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<channel><title><![CDATA[NFD Il Blog - ACTUAL]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual]]></link><description><![CDATA[ACTUAL]]></description><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 15:35:34 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[LA STORIA DI GINO FRIGERIO, IL SANTO DI LORETO (BG)]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/la-storia-di-gino-frigerio-il-santo-di-loreto-bg]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/la-storia-di-gino-frigerio-il-santo-di-loreto-bg#comments]]></comments><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 12:21:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/la-storia-di-gino-frigerio-il-santo-di-loreto-bg</guid><description><![CDATA[       LA STORIA DI GINO FRIGERIO, IL SANTO DI LORETO (BG)da un articolo di PrimaBergamo del 25/02/2023La storia di Gino Frigerio, il santo del quartiere di Loreto che merita di essere ricordato. Nato nel 1943, &egrave; morto dopo una vita segnata da gravi sofferenze. Gli amici: &laquo;Entravi nella sua camera dove era infermo e ti trasmetteva gioia&raquo;"Domenica scorsa, 19 febbraio, al termine della settimana dedicata ai malati, il parroco di Loreto, don Giovanni Lombarda, alla fine della Mes [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/707723692-10243052874328127-215139540434737880-n_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><span>LA STORIA DI GINO FRIGERIO, IL SANTO DI LORETO (BG)</span><br /><span>da un articolo di PrimaBergamo del 25/02/2023</span><br /><br /><span>La storia di Gino Frigerio, il santo del quartiere di Loreto che merita di essere ricordato. </span><br /><span>Nato nel 1943, &egrave; morto dopo una vita segnata da gravi sofferenze. Gli amici: &laquo;Entravi nella sua camera dove era infermo e ti trasmetteva gioia&raquo;</span><br /><br /><span>"Domenica scorsa, 19 febbraio, al termine della settimana dedicata ai malati, il parroco di Loreto, don Giovanni Lombarda, alla fine della Messa ha invitato sull&rsquo;altare Alfredo Gusmini, storico dirigente della Banca Popolare e di Ubi, per fare memoria &laquo;di un amico di straordinaria e semplice personalit&agrave;, che merita di essere conosciuto e fatto conoscere&raquo;.</span><br /><br /><span>Quell&rsquo;amico si chiamava Gino Frigerio, nato il 9 febbraio 1943 e morto il 18 febbraio 2004 dopo un&rsquo;esistenza segnata da gravi sofferenze e disabilit&agrave;. Colpito da emiparesi spastica a sette anni, Gino cominci&ograve; a zoppicare e a tredici perse l&rsquo;uso delle gambe. A 18 divenne cieco dopo un intervento chirurgico; a 23 si ruppe la colonna vertebrale in seguito a una rovinosa caduta con la carrozzina dalla scala di casa, perdendo ogni autonomia; a 55 anni, colpito da un ictus, perse anche l&rsquo;uso della parola.</span><br /><br /><span>&laquo;Una vita che &egrave; stata una versione aggiornata del Calvario&raquo; disse di lui il vecchio parroco, don Mario Peracchi, il giorno del funerale. Eppure, quell&rsquo;uomo sempre pi&ugrave; devastato nel fisico non smise mai di sorridere e di trasmettere serenit&agrave;. Non solo accett&ograve; senza recriminare la sua condizione, ma nel silenzio e con una preghiera incessante offr&igrave; le sue sofferenze a Dio &laquo;per i giovani e i carcerati&raquo;.</span><br /><br /><span>Alla madre che una volta ud&igrave; lamentarsi col Signore (&laquo;Ma che cosa sono andata a fare a Lourdes? Anche la vista hai tolto al mio Gino&raquo;), rispose: &laquo;Mamma, pensa alla mia serenit&agrave;: non &egrave; una grazia?&raquo;. Per favorire la conoscenza della vita di Frigerio, negli ultimi mesi &egrave; nata l&rsquo;associazione &ldquo;Amici di Gino&rdquo;, di cui Gusmini &egrave; presidente.</span><br /><br /><span>Dottore, quando e come conobbe Gino Frigerio?</span><br /><br /><span>&laquo;Il giorno di Natale del 1967. Avevo 23 anni e il curato di allora, don Nino Lazzari, mi invit&ograve; ad andare a trovarlo: &ldquo;Potrai fare del bene, ma ti far&agrave; bene&rdquo;, mi disse. Da allora, per anni, uscendo dal lavoro, mi sono recato a casa sua in via Broseta per stare un po&rsquo; insieme. Il pap&agrave; era un dirigente dell&rsquo;Orobia e in quella abitazione aveva previsto un ufficio per quel figlio che avrebbe voluto ingegnere; in realt&agrave; la stanza di Gino era diventata un luogo di serenit&agrave; e di pace&raquo;.</span><br /><br /><span>Come and&ograve; il primo incontro?</span><br /><br /><span>&laquo;Avevo timore a incontrare un mio quasi coetaneo in quello stato. Era completamente immobilizzato e cieco: che cosa avrei potuto dirgli? Che cosa avrei potuto fare? Invece non ci fu il minimo imbarazzo. Gino era sorridente e mi mise subito a mio agio&raquo;.</span><br /><br /><span>E in seguito?</span><br /><br /><span>&laquo;Parlavamo di tutto: del mondo, del mio lavoro, delle fidanzatine. Confidarsi con lui era facile come con nessun altro. E partecipava alle vicende in un modo emozionante. Anche dopo anni ricordava particolari della mia vita che io avevo dimenticato. La tesi di laurea l&rsquo;ho fatta con lui. Che cosa avrebbe potuto interessargli l&rsquo;economia? Eppure era curioso di tutto, assisteva divertito alle discussioni politiche tra me, Siro Ferrari e suo cognato. Io gli leggevo i giornali, i romanzi, gli raccontavo le omelie domenicali di Padre Turoldo, che seguivo a Sotto il Monte&raquo;."</span><br /><br /><span>PER SAPERNE DI PIU': IL LIBRO DELLA SUA VITA </span><br /><a href="https://www.itl-libri.com/prodotto/gino-frigerio"><span>https://www.itl-libri.com/prodotto/gino-frigerio</span></a></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL DIGIUNO... DEL CUORE]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/il-digiuno-del-cuore]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/il-digiuno-del-cuore#comments]]></comments><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 11:06:37 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/il-digiuno-del-cuore</guid><description><![CDATA[         Il digiuno del Mercoled&igrave; delle Ceneri e del Venerd&igrave; Santo &egrave; un precetto della Chiesa Cattolica. Non &egrave; un semplice consiglio, ma una pratica che deve essere rispettata con seriet&agrave; e con purezza di cuore, secondo la regola canonica del digiuno obbligatorio, come atto di obbedienza e di fede.Proprio perch&eacute; &egrave; un precetto, merita di essere vissuto in modo autentico, non come formalit&agrave; esteriore ma come vero cammino interiore.&nbsp; &nbs [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:0px;padding-bottom:0px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/e8dc7962-149b-4d80-997c-ef4940d8eaa1_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div title="Audio: digiunocuore.mp3" class="wsite-html5audio"><audio id="audio_934700237361506733" style="height: auto;" class="wsite-mejs-align-center wsite-mejs-dark" src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/digiunocuore.mp3" preload="none" data-autostart="no" data-artist="" data-track=""></audio></div>  <div class="paragraph">Il digiuno del Mercoled&igrave; delle Ceneri e del Venerd&igrave; Santo &egrave; un precetto della Chiesa Cattolica. Non &egrave; un semplice consiglio, ma una pratica che deve essere rispettata con seriet&agrave; e con purezza di cuore, secondo la regola canonica del digiuno obbligatorio, come atto di obbedienza e di fede.<br /><br />Proprio perch&eacute; &egrave; un precetto, merita di essere vissuto in modo autentico, non come formalit&agrave; esteriore ma come vero cammino interiore.<br />&nbsp; &nbsp; &nbsp;<br />&nbsp; &nbsp; &nbsp;<br />Al di l&agrave; di questi due giorni, durante tutto l&rsquo;anno, in che cosa deve veramente consistere il nostro digiuno?<br /><br />Quando digiuniamo, riduciamo il cibo, rinunciamo a qualcosa, facciamo piccoli o grandi sacrifici, pensiamo che queste astinenze &ldquo;piacciano&rdquo; a Dio.<br /><br />Ma Dio non ha bisogno dei nostri sacrifici. Le pratiche penitenziali non servono a Lui. Servono a noi.<br />Il digiuno &egrave; uno strumento per imparare a dominare la nostra natura, per non diventarne schiavi. Se non impariamo a governare i nostri impulsi, finiamo per esserne governati.<br /><br />Esiste per&ograve; un digiuno ancora pi&ugrave; profondo.<br /><br />Ci sono persone che pregano molto, fanno penitenze e mortificazioni, ma basta una parola che sembri un&rsquo;offesa, basta che venga loro tolto qualcosa, e subito si irritano, si scandalizzano, si arrabbiano.<br /><br />Il vero digiuno &egrave; un altro.<br /><br />&Egrave; il digiuno da noi stessi.<br />Dall&rsquo;orgoglio.<br />Dalla vanagloria.<br />Dal bisogno di avere sempre ragione.<br />Dalla pretesa di essere messi al centro.<br /><br />Il digiuno dal cibo &egrave; un segno. Il digiuno vero &egrave; non esplodere quando qualcuno ci contraddice. &Egrave; non cadere nell&rsquo;ira quando ci sentiamo feriti. &Egrave; non reagire con aggressivit&agrave; quando subiamo un torto.<br /><br />Possiamo anche stare a pane e acqua; ma se restiamo irritati, pronti a rispondere male, suscettibili per ogni cosa, il senso si svuota.<br /><br />Le pratiche esterne sono buone, anzi necessarie. Ma solo se ci aiutano a crescere nella carit&agrave;. Solo se ci rendono pi&ugrave; umili, pi&ugrave; pazienti, pi&ugrave; capaci di amare.<br /><br />Perch&eacute; prima di tutto viene sempre la carit&agrave;.<br /><br />Se il digiuno non ci rende pi&ugrave; buoni, non &egrave; il digiuno che Dio ci chiede.</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL SEGNO DELLA CROCE CATTOLICO]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/il-segno-della-croce-cattolico]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/il-segno-della-croce-cattolico#comments]]></comments><pubDate>Sun, 15 Feb 2026 14:11:55 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/il-segno-della-croce-cattolico</guid><description><![CDATA[         Per quale motivo i cattolici tracciano il Segno della Croce da sinistra a destra? La Chiesa insegna che questo gesto non &egrave; n&eacute; arbitrario n&eacute; una semplice consuetudine. Tracciando la croce sul nostro corpo, confessiamo con le nostre azioni ci&ograve; che crediamo nel nostro cuore: che la nostra salvezza viene dalla Croce di Ges&ugrave; Cristo.Il movimento da sinistra a destra possiede un profondo significato simbolico. Nella Sacra Scrittura, la sinistra &egrave; spess [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:0px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/635108335-10241287763161451-7272762032570871089-n_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div title="Audio: crux.mp3" class="wsite-html5audio"><audio id="audio_893991649687188092" style="height: auto;" class="wsite-mejs-align-center wsite-mejs-dark" src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/crux.mp3" preload="none" data-autostart="no" data-artist="" data-track=""></audio></div>  <div class="paragraph"><span>Per quale motivo i cattolici tracciano il Segno della Croce da sinistra a destra? </span><br /><span>La Chiesa insegna che questo gesto non &egrave; n&eacute; arbitrario n&eacute; una semplice consuetudine. Tracciando la croce sul nostro corpo, confessiamo con le nostre azioni ci&ograve; che crediamo nel nostro cuore: che la nostra salvezza viene dalla Croce di Ges&ugrave; Cristo.</span><br /><br /><span>Il movimento da sinistra a destra possiede un profondo significato simbolico. Nella Sacra Scrittura, la sinistra &egrave; spesso associata alla condizione umana segnata dal peccato e dalla debolezza, mentre la destra rappresenta il luogo del favore, della benedizione e della gloria di Dio. Con il Segno della Croce proclamiamo che Cristo ci conduce dal peccato alla grazia, dalla morte alla vita.</span><br /><br /><span>Inoltre, iniziando dalla fronte e scendendo verso il petto, riconosciamo che la fede deve illuminare la mente e abitare nel cuore. Passando poi la mano da una spalla all&rsquo;altra, offriamo a Dio le nostre azioni quotidiane, il nostro lavoro e i nostri pesi.</span><br /><br /><span>Il Segno della Croce &egrave; una professione di fede nella Santissima Trinit&agrave;: Padre, Figlio e Spirito Santo. &Egrave; una preghiera breve ma completa, che ci ricorda chi siamo e a chi apparteniamo. Compiuto con consapevolezza, questo gesto quotidiano diventa un profondo atto di fede e di fiducia.</span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[XXXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/xxxiv-giornata-mondiale-del-malato]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/xxxiv-giornata-mondiale-del-malato#comments]]></comments><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/xxxiv-giornata-mondiale-del-malato</guid><description><![CDATA[       La domanda da cui partire &egrave; semplice, ma tocca nel profondo: che posto ha oggi il malato nella nostra societ&agrave;? Non nei proclami o nelle buone intenzioni, ma nella vita quotidiana. &Egrave; qualcuno accanto a cui restare o una difficolt&agrave; da gestire in fretta? &Egrave; un volto da incontrare o un peso da sopportare in silenzio?La Giornata Mondiale del Malato nasce per ricordarci che la sofferenza non pu&ograve; essere nascosta n&eacute; delegata. Il messaggio del Papa,  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/chatgpt-image-10-feb-2026-14-57-28_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><span>La domanda da cui partire &egrave; semplice, ma tocca nel profondo: che posto ha oggi il malato nella nostra societ&agrave;? Non nei proclami o nelle buone intenzioni, ma nella vita quotidiana. &Egrave; qualcuno accanto a cui restare o una difficolt&agrave; da gestire in fretta? &Egrave; un volto da incontrare o un peso da sopportare in silenzio?</span><br /><br /><span>La Giornata Mondiale del Malato nasce per ricordarci che la sofferenza non pu&ograve; essere nascosta n&eacute; delegata. Il messaggio del Papa, ispirato alla parabola del buon samaritano, parla con chiarezza: la compassione vera non si limita a provare pena, ma si traduce in vicinanza, in tempo donato, in mani che si sporcano. Il samaritano si ferma perch&eacute; riconosce nell&rsquo;uomo ferito un fratello.</span><br /><br /><span>In un sistema sanitario spesso schiacciato da numeri, protocolli e urgenze, il rischio &egrave; che la cura perda il suo volto umano. Eppure chi &egrave; malato non chiede solo terapie efficaci, ma anche ascolto, rispetto, presenza. Uno sguardo che rassicura, una parola detta con calma, un tempo condiviso valgono quanto una medicina.</span><br /><br /><span>La Giornata del Malato porta alla luce anche una trama silenziosa fatta di famiglie stanche ma fedeli, di operatori sanitari che resistono alla fatica, di volontari e comunit&agrave; che non si tirano indietro. &Egrave; grazie a queste persone che la sofferenza non diventa solitudine totale.</span><br /><br /><span>Il modo in cui guardiamo i malati dice molto di noi. Se contano solo l&rsquo;efficienza e l&rsquo;autonomia, la fragilit&agrave; fa paura. Se invece riconosciamo che ogni vita ha valore, sempre, allora la malattia diventa un appello alla responsabilit&agrave; e alla cura reciproca.</span><br /><br /><span>La Giornata Mondiale del Malato non chiede gesti eroici, ma cuori disponibili. Ricorda che una societ&agrave; &egrave; davvero umana quando non lascia solo chi soffre, e che la compassione, oggi pi&ugrave; che mai, &egrave; una forma alta di civilt&agrave;.</span><br /><br /><span>Paulus Minor</span></div>  <div title="Audio: malato.mp3" class="wsite-html5audio"><audio id="audio_336028507846217548" style="height: auto;" class="wsite-mejs-align-center wsite-mejs-dark" src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/malato.mp3" preload="none" data-autostart="no" data-artist="" data-track=""></audio></div>  <div class="paragraph"><span>MESSAGGIO DI PAPA LEONE</span><br /><span>La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell&rsquo;altro</span><br /><br /><span>Cari fratelli e sorelle!</span><br /><br /><span>La XXXIV Giornata Mondiale del Malato sar&agrave; celebrata solennemente a Chiclayo, in Per&ugrave;, l&rsquo;11 febbraio 2026. Per questa circostanza ho voluto riproporre l&rsquo;immagine del buon samaritano, sempre attuale e necessaria per riscoprire la bellezza della carit&agrave; e la dimensione sociale della compassione, per porre l&rsquo;attenzione sui bisognosi e sui sofferenti, come sono i malati.</span><br /><br /><span>Tutti abbiamo ascoltato e letto questo commovente testo di San Luca (cfr Lc 10,25-37). A un dottore della legge che gli chiede chi sia il prossimo da amare, Ges&ugrave; risponde raccontando una storia: un uomo che viaggiava da Gerusalemme a Gerico fu aggredito dai ladri e lasciato mezzo morto; un sacerdote e un levita passarono oltre, ma un samaritano ebbe compassione di lui, gli fasci&ograve; le ferite, lo port&ograve; in una locanda e pag&ograve; perch&eacute; fosse curato. Ho voluto proporre la riflessione su questo passo biblico, con la chiave ermeneutica dell&rsquo;Enciclica Fratelli tutti, del mio amato predecessore Papa Francesco, dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore.</span><br /><br /><span>1. Il dono dell&rsquo;incontro: la gioia di dare vicinanza e presenza</span><br /><br /><span>Viviamo immersi nella cultura della rapidit&agrave;, dell&rsquo;immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell&rsquo;indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. La parabola racconta che il samaritano, vedendo il ferito, non &egrave; &ldquo;passato oltre&rdquo;, ma ha avuto per lui uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Ges&ugrave;, che lo ha portato a una vicinanza umana e solidale. Il samaritano &laquo;si &egrave; fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si &egrave; occupato di lui. Soprattutto gli ha dato [&hellip;] il proprio tempo&raquo;.[1] Ges&ugrave; non insegna chi &egrave; il prossimo, ma come diventare prossimo, cio&egrave; come diventare noi stessi vicini.[2] A questo proposito, possiamo affermare con Sant&rsquo;Agostino che il Signore non ha voluto insegnare chi fosse il prossimo di quell&rsquo;uomo, ma a chi lui doveva farsi prossimo. Infatti nessuno &egrave; prossimo di un altro finch&eacute; non gli si avvicina volontariamente. Perci&ograve; si &egrave; fatto prossimo colui che ha avuto misericordia.[3]</span><br /><br /><span>L&rsquo;amore non &egrave; passivo, va incontro all&rsquo;altro; essere prossimo non dipende dalla vicinanza fisica o sociale, ma dalla decisione di amare. Per questo il cristiano si fa prossimo di chi soffre, seguendo l&rsquo;esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si &egrave; avvicinato all&rsquo;umanit&agrave; ferita. Non si tratta di semplici gesti di filantropia, ma di segni nei quali si pu&ograve; percepire che la partecipazione personale alle sofferenze dell&rsquo;altro implica il donare s&eacute; stessi, significa andare oltre il soddisfacimento dei bisogni, per arrivare a far s&igrave; che la nostra persona sia parte del dono.[4] Questa carit&agrave; si nutre necessariamente dell&rsquo;incontro con Cristo, che per amore si &egrave; donato per noi. San Francesco lo spiegava molto bene quando, parlando del suo incontro con i lebbrosi, diceva: &laquo;Il Signore stesso mi condusse tra loro&raquo;,[5] perch&eacute; attraverso di loro aveva scoperto la dolce gioia di amare.</span><br /><br /><span>Il dono dell&rsquo;incontro nasce dal legame con Ges&ugrave; Cristo, che identifichiamo come il buon samaritano che ci ha portato la salute eterna e che rendiamo presente quando ci chiniamo davanti al fratello ferito. Sant&rsquo;Ambrogio diceva: &laquo;Poich&eacute; dunque nessuno ci &egrave; pi&ugrave; prossimo di colui che ha guarito le nostre ferite, amiamolo come Signore, e amiamolo anche come prossimo: niente infatti &egrave; cos&igrave; prossimo come il capo alle membra. Amiamo anche colui che &egrave; imitatore di Cristo: amiamo colui che soffre per la povert&agrave; altrui, a motivo dell&rsquo;unit&agrave; del corpo&raquo;.[6] Essere uno nell&rsquo;Uno, nella vicinanza, nella presenza, nell&rsquo;amore ricevuto e condiviso, e godere, come San Francesco, della dolcezza di averlo incontrato.</span><br /><br /><span>2. La missione condivisa nella cura dei malati</span><br /><br /><span>San Luca prosegue dicendo che il samaritano &ldquo;sent&igrave; compassione&rdquo;. Avere compassione implica un&rsquo;emozione profonda, che spinge all&rsquo;azione. &Egrave; un sentimento che sgorga da dentro e porta all&rsquo;impegno verso la sofferenza altrui. In questa parabola, la compassione &egrave; il tratto distintivo dell&rsquo;amore attivo. Non &egrave; teorica n&eacute; sentimentale, si traduce in gesti concreti: il samaritano si avvicina, medica le ferite, si fa carico e si prende cura. Ma attenzione, non lo fa da solo, individualmente, &laquo;il samaritano cerc&ograve; un affittacamere che potesse prendersi cura di quell&rsquo;uomo, come noi siamo chiamati a invitare e incontrarci in un &ldquo;noi&rdquo; che sia pi&ugrave; forte della somma di piccole individualit&agrave;&raquo;.[7] Io stesso ho constatato, nella mia esperienza di missionario e vescovo in Per&ugrave;, come molte persone condividono la misericordia e la compassione alla maniera del samaritano e dell&rsquo;albergatore. I familiari, i vicini, gli operatori sanitari, le persone impegnate nella pastorale sanitaria e tanti altri che si fermano, si avvicinano, curano, portano, accompagnano e offrono ci&ograve; che hanno, danno alla compassione una dimensione sociale. Questa esperienza, che si realizza in un intreccio di relazioni, supera il mero impegno individuale. In questo modo, nell&rsquo;Esortazione apostolica Dilexi te non solo ho fatto riferimento alla cura dei malati come a una &laquo;parte importante&raquo; della missione della Chiesa, ma come a un&rsquo;autentica &laquo;azione ecclesiale&raquo; (n. 49). In essa citavo San Cipriano per mostrare come in quella dimensione possiamo verificare la salute della nostra societ&agrave;: &laquo;Questa epidemia, questa peste, che sembra orribile e funesta, mette alla prova la giustizia di ognuno, ed esamina i sentimenti del genere umano: se i sani servano i malati, se i parenti amino con rispetto i loro congiunti, se i padroni abbiano compassione dei servi che stanno male, se i medici non abbandonino i malati che chiedono aiuto&raquo;.[8]</span><br /><br /><span>Essere uno nell&rsquo;Uno significa sentirci veramente membra di un corpo in cui portiamo, secondo la nostra vocazione, la compassione del Signore per la sofferenza di tutti gli uomini.[9] Inoltre, il dolore che ci commuove non &egrave; un dolore estraneo, &egrave; il dolore di un membro del nostro stesso corpo del quale il nostro Capo ci comanda di prenderci cura per il bene di tutti. In questo senso si identifica con il dolore di Cristo e, offerto cristianamente, affretta il compimento della preghiera del Salvatore stesso per l&rsquo;unit&agrave; di tutti.[10]</span><br /><br /><span>3. Spinti sempre dall&rsquo;amore per Dio, per incontrarci con noi stessi e con il fratello</span><br /><br /><span>Nel duplice comandamento: &laquo;Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso&raquo; (Lc 10,27), possiamo riconoscere il primato dell&rsquo;amore per Dio e la sua diretta conseguenza sul modo di amare e di relazionarsi dell&rsquo;uomo in tutte le sue dimensioni. &laquo;L&rsquo;amore per il prossimo rappresenta la prova tangibile dell&rsquo;autenticit&agrave; dell&rsquo;amore per Dio, come attesta l&rsquo;apostolo Giovanni: &ldquo;Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l&rsquo;amore di lui &egrave; perfetto in noi. [&hellip;] Dio &egrave; amore; chi rimane nell&rsquo;amore rimane in Dio e Dio rimane in lui&rdquo; (1Gv 4,12.16)&raquo;.[11] Sebbene l&rsquo;oggetto di tale amore sia diverso: Dio, il prossimo e s&eacute; stessi, e in tal senso possiamo intenderli come amori distinti, essi sono sempre inseparabili.[12] Il primato dell&rsquo;amore divino implica che l&rsquo;azione dell&rsquo;uomo sia compiuta senza interesse personale n&eacute; ricompensa, bens&igrave; come manifestazione di un amore che trascende le norme rituali e si traduce in un culto autentico: servire il prossimo &egrave; amare Dio nei fatti.[13]</span><br /><br /><span>Questa dimensione ci permette anche di rilevare ci&ograve; che significa amare s&eacute; stessi. Significa allontanare da noi l&rsquo;interesse di fondare la nostra autostima o il senso della nostra dignit&agrave; su stereotipi di successo, carriera, posizione o discendenza[14] e recuperare la nostra collocazione davanti a Dio e al fratello. Benedetto XVI diceva che &laquo;la creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Pi&ugrave; le vive in modo autentico, pi&ugrave; matura anche la propria identit&agrave; personale. Non &egrave; isolandosi che l&rsquo;uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio&raquo;.[15]</span><br /><br /><span>Cari fratelli e sorelle, &laquo;il vero rimedio alle ferite dell&rsquo;umanit&agrave; &egrave; uno stile di vita basato sull&rsquo;amore fraterno, che ha la sua radice nell&rsquo;amore di Dio&raquo;.[16] Desidero vivamente che nel nostro stile di vita cristiana non manchi mai questa dimensione fraterna, &ldquo;samaritana&rdquo;, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice pi&ugrave; intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Ges&ugrave; Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per il bene di tutti i sofferenti, specialmente dei nostri fratelli malati, anziani e afflitti.</span><br /><br /><span>Eleviamo la nostra preghiera alla Beata Vergine Maria, Salute dei malati; chiediamo il suo aiuto per tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di compassione, ascolto e conforto, e supplichiamo la sua intercessione con questa antica preghiera, che veniva recitata in famiglia per coloro che vivono nella malattia e nel dolore:</span><br /><br /><span>Dolce Madre, non allontanarti,</span><br /><span>non distogliere da me il tuo sguardo.</span><br /><span>Vieni con me ovunque</span><br /><span>e non lasciarmi mai solo.</span><br /><span>Tu che sempre mi proteggi</span><br /><span>come mia vera Madre,</span><br /><span>fa&rsquo; che mi benedica il Padre,</span><br /><span>il Figlio e lo Spirito Santo.</span><br /><br /><span>Imparto di cuore la mia benedizione apostolica a tutti i malati, ai loro familiari e a quanti li assistono, agli operatori sanitari, alle persone impegnate nella pastorale della salute e in modo speciale a coloro che partecipano a questa Giornata Mondiale del Malato.</span><br /><br /><span>LEONE PP. XIV</span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[HAI UN'ANIMA SOLA. PENSA A SALVARLA]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/hai-unanima-sola-pensa-a-salvarla]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/hai-unanima-sola-pensa-a-salvarla#comments]]></comments><pubDate>Tue, 03 Feb 2026 10:43:24 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/hai-unanima-sola-pensa-a-salvarla</guid><description><![CDATA[         "Figlio, hai un'anima sola. Pensa asalvarla. Nulla giova acquistare tuttoil mondo se perdi l'anima tua."San Giovanni Bosco&#8203;  &ldquo;Figlio, hai un&rsquo;anima sola. Pensa a salvarla. Nulla giova acquistare tutto il mondo se perdi l&rsquo;anima tua.&rdquo;Queste parole, attribuite a San Giovanni Bosco, attraversano il tempo come una freccia silenziosa e precisa. Non alzano la voce, non polemizzano, non inseguono le mode: colpiscono il cuore della questione umana.Viviamo in un&rsquo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:0px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/f548b704-d81b-4f43-bf97-62493b4c5f77_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div title="Audio: 1animasola.mp3" class="wsite-html5audio"><audio id="audio_321745010359703220" style="height: auto;" class="wsite-mejs-align-center wsite-mejs-dark" src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/1animasola.mp3" preload="none" data-autostart="no" data-artist="" data-track=""></audio></div>  <div class="paragraph" style="text-align:right;"><span style="color:rgb(129, 129, 129)">"Figlio, hai un'anima sola. Pensa a</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">salvarla. Nulla giova acquistare tutto</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">il mondo se perdi l'anima tua."</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">San Giovanni Bosco<br />&#8203;</span></div>  <div class="paragraph"><span>&ldquo;Figlio, hai un&rsquo;anima sola. Pensa a salvarla. Nulla giova acquistare tutto il mondo se perdi l&rsquo;anima tua.&rdquo;</span><br /><span>Queste parole, attribuite a San Giovanni Bosco, attraversano il tempo come una freccia silenziosa e precisa. Non alzano la voce, non polemizzano, non inseguono le mode: colpiscono il cuore della questione umana.</span><br /><br /><span>Viviamo in un&rsquo;epoca che misura il valore in termini di prestazione, visibilit&agrave;, possesso. Siamo educati &mdash; spesso senza accorgercene &mdash; a moltiplicare obiettivi, a inseguire risultati, a costruire identit&agrave; come vetrine. Eppure, in mezzo a questa corsa, la domanda pi&ugrave; semplice resta la pi&ugrave; disattesa: che ne &egrave; della nostra anima?</span><br /><br /><span>Don Bosco non parla di disprezzo del mondo, n&eacute; di fuga dalla realt&agrave;. Al contrario, la sua vita &egrave; stata immersa nella storia, tra i giovani poveri, le strade difficili di Torino, le urgenze concrete dell&rsquo;educazione. Proprio per questo le sue parole hanno peso. Non sono il consiglio astratto di chi guarda da lontano, ma l&rsquo;avvertimento paterno di chi conosce il valore &mdash; e la fragilit&agrave; &mdash; della persona.</span><br /><br /><span>&ldquo;Hai un&rsquo;anima sola.&rdquo; Una sola. Non sostituibile, non replicabile, non assicurabile. In un linguaggio moderno diremmo: &egrave; il tuo bene non rinnovabile. Puoi perdere molte cose e ritrovarle, puoi sbagliare e ricominciare, puoi cadere e rialzarti. Ma l&rsquo;anima, se trascurata, si consuma nel silenzio. Non fa rumore quando si smarrisce. &Egrave; questo il rischio pi&ugrave; grande.</span><br /><br /><span>&ldquo;Nulla giova acquistare tutto il mondo&hellip;&rdquo; Qui il Vangelo diventa sorprendentemente realistico. Non dice che il mondo &egrave; cattivo, ma che non basta. Il successo, il potere, il consenso, persino le opere buone, se scollegate da un centro interiore, possono diventare vuote. L&rsquo;uomo pu&ograve; &ldquo;avere tutto&rdquo; e restare profondamente perso.</span><br /><br /><span>Da cattolici, queste parole ci interrogano profondamente. Che tipo di narrazione offriamo? Alimentiamo solo l&rsquo;urgenza, lo scontro, l&rsquo;ansia di primeggiare? O aiutiamo a riscoprire l&rsquo;essenziale, il senso, la dignit&agrave; profonda di ogni persona? Parlare di anima oggi sembra fuori moda, quasi imbarazzante. Eppure &egrave; proprio ci&ograve; che manca nel dibattito pubblico: uno sguardo che vada oltre l&rsquo;immediato.</span><br /><br /><span>Don Bosco ci lascia un criterio semplice e radicale: prima l&rsquo;anima, poi tutto il resto. Non come rinuncia triste, ma come ordine dell&rsquo;amore. Perch&eacute; solo chi custodisce l&rsquo;anima pu&ograve; davvero abitare il mondo senza perdersi. E forse, in questo tempo inquieto, &egrave; la notizia pi&ugrave; urgente da raccontare.</span><br /><br /><span>Paulus Minor</span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[GIORNO DELLA MEMORIA 2026]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/giorno-della-memoria-2026]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/giorno-della-memoria-2026#comments]]></comments><pubDate>Tue, 27 Jan 2026 10:36:20 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/giorno-della-memoria-2026</guid><description><![CDATA[       27.1.2026GIORNO DELLA MEMORIAPER NON DIMENTICARE MA SOPRATTUTTO PER IMPARARECONTRO OGNI GUERRA...CONTRO OGNI GENOCIDIO...CONTRO OGNI DITTATURA...CONTRO OGNI IDEOLOGIA...DI IERI, DI OGGI, DI DOMANI!Il Giorno della Memoria non &egrave; solo il ricordo di ci&ograve; che &egrave; stato, ma una chiamata a riconoscere ed evitare ci&ograve; che sta tornando di male sotto diverse forme.Ricordare significa non dimenticare l&rsquo;orrore, ma imparare a non commettere gli stessi errori.La storia ci  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/619574769-10240978560311573-1938379699266506628-n-1_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(129, 129, 129)">27.1.2026</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">GIORNO DELLA MEMORIA</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">PER NON DIMENTICARE MA SOPRATTUTTO PER IMPARARE</span><br /><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">CONTRO OGNI GUERRA...</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">CONTRO OGNI GENOCIDIO...</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">CONTRO OGNI DITTATURA...</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">CONTRO OGNI IDEOLOGIA...</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">DI IERI, DI OGGI, DI DOMANI!</span><br /><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Il Giorno della Memoria non &egrave; solo il ricordo di ci&ograve; che &egrave; stato, ma una chiamata a riconoscere ed evitare ci&ograve; che sta tornando di male sotto diverse forme.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Ricordare significa non dimenticare l&rsquo;orrore, ma imparare a non commettere gli stessi errori.</span><br /><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">La storia ci insegna che la violenza inizia sempre quando la vita perde valore, quando qualcuno viene dichiarato &ldquo;di troppo&rdquo;, &ldquo;non degno&rdquo;, &ldquo;senza voce&rdquo;. &Egrave; una logica che appartiene al passato, ma che &egrave; presente anche oggi (come l&rsquo;aborto e l&rsquo;eutanasia) quando la vita pi&ugrave; fragile non viene pi&ugrave; riconosciuta come inviolabile.</span><br /><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Contro ogni guerra, che distrugge l&rsquo;umanit&agrave;.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Contro ogni genocidio, che annienta popoli e dignit&agrave;.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Contro ogni dittatura, che soffoca la libert&agrave;.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Contro ogni ideologia, quando si sostituisce alla coscienza e alla verit&agrave; sull&rsquo;uomo.</span><br /><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Di ieri, di oggi, di domani.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Perch&eacute; la memoria autentica non divide: educa, protegge, custodisce la vita.</span></div>  <div><div style="height: 10px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 10px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(129, 129, 129)">PREGHIERA<br />(</span><span style="color:rgb(129, 129, 129)">&nbsp;rinvenuta nel campo di sterminio di Ravensbr&uuml;ck)&nbsp;<br />&#8203;</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Signore, ricordati non solo degli uomini di buona volont&agrave;,</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">ma anche degli uomini di volont&agrave; cattiva.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Non ricordarti delle sofferenze che ci hanno inflitto.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">Ricordati dei frutti che noi abbiamo portato grazie al nostro soffrire: la nostra fraternit&agrave;, la lealt&agrave;, il coraggio, la generosit&agrave;</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">e la grandezza di amore che sono fioriti da tutto ci&ograve; che abbiamo patito.</span><br /><span style="color:rgb(129, 129, 129)">E quando questi uomini giungeranno al giudizio, fa che tutti questi frutti che abbiamo fatto nascere siano il loro perdono&raquo;.</span><br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[GRAZIE E AUGURI]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/grazie-e-auguri]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/grazie-e-auguri#comments]]></comments><pubDate>Tue, 30 Dec 2025 14:05:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/grazie-e-auguri</guid><description><![CDATA[.NAZARETH FAMIGLIA DI DIOaugura a tutti voi un SALUTARE 2026Carissimi fratelli e sorelle,nell&rsquo;augurarvi un salutare 2026 vogliamo ringraziarvi uno ad uno per l&rsquo;anno trascorso insieme.Grazie per aver condiviso con noi parte del vostro tempo, della vostra vita&hellip; anche solo leggendoci.Un grazie particolare lo vogliamo rivolgere a tutti coloro che hanno permesso che Nazareth Famiglia di Dio, ormai da anni, diventasse porto sicuro e punto di riferimento per molti.Grazie a tutti colo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">.N<span>AZARETH FAMIGLIA DI DIO</span><br /><span>augura a tutti voi un SALUTARE 2026</span><br /><br /><span>Carissimi fratelli e sorelle,</span><br /><span>nell&rsquo;augurarvi un salutare 2026 vogliamo ringraziarvi uno ad uno per l&rsquo;anno trascorso insieme.</span><br /><br /><span>Grazie per aver condiviso con noi parte del vostro tempo, della vostra vita&hellip; anche solo leggendoci.</span><br /><br /><span>Un grazie particolare lo vogliamo rivolgere a tutti coloro che hanno permesso che Nazareth Famiglia di Dio, ormai da anni, diventasse porto sicuro e punto di riferimento per molti.</span><br /><br /><span>Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi le varie iniziative sociali.</span><br /><br /><span>Insomma, grazie a tutti, vecchi e nuovi amici, ovunque voi siate!</span><br /><span>Promettiamo che tutti voi avrete spazio nella nostra preghiera di ringraziamento.</span><br /><br /><span>Con l&rsquo;augurio che il prossimo anno solare sia, per tutti noi, veramente un anno di Grazia, ci permettiamo di proporvi questa bellissima&hellip;</span><br /><br /><span>PREGHIERA DI FINE/INIZIO ANNO:</span><br /><span>Signore,</span><br /><span>alla fine di questo anno voglio ringraziarti</span><br /><span>per tutto quello che ho ricevuto da te,</span><br /><span>grazie per la vita e l&rsquo;amore,</span><br /><span>per i fiori, l&rsquo;aria e il sole,</span><br /><span>per l&rsquo;allegria e il dolore,</span><br /><span>per quello che &egrave; stato possibile</span><br /><span>e per quello che non ha potuto esserlo.</span><br /><br /><span>Ti regalo quanto ho fatto quest&rsquo;anno:</span><br /><span>il lavoro che ho potuto compiere,</span><br /><span>le cose che sono passate per le mie mani</span><br /><span>e quello che con queste ho potuto costruire.</span><br /><br /><span>Ti offro le persone che ho sempre amato,</span><br /><span>le nuove amicizie, quelli a me pi&ugrave; vicini,</span><br /><span>quelli che sono pi&ugrave; lontani,</span><br /><span>quelli che se ne sono andati,</span><br /><span>quelli che mi hanno chiesto una mano</span><br /><span>e quelli che ho potuto aiutare,</span><br /><span>quelli con cui ho condiviso la vita,</span><br /><span>il lavoro, il dolore e l&rsquo;allegria.</span><br /><br /><span>Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono</span><br /><span>per il tempo sprecato, per i soldi spesi male,</span><br /><span>per le parole inutili e per l&rsquo;amore disprezzato,</span><br /><span>perdono per le opere vuote,</span><br /><span>per il lavoro mal fatto,</span><br /><span>per il vivere senza entusiasmo</span><br /><span>e per la preghiera sempre rimandata,</span><br /><span>per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,</span><br /><span>semplicemente&hellip; ti chiedo perdono.</span><br /><br /><span>Signore Dio, Signore del tempo e dell&rsquo;eternit&agrave;,</span><br /><span>tuo &egrave; l&rsquo;oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all&rsquo;inizio di un nuovo anno,</span><br /><span>io fermo la mia vita davanti al calendario</span><br /><span>ancora da inaugurare</span><br /><span>e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriver&ograve; a vivere.</span><br /><br /><span>Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l&rsquo;allegria,</span><br /><span>la forza e la prudenza,</span><br /><span>la carit&agrave; e la saggezza.</span><br /><br /><span>Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bont&agrave;,</span><br /><span>chiudi le mie orecchie a ogni falsit&agrave;,</span><br /><span>le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste</span><br /><span>o in grado di ferire,</span><br /><span>apri invece il mio essere a tutto quello che &egrave; buono,</span><br /><span>cos&igrave; che il mio spirito si riempia solo di benedizioni</span><br /><span>e le sparga a ogni mio passo.</span><br /><br /><span>Riempimi di bont&agrave; e allegria</span><br /><span>perch&eacute; quelli che convivono con me</span><br /><span>trovino nella mia vita un po&rsquo; di te.</span><br /><br /><span>Signore, dammi un anno felice</span><br /><span>e insegnami e diffondere felicit&agrave;.</span><br /><br /><span>Nel nome di Ges&ugrave;, amen.</span><br /><br /><span>Arley Tuberqui</span></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/27b38d4e-b39a-4f48-82ca-e97399c629de_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[25' ANNIVERSARIO DI NAZARETH FAMIGLIA DI DIO]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/25-anniversario-di-nazareth-famiglia-di-dio]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/25-anniversario-di-nazareth-famiglia-di-dio#comments]]></comments><pubDate>Tue, 19 Aug 2025 22:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/25-anniversario-di-nazareth-famiglia-di-dio</guid><description><![CDATA[         MESSAGGIO NEL&nbsp;25' ANNIVERSARIO DI&nbsp;FONDAZIONE DELLA NOSTRA COMUNITA' VIRTUALE -Carissime amiche, carissimi amici,noi Cattolici abbiamo il dovere di essere ONESTI se vogliamo costruire una relazione che non sia fondata sulle apparenze (falsit&agrave; e sorrisi ipocriti, dicendo sempre che va tutto bene). Per questo dobbiamo SEMPRE parlare della VERITA' e in VERITA'.Dobbiamo annunciare la Verit&agrave; ma con AMORE. Quale amore? Non certo il nostro, cio&egrave; quello umano, ma q [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:0px;padding-bottom:0px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/25annvio3_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div title="Audio: 25annnfdadjub.mp3" class="wsite-html5audio"><audio id="audio_585826417754235773" style="height: auto;" class="wsite-mejs-align-center wsite-mejs-dark" src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/25annnfdadjub.mp3" preload="none" data-autostart="no" data-artist="" data-track=""></audio></div>  <div class="paragraph"><span>MESSAGGIO NEL&nbsp;</span>25' ANNIVERSARIO DI&nbsp;<span>FONDAZIONE DELLA NOSTRA COMUNITA' VIRTUALE -</span><br /><br /><span>Carissime amiche, carissimi amici,</span><br /><span>noi Cattolici abbiamo il dovere di essere ONESTI se vogliamo costruire una relazione che non sia fondata sulle apparenze (falsit&agrave; e sorrisi ipocriti, dicendo sempre che va tutto bene). </span><br /><br /><span>Per questo dobbiamo SEMPRE parlare della VERITA' e in VERITA'.</span><br /><span>Dobbiamo annunciare la Verit&agrave; ma con AMORE. Quale amore? Non certo il nostro, cio&egrave; quello umano, ma quello che ci insegna GESU&rsquo; attraverso la sua Parola.</span><br /><br /><span>Dobbiamo mirare alla Verit&agrave; ma con MANSUETUDINE: essere miti, benigni, tranquilli anche se essere mansueti pu&ograve; significare farsi offendere, farsi usare, farsi maltrattare per il solo scopo di aiutare l&rsquo;altro a RIALZARSI.</span><br /><br /><span>Dire la Verit&agrave; non &egrave; parlare con sgarbo, oppure &ldquo;non avere peli sulla lingua&rdquo;, ma &egrave; parlare SENZA GIRI DI PAROLE, SEMPLICEMENTE E CHIARAMENTE, ma onorando sempre l&rsquo;altro, il quale dovrebbe, con modestia, umilt&agrave; e gratitudine, tener conto e far tesoro dell'insegnamento.</span><br /><br /><span>Dobbiamo sempre ricordare che la mancanza di sincerit&agrave; distrugge le amicizie migliori e noi stessi nel rapporto con Dio.</span><br /><span>Insomma dobbiamo imparare a rispettare le differenze tra di noi, ma a vederle COME DIO LE VEDE.</span><br /><br /><span>Infine dobbiamo sempre ricordare che per crescere sempre piu nella Verit&agrave; Divina DOBBIAMO FARE/ESSERE Comunit&agrave;: cioe frequentarsi IL PIU POSSIBILE aiuta a conoscersi meglio e COSI costruire e superare gli eventuali ostacoli verso la santit&agrave;.</span><br /><br /><span>Proprio per questo, noi dobbiamo ESSERE TESTIMONI ATTIVI della Verit&agrave; nel mondo, virtuale e non.</span><br /><br /><span>Questo deve essere il volto del cristiano nel mondo, questa &egrave; e deve essere l'opera di Nazareth Famiglia di Dio, questa deve essere sempre la mia, la tua, la nostra opera oggi.</span><br /><br /><span>Questo &egrave; l'augurio che Mi/Vi porgo: poter essere capaci di testimoniare attivamente, costantemente e coerentemente la Verit&agrave; di Dio e della sua Chiesa, poter essere capaci di dare Valore alla vita di tutti i giorni illuminando ogni uomo con la Parola di Verit&agrave; di Cristo e con l&rsquo;esempio coerente della nostra vita.</span><br /><br /><span>Auguri a tutti.</span><br /><br /><span>Paolo</span><br /><span>Bergamo, 20 agosto 2025</span><br /><br /><span>---------------</span><br /><br /><span>Proverbi 28:23, &ldquo;Chi riprende qualcuno trover&agrave; poi maggior favore di chi lo adula con la lingua&rdquo;.</span><br /><br /><span>Efesini 4:25, &ldquo;Perci&ograve;, messa da parte la menzogna, ciascuno dica la verit&agrave; al suo prossimo, perch&eacute; siamo membra gli uni degli altri&rdquo;.</span><br /><br /><span>Galati 6:1, &ldquo;Fratelli, se uno &egrave; sorpreso in qualche fallo, voi che siete spirituali, rialzatelo con spirito di MANSUETUDINE&rdquo;.</span><br /><br /><span>Ecclesiaste 8:6, &ldquo;Perch&eacute; per ogni cosa c&rsquo;&egrave; un tempo e un giudizio, e la malvagit&agrave; dell&rsquo;uomo pesa grandemente su di lui&rdquo;.</span><br /><br /><span>1 Pietro 5:5, &ldquo;Sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umilt&agrave;, perch&eacute; DIO resiste ai superbi, ma d&agrave; grazia agli umili&rdquo;.</span><br /><br /><span>Romani 12:16, &ldquo;Abbiate gli stessi pensieri gli uni verso gli altri; non aspirate alle cose alte, ma attenetevi alle umili; non siate savi da voi stessi&rdquo;.</span><br /><br /><span>Filippesi 2:3, &ldquo;Non facendo nulla per rivalit&agrave; o vana gloria, ma con umilt&agrave;, ciascuno di voi stimando gli altri pi&ugrave; di s&eacute; stesso&rdquo;.</span></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/untitled-3x-5_orig.png" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[OGNI CRISTIANO,  . . . , DEVE OSSERVARE LA CASTITÀ]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/ogni-cristiano-deve-osservare-la-castita]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/ogni-cristiano-deve-osservare-la-castita#comments]]></comments><pubDate>Wed, 13 Aug 2025 14:58:23 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/ogni-cristiano-deve-osservare-la-castita</guid><description><![CDATA[DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA &ldquo;OGNI CRISTIANO, NEL RISPETTO DEL PROPRIO STATO DI VITA, DEVE OSSERVARE LA CASTIT&Agrave;.&rdquo;LE DIVERSE FORME DI CASTIT&Agrave;2348 Ogni battezzato &egrave; chiamato alla castit&agrave;. Il cristiano si &egrave; rivestito di Cristo, modello di ogni castit&agrave;. Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita. Al momento del Battesimo il cristiano si &egrave; impegnato a vivere la sua a [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><span>DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA </span><br /><span>&ldquo;OGNI CRISTIANO, NEL RISPETTO DEL PROPRIO STATO DI VITA, DEVE OSSERVARE LA CASTIT&Agrave;.&rdquo;</span><br /><br /><span>LE DIVERSE FORME DI CASTIT&Agrave;</span><br /><br /><span>2348 Ogni battezzato &egrave; chiamato alla castit&agrave;. Il cristiano si &egrave; rivestito di Cristo, modello di ogni castit&agrave;. Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita. Al momento del Battesimo il cristiano si &egrave; impegnato a vivere la sua affettivit&agrave; nella castit&agrave;.</span><br /><br /><span>2349 &laquo; La castit&agrave; deve distinguere le persone nei loro differenti stati di vita: le une nella verginit&agrave; o nel celibato consacrato, un modo eminente di dedicarsi pi&ugrave; facilmente a Dio solo, con cuore indiviso; le altre, nella maniera quale &egrave; determinata per tutti dalla legge morale e secondo che siano sposate o celibi &raquo;. 234 Le persone sposate sono chiamate a vivere la castit&agrave; coniugale; le altre praticano la castit&agrave; nella continenza:</span><br /><br /><span>&laquo;Ci sono tre forme della virt&ugrave; di castit&agrave;: quella degli sposi, quella della vedovanza, infine quella della verginit&agrave;. Non lodiamo l'una escludendo le altre. [...] Sotto questo aspetto, la disciplina della Chiesa &egrave; ricca &raquo;.&nbsp;</span><br /><br /><span>2350 I fidanzati sono chiamati a vivere la castit&agrave; nella continenza. Messi cos&igrave; alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedelt&agrave; e alla speranza di riceversi l'un l'altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell'amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castit&agrave;.</span><br /><br /><span>...</span><br /><br /><strong><span>Coloro che vivono situazioni irregolari (convivenze, frequentazioni extraconiugali, unioni civili, relazioni omosessuali, ecc...) sono tenuti&nbsp;</span><span style="color:rgb(129, 129, 129)">a vivere la castit&agrave; nella continenza.&nbsp;</span></strong></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/479701217-10235714565274987-7124653491910172752-n_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[PER VIVERE UN'ESTATE CRISTIANA]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/per-vivere-unestate-cristiana]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/per-vivere-unestate-cristiana#comments]]></comments><pubDate>Sun, 10 Aug 2025 10:27:35 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/per-vivere-unestate-cristiana</guid><description><![CDATA[1. Un cristiano in estate non nasconde la propria fede come si lascia nell'armadio i capi invernali. Il battezzato &egrave; sempre cristiano e, quindi, la nostra comunione con Cristo deve essere consapevole e costante.2. La vita cristiana non consiste solo nell' "essere buoni", ma nel porre al centro della propria esistenza, al cento per cento, solo Dio. Per questo motivo, il tempo dell&rsquo;estate &egrave; il momento giusto per ricordare Dio ed esse il volto vivo della sua presenza. La fretta  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><span>1. Un cristiano in estate non nasconde la propria fede come si lascia nell'armadio i capi invernali. Il battezzato &egrave; sempre cristiano e, quindi, la nostra comunione con Cristo deve essere consapevole e costante.</span><br /><br /><span>2. La vita cristiana non consiste solo nell' "essere buoni", ma nel porre al centro della propria esistenza, al cento per cento, solo Dio. Per questo motivo, il tempo dell&rsquo;estate &egrave; il momento giusto per ricordare Dio ed esse il volto vivo della sua presenza. La fretta &egrave; nemica della carit&agrave; silenziosa.</span><br /><br /><span>3. Senza la preghiera, un cristiano, &egrave; un mulino paralizzato. Molti dei nostri fallimenti e abbandoni sono causati dalla interruzione della "linea telefonica" con il Signore. La preghiera ci rende forti, ci chiarisce, ci fa riflettere e aiuta a compiere la volont&agrave; del Padre.</span><br /><br /><span>4. L'Eucaristia (oltre al precetto festivo) &egrave; una necessit&agrave; fisica e spirituale. Se con l&rsquo;eucarestia riusciamo a condurre una vita relativamente cristiana senza di essa siamo burattini del mondo. Siamo in balia del solo alimento materiale che il mondo ci offre.</span><br /><br /><span>5. In estate cerchiamo il sole. Il culto del corpo non pu&ograve; essere superiore alla adorazione di Dio. Lui &egrave; davvero l'unico Sole di giustizia.</span><br /><br /><span>6. "Dimmi quello che leggi e ti dir&ograve; come pensi." Un cristiano deve nutrirsi con le parole della speranza! Un buon libro, scelto con criteri cristiani, sar&agrave; garanzia di giusto modo di pensare e di una coscienza chiara.</span><br /><br /><span>7. Dio ha posto la Creazione a disposizione del nostro godimento e della nostra gioia. La nostra terra &egrave; soggetta a costanti alterazioni degrado frutto del desiderio sfrenato di sfruttamento delle risorse naturali da parte dell'uomo. Dobbiamo assolutamente rispettare l'ambiente che ci consente di godere del riposo e di tante cose buone che il Signore ci offre. Occorrono secoli per ripopolare la terra, e ore per incendiarla.</span><br /><br /><span>8. La bellezza, l'arte, la musica classica ... ci possono elevare all'incontro e al godimento personale di Dio. Un santuario &egrave; una porta aperta alla fede. Maria Vergine &egrave; una mano che ci sospinge verso il Signore. La grandezza di un tempio &egrave; un anticipo della gloria che ci attende in paradiso. Godiamo davvero di ogni traccia che ha lasciato l'uomo attraverso l'arte quale risultato della propria fede!</span><br /><br /><span>9. Silenzio e contemplazione in riva al mare. L&rsquo;alpinismo come segno del nostro impegno per arrivare al cielo. Il nostro riposo come preludio a ci&ograve; che un giorno Dio riserver&agrave; a ciascuno di noi ... possono essere pensieri per aiutarci a vivere questo tempo estivo con un senso e significato cristiani.</span><br /><br /><span>10. In valle o in mezzo al mare, sulle montagne o in un villaggio in mezzo al bosco o sperduto in un deserto. Di fronte a una cattedrale o nelle strade di una grande citt&agrave;: non dimentichiamo mai che siamo cristiani. Non dimentichiamo che Dio &egrave; con noi.</span></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/529719122-10238417210439427-8072818017403804222-n_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[CORPI PERFETTI, ANIME PERSE]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/corpi-perfetti-anime-perse]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/corpi-perfetti-anime-perse#comments]]></comments><pubDate>Thu, 07 Aug 2025 12:23:45 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/corpi-perfetti-anime-perse</guid><description><![CDATA[La palestra &egrave; un luogo che offre molte occasioni di tentazione sessuale. Almeno la mia. Ogni volta che ci vado, io, marito e padre di sei figli, che combatte una battaglia persa contro il &ldquo;corpo da pap&agrave;&rdquo;, devo schivare decine di donne attraenti tra i venti e i trent&rsquo;anni che indossano abiti che in un&rsquo;epoca precedente, pi&ugrave; &ldquo;puritana&rdquo;, sarebbero stati considerati vergognosamente inappropriati per ambienti misti. Mi limito a concentrarmi sull [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">La palestra &egrave; un luogo che offre molte occasioni di tentazione sessuale. Almeno la mia. Ogni volta che ci vado, io, marito e padre di sei figli, che combatte una battaglia persa contro il &ldquo;corpo da pap&agrave;&rdquo;, devo schivare decine di donne attraenti tra i venti e i trent&rsquo;anni che indossano abiti che in un&rsquo;epoca precedente, pi&ugrave; &ldquo;puritana&rdquo;, sarebbero stati considerati vergognosamente inappropriati per ambienti misti. Mi limito a concentrarmi sulle ripetizioni e a leggere il mio&nbsp;<em>Magnificat</em>&nbsp;tra una serie e l&rsquo;altra.<br /><br />Pi&ugrave; recentemente, per&ograve;, mi sono dedicato alla&nbsp;<strong>preghiera</strong>, sia per le donne attraenti e quasi perfettamente in forma che per i loro confidenti e muscolosi omologhi maschili. Perch&eacute; sotto tutta la nauseante e egocentrica ostentazione della cultura della palestra c&rsquo;&egrave;, credo, una&nbsp;<strong>profonda tristezza</strong>. Cosa ci facciamo esattamente l&igrave;? Senza dubbio, &ldquo;massimizzare&rdquo; la nostra salute (anche se preferisco invertire il concetto e chiamarlo, scherzosamente, allontanare la morte). Tuttavia, dubito che la maggior parte dei giovani la veda in questo modo: la morte &egrave; troppo lontana per loro. Sono l&igrave;, che lo ammettano o no, perch&eacute; vogliono essere&nbsp;<strong>belli</strong>. Ma a quale scopo?<br /><br />Presumibilmente, la maggior parte dei miei compagni di palestra ha una relazione sentimentale o ne sta cercando una; tuttavia, curiosamente, i membri della&nbsp;<strong>Generazione Z</strong>&nbsp;fanno meno sesso rispetto alle generazioni precedenti, come<span style="color:rgb(0, 0, 255)">&nbsp;<a href="https://www.wired.com/story/uncanny-valley-podcast-whats-behind-gen-zs-sex-recession/"><strong><u>hanno sottolineato</u></strong></a>&nbsp;</span>diversi&nbsp;<span style="color:rgb(0, 0, 255)"><a href="https://www.newyorker.com/newsletter/the-daily/why-young-people-are-hooking-up-less-than-ever"><strong><u>reportage</u></strong></a>&nbsp;<a href="https://www.npr.org/2025/06/23/1254614599/carter-sherman-gen-z-sex"><strong><u>recenti</u></strong></a></span>. La nostra cultura non sembra meno ossessionata dal sesso rispetto ai decenni precedenti, ma ora questa ossessione &egrave; digitale e online, messa in atto (e consumata) davanti a uno schermo, spesso in solitudine. In palestra ci sono molti corpi belli e iper-sessualizzati&hellip; ma almeno alcuni di loro stanno effettivamente facendo&nbsp;<strong>meno sesso</strong>.&nbsp;<span style="color:rgb(0, 0, 255)"><a href="https://www.newsweek.com/more-gen-z-delay-having-kids-millenials-amid-birth-rate-decline-fears-2082085"><strong><u>Molti</u></strong></a></span>&nbsp;sceglieranno di non avere figli.<br /><br />L&rsquo;insegnamento cattolico direbbe che questo riflette un&nbsp;<strong>fallimento fondamentale</strong>&nbsp;nel comprendere lo scopo del sesso (e della sessualit&agrave;), come sostiene in modo persuasivo il teologo e professore cattolico&nbsp;<strong>Eduardo Echeverria</strong>&nbsp;nel suo nuovo libro&nbsp;<span style="color:rgb(0, 0, 255)"><a href="https://amzn.to/"><strong><em><u>Redeeming Sex: The Battle for the Body</u></em></strong></a></span>. Il testo di Echeverria &egrave; profondamente filosofico e teologico, con lunghi capitoli sull&rsquo;ermeneutica del significato e della verit&agrave;, l&rsquo;antropologia cristiana e il personalismo, e diverse interpretazioni della rivelazione divina. Tale profondit&agrave; pu&ograve; scoraggiare i lettori che hanno solo una conoscenza superficiale di questi concetti. Tuttavia, la sua prospettiva vuole essere accessibile e&nbsp;<strong>appassionatamente ecumenica</strong>; infatti, pochi studiosi cattolici hanno tanta familiarit&agrave; con la teologia protestante contemporanea quanto il dottor Echeverria.<br /><br />Ai fini del mio discorso, tuttavia, vorrei concentrarmi su ci&ograve; che&nbsp;<em>Redeeming Sex</em>&nbsp;dice sui tipi di lotte che vivono le persone che vedo ogni settimana in palestra. Per quanto l&rsquo;attenta raffinatezza scientifica del corpo umano in palestra abbia a che fare con la sessualit&agrave;, non pu&ograve; evitare di tendere verso un certo tipo di&nbsp;<strong>vanit&agrave;</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>autogratificazione</strong>. Cerchiamo un corpo pi&ugrave; attraente perch&eacute; vogliamo sentirci bene con noi stessi ed essere apprezzati dagli altri, e speriamo di attirare l&rsquo;attenzione di qualcuno la cui fisicit&agrave; sia approssimativamente tonica e bella come la nostra.<br /><br />E pi&ugrave; la nostra concezione della bellezza &egrave; definita da ci&ograve; che vediamo sugli schermi &ndash; che si tratti di social media, immagini sensuali o pornografia pura e semplice &ndash; pi&ugrave; il sesso si avvolge intorno a&nbsp;<strong>noi stessi</strong>&nbsp;e alla soddisfazione di inclinazioni fisiologiche.<br /><br />Tuttavia, come sostiene Echeverria, ridurre la sessualit&agrave; a mero desiderio fisico e biologico, basandosi su un&rsquo;antropologia materialista, &laquo;blocca l&rsquo;<strong>autotrascendenza</strong>&nbsp;e, quindi, rende impossibile all&rsquo;individuo realizzarsi nella&nbsp;<strong>relazionalit&agrave;</strong>&raquo;. Infatti, se la sessualit&agrave; non &egrave;&nbsp;<strong>dono di s&eacute;</strong>, si degrada necessariamente nell&rsquo;autocompiacimento, come ha sostenuto Papa Giovanni Paolo II nel suo classico testo&nbsp;<em>Amor e responsabilit&agrave;</em>. E l&rsquo;autocompiacimento riflette un&nbsp;<strong>restringimento dell&rsquo;orizzonte umano</strong>, un ripiegamento su se stessi che nel suo narcisismo assomiglia a&nbsp;<em>Gollum</em>, una creatura vergognosa, piagnucolosa e totalmente senza scrupoli, la cui intera identit&agrave; ruota attorno al compiacimento di s&eacute;.<br /><br />&laquo;La preoccupazione per il proprio egoismo genera una contraddizione tra la nostra autoaffermazione individuale e la realizzazione nella relazione&raquo;, scrive Echeverria. La&nbsp;<strong>libert&agrave; assoluta</strong>&nbsp;promessa dalla rivoluzione sessuale si rivela in realt&agrave; una&nbsp;<strong>schiavit&ugrave; dell&rsquo;io</strong>&nbsp;e, di conseguenza, danneggia la societ&agrave;, perch&eacute; insegna alle persone a pensare prima alla propria soddisfazione. Al contrario, la fede cristiana afferma che il valore supremo e il fine di tutte le relazioni sessuali &egrave; l&rsquo;<strong>amore</strong>, non nel senso romantico effimero, ma nel senso sacrificale e di dono di s&eacute;. Per questo la Chiesa ha sempre delimitato l&rsquo;atto sessuale entro i confini del matrimonio, data l&rsquo;orientamento di questa istituzione verso la fedelt&agrave; dell&rsquo;alleanza e la procreazione. Il sesso, affermava Giovanni Paolo II in&nbsp;<em>Veritatis splendor</em>, esige &laquo;il rispetto di alcuni&nbsp;<strong>beni fondamentali</strong>&nbsp;senza i quali si cadrebbe nel relativismo e nell&rsquo;arbitrariet&agrave;&raquo;. Questa comprensione della sessualit&agrave;&nbsp;<strong>amplia</strong>&nbsp;l&rsquo;io, invece di ridurlo, e benedice la societ&agrave; promuovendo un paradigma comune che d&agrave; priorit&agrave; all&rsquo;altro.<br /><br />Non &egrave; che la cultura della palestra promuova necessariamente un&rsquo;autotrascendenza ipersessualizzata e lussuriosa. Ci sono molti ragazzi e ragazze in palestra che sono l&igrave; semplicemente per mantenersi in salute e, si spera, diventare un po&rsquo; pi&ugrave; forti o pi&ugrave; in forma. Ma nella nostra societ&agrave; digitale moderna &ndash; in cui &egrave; perfettamente accettabile, e persino incoraggiato, scattare foto e girare video di se stessi e condividerli con perfetti sconosciuti &ndash; la palestra diventa spesso un&nbsp;<strong>palcoscenico per celebrare e mostrare se stessi</strong>.<br /><br />Per allenarsi in modo da evitare questa tendenza all&rsquo;erotismo narcisistico, &egrave; necessario esercitare non solo il corpo, ma anche la mente e l&rsquo;anima, formando&nbsp;<strong>abitudini virtuose</strong>&nbsp;basate su un&rsquo;<strong>antropologia cristiana</strong>&nbsp;adeguata. Come ogni altra cosa nella vita, anche &laquo;fare esercizio fisico&raquo; deve essere orientato in ultima analisi alla glorificazione di Dio e all&rsquo;amore per il prossimo.<br /><br />Questo &egrave; il primo di una serie di&nbsp;<strong>tre volumi</strong>&nbsp;sulla persona umana e la cultura. E Echeverria ci ha gi&agrave; offerto una prospettiva sofisticata e profondamente cattolica sull&rsquo;antropologia e l&rsquo;etica. Alcune sezioni affrontano l&rsquo;assistenza pastorale per coloro che si trovano in relazioni spiritualmente o moralmente problematiche e confutano accuratamente il ministero pro-LGBTQ del popolare padre James Martin. &Egrave; un&rsquo;opera di evidente rilevanza per le sfide che la Chiesa (e i singoli cattolici) devono affrontare oggi. E, come ho scoperto, pu&ograve; persino aiutare a navigare le complessit&agrave; della&nbsp;<strong>cultura contemporanea della palestra</strong>.<br /><br />Casey Chalk<br />Dal Blog&nbsp;di Sabino Paciolla<br /><a href="https://www.sabinopaciolla.com/corpi-perfetti-anime-perse/?fbclid=IwY2xjawMBeW5leHRuA2FlbQIxMQABHu_5CZTE4U_zM8dUbNtuaLeCkO4AkWEwcs5feEzApA7_63m_bgsk3RznA-n9_aem_HkiAmE5Y-0j8rGQk00L5pA" target="_blank">(Link)</a>&nbsp;</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-hairline " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.nazarnet.net/uploads/2/6/7/3/26733155/stile-olio-su-tela-pennellate-evidenti-un-giovane-uomo-capelli-corti-e-mossi-barba-corta-con-baffi-1_orig.jpeg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[FEDE SOTTO ATTACCO]]></title><link><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/fede-sotto-attacco]]></link><comments><![CDATA[https://www.nazarnet.net/actual/fede-sotto-attacco#comments]]></comments><pubDate>Sun, 13 Jul 2025 22:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.nazarnet.net/actual/fede-sotto-attacco</guid><description><![CDATA[Oscuramento di messainlatino.it: la nostra solidariet&agrave; non taceAbbiamo appreso con rammarico e indignazione della rimozione ingiustificata del sito messainlatino.it dai risultati di ricerca di Google. Un gesto grave, un colpo basso inflitto a chi, con dedizione e sobriet&agrave;, custodisce il patrimonio della liturgia tradizionale cattolica.Ebbene s&igrave;, comprendiamo profondamente lo smarrimento dei nostri fratelli. Non per sentito dire, ma per esperienza diretta: meno di un mese fa, [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong>Oscuramento di messainlatino.it: la nostra solidariet&agrave; non tace</strong><br />Abbiamo appreso con rammarico e indignazione della rimozione ingiustificata del sito <em>messainlatino.it</em> dai risultati di ricerca di Google. Un gesto grave, un colpo basso inflitto a chi, con dedizione e sobriet&agrave;, custodisce il patrimonio della liturgia tradizionale cattolica.<br /><br />Ebbene s&igrave;, comprendiamo profondamente lo smarrimento dei nostri fratelli. Non per sentito dire, ma per esperienza diretta: meno di un mese fa, la nostra pagina Facebook <em>Nazareth Famiglia di Dio</em> &egrave; stata oscurata senza preavviso, senza spiegazione, senza appello. Il mondo digitale, che si proclama libero e pluralista, inizia a somigliare a un confessionale gestito da burocrati dell&rsquo;algoritmo.<br /><br />Il silenziamento di <em>messainlatino.it</em> &egrave; un attacco alla bellezza, alla storia, alla tradizione, alla spiritualit&agrave;. Non c&rsquo;&egrave; nulla di &ldquo;estremo&rdquo; nel celebrare il rito antico; l&rsquo;estremismo, semmai, risiede nel volerlo zittire.<br /><br /><strong>La nostra voce, la vostra voce</strong><br />Nazareth Famiglia di Dio si schiera apertamente al fianco dei colleghi di <em>messainlatino.it</em>. Il nostro appello &egrave; chiaro: non lasciamo che il digitale selezioni chi ha diritto di parola e chi no. La fede non &egrave; un algoritmo. Non si pu&ograve; scrollare via.<br /><br />Invitiamo tutti i fedeli, i movimenti, le realt&agrave; ecclesiali ad unirsi. A rilanciare, condividere, sostenere. Perch&eacute; quando si oscura una voce che parla di Dio, si spegne una luce. E noi, questa luce, la teniamo accesa.<br />&#8203;<br />Con franchezza e fervore,<br />&#8203;<strong>Nazareth Famiglia di Dio</strong></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>