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<channel><title><![CDATA[NFD Il Blog - 17 SCUSE - SMONTATE - PER NON ANDARE A MESSA]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/17-scuse---smontate---per-non-andare-a-messa]]></link><description><![CDATA[17 SCUSE - SMONTATE - PER NON ANDARE A MESSA]]></description><pubDate>Mon, 11 May 2026 14:27:30 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[17 SCUSE - SMONTATE - PER NON ANDARE A MESSA]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/17-scuse---smontate---per-non-andare-a-messa/17-scuse-smontate-per-non-andare-a-messa]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/17-scuse---smontate---per-non-andare-a-messa/17-scuse-smontate-per-non-andare-a-messa#comments]]></comments><pubDate>Tue, 29 Sep 2015 14:14:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/17-scuse---smontate---per-non-andare-a-messa/17-scuse-smontate-per-non-andare-a-messa</guid><description><![CDATA[17 tipiche scuse per non andare a Messa (smontate!)Quante volte nella vita ci siamo trovati a convincerci a non andare a Messa con qualche&nbsp;scusa: perch&eacute; andarci se non capisco? Dove sta scritto che &egrave; obbligatorio? Sono&nbsp;stanco&hellip;Queste affermazioni ci allontanano da una celebrazione senza pari nella nostra vita.&nbsp;Una partecipazione per essere il corpo della Chiesa e ricevere il grande dono della vita&nbsp;eterna che Dio ci ha dato attraverso la Passione di suo fig [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph" style="text-align:justify;"><strong>17 tipiche scuse per non andare a Messa (smontate!)</strong><br /><br />Quante volte nella vita ci siamo trovati a convincerci a non andare a Messa con qualche&nbsp;scusa: perch&eacute; andarci se non capisco? Dove sta scritto che &egrave; obbligatorio? Sono&nbsp;stanco&hellip;<br /><br />Queste affermazioni ci allontanano da una celebrazione senza pari nella nostra vita.&nbsp;Una partecipazione per essere il corpo della Chiesa e ricevere il grande dono della vita&nbsp;eterna che Dio ci ha dato attraverso la Passione di suo figlio.&nbsp;A Messa andiamo a&nbsp;incontrarci con Lui per continuare a partecipare a questo suo sacrificio e ringraziare&nbsp;per il dono infinito che Dio ci ha dato.<br /><br />Citando le parole di papa Francesco, andare a Messa &ldquo;ci fa gi&agrave; intuire cosa stiamo per&nbsp;vivere&rdquo;.&nbsp;<em>Andare a Messa &egrave; un anticipo della gloria che vivremo con Lui nella vita eterna.</em><br /><br />&ldquo;Cari amici, non ringrazieremo mai abbastanza il Signore per il dono che ci ha fatto con&nbsp;l&rsquo;Eucaristia! E&rsquo; un dono tanto grande e per questo &egrave; tanto importante andare a Messa la&nbsp;domenica. Andare a Messa non solo per pregare, ma per&nbsp;ricevere la Comunione, questo&nbsp;pane che &egrave; il corpo di Ges&ugrave; Cristo che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre. &Egrave; bello&nbsp;fare questo! E tutte le domeniche andiamo a Messa, perch&eacute; &egrave; il giorno proprio della&nbsp;risurrezione del Signore. Per&nbsp;questo la domenica &egrave; tanto importante per noi&rdquo; (Papa&nbsp;Francesco, catechesi del 5 febbraio 2015).&nbsp;<br /><br />Per capire le scuse che accampiamo e comprendere un po&rsquo; meglio il senso di andare a&nbsp;Messa e il grande significato che ha, abbiamo preparato questa simpatica galleria che&nbsp;speriamo ci aiuter&agrave; a capire e a partecipare meglio alla&nbsp;Santa Messa.<br /><br /><strong>1) La Chiesa &egrave; piena di ipocriti che si battono il&nbsp;petto ma fuori sono terribili&hellip;</strong><br /><br />E&rsquo; vero. Siamo peccatori, ma fate attenzione quando giudicate il prossimo, per non&nbsp;perdere di vista la trave che avete nell&rsquo;occhio. Giudicare non aiuta nessuno, n&eacute; cambia&nbsp;la situazione. Chi &egrave; senza peccato scagli la prima pietra. Non&nbsp;tiratela, &egrave; un consiglio,&nbsp;perch&eacute; pecchereste di superbia. A Messa andiamo a cercare la misericordia di Dio. Per&nbsp;questo &egrave; normale trovarci tanti ipocriti, bugiardi, avari, lussuriosi, ecc. Se non siete uno&nbsp;di noi, non vi scomodate a&nbsp;passare. Papa Francesco, in un&rsquo;udienza, &egrave; stato molto deciso&nbsp;al riguardo: &ldquo;Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si&nbsp;sente peccatore, &egrave; meglio che non vada a Messa. Noi andiamo a Messa perch&eacute;&nbsp;siamo&nbsp;peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Ges&ugrave;&rdquo;. A questo aggiungerei che la&nbsp;partecipazione alla redenzione di Cristo non ha benefici individuali. Non andiamo solo&nbsp;a chiedere il perdono per noi. Lo facciamo a beneficio di tutto&nbsp;il Corpo. Pensate a&nbsp;questo quando vedete persone che ritenete incoerenti con la loro fede! Quanto saranno&nbsp;diverse le vostre Messe! Potrete dire con gioia: &ldquo;Che bello che vengano tanti ipocriti (io&nbsp;compreso), perch&eacute; ci saranno pi&ugrave;&nbsp;cose da offrire, e perch&eacute; Cristo ci cerca come pecore&nbsp;perdute!&rdquo;. Nessuno si salva da solo. Siamo tutti nella stessa barca..<br /><br /><strong>2) Posso stare con Dio ovunque, non ho bisogno&nbsp;di un luogo fisico per sentirlo vicino</strong><br /><br />Se un amico mi dicesse che non ha bisogno di incontrarmi fisicamente n&eacute; di venire a&nbsp;casa mia o di compiere gesti concreti, sensibili, espliciti per manifestare il suo affetto&nbsp;per me perch&eacute; gli basta conservarmi nella sua memoria (nel&nbsp;suo cuore), inizierei a&nbsp;dubitare della sua amicizia. Qualcuno potrebbe replicare dicendo: &ldquo;Ma quando un&nbsp;amico muore rimaniamo legati in questo modo&rdquo;. Sicuramente, ma non del tutto. Non si&nbsp;va forse a Messa nell&rsquo;anniversario della&nbsp;sua morte? Non gli si portano dei fiori al&nbsp;cimitero? Perch&eacute; lo facciamo? Perch&eacute; in fondo &egrave; il movimento naturale del nostro&nbsp;amore che dall&rsquo;interno trabocca e si manifesta esternamente. Sant&rsquo;Alfonso Maria de&rsquo;&nbsp;Liguori diceva che &ldquo;se&nbsp;qualcuno avesse sofferto per un amico ingiurie e ferite e venisse a&nbsp;sapere che l&rsquo;amico, sentendo parlare dell&rsquo;accaduto, non vuole ricordarlo dicendo&nbsp;&lsquo;Parliamo d&rsquo;altro!&rsquo;, che pena proverebbe per l&rsquo;atteggiamento dell&rsquo;ingrato! Al contrario,&nbsp;che consolazione sperimenterebbe accertandosi che l&rsquo;amico professa di testimoniargli&nbsp;eterna gratitudine e che lo ricorda sempre, parlandone con tenerezza!&rdquo;. La Messa &egrave; il&nbsp;memoriale che frequentiamo noi amici di Ges&ugrave;, perch&eacute; non&nbsp;possiamo (n&eacute; vogliamo)&nbsp;dimenticare ci&ograve; che ha fatto per noi. Come se non bastasse, inoltre, non ricordiamo il&nbsp;sacrificio del nostro Amico solo come una cosa del passato, ma come un qualcosa che si&nbsp;rende presente, permettendoci di&nbsp;parteciparvi perch&eacute; &ldquo;il sacrificio eucaristico &egrave; il&nbsp;rinnovamento del sacrificio della croce. Come sulla croce tutti eravamo inseriti in&nbsp;Cristo, cos&igrave; nel sacrificio eucaristico siamo tutti immolati in Cristo e con Cristo&rdquo;&nbsp;(Sant&rsquo;Alberto Hurtado).<br /><br /><strong>3) La Messa &egrave; cos&igrave; noiosa&hellip;</strong><br /><br />Ho sentito dire una volta la stessa cosa a un amico statunitense sul calcio. Mi &egrave;&nbsp;sembrato inverosimile. Allora gli ho insegnato le regole del gioco, poi l&rsquo;ho invitato a&nbsp;giocare, ad andare alle partite, a conoscere pi&ugrave; da vicino i giocatori, a&nbsp;riconoscere le&nbsp;tattiche. Non &egrave; stato facile. Il processo di inserimento a volte richiede tempo, ma alla&nbsp;fine il tempo ha fatto il suo lavoro. Oggi il mio amico &egrave; un fanatico impenitente. Fatte&nbsp;salve tutte le distanze dell&rsquo;analogia, tornando al&nbsp;caso della Messa, l&rsquo;oggetto della noia,&nbsp;perch&eacute; sia oggettivamente la fonte dell&rsquo;esperienza di annoiarsi, deve essere a mio avviso&nbsp;qualcosa senza senso (senza una logica), che non &egrave; capace di suscitare stupore, poco&nbsp;intelligente&hellip; La&nbsp;Messa ovviamente non si inserisce in questo profilo. La maggior parte&nbsp;delle volte siamo noi che essendo poco intelligenti, incapaci di meravigliarci, insensibili&nbsp;al mondo spirituale e al silenzio interiore ecc. diventiamo incapaci di godere&nbsp;delle&nbsp;grandezze della Messa. Bisogna allenarsi: conoscere meglio le regole, i segni, la&nbsp;teologia, e iniziare a trovarci o a ritrovarci il gusto. Costa. &Egrave; vero, ma ne vale la pena.&nbsp;Ogni piccolo passo conta. Il tempo far&agrave; il suo lavoro.<br /><br /><strong>4) La domenica &egrave; il mio unico giorno libero</strong><br /><br />In questo caso chiederei parafrasando Pilato &ldquo;Cos&rsquo;&egrave; la libert&agrave;?&rdquo; L&rsquo;autentica liberazione&nbsp;nasce dall&rsquo;amore, dal saperci amati e dal poter amare gli altri. &ldquo;Solo chi &egrave; amato pu&ograve;&nbsp;amare. Solo chi &egrave; libero pu&ograve; liberare. Solo chi &egrave; puro pu&ograve;&nbsp;purificare, e solo chi ha pace&nbsp;la pu&ograve; seminare&rdquo;, diceva a ragione padre Ignacio Larra&ntilde;aga. La seguente domanda&nbsp;logica sarebbe: &ldquo;Chi mi pu&ograve; dare quell&rsquo;amore, quella libert&agrave;, quella purezza, quella pace&nbsp;di cui ho bisogno?&rdquo; La&nbsp;risposta: Dio. Andare a Messa &egrave; in realt&agrave; l&rsquo;attivit&agrave; liberatrice per&nbsp;eccellenza. &Egrave; l&rsquo;ora decisiva del nostro &ldquo;giorno libero&rdquo;, perch&eacute; &egrave; il culmine e la fonte della&nbsp;nostra riconciliazione e della nostra libert&agrave;. S&igrave;, perch&eacute; &ldquo;comunicarsi &egrave; vivere in&nbsp;Ges&ugrave; e&nbsp;vivere di Ges&ugrave;, come il tralcio sulla vite e dalla vite. Ges&ugrave; unico principio e causa di&nbsp;tutta la vita: della grazia, della luce, della forza, della fecondit&agrave;, della felicit&agrave;,&nbsp;dell&rsquo;amore&rdquo; (Sant&rsquo;Alberto Hurtado)<br /><br /><strong>5) Ci andr&ograve; quando ne sentir&ograve; il bisogno, obbligato mai</strong><br /><br />Chi pu&ograve; dire di avere fame solo di tanto in tanto, e che quindi manger&agrave; solo quando ne avr&agrave; bisogno, quando lo riterr&agrave; conveniente? Nessuno. Il corpo ci obbliga con una forza violenta ad alimentarlo. &Egrave; questione di vita o di morte. &Egrave;&nbsp;inevitabile. Lo stesso dovrebbe succedere a chi scopre quella fame spirituale che grida dal profondo con violenza. &Egrave; impossibile non sentirsi bisognosi. &Egrave; impossibile non voler nutrire lo spirito. &Egrave; questione di vita o di morte. &ldquo;La&nbsp;persona umana ha una necessit&agrave; che &egrave; ancora pi&ugrave; profonda, una fame che &egrave; ancora maggiore di quella che il pane pu&ograve; soddisfare; &egrave; la fame del cuore umano per l&rsquo;immensit&agrave; di Dio. &Egrave; una fame che pu&ograve; essere soddisfatta soltanto da&nbsp;Colui che disse: &lsquo;Se non mangiate la carne del Figlio dell&rsquo;uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciter&ograve; nell&rsquo;ultimo giorno.&nbsp;Perch&eacute; la mia carne&nbsp;&egrave; vero cibo e il mio sangue &egrave; vera bevanda&rsquo; (Gv&nbsp;6,53-55)&rdquo; &ndash; San Giovanni Paolo II.<br /><br /><strong>6) Non mi piace andare a Messa</strong><br /><br />Utilizzare il criterio del piacere-non piacere per giudicare cosa fare o cosa non fare nella vita &egrave; una cosa piuttosto infantile. &Egrave; il classico modus operandi dei bambini. Le mamme lo sanno meglio di chiunque altro. Per questo, &egrave; poco&nbsp;consigliabile procedere nella vita lasciandosi trascinare da questo impulso. Possiamo immaginare tutte le attivit&agrave; di importanza fondamentale che rifiuteremmo con questo pretesto se fosse valido: &ldquo;Non mi piace questa medicina che mi&nbsp;ha prescritto il medico&rdquo;, &ldquo;Non mi piace fare la dieta&rdquo;, &ldquo;Non mi piace fare sport&rdquo;, &ldquo;Non mi piace studiare, andare a scuola o all&rsquo;universit&agrave;&rdquo;, &ldquo;Non mi piace andare al lavoro (preferirei dormire fino a tardi)&rdquo;, ecc. Se ci reggessimo sulla base&nbsp;di questa legge capricciosa finiremmo per ammalarci, per essere licenziati, per non andare a scuola o all&rsquo;universit&agrave;, e non svilupperemmo molti dei nostri talenti. Bisogna maturare per scoprire che i sacrifici e le rinunce sono una parte&nbsp;fondamentale della vita e sono esperienze di grande valore perch&eacute; ci permettono di crescere e di dispiegare in pienezza la nostra esistenza. Con un po&rsquo; di sforzo e perseveranza, molte delle attivit&agrave; che all&rsquo;inizio ci costano (e che quindi&nbsp;non ci piacciono) con il tempo iniziano ad acquisire il sapore della familiarit&agrave;, della sana routine della buona abitudine, del sacrificio che libera, del rito capace di dare un senso profondo alla vita; e cos&igrave;, a poco a poco, ci vengono svelati&nbsp;la bellezza e il grande valore che ci si nascondevano a prima vista. Nel caso dell&rsquo;Eucaristia, &egrave; straordinario poter scoprire la presenza reale di Dio e la possibilit&agrave; di condividere con Lui un&rsquo;ora di questa vicinanza.<br /><br /><strong>7) I miei figli faranno molto rumore, preferisco non dare fastidio</strong><br /><br />Questa &egrave; un&rsquo;idea talmente antievangelica che sicuramente &egrave; venuta al diavolo. Anche gli apostoli sono caduti nella trappola della falsa preoccupazione esterna e protocollare: &ldquo;Gli presentavano dei bambini perch&eacute; li accarezzasse, ma i&nbsp;discepoli li sgridavano. Ges&ugrave;, al vedere questo, s&rsquo;indign&ograve; e disse loro: &lsquo;Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perch&eacute; a chi &egrave; come loro appartiene il regno di Dio. In verit&agrave; vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio&nbsp;come un bambino, non entrer&agrave; in esso&rsquo;. E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva&rdquo;&nbsp;(Mc 10 13-16). Non lo dico io. &Egrave; la Parola di Dio stesso.<br /><br /><strong>8) Non capisco cosa dice il prete</strong><br /><br />Fai uno sforzo, abbi pazienza. Avvicinati dopo la Messa a chiedere. Medita sul Vangelo e ricorda: il centro della Messa non &egrave; il sacerdote, n&eacute; l&rsquo;omelia, ma il sacrificio riconciliatore di Cristo e la sua presenza reale. Prega anche perch&eacute; lo&nbsp;Spirito Santo illumini i sacerdoti (li ispiri).<br /><br /><strong>9) In che parte della Bibbia sta scritto che andare a Messa &egrave; un dovere?</strong><br /><br />In primo luogo non siamo la religione &ldquo;del libro&rdquo; come veniamo chiamati in genere. La fonte della Rivelazione &egrave; duplice: la Sacra Scrittura e la Tradizione. Sminuire la seconda &egrave; un grave errore. Sono molte le testimonianze dei primi&nbsp;Padri e di altri documenti che mostrano chiaramente come le prime comunit&agrave; cristiane si riunissero ad ascoltare la Parola e a celebrare l&rsquo;Eucaristia. Ovviamente queste pratiche non derivano dalla creativit&agrave; apostolica. Al contrario,&nbsp;sono l&rsquo;espressione coerente di un&rsquo;ampia gamma di passi biblici in cui il messaggio di Dio &egrave; esplicito. Eccone solo alcuni: &ldquo;Ricordati del giorno di sabato per santificarlo&rdquo; (Es 20, 8); &ldquo;Preso un pane, rese grazie, lo spezz&ograve; e lo diede loro&nbsp;dicendo: &ldquo;Questo &egrave; il mio corpo che &egrave; dato per voi; fate questo in me&rdquo;&nbsp;(Lc 22,19); &ldquo;Il calice della benedizione che noi benediciamo, non &egrave; forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non &egrave; forse comunione con&nbsp;il corpo di Cristo?&rdquo;(1 Cor 10,16); &ldquo;&rsquo;Come pu&ograve; costui darci la sua carne da mangiare?&rsquo; Ges&ugrave; disse: &lsquo;In verit&agrave;, in verit&agrave; vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell&rsquo;uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la&nbsp;mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter&ograve; nell&rsquo;ultimo giorno. Perch&eacute; la mia carne &egrave; vero cibo e il mio sangue vera bevanda&rsquo;&hellip; Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano pi&ugrave; con lui. Disse&nbsp;allora Ges&ugrave; ai Dodici: &lsquo;Forse anche voi volete andarvene?&rsquo;. Gli rispose Simon Pietro: &lsquo;Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna&rsquo;&rdquo; (Gv 6, 51-55, 66-68).<br /><br /><br /><strong>10) Perch&eacute; andare se non posso fare la Comunione?</strong><br /><br />In una delle sue catechesi, papa Francesco ci ha ricordato che &ldquo;sulla mensa c&rsquo;&egrave; una croce, ad indicare che su quell&rsquo;altare si offre il sacrificio di Cristo: &egrave; Lui il cibo spirituale che l&igrave; si riceve, sotto i segni del pane e del vino. Accanto alla&nbsp;mensa c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ambone, cio&egrave; il luogo da cui si proclama la Parola di Dio: e questo indica che l&igrave; ci si raduna per ascoltare il Signore che parla mediante le Sacre Scritture, e dunque il cibo che si riceve &egrave; anche la sua Parola&rdquo;.&nbsp;<br /><br />Ergo, a Messa andiamo anche a nutrirci della Parola di Dio. E a Messa andiamo non solo a ricevere, ma anche a ringraziare Dio. &ldquo;Eucaristia&rdquo; significa questo in greco. &Egrave; il ringraziamento supremo che diamo al Padre per tutto ci&ograve; che ci&nbsp;d&agrave;, soprattutto perch&eacute; ci ha amati tanto da darci suo Figlio per amore. Il desiderio, infine, dilata il cuore. Andiamo a Messa con il desiderio di poter ricevere di nuovo il Signore. Per ora forse non &egrave; possibile. Pazienza. Ci si pu&ograve;&nbsp;comunicare spiritualmente e, come dicevamo, nutrirci della Parola che si incarna dentro di noi (che non &egrave; cosa da poco!). Quello che &egrave; certo &egrave; che pi&ugrave; dilatiamo il nostro cuore davanti al Signore, pi&ugrave; pienamente si realizzer&agrave; l&rsquo;incontro a&nbsp;cui aneliamo. &ldquo;Pu&ograve; risultare strano che ci esorti a pregare chi conosce le nostre necessit&agrave; prima che gliele esponiamo, se non comprendiamo che il nostro Dio e Signore non pretende che gli riveliamo i nostri desideri, perch&eacute; Egli&nbsp;sicuramente non pu&ograve; non conoscerli, ma vuole che, attraverso la preghiera, aumenti la nostra capacit&agrave; di desiderare, perch&eacute; cos&igrave; diventiamo pi&ugrave; capaci di ricevere i doni che prepara per noi. I suoi doni, infatti, sono molto grandi, e la&nbsp;nostra capacit&agrave; di ricevere &egrave; piccola e insignificante. Per questo ci viene detto: Dilatate il vostro cuore&rdquo; (Lettera 130, a Proba).<br /><br /><strong>11) A Messa vanno solo le persone anziane</strong><br /><br />Non &egrave; vero. Dipende dal luogo, anche se &egrave; vero che in molte zone dell&rsquo;Europa &egrave; cos&igrave;. Gli anziani ci danno una lezione di vita in questo senso: per la saggezza acquisita nel corso degli anni e per l&rsquo;approssimarsi di sorella morte, riescono a&nbsp;intravedere con maggior chiarezza l&rsquo;essenziale della vita che &egrave; invisibile agli occhi e rischiano, come farebbero pochi giovani, per compiere quel salto di fede e vivere controcorrente e con coerenza la propria fede. Molti ricominciano ad&nbsp;andare a Messa e a pregare abitualmente perch&eacute; sanno che l&igrave; trovano il &ldquo;farmaco d&rsquo;immortalit&agrave;, antidoto per non morire, ma per vivere in Ges&ugrave; Cristo per sempre&rdquo; (Sant&rsquo;Ignazio di Antiochia). Che importano quello che diranno gli altri&nbsp;e le false apparenze di questo mondo che passa? Dovremmo imparare dalla loro testimonianza e dalla loro esperienza (come ci consiglia papa Francesco). Come evitare di arrivare a quelle situazioni in cui i giovani smettono di praticare&nbsp;la fede? Se sei uno di quei vecchi saggi, continua a offrire la tua testimonianza con coraggio e cerca di portare a Messa i tuoi nipoti finch&eacute; ci si fanno portare. Se sei uno di quei giovani immortali che credono che la vita non finisca e la&nbsp;morte non arrivi, e che hanno riposto la propria fede in se stessi, medita di pi&ugrave; su questi misteri e chiediti: dove andiamo? Cosa facciamo qui? Cosa c&rsquo;&egrave; dopo questa vita? Perch&eacute; tante persone anziane vanno a Messa? Cosa vedono che io&nbsp;non vedo? Forse cos&igrave; potrai acquisire quella saggezza profonda che manca ai giorni nostri e tornerai a Messa.&nbsp;<br /><br /><strong>12) Se porto mio figlio, pianger&agrave; per tutta la Messa e dovr&ograve; uscire</strong><br /><br />Esci ed entra, ed esci di nuovo. Porta pazienza. Qual &egrave; il problema? Il problema, come ha detto papa Francesco, &egrave; che ci stanchiamo di chiedere perdono. Coraggio. Non stancarti, chiedi perdono alla persona che ti sta a fianco e anche al&nbsp;sacerdote. Sanno quanto &egrave; difficile trovare qualcuno che si prenda cura del bambino, e sanno che non puoi smettere di andare a ricevere il perdono di Dio. E come puoi essere sicura/o del fatto che ti perdoneranno? Perch&eacute; la fonte della&nbsp;nostra misericordia &egrave; Lui (nella Messa celebriamo questo). &ldquo;Il Signore mai si stanca di perdonare: mai! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono. E chiediamo la grazia di non stancarci di chiedere perdono, perch&eacute; Lui mai si&nbsp;stanca di perdonare&rdquo;. Egli &egrave; il Padre amorevole che perdona sempre e il cui cuore &egrave; pieno di misericordia per tutti noi. Dobbiamo imparare ad essere pi&ugrave; misericordiosi con tutti.<br /><br /><strong>13) Vado sempre a Messa, ma non vedo alcun cambiamento in me</strong><br />La Comunione &egrave; il grande atto di fede. Non riusciamo a misurare, a quantificare con criteri di perfezionismo pragmatici tutto ci&ograve; che riceviamo. C&rsquo;&egrave; l&igrave; un mistero che va molto al di l&agrave; di noi, molto al di l&agrave; della nostra comprensione,&nbsp;accade sempre un cambiamento reale: il Corpo di Cristo cresce, aumenta, si eleva, perch&eacute; il Signore si rende presente nel nostro cuore. Per questo bisogna credere a Ges&ugrave; quando riceviamo i sacramenti, perch&eacute; &ldquo;chi li riceve pi&ugrave;&nbsp;frequentemente si vede che riceve pi&ugrave; frequentemente il Salvatore, perch&eacute; il Salvatore stesso lo dice: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui&rdquo; (Timoteo di Alessandria). Se gli crediamo, necessariamente la&nbsp;nostra vita cambier&agrave;. &Egrave; la logica del peso e dell&rsquo;inerzia: se il centro &egrave; Cristo, l&rsquo;orbita della nostra vita cambia e questo si nota. Qualche ostinato ripeter&agrave; comunque: &ldquo;&rsquo;Quanti anni comunicandosi quotidianamente! Un altro sarebbe santo&nbsp;&ndash; mi hai detto -, e io resto sempre uguale!&rsquo; &lsquo;Figlio &ndash; ti ho risposto &ndash;, continua con la Comunione quotidiana, e pensa: cosa sarei se non mi fossi comunicato?&rsquo;&rdquo; (San Josemar&iacute;a Escriv&aacute;).<br /><br /><strong>14) Non capisco la dinamica di inginocchiarsi e stare fermi per tutto il tempo</strong><br /><br />Siamo esseri spirituali e materiali, non possiamo vivere senza mediazioni, senza contatto, senza simboli. La parola simbolo deriva dal greco&nbsp;syn&nbsp;(con, insieme) e&nbsp;ballein(verbo che significa gettare, mettere), e il risultato &egrave; eloquente: si&nbsp;tratta di mettere insieme due cose che separate non hanno un significato completo perch&eacute; ne acquisiscano la pienezza. Ad esempio, nell&rsquo;antichit&agrave; si rompeva un disco a met&agrave; e ogni popolo ne conservava una. Le met&agrave; in s&eacute; non&nbsp;possedevano un significato pieno, ma una volta assemblate diventavano il simbolo che rappresentavano e ricordavano una realt&agrave; che va molto al di l&agrave; del simbolo stesso &ndash; in questo caso l&rsquo;alleanza di pace. Ogni volta che compiamo gesti&nbsp;come inginocchiarci, farci il segno della croce o metterci in piedi, stiamo realizzando una serie di segni liturgici chiamati a esprimere simbolicamente una serie di realt&agrave;. Nel caso della Messa, l&rsquo;aspetto pi&ugrave; straordinario &egrave; che molti dei&nbsp;simboli diventano non solo portatori di un messaggio o rappresentazione di un concetto, ma realizzano effettivamente quello che significano. Ad esempio, quando il sacerdote alza l&rsquo;ostia e pronuncia le parole della consacrazione sta&nbsp;&ldquo;mettendo insieme&rdquo; la realt&agrave; materiale di un pezzo di pane e una serie di preghiere formali; le due cose separate possono non dirci molto, ma insieme diventano il Corpo di Cristo. Noi ci inginocchiamo. Questo gesto che in altre&nbsp;occasioni potrebbe non significare nulla (mi inginocchio per cercare un oggetto caduto), in quel momento, compiendolo davanti all&rsquo;ostia, che &egrave; il Corpo di Cristo, diventa un segno, un simbolo di vera adorazione.<br /><br /><strong>15) Nella mia parrocchia non c&rsquo;&egrave; una Messa sobria con raccoglimento</strong><br /><br />In primo luogo parla con il tuo parroco e cerca di capire qual &egrave; il problema di fondo. Forse avrai una sorpresa. Tieni presente che Dio ha suscitato ogni tipo di spiritualit&agrave;. La Chiesa sovrabbonda di carismi con diverse impostazioni e&nbsp;diversi &ldquo;colori&rdquo;. Non &egrave; che alcuni siano migliori di altri, siamo semplicemente diversi. Dio lo sa e per questo ci regala tanti doni. Per questo, come a te non aiutano le Messe nella tua lingua e i canti con la chitarra, c&rsquo;&egrave; chi&nbsp;paradossalmente non si raccoglie con il rito tridentino e il canto gregoriano. Non giudicare, rispetta e valorizza la pluralit&agrave; che &egrave; il segno della grandezza di Dio, unico capace di sostenere l&rsquo;unit&agrave; di poli diversi. In ogni caso, puoi sempre&nbsp;cercare un&rsquo;altra chiesa vicina che risponda meglio alla tua sensibilit&agrave; spirituale. Ricorda: correggi solo nel caso in cui non si rispettino le norme liturgiche.<br /><br /><strong>16) Non sopporto il contatto fisico con gli sconosciuti</strong><br /><br />La Messa &egrave; la celebrazione culmine di una comunit&agrave; che entra in comunione totale formando un solo Corpo. Qui tutto si amalgama &ndash; corpo, anima e spirito. Tutto si unifica in Cristo, Capo del Corpo. Per questo, se vuoi evitare il&nbsp;contatto e ritieni il prossimo uno sconosciuto (e non un fratello), sappi che sei nel luogo sbagliato. Qui tutto &egrave; contatto e fratellanza. Come diceva padre Hurtado, &ldquo;con il sacrificio di Cristo nasce una nuova razza, razza che sar&agrave; Cristo&nbsp;sulla terra fino alla fine del mondo. Gli uomini che ricevono Cristo si trasformano in Lui&rdquo;. &ldquo;Non sono pi&ugrave; io che vivo, &egrave; Cristo che vive in me&rdquo;, diceva San Paolo, e vive nel mio fratello che si comunica accanto a me e in tutti noi che&nbsp;partecipiamo di Lui. Tutti formiamo un solo Cristo, viviamo la sua vita, realizziamo la sua missione. Siamo una nuova umanit&agrave;, l&rsquo;umanit&agrave; in Cristo. Strettamente uniti, pi&ugrave; che per il sangue della famiglia per il sangue di Cristo, e in&nbsp;Cristo, per Cristo, e per Cristo viviamo in questo mondo.<br /><br /><strong>17) Non riesco a concentrarmi, mi viene da ridere</strong><br /><br />Se sono risate di allegria e gratitudine per i doni ricevuti (Eucaristia significa azione di grazie) mi sembra legittimo. Ci sono persone spontaneamente allegre. Cerca di non infastidire gli altri, ovvero ridi in modo contenuto. Non devi&nbsp;neanche ridere durante la Consacrazione, perch&eacute; l&igrave; diventa nuovamente attuale la passione di Nostro Signore (per la quale c&rsquo;&egrave; poco da ridere). Se al contrario le tue risate sono espressione di superficialit&agrave; burlesca e infantile, fai uno&nbsp;sforzo e cerca di maturare. Se non ottieni risultati, chiedi al Signore la grazia o chiama il tuo medico. L&rsquo;obiettivo &egrave; che la Messa sia un riflesso della tua vita. Padre Hurtado lo riassumeva in una bella frase: &ldquo;La mia Messa &egrave; la mia vita, e&nbsp;la mia vita &egrave; una Messa prolungata&rdquo;.</div>]]></content:encoded></item></channel></rss>