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<channel><title><![CDATA[NFD Il Blog - REGOLE PER I LETTORI]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/regole-per-i-lettori]]></link><description><![CDATA[REGOLE PER I LETTORI]]></description><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 19:09:08 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[LE TRE REGOLE FONDAMENTALI PER I LETTORI DELLA SANTA MESSA]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/regole-per-i-lettori/le-tre-regole-fondamentali-per-i-lettori-della-santa-messa]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/regole-per-i-lettori/le-tre-regole-fondamentali-per-i-lettori-della-santa-messa#comments]]></comments><pubDate>Wed, 13 Sep 2017 14:08:46 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/regole-per-i-lettori/le-tre-regole-fondamentali-per-i-lettori-della-santa-messa</guid><description><![CDATA[LE TRE REGOLE PER I LETTORIIl liturgista don Enrico Finotti risponde ad una lettriceUn nostro lettore ci scrive: &ldquo;Buongiorno. Vorrei sapere se ci sono delle indicazioni precise dettate dal magistero o semplicemente dalla tradizione&nbsp;che spieghino come si deve comportare un lettore durante la messa. Le letture del giorno e i salmi, non vanno letti, ma annunciati. Potreste fare un&nbsp;piccolo elenco degli &ldquo;errori&rdquo; pi&ugrave; comuni? Ad esempio a volte sento dire a conclusion [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong>LE TRE REGOLE PER I LETTORI</strong><br />Il liturgista don Enrico Finotti risponde ad una lettrice<br /><br />Un nostro lettore ci scrive: &ldquo;Buongiorno. Vorrei sapere se ci sono delle indicazioni precise dettate dal magistero o semplicemente dalla tradizione&nbsp;che spieghino come si deve comportare un lettore durante la messa. Le letture del giorno e i salmi, non vanno letti, ma annunciati. Potreste fare un&nbsp;piccolo elenco degli &ldquo;errori&rdquo; pi&ugrave; comuni? Ad esempio a volte sento dire a conclusione di una lettura &ldquo;E&rsquo; parola di Dio&rdquo; invece di &ldquo;parola di Dio&rdquo;. E&nbsp;ancora, c&rsquo;&egrave; chi mette molta enfasi nel leggere, spesso cambiando fortemente tono di voce sui dialoghi diretti&hellip;. C&rsquo;&egrave; poi chi alza spesso lo sguardo&nbsp;verso le panche e chi invece non alza mai gli occhi e li tiene fissi sul testo. Grazie&rdquo;.<br /><br />Il liturgista&nbsp;don Enrico Finotti&nbsp;premette: &laquo;La Parola di Dio nella celebrazione liturgica va proclamata con semplicit&agrave; ed autenticit&agrave;. Il lettore&nbsp;insomma deve essere se stesso e proclamare la Parola senza inutili artifizi. Infatti &egrave; una regola importante per la dignit&agrave; stessa della liturgia quella&nbsp;della verit&agrave; del segno, che coinvolge tutti: i ministri, i simboli, i gesti, gli arredi e gli ambienti&raquo;.<br /><br />Detto questo, prosegue Finotti, &laquo;&egrave; altrettanto necessario sollecitare la formazione del lettore, che si estende a tre aspetti fondamentali&raquo;.<br /><br />1. LA FORMAZIONE BIBLICO-LITURGICA&nbsp;<br />&laquo;Il lettore deve avere una almeno minima conoscenza della Sacra Scrittura: struttura, composizione, il numero e il nome dei libri sacri dell&rsquo;A. T e del&nbsp;N. T., i principali loro generi letterari (storico, poetico, profetico, sapienziale, ecc.). Chi sale all&rsquo;ambone deve saper che cosa sta per fare e che tipo di&nbsp;testi sta per proclamare. Inoltre deve avere una sufficiente preparazione liturgica, distinguendo i riti e le loro parti e sapendo il significato del proprio&nbsp;ruolo ministeriale nel contesto della liturgia della parola.&nbsp;Al lettore spetta non solo la proclamazione della letture bibliche, ma anche&nbsp;quella delle intenzioni della preghiera universale ed altre parti assegnategli dai vari riti liturgici&raquo;.<br /><br />2. LA PREPARAZIONE TECNICA<br />&laquo;Il lettore deve sapere come accedere e stare all&rsquo;ambone, come usare il microfono, come gestire il lezionario, come pronunziare i diversi nomi e&nbsp;termini biblici, in qual modo proclamare i testi, evitando una lettura spenta o troppo enfatica.&nbsp;Egli deve aver chiara coscienza che esercita un&nbsp;ministero pubblico davanti all&rsquo;assemblea liturgica: la sua proclamazione quindi deve essere da tutti udita. Il&nbsp;Verbum Domini&nbsp;col quale&nbsp;termina ogni lettura non &egrave; una constatazione (Questa &egrave; la Parola di Dio), ma un&rsquo;acclamazione colma di stupore, che deve suscitare la corale e grata&nbsp;risposta di tutti (Deo gratias)&raquo;.<br /><br />3. LA FORMAZIONE SPIRITUALE<br />&laquo;La Chiesa non incarica degli attori esterni per annunziare la Parola di Dio, ma affida ai suoi fedeli tale ministero, in quanto ogni servizio nella Chiesa&nbsp;deve procedere dalla fede e alimentarla. Il lettore, quindi, deve curare la vita interiore della Grazia e predisporsi con spirito di orazione e sguardo di fede.&nbsp;Tale dimensione edifica il popolo cristiano, che vede nel lettore un testimone della Parola che proclama. Essa, pur essendo efficace in se stessa, acquista&nbsp;tuttavia dalla santit&agrave; di chi la trasmette, uno splendore singolare e una attrattiva misteriosa. Dalla cura della vita interiore del lettore, oltre che dal buon&nbsp;senso, dipendono anche la propriet&agrave; dei suoi gesti, del suo sguardo, dell&rsquo;abito e dell&rsquo;acconciatura.&nbsp;E&rsquo; evidente che il ministero del lettore implica&nbsp;una vita pubblica conforme ai Comandamenti di Dio e alle leggi della Chiesa&raquo;.<br /><br />UNA VERA E PROPRIA INIZIAZIONE<br />Questa triplice preparazione, precisa il liturgista, &laquo;dovrebbe costituire una iniziazione previa all&rsquo;assunzione dei lettori, ma poi deve diventare in una certa&nbsp;misura permanente per non scadere nell&rsquo;abitudine.&nbsp;Ci&ograve; vale per i ministri di ogni ordine e grado. Sar&agrave; infine alquanto utile, per se stesso e per la&nbsp;comunit&agrave;, che ogni lettore abbia il coraggio di verificare se sussistono in lui queste qualit&agrave; e, qualora dovessero essere venute meno, saper rinunziare con&nbsp;onest&agrave;&raquo;.<br /><br />UN ONORE, NON UN DIRITTO<br />Compiere questo ministero &egrave; certo un &laquo;onore&raquo; e sempre nella Chiesa &egrave; stato considerato tale, tuttavia, conclude Finotti, &laquo;ad esso non si pu&ograve; accedere ad&nbsp;ogni costo, n&eacute; deve essere ritenuto un diritto, ma piuttosto&nbsp;un servizio a pro dell&rsquo;assemblea liturgica, che non pu&ograve; essere esercitato senza le&nbsp;dovute abilitazioni, per l&rsquo;onore di Dio, il rispetto del Suo popolo e l&rsquo;efficacia stessa della liturgia&raquo;.</div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden; width: 70%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:70%;"></hr> <div style="height: 10px; overflow: hidden; width: 70%;"></div></div>  <div class="paragraph">RICORDATE CHE NON SIETE PUBBLICI ORATORI<br /><br />La lettura pubblica non &egrave; parlare in pubblico, e la lettura non richiede al lettore niente di pi&ugrave; e niente di meno&nbsp;<br /><br />In passato ho insegnato spesso oratoria. Oltre a chiedere agli studenti di pronunciare i soliti tipi di discorsi in base alle categorie usuali, ho sempre&nbsp;incluso sezioni sulla recita delle poesie e la lettura pubblica davanti a un gruppo. Sono entrambe forme di arte, credo (potrei esagerare, ma ho sempre&nbsp;pensato che lo siano).<br /><br />Fatta bene,&nbsp;la lettura pubblica della Scrittura &egrave; pi&ugrave; di una semplice lettura biblica. &Egrave; compito del lettore portare in vita un passo di modo&nbsp;che possiamo ascoltare la storia di Dio.<br /><br />E allora ecco la prima osservazione:&nbsp;la lettura pubblica non &egrave; parlare in pubblico, e viceversa. Troppe volte le due realt&agrave; vengono confuse.&nbsp;Quasi ogni manuale di lettura che ho letto sottolinea il contatto visivo con i fedeli, perfino al punto da offrire suggerimenti precisi su quando&nbsp;abbandonare il testo e guardare in faccia le persone.<br /><br />Non potrei essere pi&ugrave; in disaccordo. Lasciatemelo dire di nuovo: la lettura pubblica non &egrave; parlare in pubblico. Ed ecco perch&eacute;.<br /><br />Quando parla in pubblico,&nbsp;l&rsquo;oratore deve collegarsi&nbsp;visivamente&nbsp;al pubblico per stabilire un rapporto e creare un vincolo autentico.&nbsp;Parlare in pubblico richiede un contatto visivo sostenuto, gesti e un linguaggio corporeo impegnato ed energico sottolineato dalle espressioni facciali.&nbsp;L&rsquo;oratore unisce tutto questo alle parole per attirare&nbsp;su di s&eacute;l&rsquo;attenzione dell&rsquo;ascoltatore, per guadagnare un pubblico per ci&ograve; che sta dicendo. La&nbsp;&ldquo;presenza scenica&rdquo; dell&rsquo;oratore trasmette tanto quanto le parole.&nbsp;Vediamo&nbsp;l&rsquo;oratore e impariamo qualcosa del suo carattere, riuscendo ad apprezzare&nbsp;meglio le sue considerazioni.<br /><br />Ma una persona che legge in pubblico dovrebbe essere invisibile, nascosta nel testo che viene letto. La lettura pubblica della Scrittura nell&rsquo;adorazione&nbsp;&egrave; un appuntamento con un testo scritturale, spesso non familiare agli ascoltatori.&nbsp;&Egrave; il testo che deve catturare la nostra attenzione, non il&nbsp;lettore. Alzare gli occhi dal testo per incontrare lo sguardo di qualcuno &egrave; una distrazione dal testo stesso. Il lettore deve mettersi da parte. Compito&nbsp;del lettore &egrave; quindi pronunciare il testo in modo tale che sia questo, e non il lettore, a parlare.<br /><br />Alcune delle regole generali per parlare in pubblico si applicano ovviamente anche i lettori. Bisogna fare attenzione alla pronuncia, alla qualit&agrave; vocale,&nbsp;all&rsquo;uso del microfono, al ritmo (non troppo veloce n&eacute; troppo lento), ma leggere la Scrittura durante un momento di adorazione significa fare&nbsp;attenzione al testo, non al lettore. La lettura pubblica, lo ripeto, non &egrave; parlare in pubblico.<br /><br />Ci sono solo due occasioni che richiedono davvero che un lettore guardi i fedeli, e non rientrano nella lettura stessa. La prima occasione &egrave; la frase&nbsp;introduttiva, &ldquo;Dal libro&hellip;&rdquo;. Guardate le persone negli occhi quando lo dite, cos&igrave; sapranno che state per dire una cosa davvero seria. Fate una pausa&nbsp;dopo questa introduzione, e contate mentalmente fino a tre prima di iniziare a leggere il testo.<br /><br />La seconda occasione &egrave; la proclamazione conclusiva, &ldquo;Parola di Dio&rdquo;.<br /><br />Dopo la lettura fate un&rsquo;altra pausa, contate nuovamente fino a tre e poi pronunciate la conclusione. Il silenzio &egrave; il modo migliore per&nbsp;ottenere l&rsquo;attenzione. Fatene buon uso.<br /><br />Negli altri momenti, i vostri occhi devono essere concentrati sul testo che state proclamando. La vostra attenzione al testo far&agrave; rivolgere la nostra&nbsp;attenzione a ci&ograve; che state leggendo.<br /><br />La preparazione? Esercitatevi ad alta voce. Leggere il testo dieci volte non &egrave; troppo. E dovete farlo ad alta voce, dopo aver letto il testo in silenzio pi&ugrave; o&nbsp;meno lo stesso numero di volte. Dovete acquisire familiarit&agrave; con le parole, con il loro fluire, e capire dove una pausa o una sottolineatura vocale aiuter&agrave; a&nbsp;far s&igrave; che il testo risulti pi&ugrave; chiaro.<br /><br />Enfasi sulle parole?&nbsp;Esplorate i vari modi in cui il testo potrebbe essere illuminato dal tono della vostra voce. Nella Scrittura ci sono ironia,&nbsp;umorismo, gioia, avvertimenti seri, lamenti strazianti, scambi di opinioni, scherzi, narrazione e altro. Non riesco a pensare ad alcuna caratterizzazione&nbsp;verbale che non si ritrovi nella Scrittura. Permettete al peso delle parole di indicare il tono della lettura.<br /><br />Il microfono? Non dipendete dal microfono per proiettare la vostra voce. Trovate la giusta distanza per far s&igrave; che la vostra voce non si perda n&eacute; sia&nbsp;schiacciante, e ascoltate il modo in cui pronunciate alcune lettere, soprattutto le &ldquo;p&rdquo; e le &ldquo;t&rdquo;, perch&eacute; a volte esplodono come spari. Se quando vi esercitate&nbsp;sentite questi &ldquo;colpi&rdquo; allontanatevi un po&rsquo; dal microfono.<br /><br />Vi abbiamo dato qualche suggerimento tecnico. Quanto a quelli non tecnici, eccone uno: recitare una preghiera di gratitudine per il servizio per il quale&nbsp;siete stati scelti. Iniziate da l&igrave;, e poi affinate la tecnica.</div>]]></content:encoded></item></channel></rss>