretta comprensione del ruolo unico di Maria</strong>. Difatti, lei, che &egrave; la prima redenta, non pu&ograve; essere stata mediatrice della grazia da lei stessa ricevuta. Non si tratta di un dettaglio di poca importanza, perch&eacute; rivela qualcosa di centrale: che, anche in lei, il dono della grazia la precede e procede dall&rsquo;iniziativa assolutamente gratuita della Trinit&agrave;, in previsione dei meriti di Cristo</em>&rdquo;.<br /><br />D&rsquo;altronde il testo dell&rsquo;ex Sant&rsquo;Uffizio ricorda come la nostra salvezza &ldquo;<em>&egrave; opera unicamente della grazia salvifica di Cristo e di nessun altro.&nbsp;<strong>Sant&rsquo;Agostino</strong>&nbsp;affermava che &laquo;questo regno della morte lo distrugge in ciascun uomo soltanto la grazia del Salvatore</em>&raquo;.<br /><br />E ora cosa succeder&agrave;? Si continuer&agrave; a pregare Maria&nbsp;<strong>Corredentrice&nbsp;</strong>e Maria&nbsp;<strong>Mediatrice</strong>? E che ne sar&agrave; di quelle&nbsp;<strong>mariofanie&nbsp;</strong>o&nbsp;<strong>apparizioni&nbsp;</strong>in cui si usano questi titoli mariani?<br /><br />&#8203;<br />&#8203;(<a href="https://ilsegnodigiona.com/2025/11/04/vaticano-stop-ai-titoli-corredentrice-e-mediatrice-per-maria-il-chiarimento-dottrinale-maria-non-e-sacerdote-ne-madre-delle-graz/?fbclid=IwY2xjawN2vFZleHRuA2FlbQIxMQABHv8Qoa9J2Yr_HStQNl_CvBFPVHljzs98M__aOQiNvdJlVd-SmSgX8pUUvEA1_aem_mcj3vtittoFDuASa4WQgfA" target="_blank">link</a>)&nbsp;</div>  <div><div style="height: 0px; overflow: hidden; width: 70%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:70%;"></hr> <div style="height: 0px; overflow: hidden; width: 70%;"></div></div>  <h2 class="wsite-content-title"><font color="#da4444">NOI PERO' LA PENSIAMO COSI</font></h2>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/jNuqrwS3YcE?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/2HEvVAcUFkE?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/vZJ0aeBxkWY?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/chatgpt-image-6-nov-2025-12-04-11_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[OCCHI APERTI!]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/occhi-aperti]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/occhi-aperti#comments]]></comments><pubDate>Tue, 28 Oct 2025 14:30:59 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/occhi-aperti</guid><description><![CDATA[&ldquo;If you are woke, you are not awake&rdquo;, si canta negli States&hellip;&#8203;Mentre da noi, sotto la presidenza Cei Zuppi &ndash; vicepresidenza Savino, Savino!!! &ndash; la chiesa si dichiara woke al mondo, FACENDO COMING OUT senza remore, grazie a un &ldquo;silenzioso&rdquo; beneplacito leonino.Sia chiaro: non &egrave; segno che ci sono due chiese in una (&ldquo;du gust is megl&rsquo; che one&rdquo;, avranno pensato le alte gerarchie ecclesiastiche italiane &ndash; e non solo?!).&Egra [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">&ldquo;If you are woke, you are not awake&rdquo;, si canta negli States&hellip;<br />&#8203;<br />Mentre da noi, sotto la presidenza Cei Zuppi &ndash; vicepresidenza Savino, Savino!!! &ndash; la chiesa si dichiara woke al mondo, FACENDO COMING OUT senza remore, grazie a un &ldquo;silenzioso&rdquo; beneplacito leonino.<br /><br />Sia chiaro: non &egrave; segno che ci sono due chiese in una (&ldquo;du gust is megl&rsquo; che one&rdquo;, avranno pensato le alte gerarchie ecclesiastiche italiane &ndash; e non solo?!).<br />&Egrave; segno che la chiesa woke, arcobalenga, inclusivista, antidogmatica, proprio fatta su misura dal sinodocratico sinedrio per todos todos todos, intende &ldquo;cambiare gli atteggiamenti per cambiare la dottrina&rdquo; secondo chiara ed esplicita indicazione papale.<br /><br />Cos&igrave; facendo, la chiesuola circense &ndash; ben riconoscibile perch&eacute; solo in essa si pratica quel tipico e sistematico funambulismo ecclesiale che concilia Cristo con Beliar&hellip;!!! &ndash; decreta pubblicamente la sua incompatibilit&agrave; non solo con le Leggi di Dio ma con la Vita, Passione, Morte e Risurrezione di nostro Signore, che &egrave; venuto non a portare pace sulla terra ma una spada. Quella della divisione.<br />Diciamolo chiaro, che non &egrave; una parolaccia: Cristo polarizza! Cristo &egrave; il polarizzatore per eccellenza! Polarizza perch&eacute; redime! Polarizza per redimere!!!!<br /><br />Gi&agrave;&hellip; perch&eacute; la Verit&agrave; non &egrave; inclusiva per Sua natura! E la natura della Verit&agrave; &egrave;, guarda caso, la Grazia&hellip;<br /><br />Matteo 10,34-36:<br />&ldquo;Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare<br />il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell&rsquo;uomo saranno quelli della sua casa&rdquo;.<br /><br />La Chiesa di Cristo sempre sar&agrave; riconoscibile: &egrave; fedele al mandato del suo Signore e ama profondamente tutta la Sua Dottrina, di cui i Santi sono permeati e ne sono gli indiscussi maestri.<br />La Chiesa di Cristo &egrave; odiata e perseguitata dal mondo, perch&eacute; non si piega alle sue ideologie e non si piega solo perch&egrave; ama! e ha il compito di condurre il peccatore sulla retta via del Vangelo, da sempre vita della vera Chiesa, Una Santa Cattolica Apostolica romana!<br /><br />E mentre la falsa chiesa woke, di deriva massonica, abbandona e addirittura avvolge! le anime nel peccato e le condanna all&rsquo;inferno, la vera Chiesa resta fedele al suo Signore e alla Madre Sua e, nei suoi Santi come nel magistero di tutti i papi fino a Benedetto XVI, continua ad offrire un nutrimento perenne ed insostituibile in questo tempo di prova suprema, affinch&eacute; nessuno dei Suoi &ldquo;piccoli&rdquo; soccomba.<br /><br />Allora, possiamo fare la Storia, solo con il nostro S&igrave; pieno a Cristo!<br /><br />&ldquo;Rinuncio a Satana&rdquo;, al peccato, a tutte le sue seduzioni, raggiri, veleni, illusioni, ideologie &ndash; si dice nella formula del Battesimo.<br />Dunque sappiamo che chiunque ci volesse indurre a rinnegare gli impegni battesimali, dichiarerebbe implicitamente di volerci fare apostatare dalla fede.<br />E chi rinnega Cristo, da Cristo sar&agrave; rinnegato&hellip;<br /><br />Luca 12,8-19:<br />&ldquo;Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscer&agrave; davanti agli uomini, anche il Figlio dell&rsquo;uomo lo riconoscer&agrave; davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegher&agrave; davanti agli uomini sar&agrave; rinnegato davanti agli angeli di Dio&rdquo;.<br />Tutto ci&ograve; &egrave; una faccenda, alla fin fine, molto semplice ma certo non di poco conto: ne va della nostra eternit&agrave;.<br /><br /><span style="font-weight:bolder"><em>Occhi Aperti!</em><br /></span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Dal blog di Sabino Paciolla</span><br /><a href="https://www.sabinopaciolla.com/la-chiesa-woke-arcobalenga-inclusivista-antidogmatica-proprio-fatta-su-misura-dal-sinodocratico-sinedrio-per-todos-todos-todos-intende-cambiare-gli-atteggiamenti-per-cambiare-la-dottrina/?fbclid=IwY2xjawNtsWNleHRuA2FlbQIxMQABHvWTeWiraAFHz2sqrumYa0hChdO60VLO0J2VTD4C3-bFbIVU3achVb6DvZE3_aem_hPFfrf91syfcJJ1fbUx3OQ" target="_blank"><span style="color:rgb(129, 129, 129)">(link</span><span style="color:rgb(129, 129, 129)">)&nbsp;</span></a><span style="font-weight:bolder"><br /></span></div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 10px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div class="paragraph">Le opinioni espresse in questo articolo o video sono dell&rsquo;autore e non riflettono necessariamente quelle del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog, ritenuti degni di rilievo, hanno il solo ed unico scopo di alimentare un dibattito culturale, di far riflettere e di approfondire lo sguardo sulla realt&agrave;. Il blog non ha scopo di lucro e rifiuta le proposte di pubblicit&agrave; che riceve. Qualora gli autori degli articoli che vengono qui rilanciati non avessero piacere della pubblicazione, non hanno che da segnalarmelo. Gli articoli verranno immediatamente cancellati.<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[DIMISSIONI DI RATZINGER]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/dimissioni-di-ratzinger]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/dimissioni-di-ratzinger#comments]]></comments><pubDate>Wed, 06 Aug 2025 22:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/dimissioni-di-ratzinger</guid><description><![CDATA[ Una lettera scritta dal Papa emerito nell'agosto 2014, per rispondere alle obiezioni sulla validit&agrave; e sull'opportunit&agrave; della sua rinuncia, viene per la prima volta pubblicata in un libro di monsignor Nicola Bux ("Realt&agrave; e utopia nella Chiesa"), a cui era destinata. Un documento storico eccezionale che dovrebbe porre fine a tante sterili illazioni.&laquo;Dire che nella mia rinuncia avrei lasciato &ldquo;solo l&rsquo;esercizio del ministero e non anche il munus&rdquo; &egrave [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/published/benedetto-xvi-scrivejpg-large-large-large-0-1.jpg?1754822613" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><em>Una lettera scritta dal Papa emerito nell'agosto 2014, per rispondere alle obiezioni sulla validit&agrave; e sull'opportunit&agrave; della sua rinuncia, viene per la prima volta pubblicata in un libro di monsignor Nicola Bux ("Realt&agrave; e utopia nella Chiesa"), a cui era destinata. Un documento storico eccezionale che dovrebbe porre fine a tante sterili illazioni.</em><br /><br />&laquo;Dire che nella mia rinuncia avrei lasciato &ldquo;solo l&rsquo;esercizio del ministero e non anche il munus&rdquo; &egrave; contrario alla chiara dottrina dogmatica-canonica (&hellip;) Se alcuni giornalisti parlano &ldquo;di scisma strisciante&rdquo; non meritano nessuna attenzione&raquo;. Cos&igrave; scriveva il papa emerito Benedetto XVI in una lettera del 21 agosto 2014 a monsignor Nicola Bux, che lo aveva interpellato a proposito dei dubbi e perplessit&agrave; che avevano accompagnato la sua rinuncia al pontificato l&rsquo;anno precedente.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Il testo integrale di questo documento eccezionale</span>&nbsp;&ndash; che dovrebbe mettere fine alla lunga diatriba sulle intenzioni di Benedetto XVI riguardo alla sua rinuncia - viene ora pubblicato per la prima volta come appendice al libro&nbsp;<a href="https://lanuovabq.it/it/catalogo-online/libri/realta-e-utopia-nella-chiesa" target="_blank">&ldquo;Realt&agrave; e Utopia nella Chiesa&rdquo;</a>&nbsp;scritto dallo stesso Nicola Bux con Vito Palmiotti per i &ldquo;<a href="https://lanuovabq.it/it/catalogo-online/libri" target="_blank">Libri della Bussola</a>&rdquo;.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Benedetto XVI, rispondendo alle obiezioni presentategli,</span>&nbsp;giudica &laquo;pienamente&raquo; valida la rinuncia di un Papa e &laquo;fondato&raquo; il parallelismo &laquo;tra il Vescovo diocesano e il Vescovo di Roma in riferimento alla questione della rinuncia&raquo;. Inoltre difende il diritto di un Pontefice a parlare e scrivere al di fuori &laquo;dell&rsquo;ufficio di Papa&raquo;, come ha fatto lui stesso continuando durante il pontificato a scrivere libri, come ad esempio i volumi dedicati a Ges&ugrave;, che considera &laquo;una missione del Signore&raquo;.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Questa lettera di Benedetto XVI, di cui si sapeva l&rsquo;esistenza ma che non era mai stata pubblicata&nbsp;</span>da monsignor Bux per evitare che diventasse soltanto un ulteriore strumento di feroci quanto inutili polemiche, &egrave; di fondamentale importanza storica perch&eacute; permette di comprendere la&nbsp;<em>mens</em>&nbsp;del Papa emerito riguardo alla sua rinuncia e all&rsquo;istituzione del pontificato emerito, ma anche pi&ugrave; in generale la sua visione teologica del papato. Oltre ovviamente a chiudere il discorso su chi negli anni passati sia stato il &ldquo;vero Papa&rdquo;, che in realt&agrave; &egrave; una polemica che a persone di sana ragione &egrave; sempre apparsa fuori dalla realt&agrave;, ma che purtroppo ha attirato tante persone verso &ldquo;falsi profeti&rdquo;.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Nel libro la copia fotostatica della lettera &egrave; presentata insieme&nbsp;</span>al testo della lettera che gli aveva inviato monsignor Nicola Bux, in cui sono raccolte alcune obiezioni alla rinuncia e al relativo rischio di &ldquo;desacralizzazione&rdquo; del papato; e in conclusione ci sono anche alcune valutazioni critiche sulle risposte offerte dal Papa emerito.<br /><br /><span style="font-weight:bolder">Benedetto XVI &egrave; anche tra i protagonisti del libro,</span>&nbsp;di cui il carteggio con monsignor Nicola Bux &egrave; appunto un&rsquo;appendice. Si tratta di un&rsquo;analisi originale della crisi di fede che attraversa la Chiesa, mettendo a confronto il sano realismo di Giovanni Paolo II e appunto di papa Ratzinger (&laquo;Il principio di realt&agrave; fatto persona&raquo;, si intitola il capitolo a lui dedicato) con l&rsquo;utopismo di papa Francesco e di quello che &egrave; definito un suo &ldquo;precursore&rdquo;: monsignor Tonino Bello, che tanta influenza continua ad esercitare nella Chiesa italiana e la cui figura &egrave; stata esaltata proprio da papa Bergoglio.<br />&#8203;<br /><span style="font-weight:bolder">L&rsquo;utopia &egrave; infatti una tentazione che affligge la Chiesa&nbsp;</span>dal periodo post-conciliare e ha ripreso vigore con il pontificato di papa Francesco dopo che l&rsquo;insegnamento e l&rsquo;azione pastorale di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI erano state centrate sulle parole dell&rsquo;Apostolo: &laquo;La realt&agrave; invece &egrave; Cristo&raquo;. All&rsquo;utopismo gli autori imputano le evidenti deviazioni dottrinali dell&rsquo;esortazione post-sinodale&nbsp;<em>Amoris Laetitia</em>&nbsp;e dell&rsquo;enciclica&nbsp;<em>Fratelli tutti</em>, in cui Cristo non &egrave; pi&ugrave; fondamento n&eacute; del matrimonio n&eacute; della fratellanza umana.<br /><br /><a href="https://lanuovabq.it/it/riccardo-cascioli">Riccardo Cascioli</a><br />Dal sito La Nuova Bussola Quotidiana<br /><a href="https://lanuovabq.it/it/la-lettera-inedita-di-benedetto-xvi-la-mia-rinuncia-e-piena-e-valida?sfnsn=scwspmo&amp;fbclid=IwY2xjawMFVPZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFCaDFUOWl6UHZpZU96U2Y1AR4slZfzKs6m4qspFJONOIrZS-_EDNq3rI-ZGCXoHTUuGylG1y7du8hwAxd-Pg_aem_vje8rXKaY9g7Ewr5_MaDww" target="_blank">(Link)&nbsp;</a></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div style="text-align:center;"><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> <a class="wsite-button wsite-button-small wsite-button-normal" href="https://lanuovabq.it/it/catalogo-online/libri/realta-e-utopia-nella-chiesa" target="_blank"> <span class="wsite-button-inner">Per acquistare il libro clicca qui</span> </a> <div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORNARE ALLE FONDAMENTA DELLA NOSTRA FEDE]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/tornare-alle-fondamenta-della-nostra-fede]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/tornare-alle-fondamenta-della-nostra-fede#comments]]></comments><pubDate>Tue, 08 Jul 2025 09:50:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/tornare-alle-fondamenta-della-nostra-fede</guid><description><![CDATA[A quasi due mesi dalla sua elezione &egrave; ormai certo che il primo obiettivo che papa Leone affida alla Chiesa &egrave; &ldquo;tornare alle fondamenta della nostra fede&rdquo;, al &ldquo;kerigma&rdquo; originario, all&rsquo;annuncio di Ges&ugrave; Cristo agli uomini, &ldquo;rinnovando e condividendo&rdquo; la missione degli apostoli: &ldquo;Ci&ograve; che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi&rdquo; (1 Giovanni 1,3).&ldquo;Questo &egrave; il primo grande impegno che motiva tut [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">A quasi due mesi dalla sua elezione &egrave; ormai certo che il primo obiettivo che papa Leone affida alla Chiesa &egrave; &ldquo;tornare alle fondamenta della nostra fede&rdquo;, al &ldquo;kerigma&rdquo; originario, all&rsquo;annuncio di Ges&ugrave; Cristo agli uomini, &ldquo;rinnovando e condividendo&rdquo; la missione degli apostoli: &ldquo;Ci&ograve; che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi&rdquo; (1 Giovanni 1,3).<br /><br />&ldquo;Questo &egrave; il primo grande impegno che motiva tutti gli altri&rdquo;, ha detto Leone ai vescovi della conferenza episcopale italiana, da lui ricevuti in&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/june/documents/20250617-cei.html">udienza</a>&nbsp;il 17 giugno.<br /><br />Ma con una seconda priorit&agrave; irrinunciabile, cos&igrave; da lui formulata:<br /><br />&ldquo;Ci sono poi le sfide che interpellano il rispetto per la dignit&agrave; della persona umana. L&rsquo;intelligenza artificiale, le biotecnologie, l&rsquo;economia dei dati e i social media stanno trasformando profondamente la nostra percezione e la nostra esperienza della vita. In questo scenario, la dignit&agrave; dell&rsquo;umano rischia di venire appiattita o dimenticata, sostituita da funzioni, automatismi, simulazioni. Ma la persona non &egrave; un sistema di algoritmi: &egrave; creatura, relazione, mistero. Mi permetto allora di esprimere un auspicio: che il cammino delle Chiese in Italia includa, in coerente simbiosi con la centralit&agrave; di Ges&ugrave;, la visione antropologica come strumento essenziale del discernimento pastorale. Senza una riflessione viva sull&rsquo;umano &ndash; nella sua corporeit&agrave;, nella sua vulnerabilit&agrave;, nella sua sete d&rsquo;infinito e capacit&agrave; di legame &ndash; l&rsquo;etica si riduce a codice e la fede rischia di diventare disincarnata&rdquo;.<br /><br />Occorre tornare al magistero di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II&nbsp;&ndash; e alla conferenza episcopale italiana di quegli anni, retta dal cardinale Camillo Ruini &ndash; per ritrovare una pari centralit&agrave; data alla &ldquo;visione antropologica&ldquo;.<br /><br />Ma non &egrave; tutto. Ricevendo in&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/june/documents/20250621-giubileo-governanti.html">udienza</a>&nbsp;pochi giorni dopo, il 21 giugno, una folta rappresentanza di uomini politici di tutto il mondo, in occasione del Giubileo dei governanti, papa Leone ha chiesto loro di &ldquo;non escludere a priori, nei processi decisionali, la considerazione del trascendente&rdquo; e, anzi, di &ldquo;cercare in esso ci&ograve; che accomuna tutti&rdquo;, ossia quella &ldquo;legge naturale, non scritta da mani d&rsquo;uomo ma riconosciuta come valida universalmente e in ogni tempo, che trova nella stessa natura la sua forma pi&ugrave; plausibile e convincente&rdquo;.<br /><br />Di questa &ldquo;legge naturale&rdquo;, ha aggiunto il papa, &ldquo;gi&agrave; nell&rsquo;antichit&agrave; si faceva autorevole interprete Cicerone&rdquo;, che cos&igrave; ne scriveva nel &ldquo;De re publica&rdquo; (III, 22):<br /><br />&ldquo;La legge naturale &egrave; la diritta ragione, conforme a natura, universale, costante ed eterna, la quale con i suoi ordini invita al dovere, con i suoi divieti distoglie dal male [&hellip;]. A questa legge non &egrave; lecito fare alcuna modifica n&eacute; sottrarre qualche parte, n&eacute; &egrave; possibile abolirla del tutto; n&eacute; per mezzo del Senato o del popolo possiamo affrancarci da essa n&eacute; occorre cercarne il chiosatore o l&rsquo;interprete. E non vi sar&agrave; una legge a Roma, una ad Atene, una ora, una in seguito; ma una sola legge eterna e immutabile governer&agrave; tutti i popoli in tutti i tempi&rdquo;.<br /><br />Anche qui occorre tornare e Benedetto XVI e ai predecessori per ritrovare un pari &ldquo;riferimento imprescindibile&rdquo; alla &ldquo;legge naturale&rdquo; come alla &ldquo;bussola con cui orientarsi nel legiferare e nell&rsquo;agire, in particolare su delicate questioni etiche che oggi si pongono in maniera molto pi&ugrave; cogente che in passato, toccando la sfera dell&rsquo;intimit&agrave; personale&rdquo;.<br /><br />La Dichiarazione universale dei diritti umani approvata dalle Nazioni unite nel 1948, ha aggiunto Leone, &egrave; stata anch&rsquo;essa un riflesso di questo &ldquo;patrimonio culturale dell&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;, in difesa della &ldquo;persona umana nella sua inviolabile integralit&agrave;&rdquo; e &ldquo;a fondamento della ricerca della verit&agrave;&rdquo;.<br /><br />*<br /><br />&ldquo;Visione antropologica&rdquo; e &ldquo;legge naturale&rdquo; tornano dunque ad essere con tutta evidenza, con papa Leone, elementi chiave della missione della Chiesa nel mondo.<br /><br />Quello che &egrave; meno noto &egrave; che entrambi questi capisaldi sono stati oggetto di due recenti e importanti documenti di studio emessi dalla Santa Sede: il primo pubblicato nel 2009 dalla Commissione Teologica Internazionale col titolo: &ldquo;<a href="https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_con_cfaith_doc_20090520_legge-naturale_it.html">Alla ricerca di un&rsquo;etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale</a>&rdquo;; e il secondo pubblicato nel 2019 dalla Pontificia Commissione Biblica col titolo: &ldquo;<a href="https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_20190930_cosa-e-luomo_it.html">Che cosa &egrave; l&rsquo;uomo? Un itinerario di antropologia biblica</a>&rdquo;.<br /><br />Il primo di questi due documenti &egrave; stato progettato e scritto nei primi anni del pontificato di Joseph Ratzinger e corrisponde in pieno alla sua visione teologica, filosofica e storica, con una ricostruzione attenta della nascita, dello sviluppo e delle controversie che hanno accompagnato il cammino della &ldquo;legge naturale&rdquo; nella vicenda dell&rsquo;umanit&agrave; e nei diversi contesti religioni e culturali, dalle origini oggi.<br /><br />Il secondo &egrave; invece stato prodotto durante il pontificato di papa Francesco da una commissione di valenti biblisti coordinata dal gesuita Pietro Bovati, ma curiosamente &egrave; stato di fatto ignorato da Jorge Mario Bergoglio e ancor meno offerto al grande pubblico. Ancor oggi esso &egrave; disponibile nell&rsquo;archivio web vaticano nelle sole lingue italiana, spagnola, polacca e coreana, nonostante si tratti di un testo di avvincente lettura, che per definire che cosa &egrave; l&rsquo;uomo secondo le Sacre Scritture prende come fondamento il meraviglioso racconto della creazione di Genesi 2&ndash;3 e ne ripercorre le riprese e gli sviluppi tematici prima nei libri della Torah e poi nei profeti e negli scritti sapienziali, con una particolare attenzione ai Salmi, per arrivare infine al loro compimento nei Vangeli e negli scritti degli apostoli.<br /><br />Leone XIV non ha finora citato n&eacute; l&rsquo;uno n&eacute; l&rsquo;altro documento, ma sicuramente li conosce e li apprezza entrambi, vista la centralit&agrave; che accorda ai temi cui sono dedicati.<br /><br />Quello sulla legge naturale &egrave; leggibile nel sito web della Santa Sede nelle principali lingue. Mentre di quello sull&rsquo;antropologia biblica &ndash; di dimensioni imponenti, pari a un libro di oltre 350 pagine &ndash; sono riprodotti qui di seguito tre brevi ma illuminanti passaggi.<br /><br />Dal Blog MIL - Messainlatino.it<br /><a href="https://blog.messainlatino.it/2025/07/magister-giusta-visione-delluomo-e.html#more" target="_blank">&#8203;(link)&nbsp;</a></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[SS.  PIETRO E PAOLO,  APOSTOLI]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/ss-pietro-e-paolo-apostoli]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/ss-pietro-e-paolo-apostoli#comments]]></comments><pubDate>Sat, 28 Jun 2025 22:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/chiesa-oggi/ss-pietro-e-paolo-apostoli</guid><description><![CDATA[       Dal III secolo &egrave; attestato in questo giorno (che era nell&rsquo;epoca romana il giorno della festa dei fondatori di Roma) il culto liturgico del martirio dei santi Pietro e Paolo. Tale data &egrave; entrata subito nel calendario di tutte le Chiese. Nei sacramentari pi&ugrave; antichi le due colonne della Chiesa universale vengono celebrate in un&rsquo;unica festa (mentre una festa particolare &egrave; dedicata alla &ldquo;cattedra di san Pietro&rdquo;, il 22 febbraio, e alla &ldquo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/cq5dam-thumbnail-cropped-1500-844_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(102, 102, 102)">Dal III secolo &egrave; attestato in questo giorno (che era nell&rsquo;epoca romana il giorno della festa dei fondatori di Roma) il culto liturgico del martirio dei santi Pietro e Paolo. Tale data &egrave; entrata subito nel calendario di tutte le Chiese. Nei sacramentari pi&ugrave; antichi le due colonne della Chiesa universale vengono celebrate in un&rsquo;unica festa (mentre una festa particolare &egrave; dedicata alla &ldquo;cattedra di san Pietro&rdquo;, il 22 febbraio, e alla &ldquo;conversione di san Paolo&rdquo;, il 25 gennaio).</span><br /><br /><span style="color:rgb(102, 102, 102)">Nel Nuovo Testamento la persona di&nbsp;</span><span style="color:rgb(102, 102, 102); font-weight:bolder">Pietro</span><span style="color:rgb(102, 102, 102)">&nbsp;ha un posto eminente.</span><br /><span style="color:rgb(102, 102, 102)">Nato a Betsaida di Galilea, insieme al fratello Andrea conobbe Giovanni Battista e ne divenne discepolo, fino a quando incontr&ograve; Ges&ugrave; che ne fece il capo del gruppo degli apostoli. Nella prima parte degli Atti degli Apostoli (cc. 1-12) egli appare come il capo ed il portavoce del collegio apostolico designato come &ldquo;Pietro con gli altri Undici&rdquo; (2,14). Il posto assegnato a Pietro &egrave; fondato sulle parole stesse di Cristo, cos&igrave; come esse sono ricordate nelle tradizioni evangeliche (Mt 16, 17-19; Lc 22,31-32; Gv 21,15-19; 1 Cor 15,5).</span><br /><br /><span style="color:rgb(102, 102, 102)">La Tradizione antica ha legato il nome di Pietro a due grandi sedi dell&rsquo;epoca apostolica: Antiochia, di cui fu forse il primo vescovo, e Roma ove sub&igrave; il martirio sotto l&rsquo;imperatore Nerone, crocifisso &ndash; secondo la concorde tradizione &ndash; sul colle vaticano, con il capo all&rsquo;ingi&ugrave; (67 dopo Cristo?).<br />&#8203;</span><br /><span style="color:rgb(102, 102, 102); font-weight:bolder">Paolo</span><span style="color:rgb(102, 102, 102)">&nbsp;invece nacque all&rsquo;inizio dell&rsquo;era cristiana a Tarso, allora vivace centro cosmopolita, dove ricevette la formazione in ambiente rabbinico (che poi complet&ograve; a Gerusalemme, alla scuola di Gamaliele), ma anche conobbe la raffinata cultura ellenistica. Dall&rsquo;ora decisiva della visione di Damasco, che provoc&ograve; la sua conversione a Ges&ugrave; Cristo, fino al martirio a Roma, la sua esistenza fu un movimentato peregrinare annunciando l&rsquo;Evangelo di Ges&ugrave;, crocifisso e risorto, prima ai giudei ma subito dopo, e su raggio universale, ai popoli pagani. Gli Atti raccontano queste peregrinazioni in tre grandi viaggi missionari. L&rsquo;ultimo, probabilmente, avvenne dopo la sua liberazione dal carcere romano, ma non se ne conserva narrazione, solo si trovano indizi nelle sue lettere.<br />&#8203;</span><br /><span style="color:rgb(102, 102, 102)">Paolo secondo antica e costante tradizione venne decapitato (pena riservata ai cittadini romani) alle porte di Roma &ldquo;ad Aquas Salvias&rdquo;, nei pressi della via Ostiense, contemporaneamente al martirio di Pietro. Per entrambe le &ldquo;colonne&rdquo; della chiesa, &egrave; importante rilevare come in loro sia la debolezza a manifestare la potenza di Dio e della sua grazia, e non i titoli di prestigio e prestanza personali.</span></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>